Biografie

Miguel de Cervantes Saavedra

Miguel de Cervantes Saavedra
Miguel de Cervantes Saavedra nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia Sogni di cavalieri

Miguel de Cervantes Saavedra nasce il 29 settembre 1547 ad Alcalà de Henares, in Spagna. Proviene da una famiglia di modeste condizioni; il padre è un "povero chirurgo" che svolge la professione senza avere né una laurea né un grande prestigio sociale. La famiglia Cervantes deve spesso cambiare città a causa della drammatica situazione finanziaria in cui versa, a causa dei continui debiti del padre.

Insieme alla famiglia, Miguel soggiorna in varie città come Cordova, Valladolid, Siviglia e Madrid. Per il giovane non è possibile frequentare regolarmente gli edifici scolastici, per cui studia presso gli Istituti religiosi diretti dai gesuiti a Cordova e a Siviglia, per poi iscriversi nel collegio "El Estudio" di Madrid, retto da Juan López de Hoyos.

Presto inizia a scrivere i suoi primi versi, mostrando di avere una grande cultura umanistica e un grande estro creativo. Nel 1569 è ricercato dalla polizia madrilena per aver ferito durante una rissa, scoppiata nella città, Antonio Sigura. In Spagna è condannato in contumacia e al taglio della mano destra, per cui decide di lasciare la sua terra natale rifugiandosi in Italia.

In Italia soggiorna presso il ducato di Atri, in Abruzzo, entrando al servizio del cardinale Giulio Acquaviva come cortigiano. Due anni dopo la sua fuga in territorio italiano, decide di partire a bordo della galea Marquesa, facente parte della flotta navale della Lega Santa contro il nemico turco.

La flotta riporta un'importante vittoria nella battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571. Nel corso dei combattimenti rimane ferito al petto e alla mano sinistra, di cui perde l'uso a causa delle cattive cure da parte dei medici chirurghi militari. Dopo aver trascorso molto tempo presso l'ospedale di Messina, prendendo parte a numerose spedizioni militari nel Mediterraneo. Durante i periodi di sospensione delle ostilità, soggiorna a Napoli.

Durante i brevi periodi trascorsi nella città campana, legge tanti testi di scrittori latini, italiani, umanisti, mostrando un grande interesse per la letteratura classica. Nel 1575 decide di lasciare Napoli per partire alla volta della sua patria natale, la Spagna. L'obiettivo di questo viaggio, attraverso tutta una serie di lettere di raccomandazione, è quello di assicurarsi la guida di una compagnia navale. Riesce così a ottenere il comando della Galea del Sol, la quale però viene assalita nello stesso anno dai pirati. Cervantes viene fatto prigioniero e, solamente dopo un riscatto pagato dai missionari trinitari (ordine religioso fondato da San Giovanni de Matha), viene liberato il 24 ottobre 1580.

In questo periodo realizza una delle sue opere, intitolata "El amante liberal", dedicata all'amico Antonio Veneziano, poeta italiano conosciuto durante gli anni dell'esilio. Dopo il periodo di prigionia torna in Spagna dove è costretto a vivere in condizioni economiche molto difficili e dove deve sopportare varie umiliazioni.

Dopo aver conosciuto Catalina de Salazar y Palacios, si unisce in matrimonio con lei nel 1584. In questo periodo i coniugi si stabiliscono a Esquivias, vicino a Toledo. In questi anni pubblica il romanzo "La Galatea" e, dopo un breve matrimonio infelice durato solo due anni, divorzia dalla moglie.

Successivamente si trasferisce in Andalusia, dove provvede a garantire le provvigioni per l'Invincibile Armada spagnola e dove svolge la professione di percettore delle imposte.

Di lì a poco viene arrestato nella città di Siviglia a causa di illeciti amministrativi che avrebbe commesso, ma viene in breve tempo rimesso in libertà. Torna a Valladolid, dove vive con le sorelle e la figlia Isabella, nata da una delle sue relazioni amorose.

Nel 1605, in seguito al ritrovamento del cadavere del cavaliere Gaspar de Ezpeleta vicino alla sua abitazione, è sospettato dell'omicidio. In questa circostanza subisce l'arresto da parte della polizia spagnola, ma non essendoci schiaccianti prove a suo carico è subito prosciolto dalle accuse.

Sempre nello stesso anno lo scrittore spagnolo realizza il suo romanzo più conosciuto, "El hingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha", articolato in due parti che racconta le vicende dell'hidalgo spagnolo Alonso Quijiano, uomo appassionato di romanzi cavallereschi. In un mondo immaginario, questi finge di essere un cavaliere errante, don Chisciotte della Mancia, che insieme al contadino Sancio Panza parte per innumerevoli avventure con il fine di riparare i torti e di difendere i deboli.

Don Chisciotte sente l'esigenza di dedicare le sue imprese avventuriere alla dama Dulcinea del Toboso, che in realtà è una semplice contadina spagnola, Aldonza Lorenzo. Don Chisciotte però vive in un periodo storico che per la Spagna non è avventuriero, per cui le sue imprese saranno poche.

Con la sua immaginazione, quindi, Don Chisciotte finge che i greggi di pecore siano eserciti nemici da sfidare, che i mulini a vento siano giganti muniti di braccia che girano e infine che i burattini altro non siano che demoni.

Con quest'opera letteraria Miguel de Cervantes ottiene un grande successo nella Spagna dell'epoca così come in altri Paesi. Si dedica anche alla realizzazione di commedie come "El cerco de Numancia" e "El Trato de Argel". Inoltre in questi anni finisce di comporre in prosa "El viaje del Parnaso", scritto durante la giovinezza ma pubblicato nel 1614 con un inserimento noto con il nome di "Adjunta al Parnaso".

La sua produzione letteraria è ricca e l'anno successivo termina la sua opera teatrale "Ocho commedia ocho y entremesas", considerata come uno dei suoi lavori migliori. L'anno dopo realizza una delle sue ultime opere, "Los trabajos de Persiles y Sigismunda", che sarà pubblicata nel 1617 dopo la sua morte.

Miguel de Cervantes Saavedra muore a Madrid il 23 aprile 1616 nello stesso giorno in cui muore l'artista e drammaturgo inglese William Shakespeare.

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