Beppe Signori

Beppe Signori

Biografia Bomber si diventa

Giuseppe Signori, o Beppe Signori (com'è noto in ambito sportivo), nasce ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il 17 febbraio del 1968. Grande calciatore, esploso soprattutto negli anni '90, vicecampione del mondo con la maglia della nazionale italiana nel 1994 e tre volte capocannoniere del massimo campionato, è tra i migliori cannonieri di sempre della serie A con 188 reti in 344 partite.

Brevilineo, rapido e opportunista, nonostante queste qualità che dimostra di avere sin dall'inizio della sua carriera di calciatore, Beppe Signori non riesce a convincere i dirigenti dell'Inter, squadra nella quale milita durante l'esperienza delle giovanili, cominciata nel 1978, all'età di dieci anni. I neroazzurri infatti non investono sulla giovanissima ala sinistra, a causa soprattutto del suo fisico, che reputano estremamente minuto e fragile. Signori allora nel 1983, all'età di quindici anni, decide di passare al Leffe, a pochi chilometri da casa.

L'anno dopo, compiuti i sedici anni, il futuro attaccante della nazionale riesce a dare il proprio contributo per la promozione del Leffe dalla serie dilettanti, allora nominata Inter regionale, al campionato di serie C2. Il giovane calciatore mette a segno cinque gol in appena otto partite e conquista per la stagione successiva il posto da titolare.

Nella stagione 1985-1986 Giuseppe Signori gioca trenta partite e segna tre gol, facendosi notare dal Piacenza, che lo acquista per fargli disputare il campionato di serie C1 della stagione successiva. Il futuro bomber laziale però, diciottenne, risente del clima duro della categoria e non riesce ad imporsi, giocando poco e segnando meno: appena un gol. Il Piacenza allora lo cede in prestito al Trento, dove gioca una trentina di partite e si riprende la fiducia del team padano, il quale lo riprende per la stagione 1988 - 1989.

È l'esordio in serie B per Signori, dove si mette definitivamente in luce, non ancora ventenne. Con il Piacenza, come nelle sue precedenti squadre, l'attaccante gioca quasi sempre lontano dalla porta, come ala, a volte anche a centrocampo. La sua squadra retrocede, ma Beppe riesce a segnare cinque gol in trentuno presenze. Quanto basta per attirare su di sé l'attenzione di un allenatore che per la sua carriera diventa determinante.

Nel 1989 Zdenek Zeman passa alla guida del Foggia dell'imprenditore Pasquale Casillo, il "re del grano", il quale è intenzionato ad intraprendere un progetto ambizioso con la squadra locale. Il tecnico boemo, anticipando tutti, intuisce che l'attaccante lombardo ha qualità ancora inesplose di goleador. A rivelarlo è lo stesso Beppe Signori in un documentario del 2009 dal titolo "Zemanlandia", girato dal regista Beppe Sansonna. Durante la preparazione atletica infatti, al momento delle presentazioni, Zeman avrebbe salutato Signori chiamandolo "bomber", soprannome solitamente indicato per quei calciatori che hanno segnato parecchi gol nella loro carriera. Non è il caso del giovane giocatore di Alzano Lombardo, stando ai dati, ma Zeman sembra convinto delle sue qualità. È l'inizio di un sodalizio importante, che lega il futuro centravanti della Lazio e del Bologna, al Foggia e all'allenatore Zdenek Zeman.

Con i rossoneri in tre stagioni di calcio spettacolo, Signori conquista la serie A, formando con Roberto Rambaudi e Francesco Baiano il cosiddetto "tridente delle meraviglie", in quello che è passato alla storia, calcisticamente parlando, come il "Foggia dei miracoli". L'ala sinistra diventa una punta in grado di segnare e di far segnare, potente e velocissima sotto porta, dotata di un tiro dalla media distanza preciso e portentoso. Il 29 settembre del 1991 sigla il suo primo gol nella massima serie, al minuto 70 del match tra Foggia e Parma. Il numero 11 dei "satanelli", per l'occasione, dribbla anche il "portierone" della nazionale brasiliana Claudio Taffarel, portando in vantaggio la sua squadra. Al termine della stagione 1991-1992, Signori realizza undici gol in 34 presenze e si guadagna la chiamata in nazionale, che arriva il 31 maggio del 1992, nel corso della manifestazione "USA Cup", durante Italia - Portogallo.

