Biografie

Friedrich Hölderlin

Friedrich Hölderlin

Biografia ‐ Nella tormentata mente della poesia

Johann Christian Friedrich Hölderlin nasce il 20 marzo del 1770 a Lauffen am Necka, un piccolo centro del ducato del Wurttenberg a nord della città di Stoccarda, in Germania. La sua figura è quella di uno dei più grandi poeti di sempre, amato e studiato non solo in terra teutonica, ma in tutta Europa.

Il 1770 è un anno molto fortunato per la cultura europea e germanica in modo particolare. Mentre il filosofo Immanuel Kant pone le basi della sua ragion critica con l'opera "Dissertazione", oltre ad Holderlin nello stesso anno nascono anche Ludwig van Beethoven e Georg Hegel, due "mostri sacri", rispettivamente della musica e della filosofia.

Il più austero luteranesimo fa da cornice alla famiglia del futuro poeta tedesco, almeno nei suoi primi anni di vita. È il primogenito di Heinrich Friedrich e Johanna Christiana Heyn, figura, quest'ultima, che avrà sempre un gran peso nell'esistenza del letterato. Entrambe le famiglie fanno parte ormai da generazioni della Ehrbarckeit, la classe sociale di notabili che rappresenta lo zoccolo duro dell'amministrazione e della chiesa luterana all'interno del piccolo ducato. Sono nobili: il padre ha la gestione di un convento, oltre ad essere un piccolo latifondista, e la madre, figlia di un pastore, ha nella propria genealogia una schiera lunga di funzionari e uomini religiosi, ciascuno appartenente o ruotante attorno al potere ducale.

Nel 1772, il piccolo Johann Christian Friedrich rimane orfano di padre, colpito da un ictus improvviso all'età di trentasei anni. L'anno però si addolcisce con la nascita della secondogenita, la piccola Maria Eleonora Heinrike, detta Rike, molto amata dal poeta. Due anni dopo, nella primavera del 1774, a conferma del proprio piglio autoritario e della sua grande personalità, la vedova Holderlin si risposa con un amico del suo primo marito, Johann Christoph Gock, un tempo scrivano a Lauffen, all'epoca del matrimonio borgomastro di Nürtingen. La madre, apparentemente per precauzione, prima di seguire con tutta la sua famiglia il nuovo marito a Nürtingen, fa inventariare nel dettaglio tutti i propri beni e quelli ricevuti in eredità dopo la morte del primo marito. Si tratta di un patrimonio ingente e, per successione legale, destinato al primogenito Friedrich. Tuttavia da questo momento in poi sarà sempre lei, Johanna, a gestire e amministrare tutto il patrimonio, disponendo delle economie familiari in modo indipendente.

Il destino del poeta sembra essere scritto. In famiglia la tradizione vuole che il primogenito segua le orme del nonno materno, il quale, come detto, è stato un pastore protestante. Così, trasferitosi nella nuova città, Friedrich si avvia allo studio dei testi sacri, ricevendo lezioni private per prepararsi ad entrare in seminario. Inoltre inizia a frequentare anche la scuola di latino di Nürtingen. Nel 1776, quando Friedrich Holderlin ha sei anni, nasce il suo terzo fratello, Karl, destinato a ricoprire una delle più alte cariche di Stato nel Württemberg. Il rapporto tra il grande poeta e il fratellastro è dei più intensi, tanto che sarà lui ad indirizzarlo alla carriera politica e a consigliarlo nei momenti più critici della sua vita. Parimenti, il fratello minore si prenderà cura di lui durante la sua malattia mentale, disponendo, alla fine, delle carte del poeta, affinché i suoi scritti avessero un seguito in ambito letterario.

Nel 1779 muore anche il patrigno Gock, a causa di una polmonite. Da questo momento in poi la madre prende definitivamente in mano le redini della sua famiglia, provvedendo all'educazione di tutti i suoi figli. Il primogenito Friedrich viene inviato per anni dal diacono pietista Nathanael Köstlin, zio di Schelling, onde seguire studi di greco, latino, dialettica e retorica. Proprio il piccolo Friedrich Schelling, di cinque anni più giovane, diventa il suo beniamino, spesso difeso dai compagni di classe più turbolenti. Inoltre, il futuro poeta tedesco comincia a prendere lezioni private anche di pianoforte e flauto, due discipline che, dal punto di vista formale, avranno una forte influenza sulla trattazione estetica e dialettica della sua stessa opera poetica.

