Biografie

Antonio Tajani

Antonio Tajani
Antonio Tajani nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia

Antonio Tajani nasce a Roma il 4 agosto del 1953. Nella Capitale frequenta il Liceo "Torquato Tasso", per poi iscriversi all'Università La Sapienza, dove si laurea in Giurisprudenza. Ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana, frequenta a Borgo Piave di Latina il corso di alta specializzazione della difesa aerea e diventa controllore della difesa aerea alla base radar di San Giovanni Teatino.

Nel frattempo si avvicina alla politica, militando nel movimento giovanile dell'Unione Monarchica Italiana, il Fronte Monarchico Giovanile, di cui è vicesegretario (non a caso, in seguito si dichiarerà sempre a favore del rientro in Italia dei Savoia).

Nel tempo diventa giornalista professionista. Dapprima lavora come redattore de "Il Settimanale" in qualità di giornalista parlamentare, per poi condurre il "Gr1" in Rai e assumere l'incarico di responsabile della redazione romana de "Il Giornale".

Antonio Tajani e Forza Italia

Nel 1994 è uno dei fondatori di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi di cui diventa coordinatore regionale nel Lazio. E', inoltre, portavoce del presidente del Consiglio nel governo Berlusconi I, fino al 1995.

"Berlusconi mi chiese di essere suo portavoce. Tre giorni dopo gli dissi di sì, non perché fossi suo dipendente, ma perché lo consideravo il più adatto a battere il Pds di Achille Occhetto. Aveva alzato la bandiera delle cose cui credevo da sempre."

L'anno successivo si candida nel collegio di Alatri come deputato, ma viene sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo non riuscendo ad andare oltre il 45.3% delle preferenze.

Antonio Tajani viene sconfitto alle elezioni anche nel 2001, quando è candidato alle amministrative per la carica di sindaco di Roma, sostenuto dalla coalizione della Casa delle Libertà. Al ballottaggio, è battuto da Walter Veltroni, rappresentante del centrosinistra.

Gli anni 2000

A partire dall'anno seguente, dopo il congresso di Estoril, Antonio Tajani viene nominato vicepresidente del Partito Popolare Europeo, dopo essere entrato nel Parlamento Europeo già nel 1994 (venendo rieletto nel 1999). In occasione delle elezioni europee del 2004 riceve più di 120mila preferenze con la lista di Forza Italia nella circoscrizione centro.

"Ho deciso di candidarmi alle elezioni europee per cambiare quest'Europa e dire no alla politica del rigore e dei sacrifici. La mia priorità è la creazione di nuovi posti di lavoro e per questo occorre una politica industriale di sostegno alle imprese. Voglio insomma continuare il lavoro svolto in questi anni, che mi ha permesso di far approvare la mia proposta di una nuova politica industriale, mettendo all'angolo un'economia basata solo sulla finanza."

Dopo essere stato presidente della delegazione di Forza Italia al Parlamento Europeo, nella primavera del 2008 prende il posto di Franco Frattini alla Commissione Barroso I, assumendo l'incarico di Commissario europeo per i trasporti, oltre che quello di vicepresidente.

In virtù della sua nuova mansione, Tajani si schiera a sostegno del programma di salvataggio della compagnia aerea Alitalia tramite il ricorso a capitali privati. È favorevole, inoltre, all'adozione del nuovo Regolamento comunitario in materia di trasporti, che entra in vigore nel dicembre del 2009 e che istituisce regole comuni a protezione dei diritti dei passeggeri del trasporto aereo, i quali in caso di imbarco negato, di ritardo prolungato o di cancellazione del volo devono ricevere assistenza o un rimborso, sia che siano in partenza da un aeroporto che si trova all'interno dell'Unione Europea, sia che si trovino in un Paese extra Ue ma destinati a un aeroporto Ue.

Gli anni 2010

Nel 2010 Antonio Tajani viene confermato all'interno della Commissione Barroso II, questa volta come commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria, e resta vicepresidente. Nel giugno del 2011 lancia il progetto denominato "50.000 turisti", che si pone l'obiettivo di agevolare il turismo di bassa stagione tra il Sud America e il continente europeo.

Nell'agosto del 2012 promuove il decalogo del viaggiatore, che include una serie di norme da seguire per la sicurezza. Nell'ottobre dello stesso anno avanza la proposta di una nuova rivoluzione industriale per fare in modo che l'industria arrivi a pesare più del 20% sul Pil della Ue.

Nell'inverno del 2013 Tajani aderisce alla nuova Forza Italia, e la primavera successiva, il 24 marzo del 2014, viene nominato membro del Comitato di Presidenza del partito. Poche settimane più tardi si candida ufficialmente alle elezioni per il Parlamento Europeo in qualità di capolista nella Circoscrizione Italia centrale, in cui sono inclusi quattordici collegi elettorali del Lazio, delle Marche, dell'Umbria e della Toscana. Nel corso della campagna elettorale, tra l'altro, sostiene che l'eliminazione di Gheddafi sia stata un errore.

Primo nella sua circoscrizione per Forza Italia, ottiene poco meno di 110mila preferenze ritornando al Parlamento Europeo, dove è riconfermato vicepresidente per il PPE, il Partito Popolare Europeo. Nel novembre del 2014 il politico romano annuncia di avere rinunciato, per una scelta di coscienza, all'indennità transitoria di fine mandato a cui avrebbe diritto in qualità di ex vicepresidente della Commissione, per una somma di poco inferiore a 470mila euro.

Le onorificenze

Il 26 gennaio del 2015 riceve l'onorificenza della Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins, in Cile. Ad aprile si vede addirittura intitolare una via in Spagna, nel principato delle Asturie, nella città di Gijòn. Tale riconoscimento intende rendergli merito per il lavoro di mediazione svolto, in qualità di vicepresidente della Commissione Europea, con la Tenneco, una ditta americana che aveva programmato di chiudere gli stabilimenti della località iberica e che invece, proprio per merito di Antonio Tajani, aveva alla fine scelto di tenere aperti gli impianti, salvando numerosi posti di lavoro. Sempre in Spagna l'esponente di Forza Italia aveva ricevuto, qualche mese prima, il Premio Aragòn Empresa, proprio per i suoi sforzi a sostegno dell'imprenditorialità.

"La mia più grande soddisfazione. A volerlo furono i sindacati delle Asturie, la Regione più a sinistra di Spagna. Alla cerimonia mi sono trovato accanto le 250 famiglie dei dipendenti venute a festeggiarmi. Mi sono commosso."

La presidenza del Parlamento Europeo

Il 17 gennaio del 2017 Antonio Tajani viene eletto nuovo presidente del Parlamento Europeo, ottenendo 351 preferenze, sconfiggendo l'avversario più forte, l'altro italiano Gianni Pittella, e diventando così il successore del tedesco Martin Schulz.

Cosa fa il Presidente del Parlamento Europeo?

Il suo ruolo è quello di coordinare le attività del parlamento, presiedere le assemblee plenarie e dichiarare definitivamente adottato il budget del parlamento. Inoltre, il Presidente rappresenta il parlamento nei rapporti con il resto del mondo e con le altre istituzioni europee.

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