Messaggi e commenti per Lewis Hamilton

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Giovedì 26 marzo 2020 17:49:16

Buona sera signor Lewis,
sono Laura Papini di Pescia, Pistoia, Italia. Le scrivo in italiano, dal momento che il mio inglese è scarso e non riuscirei a esprimere bene ciò che sto per dirle. Spero e credo che qualcuno del suo staff possa aiutarla a tradurre il mio scritto.
Sono un’anziana ex docente ed ex, da giovane, praticante di sport, quando ancora era difficile vedere donne su campi sportivi. Non ero brava, ma stare su un campo verde e mettermi alla prova, gareggiare con altre ragazze mi entusiasmava. E la passione per lo sport mi è rimasta, soprattutto per l’atletica e il calcio. Seguo un po’ meno l’automobilismo, anche se tifo Ferrari, forse per un orgoglio nazionale, e quando, come spesso accade, lei vince un Gran Premio, rimango delusa, ma subito dopo penso che la Mercedes in questo momento è superiore e soprattutto può contare su un pilota superiore a tutti gli altri, lei. La mia ammirazione nei suoi confronti va oltre la sua bravura di pilota, da quando ha manifestato la sua sensibilità nei confronti del messaggio di Greta Thunberg e soprattutto delle minoranze, troppo spesso represse, emarginate, dileggiate, sfruttate. Ha fatto parte e fa parte del mio modo di vivere, di interpretare il lavoro e dare un senso alla vita considerare il genere umano unico, prezioso e irripetibile in ogni suo componente ed anche ora che sono in pensione e vedo la vita sbocciare ed aprirsi nei nipotini non posso fare a meno di occuparmi di ciò che è intorno a me, della società in cui vivo, non posso fare a meno di impegnarmi per provare ad indirizzarla diversamente da come la vedo oggi, cinica, spregiudicata, attaccata solo al dio denaro. Devo dire che non mi sono trovata proprio sola, ma che altri, spesso altre, hanno condiviso e stanno condividendo il mio sentire, la necessità, forse non sempre definita nel suo percorso, di costruire qualcosa che dia speranza, che si muova nella direzione di includere tutti, di valorizzare esperienze individuali e collettive diverse al fine di delineare insieme una società più a misura di uomo.
Così, insieme agli abitanti del piccolo paese di Monte a Pescia, da dove proveniva mio padre ed in cui sono tornata dopo la pensione, ho contribuito alla nascita dell’Associazione Borgo di avvistamento, che ha come scopo la valorizzazione di questa porzione di territorio toscano con i suoi terrazzi alti e stretti, bellissimo a vedersi, difficilissimo a viverci e sopravviverci, ed il recupero delle sue tradizioni, delle radici della comunità che qui abita, primo passo per includere chi oggi chiede di farvi parte, sia che venga dai dintorni o venga da lontano con una cultura diversa da conoscere e da scambiare, integrare con quella locale. Monte a Pescia è stato, in un passato abbastanza lontano, centro di riferimento per una serie numerosa di abitazioni sparse sulla collina, comunità, espressione tangibile di una diffusa mezzadria. Chi viveva nel paese era in un certo senso fortunato, perché aveva i suoi servizi: una specie di bar in cui ritrovarsi i giorni di festa per ‘fare il fiasco’, la chiesa con la casa parrocchiale, dove abitava il parroco, e quella della “Compagnia”, dove le persone del paese organizzavano i loro riti di appoggio alle funzioni religiose, ma soprattutto i servizi di aiuto alla popolazione (trasporto in ospedale, distribuzione di cibo in momenti di difficoltà, servizi in città per chi non poteva spostarsi…). Era insomma il riferimento sociale, il luogo in cui si esprimeva la solidarietà, l’unità del paese. A Monte a Pescia la chiesa è stata aperta di nuovo al culto da poco tempo dopo anni di abbandono, la canonica è stata venduta scriteriatamente (a detta dello stesso parroco) anni fa, per sopperire a carenze finanziarie della Diocesi ed oggi è una casa privata