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Joseph Roth

Joseph Roth
Joseph Roth nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia Testimone della fine

Joseph Roth nasce il 2 settembre del 1894 a Schwabendorf, nei pressi di Brody, all'estremo confine dell'Impero Austro-Ungarico (nella zona corrispondente alla Polonia orientale di oggi), figlio di genitori ebrei. La madre, Maria, discende da una famiglia di commercianti di tessuti; il padre, Nachum, commercia cereali. Durante un viaggio di lavoro ad Amburgo, Nachum viene ricoverato in una casa di cura per malati mentali, e nel giro di pochi mesi diventa totalmente incapace di intendere e di volere. Il suo destino verrà taciuto al figlio Joseph, cui verrà fatto credere che il padre è morto impiccato.

Durante un'infanzia non eccessivamente misera, comunque, Joseph impara a suonare il violino e frequenta il ginnasio, dopo aver studiato nella scuola commerciale fondata dal barone Maurice de Hirsch, magnate ebreo. Il rapporto con la madre non è particolarmente felice, anche a causa della vita ritirata che ella decide di condurre, incentrata quasi esclusivamente sull'educazione del figlio. Dopo il ginnasio, Joseph Roth si trasferisce, e durante gli anni dell'Università, frequentata a Vienna, scrive le sue prime poesie. Trasferitosi presso uno zio materno a Leopoli, diventa amico delle cugine Paula e Resia. Dopo aver studiato con passione la letteratura tedesca, deve fare i conti, a poco più di vent'anni, con la guerra: dapprima pacifista, si arruola dopo aver cambiato idea, volontario nel 21° battaglione di fanteria, e fa parte del cordone di militari impiegati lungo il tragitto del corteo funebre dell'imperatore Francesco Giuseppe.

Abbandonato definitivamente lo studio universitario alla fine della Prima Guerra Mondiale, torna a Brody ma, a causa degli scontri tra soldati ucraini, cecoslovacchi e polacchi, decide di trasferirsi nuovamente a Vienna. Nel 1919 diventa redattore di "Der Neue Tag", giornale cui collabora anche Alfred Polgar. Le pubblicazioni, tuttavia, vengono interrotte l'anno successivo, e così Joseph Roth si sposta a Berlino, dove deve fare i conti con problemi relativi al permesso di soggiorno. Riesce a scrivere, comunque, per il "Neuen Berliner Zeitung" e per il "Berliner Boersen-Courier". A partire dal 1923 lavora per il "Frankfurter Zeitung", e per giornali di Praga e Vienna.

"La tela di ragno", il suo primo romanzo, viene pubblicato sull'"Arbeiter-Zeitung" a puntate, anche se resta incompiuto. Nel maggio del 1925 lo scrittore si trasferisce a Parigi. Ha modo, in seguito, di visitare l'Unione Sovietica, la Jugoslavia e la Polonia. Dà alle stampe il romanzo breve "Hotel Savoy" e i romanzi "La ribellione" (nel 1924), "Fuga senza fine" (nel 1927), "Zipper e suo padre" (nel 1928), "Destra e sinistra" e "Il profeta muto" (nel 1929). Intorno al 1925 cambia orientamento politico, passando da una visione socialista all'appoggio ai monarchici (laddove, nei primi suoi scritti, aveva rivelato una forte avversione verso la corona): idealizza la monarchia asburgica, pur non ignorandone gli errori. In questo periodo, però, deve affrontare i primi sintomi della malattia mentale che ha colpito la moglie Frieferike Reichler, sposata nel 1922 a Vienna. La donna, oltre a mostrare segni di gelosia patologica, si comporta in maniera tale da rendere obbligatorio il ricovero in una casa di cura. Roth entra in crisi per la vicenda, arrivando a incolparsi della situazione e non riuscendo ad accettare la malattia: inizia, quindi, a bere alcolici in quantità spropositate, con conseguenze negative per il suo stato di salute e per la sua situazione economica.

Nella prima metà degli anni Trenta, vedono la luce i romanzi "Giobbe. Romanzo di un uomo semplice", "La marcia di Radetzky", "Tarabas, un ospite sulla terra", "L'Anticristo" e "Il busto dell'imperatore". Con l'avanzata sempre più insistente del Nazionalsocialismo, intanto, Joseph Roth individua nella chiesa cattolica e nella monarchia le uniche forze in grado di opporsi alla prepotenza nazista. Appoggia, quindi, l'attività politica dei monarchici, cercando anche contatti con circoli legittimisti favorevoli al pretendente al trono Otto d'Asburgo. Le condizioni di Friederike, nel frattempo, non migliorano, e nel 1935 Roth chiede il divorzio (in seguito la donna sarà vittima del programma di eutanasia applicato dai nazisti, nel 1940). Joseph ha quindi l'opportunità di frequentare altre donne, tra cui Andrea Manga Bell, redattrice di origini cubane. L'estrema gelosia dello scrittore porta alla rottura della relazione, ma egli si consola con Irmgard Keun, scrittrice incontrata in Olanda, con la quale va a vivere a Parigi alla fine degli anni Trenta.

In questi anni pubblica "Confessioni di un assassino, raccontata in una notte", "Il peso falso", "La cripta dei cappuccini", "La milleduesima notte" e "La leggenda del santo bevitore". La situazione economica di Roth, tuttavia, è pessima, al punto che il 23 maggio del 1939 viene trasferito in un ospizio per i poveri, dove muore pochi giorni dopo, il 27 maggio, a causa di una polmonite bilaterale che provoca una crisi di delirium tremens. Il suo cadavere viene sepolto a sud di Parigi, nel Cimitero di Thiais. Muore, così, il cantore della "finis Austriae", vale a dire colui che descrisse la scomparsa dell'impero austro-ungarico, impero che aveva cercato di unire lingue, tradizioni, culture e religioni tra loro diversissime.

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