Messaggi e commenti per Alberto Asor Rosa

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Mercoledì 3 maggio 2017 11:54:38

Mi è capitato ultimamente di rileggere un famoso libro "Le due società", una raccolta di articoli scritti nel biennio 1976-77. Sono rimasto colpito da una tesi - sfuggita ai più e a me medesimo già in quegli anni - che richiama quanti si rifanno alla storia del movimento operaio a una seria riflessione. Nel richiamare il suo partito e la Cgil a capire i nuovi movimenti e rivolto ai nuovi movimenti a capire le ragioni della classe operaia, del Pci e della Cgil, Asor Rosa nell'articolo "Il ribelle e l'operaio" a pagina 103 scriveva: « [...] la via d'uscita dal sistema capitalistico passa per la sua estrema realizzazione, non per i sentieri senza sbocco del rifiuto ideologico delle dinamiche e delle leggi che presiedono al suo funzionamento». Una tesi che portata alle sue estreme conseguenze teoriche (e politiche) mette in discussione l'assunto fondamentale del Manifesto di Marx e Engels sulla possibilità che la classe operaia possa abbattere il capitalismo. Appare del tutto evidente che il modo di produzione capitalistico più che essere abbattuto da una rivoluzione debba implodere per le sue stesse leggi di funzionamento. Una tesi presente già in Marx de Il Capitale, poi in Rosa Luxemburg e infine esposta da Krossmann.
Mi era già capitato di leggere un'altra tesi esposta Asor rosa: gli ebrei con la costituzione dello Stato d'Israele si sono trasformati da vittime in carnefici ai danni del popolo palestinese.
Due tesi e due verità su cui da comunisti - se seri - dovremmo a lungo riflettere.
Michele Castaldo

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