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William Pitt il Giovane

William Pitt il Giovane
William Pitt il Giovane nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia Contrasti e riforme

William Pitt nasce ad Hayes, nel Kent (Inghilterra), il 28 maggio 1759, da una nobile famiglia di politici e statisti. All'università di Cambridge acquisisce una formazione classica e giuridica. Qui inizia ad occuparsi attivamente di politica e, nel 1781, viene eletto alla Camera dei Comuni come indipendente nel partito "Wigh" anche se, a causa della profonda frattura creatasi con Charles James Fox, gran parte della sua carriera politica sarà svolta con i "Tories".

Nel corso dell'attività di parlamentare si distingue per la ferma opposizione alla guerra di Giorgio III contro le colonie americane in rivolta. I fatti gli daranno poi ragione perché il Regno Unito rinuncia a tutti i suoi insediamenti oltreoceano, che già si sono federati come Stati Uniti d'America. Le sue capacità oratorie ed il suo intuito politico lo pongono sempre più fra le figure di maggior rilievo del panorama politico britannico.

Negli anni 1782-1783 Pitt entra nel governo Shelburne come Cancelliere dello Scacchiere e, subito dopo, ad appena 24 anni, il re lo chiama a formare il nuovo governo. E' in questa fase che gli viene attribuito l'appellativo di "Giovane", per distinguerlo dall'omonimo genitore che aveva ricoperto la stessa carica e che viene, di conseguenza, detto William Pitt "il Vecchio". Rimane in carica dal 1783 al 1801.

Alle elezioni del 1784 ottiene una grande vittoria con il partito dei "tories" ed avvia una politica economica energica grazie alla quale rimette in sesto il bilancio dello Stato, dopo la voragine creata dalla guerra americana, e crea i presupposti per favorire la rivoluzione industriale già in essere; rinsalda, inoltre, la presenza della Corona nella Compagnia delle Indie. Inizialmente cauto nei confronti della Francia, dopo l'invasione del Belgio e la condanna a morte di Luigi XVI, nel 1793 avvia una decisa politica di contrasto al suo espansionismo ed alle idee liberali delle quali si fa portatrice, assumendo quale vessillo della sua battaglia il filosofo conservatore di origine irlandese Edmund Burke. Burke attua, con le sue "Riflessioni sulla Rivoluzione Francese", un'opera di sistematica demolizione di quell'evento e del movimento culturale che ne è conseguito.

Intanto i nazionalisti irlandesi, sull'onda emotiva delle rivoluzioni francese ed americana, si rivoltano contro la monarchia britannica rivendicando l'indipendenza dell'isola. Per neutralizzare il fenomeno, William Pitt ottiene, nel 1800, lo scioglimento del Parlamento irlandese che viene incorporato in quello britannico, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Ma la questione dell'emancipazione dei cattolici, da lui sostenuta per stemperare le tensioni irlandesi, lo pone in contrasto con Giorgio III il quale - mentre Napoleone va prendendo potere in Francia - lo accantona inducendolo alle dimissioni (1801).

Pitt viene richiamato al potere nel 1804, con la ripresa delle ostilità con la Francia, dopo l'inutile "pace di Amiens", del 1802. Riprende le redini dell'economia britannica, dà vita alla Terza Coalizione contro Napoleone, crea le condizioni per la vittoria di Horatio Nelson a Trafalgar, nel 1805. Ma la sua opera contro Napoleone rimane incompiuta, perché la sua salute cagionevole sin dall'infanzia lo abbandona del tutto: William Pitt il Giovane muore a Londra, ancora quarantasettenne, il 23 gennaio 1806.

A fronte di una politica estera di grande successo, che lo vede artefice di tutte le alleanze e coalizioni antifrancesi nate in quegli anni, Pitt attua nel Regno Unito un'azione fortemente conservatrice, con limitazioni di tutte le principali libertà di espressione; la durissima repressione dei moti irlandesi gli vale l'appellativo di "nemico dell'umanità". Ma la storia, dal punto di vista inglese, lo ha in parte assolto riconoscendo che il rigore in politica interna è stata condizione necessaria per tenere a bada, fino ad averne ragione, della Francia napoleonica.

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