Nicolas Boileau

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Nicolas Boileau

Biografia

Nicolas Boileau nasce il 1° novembre del 1636 a Parigi, quindicesimo di sedici figli del cancelliere della Grande Chambre del Parlamento capitolino Gilles Boileau. Indirizzato agli studi di diritto fin da bambino, trascorre un'infanzia poco felice a causa delle cattive condizioni di salute: anche per questo motivo i suoi studi durano più del previsto.

Riuscito a entrare, comunque, nel collegio di Harcourt, frequenta le lezioni di diritto anche nel collegio di Beauvais, e si fa notare per l'interesse profondo verso i poeti dell'antichità. Il 4 settembre del 1656 viene ammesso nelle aule di giurisprudenza, ma ne rimane disgustato ben presto: e così, suscita scandalo in famiglia dopo aver lasciato lo studio di Andrea Alciato e Jacque Cujas, attirandosi il biasimo di suo cognato Dongois, cancelliere, che gli predice un futuro da fallito.

Nicolas Boileau, d'altra parte, prosegue gli studi di teologia cominciati alla Sorbona, ma senza troppo successo, nonostante l'attribuzione del beneficio del priorato di Saint-Paterne, comprensivo di 800 franchi di rendita. Grazie a quel piccolo patrimonio, può vivere dedicandosi alla letteratura, ripudiando invece lo studio della Scolastica.

Tra il 1660 e il 1668 scrive le "Satires". La prima satira compare in un momento in cui l'oracolo della letteratura è ritenuto Jean Chapelain, a dispetto dei capolavori di Moliere e Corneille. Le satire di Boileau sono ispirate a quelle di Giovenale e soprattutto di Orazio: in esse egli indirizza la propria invettiva contro gli scrittori contemporanei che reputa di scarso gusto, come appunto Chapelain, ma anche Georges de Scudery e Philippe Quinault.

Nicolas mostra una notevole abilità a produrre versi, concretizzando le risorse della poesia e ottenendo un successo eccezionale: anche per questo motivo, le persone da lui criticate mostrano ancora più rancore nei suoi confronti. La IX satira, intitolata "Al suo spirito", è destinata proprio a loro; la X e la XII, invece, "Contro le donne" ed "Equivoco", sono unanimemente ritenute le meno ispirate.

A partire dal 1669, Boileau pubblica le sue "Epitres", che denotano uno stile più sereno e maturo. Poco dopo si dedica alla traduzione del "Trattato del sublime" dello Pseudo-Longino: è il 1674. Sempre nello stesso anno dà alle stampa l'"Art poetique". Dei quattro libri dell'"Art poetique", il primo e l'ultimo trattano di precetti generali, basati principalmente sul concetto di buon senso; il secondo parla di elegia, odi, satira ed epigrammi; il terzo pone al centro dell'attenzione la poesia tragica ed epica. Nonostante le norme descritte nel trattato siano perlopiù di valore, il loro difetto è quello di rendere fin troppo meccanici gli sforzi lirici.

Nicolas Boileau lavora quindi al "Lutrin", che secondo molti ha rappresentato per Alexander Pope un modello per il suo "Rape of the Lock", pur essendo il poema inglese unanimemente ritenuto superiore sia dal punto di vista della ricchezza immaginifica che dal punto di vista della sottigliezza dell'inventiva. In particolare, sono il quinto e il sesto canto, aggiunti dall'autore francese in seguito, a compromettere il giudizio complessivo sul poema.

Boileau in seguito viene presentato a Luigi XIV da Madame de Montespan, sua protettrice: il re, quindi, gli garantisce la sua tutela, grazie alla moralità dei suoi costumi e ai meriti conquistati con le sue opere. Nicolas ottiene una pensione di duemila franchi e la possibilità di stampare le sue opere; inoltre gli viene affidato il compito di scrivere la storia del Regno. Nel 1677, infatti, viene nominato storiografo del re insieme con Racine, e per questo motivo inizia a seguirlo nei suoi trionfi: di conseguenza, la sua produzione letteraria diminuisce.

A questo periodo risalgono comunque la satira "Sur les femmes", l'ode "Sur la prise de Namur" e le epistole "Sur l'amour de Dieu" e "A mes vers". Nel 1684 Boileau entra a far parte dell'"Academie francaise"; poco dopo è la volta dell'"Academie des inscriptions et medailles".

Morto Racine, dirada le sue presenze a corte, non essendo un amante della mondanità: preferisce rimanere nella sua dimora di Autueil, dove riceve i suoi amici. Nel 1705, tuttavia, vende la sua residenza e ritorna a Parigi, dove vive in clausura a Notre Dame con il suo confessore; nello stesso anno scrive la già citata XII satira, "Sur l'equivoque", in cui attacca i Gesuiti: per questo motivo, essi chiedono a Luigi XIV di ritirare il privilegio di pubblicazione garantito a Boileau.

Colpito da diversi malanni, complice una salute cagionevole come sempre, Nicolas Boileau muore a 75 anni a Parigi il 13 marzo 1711, a causa della conseguenze dell'idropisia, decidendo di lasciare ai poveri la maggior parte dei suoi beni.

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