Biografie

Moni Ovadia

Moni Ovadia
Moni Ovadia nelle opere letterarie Libri in lingua inglese Film e DVD di Moni Ovadia Discografia

Biografia

Salomone Ovadia, detto Moni, nasce nel 1946 a Plovdiv, in Bulgaria, da una famiglia di ascendenza ebraica sefardita. Traferitosi a Milano, si laurea in Scienze Politiche all'Università Statale, e nel frattempo intraprende la carriera di musicista e cantante, sotto la guida di Roberto Leydi, nel Gruppo dell'Almanacco Popolare, a capo del quale c'è Sandra Mantovani.

Fonda all'inizio degli anni '70 il Gruppo Folk Internazionale (che poi prenderà il nome di Ensemble Havadià), in cui suona la tromba, la chitarra e il violino: è il periodo di album come "Festa popolare", "Il nonno di Jonny", "Daloy Polizei", "Le mille e una notte", "Ensemble Havadià" e "Specchi".

Il gruppo dà vita a un genere musicale che risulta piuttosto nuovo per l'epoca, una sorta di folk-progressivo che porta Moni Ovadia a girare i più importanti festival europei del genere. Nel frattempo si avvicina al teatro: il suo esordio sul palcoscenico risale al 1984, ma è solo tre anni più tardi, con lo spettacolo scritto e diretto da Mara Cantoni "Dalla sabbia dal tempo", del quale è protagonista, che rivela tutte le proprie doti di attore e interprete, in occasione del "Festival di cultura ebraica" tenutosi al Teatro Pier Lombardo di Milano.

Nel 1990 Ovadia dà vita alla TheaterOrchestra; nello stesso periodo collabora con il CRT Artificio di Milano, con il quale realizza lo spettacolo "Golem", portato nei teatri di Milano, Roma, Bari, Parigi, Berlino e New York. L'attore ha poi l'opportunità di rivelarsi al grande pubblico con lo spettacolo "Oylem Goylem" (espressione che in lingua yiddish vuol dire "Il mondo è scemo"), un mix di riflessioni, barzellette, canzoni e witz (il classico umorismo ebraico).

Dopo essere apparso nel film di Nanni Moretti "Caro diario", nel 1994 egli recita accanto a Alessandro Haber e Giuliana De Sio nel lungometraggio di Enzo Monteleone "La vera vita di Antonio H."; inoltre, lavora con il regista Roberto Andò per "Frammenti sull'Apocalisse", opera multimediale che viene presentata l'anno successivo al Festival Roma Europa. Sempre nel 1995 riceve il Sigillo per la pace dal Comune di Firenze; prepara con Mara Cantoni lo spettacolo "Dybbuk", dedicato all'Olocausto, ed esordisce in "Taibele e il suo demone", al fianco di Pamela Villoresi.

Dopo avere prodotto per il Teatro Biondo Stabile di Palermo "Diario ironico dall'esilio", scritto insieme con Andò, Moni Ovadia torna in scena nel febbraio del 1996 con "Ballata di fine millennio", allestito con la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano e di Mara Cantoni: lo spettacolo attraversa tutta l'Italia in tournée.

Sempre nel 1996, esordisce in libreria scrivendo per Bompiani "Perché no? L'ebreo corrosivo". Moni, quindi, interpreta "Pallida madre, tenera sorella" al Festival di Gibellina, per la regia di Piero Maccarinelli, prima di tornare a essere diretto da Andò ne "Il caso Kafka", realizzato con il Teatro Biondo. Sul finire degli anni Novanta pubblica con Einaudi "L'ebreo che ride. L'umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle"; Mondadori invece dà alle stampe "Oylem Goylem. Il mondo è scemo" e "Speriamo che tenga. Viaggio di un saltimbanco sospeso tra cielo e terra".

Sul fronte teatrale, Moni Ovadia è in scena al Teatro Stabile di Trieste con "Trieste… ebrei e dintorni", mentre al Piccolo Teatro di Milano porta "Mame, mamele, mamma, mamà…", da lui scritto, interpretato e diretto. Dopo "Joss Rakover si rivolge a Dio" del 1999 (anno in cui l'attore pubblica "La porta di Sion. Trieste, Ebrei e dintorni. Itinerario semiserio in forma di spettacolo della presenza ebraica in città"), è la volta di "Tevjie und mir", spettacolo del 2000 da cui, due anni più tardi, viene tratto "Il violinista sul tetto".

Nel frattempo l'artista è sempre più scrittore, oltre che attore e cantante: dopo "Ballata di fine millennio", portata in libreria per Einaudi con la collaborazione di Mara Cantoni, pubblica sempre per Einaudi "Vai a te stesso" e "Contro l'idolatria". In seguito recita a teatro ne "Il banchiere errante", dedicato al denaro, prima di produrre "L'armata a cavallo". A partire dal 2003 è direttore artistico del Mittelfest di Cividale di Friuli; nel 2005, collabora con i Modena City Ramblers per l'album "Appunti partigiani", dedicato al sessantesimo anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione di nazisti e fascisti, dove presta la propria voce nel brano "Oltre il ponte". Nello stesso anno riceve dall'"Archivio disarmo" il premio "Colombe d'Oro per la Pace".

Dopo avere interpretato sul grande schermo "Nicola, lì dove sorge il sole", pellicola di Vito Giuss Potenza in cui compaiono anche Paolo Sassanelli e Massimo Dapporto, tra il 2006 e il 2007 pubblica "Il principe e il pollo" per Emme Edizioni e "Lavoratori di tutto il mondo, ridete. La rivoluzione umoristica del comunismo" per Einaudi. Dopo essersi visto assegnare il sigillo della città di Monfalcone e una laurea honoris causa in Lettere dall'Università di Pavia, nel 2008, al termine del suo secondo mandato, Moni Ovadia lascia il Mittelfest e porta in tournée "La bella utopia", spettacolo ispirato alla storia del comunismo nell'Unione Sovietica; l'anno successivo, dà alle stampe per Morcelliana "Difendere Dio" e per L'Altrapagina "Per una convivialità delle differenze. In ascolto di altre culture", scritto a quattro mani con Jean-Léonard Touadi e Majid Rahnema.

Inoltre, torna al cinema recitando per Alberto Negrin nel film "Mi ricordo di Anna Frank", al fianco di Emilio Solfrizzi e Rosabel Laurenti Sellers, e per Aurelio Grimaldi in "L'ultimo re", accanto a Maria Monti ed Edoardo Siravo. Il 27 maggio del 2010 riceve il Premio "Cesare Musatti" durante il XV Congresso Nazionale della Società Psicoanalistica Italiana. In seguito, prosegue la collaborazione editoriale con Einaudi, per la quale scrive "Il conto dell'Ultima cena. Il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico" (con Gianni Di Santo) e "Madre Dignità". Nel 2013, anno in cui diventa cittadino onorario di Sinalunga, con Marco Rovelli pubblica per Feltrinelli "La meravigliosa vita di Jovica Jovic", e con gli Stormy Six incide il disco "Benvenuti nel ghetto", per l'etichetta BTF.

Nel 2014 si candida come europarlamentare per la lista Tsipras, lista della società civile, autonoma dai partiti, che ha l'obiettivo di rilanciare le lotte civili e sociali.

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