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Olivia de Havilland

Olivia de Havilland
Film e DVD di Olivia de Havilland

Biografia Interpretare la delicatezza

Bellezza limpida e delicata, recitazione intensa ed incisiva, dotata di estrema eleganza e sensibilità: questa è stata Olivia de Havilland, una delle più importanti attrici del periodo d'oro di Hollywood. Nasce a Tokyo, in Giappone, il giorno 1 luglio 1916. I suoi genitori sono inglesi, il padre è un noto avvocato e la madre un'attrice teatrale, e dopo il loro divorzio la giovane Olivia si trasferisce in America con la sorella Joan, anch'ella futura star del cinema (con il nome d'arte di Joan Fontaine).

Affascinata dal mestiere della madre, Olivia riesce a trovare lavoro in qualche rappresentazione teatrale, e verso la metà degli anni '30, quando sta ancora frequentando il college, riceve un'allettante proposta dal celebre regista teatrale Max Reinhardt, che la vuole come protagonista del suo allestimento dello shakespeariano "Sogno di una notte di mezza estate" (A Midsummer Night's Dream).

Quando nel 1935 lo stesso Reinhardt e William Dieterle decidono di farne una versione cinematografica, chiamano Olivia de Havilland a ricoprire lo stesso ruolo. In questo modo l'attrice firma un contratto con la Warner Bros, che in breve farà di lei una star di prima grandezza.

Il suo primo film di successo è l'avventuroso "Capitan Blood" (Capitan Blood, 1935) di Michael Curtiz, accanto al prestante Errol Flynn, con cui costituirà una fortunata coppia in diversi film: lui, l'indomito eroe senza macchia, lei, la sua mesta e dolce compagna per la vita.

Nel 1939 la sua carriera subisce una svolta decisiva. L'occasione si presenta quando la Warner Bros acconsente a cederla alla MGM per interpretare il ruolo della sensibile e remissiva Melania Hamilton nel capolavoro "Via col vento" (Gone With the Wind) di Victor Fleming, con Vivien Leigh e Clark Gable. In questo ruolo Olivia de Havilland dimostra un notevole talento drammatico, mettendosi in luce per una recitazione mesta, tenera e sofferta, cui aggiunge una bellezza dolce e malinconica.

Grazie al successo ottenuto dalla sua interpretazione (per cui viene nominata all'Oscar), l'attrice riceve numerose offerte, soprattutto in film in cui le si chiede di ricoprire ruoli di ragazza ingenua e delicata, come "Bionda fragola" (The Strawberry Blonde, 1941) di Raoul Walsh, e "In questa nostra vita" (In This Our Life, 1942) di John Huston, con Bette Davis.

Stanca dei ruoli che le vengono offerti, non esita ad intraprendere una battaglia legale contro le pretese della Warner di prolungare il suo contratto. Potendo infine scegliere ruoli più impegnativi, l'attrice vivrà nella seconda metà degli anni '40 il suo periodo di massima soddisfazione professionale. Tra le sue più riuscite interpretazioni di questi anni ricordiamo quella della ragazza madre costretta a far adottare il suo bambino e a vederlo crescere lontano da lei, nello strappalacrime "A ciascuno il suo destino" (To Each His Own, 1946) di Mitchell Leisen (per il quale si aggiudica il suo primo premio Oscar); della donna vittima di una amnesia depressiva che riesce a sconfiggere dopo che la cruda realtà di un manicomio le fa tornare in mente gli episodi adolescenziali che l'avevano turbata, nel crudo "La fossa dei serpenti" (The Snake Pit, 1948) di Anatole Litvak; e della mesta e timida ereditiera che nell'America ottocentesca si trova a far fronte alle lusinghe di un fascinoso cacciatore di dote, nell'intenso "L'ereditiera" (The Heiress, 1949) di William Wyler (per il quale riceve un altro Oscar).

A partire dagli anni '50 l'attrice si concederà solo in sporadiche apparizioni in film di sempre minor livello.

Degli ultimi anni va ricordata la sua intensa interpretazione della perfida ed ipocrita cugina di Bette Davis nel truculento "Piano... piano, dolce Carlotta" (Hush... Hush, Sweet Charlotte, 1965) di Robert Aldrich.

Dopo essere apparsa in qualche serie televisiva e in mediocri film commerciali, verso la metà degli anni '80 l'attrice abbandona lo schermo, per ritirarsi a vivere a vita privata in Francia.

Olivia De Havilland si è sposata due volte, la prima con lo scrittore Marcus Goodrich, e la seconda col giornalista francese Pierre Galante, da ognuno dei quali ha avuto un figlio.

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