Nel 1784 Friedrich Hölderlin entra nel seminario di Denkendorf, sede dell'omonimo convento. L'ambiente è rigido, i romanzi sono proibiti, c'è un ferreo controllo delle letture. Tuttavia, in questi anni il poeta tedesco si appassiona alla letteratura di viaggio e, soprattutto, a Klopstock. Il 27 dicembre del 1785, al termine di un ciclo di studi eccellenti, Holderlin tiene la sua prima predica. Oggetto della dissertazione, la Prima lettera agli ebrei di Paolo. L'anno dopo, finiti gli studi a Denkendorf, il giovane letterato si trasferisce a Maulbronn, a nord-ovest dalla città di Stoccarda. La località è sede di un importante seminario, ove le regole sono altrettanto severe, tanto da indurre il poeta a lamentarsi presso la madre nel corso di alcune lettere inviatele.

Proprio in questo periodo però, Holderlin si innamora di Louis Nast, cugina di Immanuel Nast, suo compagno di studi. Legge i drammi giovanili di Schiller, scopre Ossian e, soprattutto, comincia a comporre poesia, man mano convincendosi di dover lasciare il convento per seguire la propria vocazione poetica. È di questi anni, l'ode intitolata "Il mio proposito".

Il 21 ottobre del 1788, Hölderlin entra nel collegio Stift, a Tubinga: un istituto teologico rinomato in tutta Europa. Qui lo aspettano, per completare la sua formazione culturale e religiosa, i due anni di filosofia e i tre di teologia. Tra i suoi compagni di corso, ritrova Schelling, ma c'è soprattutto il futuro filosofo Georg Hegel. Insieme con loro, legge Spinoza, Kant, Rousseau, Fichte, appassionandosi alla Rivoluzione Francese, la quale proprio in quegli anni semina i precetti dell'uguaglianza e della rivolta delle masse. Con i compagni di corso e di letture Magenau e Neuffer, suoi grandi amici, dà vita ad una sorta di Repubblica Letteraria, sul modello di Klopstock: ogni giovedì i tre si incontrano per leggere poesia e bere vino o birra.

Nel 1789 contribuisce, con una poesia da lui scritta, ad un opuscolo steso in occasione delle nozze di Heinrike Nast, cugina della sua Louise. Si tratta con tutta probabilità del primo componimento poetico del poeta, il quale però viene smarrito. In quello stesso anno, poco tempo dopo, Holderlin rompe anche il suo fidanzamento con Louise Nast. In vacanza dagli studi, il poeta conosce a Stoccarda Gotthold Friedrich Stäudlin, editore di un almanacco di poesie, accanito sostenitore della Rivoluzione. I due cominciano a collaborare.

Il 17 settembre del 1790, concluso il biennio, ottiene il titolo di Magister philosophiae. Tuttavia, poco prima, il poeta manifesta in alcune lettere alla madre la propria volontà di abbandonare il collegio, per seguire gli studi di legge. Ad indignarlo, alcune disposizioni interne che vogliono siano denunciati i sospetti di giacobinismo che avrebbero potuto serpeggiare nell'istituto. Ad ogni modo, ha più importanza per lui la pubblicazione, nel 1792, dell'almanacco di poesie di Stäudlin, il quale si apre proprio con una poesia di Hölderlin, dal titolo "Inno alla Musa". In questo periodo legge Leibniz, frequenta Hegel e compone inni di carattere filosofico. Contemporaneamente, con l'inasprimento delle norme nell'istituto, comincia a manifestare i propri problemi psichici. Sempre al 1792 risale l'inizio dei lavori intorno al suo romanzo epistolare, il futuro "Hyperion".

Il seme della Rivoluzione si espande in tutta Europa. Il 20 aprile del 1792 la Francia dichiara guerra all'Austria: è l'inizio di una serie di conflitti in tutto il continente. Anche allo Stift, nasce un club di orientamento giacobino, nel quale circolano i giornali francesi e che ha in Hegel un punto di riferimento costante. Appare la seconda edizione dell'almanacco poetico di Stäudlin, con numerosi contributi di Hölderlin, tra i quali il noto "Inno alla libertà". La guerra arriva anche in terra tedesca, Magonza diventa francese, con un governo rivoluzionario, cui prendono parte numerosi intellettuali tedeschi.

Il 6 dicembre del 1793, terminati gli studi al collegio, Holderlin diventa pastore, dopo aver superato l'esame al concistoro della città di Stoccarda. L'unica alternativa che ha, per non fare l'attività del pastore, come invece vorrebbe la madre, è quella del precettore. Così, ottenuta una raccomandazione da Schiller, impressionato dalla sua bellezza, scrive all'amica Charlotte von Kalb, convincendola ad assumere il poeta per provvedere all'educazione intellettuale del proprio figlio di nove anni. Il periodo a Waltershausen, dove si trasferisce dai von Kalb, è ottimo, almeno all'inizio. Con la signora Holderlin instaura un buon rapporto, sebbene con il figlio non riesca ad avere l'ascendenza che vorrebbe. Con Charlotte si reca a Jena, capitale filosofica tedesca, prendendo parte alle lezioni di Fichte, frequentando Schiller e conoscendo Wilhelm von Humboldt, il poeta Novalis e il filosofo Herder. Prosegue, intanto, l'Hyperion, che Schiller apprezza, pubblicandone un frammento nella sua rivista "Thalia".

