Biografie

Clarence Seedorf

Clarence Seedorf
Clarence Seedorf nelle opere letterarie Libri in lingua inglese Film e DVD di Clarence Seedorf

Biografia

Clarence Clyde Seedorf nasce il 1° aprile 1976 in Suriname, a Paramaribo. Trasferitosi in Olanda, cresce calcisticamente nell'Ajax, dove gioca nel ruolo di centrocampista ed esordisce in Eredivisie, la Serie A olandese, a 17 anni non ancora compiuti: scendendo in campo il 29 novembre del 1992 contro il Groningen diventa il più giovane calciatore di sempre ad avere indossato la maglia del team di Amsterdam.

Dopo aver conquistato la Coppa d'Olanda nella sua prima stagione da professionista, nel 1994 vince il campionato e debutta con la maglia della nazionale orange, mentre l'anno successivo ottiene la sua prima Champions League: nella finale del torneo europeo, l'Ajax sconfigge il Milan allenato da Fabio Capello, campione uscente.

Nominato per due volte di seguito talento dell'anno della Eredivisie, lascia i lanceri per trasferirsi alla Sampdoria: il suo cartellino viene valutato sette miliardi di lire. Con la maglia blucerchiata disputa 32 partite e mette a segno tre reti. La squadra genovese, che termina il campionato all'ottavo posto (dopo aver battuto la Juventus 3 a 0 a Torino, con un gol di Clarence Seedorf), nel 1996 cede il giocatore olandese agli spagnoli del Real Madrid allenati da Fabio Capello.

Nella prima stagione, tra il 1996 e il 1997, Seedorf gioca 38 partite nella Liga, conquistando il campionato spagnolo, mentre nella seconda vince la sua seconda Champions League (il Real non si aggiudicava la competizione da più di trent'anni), ancora una volta contro una squadra italiana: questa volta a soccombere è la Juventus guidata da Marcello Lippi. L'esperienza nella capitale iberica dura ancora un anno e mezzo, durante il quale i blancos trionfano anche in Coppa Intercontinentale; poi, nel dicembre del 1999, Seedorf fa ritorno nel Belpaese, acquistato dall'Inter: in nerazzurro trova, guarda caso, Marcello Lippi.

Il suo debutto con la maglia dei meneghini va in scena il 6 gennaio del 2000, quando Seedorf sigla uno dei cinque gol con i quali l'Inter sconfigge il Perugia. Il prosieguo della sua esperienza agli ordini di Lippi, però, è meno positivo del debutto: la squadra riesce a fatica a qualificarsi per i preliminari di Champions League della stagione 2000/2001, dai quali però viene estromessa per opera degli svedesi dell'Helsingborg. Lippi si dimette dopo una sconfitta con la Reggina, e il suo posto viene preso da Marco Tardelli, sotto la cui guida i nerazzurri tra l'altro perdono il derby con il Milan per sei a zero.

Nel frattempo Clarence Seedorf viene spesso utilizzato come esterno, in una posizione a lui poco gradita: si può consolare - fuori dal campo - con l'assegnazione del premio "Campioni per l'infanzia - L'altropallone", giunto grazie al suo impegno nell'associazione "Champions for children", da lui stesso fondata, che si propone di favorire la cultura dello sport tra i bambini nei Paesi più poveri. L'arrivo di Hector Cuper ad Appiano Gentile sembra portare una ventata di ottimismo in squadra, e Seedorf pare risentirne in positivo, come dimostra la doppietta segnata alla Juventus il 9 marzo del 2002.

La stagione 2001/2002, però, si conclude con lo scudetto perso all'ultima giornata (il famoso 5 maggio 2002): dopodiché, Seedorf si trasferisce al Milan. Il suo approdo in rossonero è contraddistinto da un certo scetticismo iniziale, anche per i suoi trascorsi all'Inter. Ben presto, però, Clarence diventa un punto di riferimento per la squadra allenata da Carlo Ancelotti, titolare imprescindibile di un centrocampo formato anche da Gennaro Gattuso e Andrea Pirlo.

Nel 2003 si aggiudica la sua terza Champions League, ancora contro una squadra italiana, la Juventus, diventando così il primo e unico giocatore a vincere la prestigiosa competizione indossando tre maglie diverse; l'anno successivo, invece, vince il campionato e la Supercoppa Italiana.

Nel 2005 deve fare i conti con la delusione di una finale di Champions League persa in rimonta contro il Liverpool (il Milan era in vantaggio per 3 a 0), ma si rifà due anni più tardi quando contribuisce alla conquista del trofeo (sempre contro il Liverpool) segnando reti decisive sia nei quarti di finale, in trasferta contro il Bayern Monaco, sia in semifinale, a San Siro contro il Manchester United: nella stagione 2006/2007 (in cui segna sette reti in campionato e tre in Europa), viene dunque eletto miglior centrocampista della Champions League. In seguito Clarence conquista la Supercoppa Europea e la Coppa del Mondo per Club del 2007 (in questo mini-torneo segna anche in semifinale, contro gli Urawa Red Diamonds).

Mentre la sua esperienza in rossonero prosegue, sempre con la guida tecnica di Carlo Ancelotti, le soddisfazioni non mancano nemmeno fuori dal campo: nel 2009, dopo un'intervista con Geoffrey Marcus, giornalista del "New York Times", Clarence inizia a collaborare con il quotidiano statunitense come titolare di una rubrica pubblicata una volta al mese, intitolata "Seedorf responds", in cui il giocatore risponde alle domande dei lettori. Al Milan, intanto, il posto di Carlo Ancelotti viene preso da Massimiliano Allegri, che nella stagione 2010/2011 porta i rossoneri alla vittoria del campionato: per Clarence si tratta del secondo scudetto, vinto ufficialmente il 7 maggio, a due giornate dalla fine, in virtù del pareggio per zero a zero ottenuto contro la Roma. Tre giorni più tardi, l'olandese contro il Palermo in Coppa Italia disputa la sua partita N°400 con il Milan.

Il 2011/2012 è l'ultima stagione all'ombra della Madonnina per Seedorf: l'inizio è promettente, grazie alla conquista della Supercoppa Italiana contro l'Inter (nel match vinto per 2 a 1 l'olandese mette a segno un assist per Ibrahimovic), ma la conclusione è amara, con lo scudetto vinto dalla Juventus in rimonta. Il 21 giugno del 2012, quindi, Seedorf annuncia in conferenza stampa l'addio al Milan, a dieci anni di distanza dal suo arrivo; pochi giorni dopo firma un contratto di due anni con il Botafogo, squadra del campionato brasiliano. Il suo primo gol con il nuovo team arriva in agosto, con un calcio di punizione contro l'Atlético Goianiense: la prima stagione al Botafogo si concluderà con 25 partite disputate e 9 gol. In seguito l'olandese contribuisce al primo posto del Botafogo nel Campionato Carioca, torneo nel quale viene nominato miglior giocatore.

Il 14 gennaio 2014 Seedorf annuncia il suo ritiro da giocatore per iniziare la carriera di allenatore: prende il posto di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan. Nel mese di giugno viene però esonerato: al suo posto viene chiamato Filippo Inzaghi, ex compagno e già allenatore della Primavera rossonera.

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