abitata solo qualche giorno l’anno; la stanza della ‘Compagnia’ è stata abbandonata e si trova in condizioni molto precarie, è inagibile. La stanza della ‘Compagnia’ è un edificio collegato con la Chiesa, ampio, su due piani, un piano terra ed un seminterrato, ciascuno con una grande vano. Da anni è transennato perché pericolante. La comunità di Monte a Pescia, costituita in prevalenza da anziani ma anche da qualche famiglia giovane e da una bambina di poco più di un anno (il suo battesimo a primavera 2019 è stato il primo tanti anni) non ha spazi per incontrarsi, per scambiarsi idee, per svolgere attività di intrattenimento, ma anche e soprattutto, come vorrebbe, che promuovano trasmissione di esperienze di generazioni e culture diverse.
L’Associazione Borgo di avvitamento, di cui fa parte la Comunità di Monte a Pescia, ha individuato nell’edificio della Compagnia non solo la possibile sede dell’Associazione, ma quella di tutte le iniziative: centro di lettura e narrazione, incontri con bambini e studenti delle scuole del territorio, corsi di lingua per immigrati, centro ricerche tradizioni e cultura del territorio, non ultimo un centro documentazione e studio del musicista Giovanni Pacini, sepolto nella Chiesa del paese.
Accordi con la parrocchia e la Diocesi di Pescia, proprietaria dell’immobile, per il progetto di recupero dell’edificio sono avvenuti nell’autunno scorso e prevedono, come per tutti gli edifici diocesani, una compartecipazione economica della comunità pari a circa il 50 per cento dell’importo, che, secondo dati di previsione, dovrebbe aggirarsi sui 200. 000 euro. La Curia attiverà il recupero effettivo nel momento in cui ha la certezza che la comunità dispone della quota a lei assegnata.
Il progetto di fattibilità avverrà non appena saranno terminati gli studi geologici, avviati, ma al momento fermi a causa della situazione sanitaria e dell’emergenza corona virus, che sta mettendo a dura prova in primo luogo la salute dei cittadini, ma subito dopo, insieme alla precaria economia del paese, le relazione sociali, vita di una comunità che stava provando dare a se stessa un futuro nell’impegno della trasmissione di conoscenze, della ricostruzione di una memoria, di uno scambio di esperienze culturali. La possibilità di raccogliere la cifra richiesta era impervia già prima dell’emergenza coronavirus, ma un forte entusiasmo di fondo determinato anche dalla buona riuscita di alcune iniziative sociali spingeva tutti a cercare soluzioni; ora è molto più difficile, nei più prevale un atteggiamento di resa. Invece non dobbiamo arrenderci e, non appena l’emergenza verrà superata, dovremo tornare ad incontrarci, a vivere quelle relazione grazie alle quali possiamo dare un senso al presente e progettare il futuro. È per questo, perché questa speranza non muoia che mi rivolgo a lei, affinché possa darci il suo sostegno, possa far proprio il progetto e venirci incontro nel raggranellare i fondi necessari ad attuare questo nostro progetto, questa speranza. La invitiamo, quando è libero dai suoi impegni di lavoro, a venire a visitare il paese, sarà nostro ospite e potrà toccare con mano bellezza del territorio, generosità della sua gente e concretezza del progetto
La ringrazio per l’ascolto e la disponibilità
Laura Papini

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Lunedì 30 settembre 2019 12:41:17

E chiaro se continua con questa fortuna avoglia che e imbattibile. ma lui sa benissimo che la festa e finita e ogni vittoria se la deve sudare. a parte la fortuna che lo aiuta sempre.

Sabato 30 marzo 2019 18:15:43

forza campione... con la tua classe domani sarà possibile ribaltare il risultato...

Martedì 30 ottobre 2018 18:17:28

È simplicemente formidabile è il migliore per adesso e se continua così credo che non ci sarà posto per un po’ per nessuno.

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