Alla fine di maggio del 1795 il poeta abbandona improvvisamente Jena, tornando nella casa materna di Nürtingen. Le motivazioni non sono chiare, tuttavia sembra certa una relazione clandestina con la dama di compagnia della signora von Kalb, tale Wilhelmine Kirms, la quale deve aver indotto Friedrich a lasciare l'impiego. Il 28 giugno del 1796 prende servizio, sempre come precettore, nella casa del banchiere Jakob Friedrich Gontard, a Francoforte. È l'inizio della sua relazione clandestina con la moglie del banchiere, Susette Borkenstein, all'epoca del suo impiego ventisettenne, madre di due figli e, a detta del poeta e delle sue lettere, bellissima, colta e intelligente. È l'amore della sua vita, tanto che diventa ben presto una trasfigurazione della sua Diotima, la protagonista dell'Hyperion, cui lavora in quel periodo. Nelle lettere che le scrive, soprattutto dopo la loro separazione, la donna è indicata proprio con questo pseudonimo.

Nell'aprile del 1797, l'"Hyperion" vede la luce. Il primo volume è recepito dagli intellettuali in modo entusiastico: una svolta epocale nella letteratura tedesca. Intanto, frequenta sempre più intensamente Hegel, anche lui a Francoforte, come precettore. Nel settembre del 1798 Holderlin deve lasciare la casa di Francoforte. Il suo rapporto con Susette desta i sospetti del banchiere. Si trasferisce ad Homburg, pur continuando a frequentare la donna durante alcuni brevi incontri occasionali. Lavora, intanto, alla tragedia incompiuta "La morte di Empedocle" e, poco dopo, esce un'altra edizione dell'Almanacco, la quale accoglie alcune odi del poeta, che compone anche brevi liriche come la celebre "Un tempo e adesso".

Nel 1801, per tre mesi, incalzato anche dalle vicissitudini delle guerre napoleoniche, il poeta è ad Hauptwyl, in Svizzera, precettore presso un commerciante. Subito dopo, rifiutato a Jena come docente di greco, si reca a Bordeaux, in veste di precettore, assunto dal console di Amburgo, Daniel Christoph Meyer.

Il 9 maggio del 1802, a piedi e improvvisamente, comincia il suo ritorno in Germania. Durante il viaggio, apprende della morte di Diotima, ossia Susette, colpita dalla scarlattina in settembre. Quando arriva a Stoccarda, alla fine di giugno, dopo essere passato per Parigi e Strasburgo, è visibilmente provato: vestito come un mendicante, dimagrito e già sull'orlo della follia definitiva. Poco dopo, a Nürtingen, si scontra con la madre, la quale ha scopeto le sue lettere con Susette.

Nel 1804, l'amico von Sinclair gli procura un posto da bibliotecario, ma le sue condizioni fisiche e psichiche sono ormai minate dalla malattia mentale, sempre più opprimente. A partire dal 1806, dopo un breve ricovero a Tubinga, il poeta, ormai schizofrenico, viene affidato, in una sorta di custodia dorata, alla famiglia di un falegname di buona cultura, tale Ernst Zimmer, il quale lo alloggia in una torre di sua proprietà, sulle rive del Neckar. Qui, Firedrich Holderlin vive i restanti trentasette anni, in una condizione di mite demenza, suonando il pianoforte e scrivendo strani versi, firmati con il misterioso pseudonimo di Scardanelli. Occupa una stanza all'ultimo piano, dalla forma circolare, chiamata per tale ragione "la torre".

Nel 1808 esce il nuovo "Almanacco", il quale accoglie le sue poesie "Il Reno", "Patmos" e "Rimembranza". Si diffonde la sua fama di poeta folle e profetico e le visite cominciano a crescere sempre di più, come quella che gli fa Wilhelm Waiblinger, autore di un celebre saggio sulla vita del poeta. Tra il 1822 e il 1826, escono una seconda edizione dell'Hyperion e una raccolta di poesie a cura dei critici Ludwig Uhland e Gustav Schwab. Nel 1828, senza mai essere andata a fargli visita, muore la madre del poeta.

Il 18 aprile del 1843 il critico Schwab, in un saggio da lui scritto, considera tra le migliori di sempre la poesia di Hölderlin, punto di riferimento per la letteratura tedesca. Nei primi di giugno del 1843, il poeta firma con lo pseudonimo di Scardanelli la sua ultima poesia, dal titolo "La veduta". Malato di polmonite, il 7 giugno del 1843, nella sua torre sul Neckar, Friedrich Hölderlin muore all'età di 73 anni.

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