A giugno di quello stesso anno il calciatore passa alla Lazio di Sergio Cragnotti e Claudio Regalia, in un'operazione che vale circa undici miliardi per le casse del Foggia Calcio di Pasquale Casillo. Dopo quasi cento partite e trentasei gol con i rossoneri, Signori approda a Roma, sponda laziale, per sostituire il beniamino uruguaiano Ruben Sosa, nel frattempo passato all'Inter.

Il "bomber" è pronto e in breve tempo non fa rimpiangere Sosa, tutt'altro. Nell'esordio allo stadio Marassi contro la Sampdoria, durante la prima giornata di campionato Beppe sigla subito una doppietta. Al termine della sua esperienza laziale si contano 107 reti in 127 partite. L'attaccante bergamasco diventa l'idolo indiscusso della Lazio, ed il terzo miglior cannoniere di sempre, dopo il leggendario Silvio Piola e Giorgio Chinaglia. Conquista il titolo di capocannoniere del campionato in tre occasioni: nel 1992-1993, nel 1993-1994 e nel 1995-1996.

Nel frattempo, nei Campionati Mondiali che si giocano negli USA, Giuseppe Signori conquista il titolo di vicecampione del mondo. Non gioca la finale, persa ai rigori contro il Brasile, probabilmente per essersi rifiutato di giocare come esterno di centrocampo, contrariamente alla volontà dell'allora allenatore Arrigo Sacchi. Un peccato, secondo molti, se si considera che uno dei punti di forza dell'attaccante sono proprio i calci da fermo.

L'11 giugno del 1995 il presidente Cragnotti è ad un passo dal cedere l'idolo laziale al Parma, per un'offerta di circa 22 miliardi di lire. Ma più di 5.000 persone si addensano intorno alla sede della società per protestare con forza contro la probabile cessione e, nella serata dello stesso giorno, il proprietario della Lazio è costretto a cedere alle insistenze dei tifosi, rifiutando l'offerta dei parmensi.

A novembre del 1998, dopo un altro paio di stagioni ad ottimi livelli ed una segnata dagli infortuni, l'attaccante viene ceduto in prestito alla Sampdoria. Il nuovo allenatore laziale, Sven Goran Eriksson, gli preferisce il pupillo Roberto Mancini e il calciatore lombardo non riesce a trovare lo spazio che vuole. A Genova però non riesce a ritrovare la forma, a causa anche di un'ernia che non gli dà pace. Segna tre gol, giocando una manciata di partite, senza mai incidere.

L'anno dopo però ritrova la serenità, all'età trent'anni, nella città di Bologna. Con la squadra emiliana infatti Signori ritorna il goleador di sempre, trascinando i rossoblu in ottime stagioni, condite anche da alcune soddisfazioni in campo europeo. In sei stagioni con il Bologna, segna ben 67 gol in campionato, 14 nelle Coppe Europee e 2 in Coppa Italia. Dopo tredici stagioni di Serie A, all'età di trentasei anni, decide di lasciare il calcio italiano. Approda prima all'Iraklis, in Grecia, poi gioca con gli ungheresi del Sopron, per partecipare al suo ultimo campionato da professionista, nella stagione 2005-2006.

Comincia così la sua carriera di opinionista sportivo. RaiUno lo chiama per commentare dallo studio l'esperienza della nazionale italiana durante il mondiale tedesco. L'anno dopo invece, è a RadioUno, sempre in veste di commentatore sportivo all'interno del programma Domenica Sport, che segue lo storico programma "Tutto il calcio minuto per minuto". Nel 2008 diventa uno degli osservatori della squadra Ternana, in Prima Divisione Lega Pro, la ex serie C1, assunto come consulente personale dell'amministratore unico. Nel 2010 è Mediaset Premium a chiamarlo come opinionista.

Il giorno 1 giugno del 2011, con grande scalpore dell'opinione pubblica, Beppe Signori viene tratto in arresto dalle forze di Polizia con l'accusa di aver preso parte ad alcune scommesse illecite nel mondo del calcio, le quali avrebbero causato alcune partite truccate. Secondo i verbali, a quanto si sa anche tramite i legali del giocatore, il nome di Signori sarebbe stato fatto per garantire il corrompimento di alcuni calciatori di serie A e B, con il fine di ottenere dei risultati favorevoli agli scommettitori. Torna libero due settimane dopo.

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