Messaggi e commenti per Roberto Gualtieri

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Frasi di Roberto Gualtieri

Venerdì 20 agosto 2021 16:43:50

Ripristinare il nome alla città di Roma


Caro Gualtieri, io ho a cuore Roma come tanti cittadini in tutto il mondo. Vorrei però che non si chiamasse più ROMA CAPITALE ma solo ROMA come è sempre stata sin dalla sua fondazione. Non so bene perché al nome venne aggiunto "CAPITALE" ma è orrendo e poco comprensibile a tutti. E' inutile ricordare che nessuna capitale nel mondo viene chiamata come ROMA CAPITALE oggi. Vale per PARIGI, BERLINO, LONDRA, MADRID, ecc... Per favore impegnati a ripristinare il suo nome che deve essere solo ROMA: Grazie per l'attenzione.

Domenica 15 agosto 2021 17:44:04

Urbanistica domani


Buongiorno, Dott. Gualtieri
e Buon Ferragosto.
Sono Fabio Bellucci, un anziano architetto che si diletta a studiare l'urbanistica.
Proprio in questa ottica ho ripreso gli studi, già a suo tempo affrontati, del
"PROGETTO '80" (un bel prpgetto che vale la pena di studiare) e penso che gli elementi semantici dallo stesso ricavabili possano essere applicati sia a Roma e sia all'Italia tutta.
Se potessi parlarLe potrei illustrarLe a grandi linee sia la metodologia, sia le finalità di quanto ho in mente e che ritengo potrebbe esserLe utile.
Se ritiene di contattarmi ha il mio indirizzo mail, altrimenti mi scusi per il disturbo.
Cordialità
Fabio Bellucci Architetto

Domenica 1 agosto 2021 11:44:57

Formazione professionale


Buongiorno,
Dott. Gualtiero sono impiegato presso Roma Capitale da circa 30 anni nel settore della formazione professionale ottima opportunità per i ragazzi che cercano una professione... vorrei sapere cosa intende fare Lei per la formazione professionale.. visto che la dott. ssa Raggi ha fatto molto poco. Grazie
Cordiali saluti

Sabato 31 luglio 2021 18:13:44

Rifiuti


Bene proposta rifiuti tranne eliminazione cassonetti su tutta Roma. Costo insostenibile e servizio inefficiente. Fare impianti e organizzare bene raccolta risolve definitivamente problema. Follia a Roma togliere i cassonetti differenziati che anzi vanno messi dove insufficienti e città pulita se funziona raccolta. Parlare di più con operatori che con finti esperti. Sono certo che puoi vincere

Mercoledì 19 maggio 2021 11:11:28

Formazione professionale


Gentile Onorevole Gualtieri R. saro' breve, chiedo cortesemente ci sono molte famiglie che sono a tutt'oggi in diffocoltà economiche anche per mandare i figli a scuola cosa intende fare per la formazione professionale di Roma capitale (fiore a all'occhiello) una volta diventato Sindaco di Roma (si spera). grazie Onorevole.

Lunedì 10 maggio 2021 06:34:13

Autorevole ed empatico. Garante del futuro di Roma.

Giovedì 7 gennaio 2021 11:03:57

Preg. ministro vorrei segnalare anche l'azienda in cui lavoro nel dipartimento Finance, la Memc Electronic Materials Spa di Novara (032 -------/-------)
Noi abbiamo pagato sempre le imposte, nonostante i possibili differimenti e ci consideriamo azienda solidale, oltre che aver effettuato donazioni a enti locali, incluso acquisto ambulanza e attrezzature per l'ospedale di Novara. lascio anche mia mail ------- e del direttore -------
grazie
saluti
Dr. ssa Daniela Monfroglio

Mercoledì 1 aprile 2020 15:59:36

Vorrei chiedere al Ministro Roberto Gualtieri e a tutto il governo cosa intendono fare per i proprietari di immobili commerciali che non percepiscono più gli affitti a causa dei problemi e relativi provvedimenti sul coronavirus. Chi ha un immobile commerciale affittato, già gravato fortemente di IMU ed IRPEF anche quando si percepiscono gli affitti, come fa ora a pagare le imposte (IMU ed IRPEF) stante che non percepisce gli affitti perché gli inquilini con i negozi chiusi non pagano ? Se volete continuare questa infame guerra del potere politico contro la proprietà privata abbiate almeno il coraggio e l'onesta intellettuale di abolire la proprietà privata, come teorizzava Karl Marx, invece si soffocare i proprietaria di immobili con meschino ostruzionismo legalizzato. Il coronavirus sta colpendo tutti e l'attenzione deve essere per tutti mettendo da parte le assurde ingiustizie sin'ora giustificate da ideologie marxiste che si sono dimostrate fallimentari in tutto il mondo. Pretendere tasse su soldi che non si incassano è molto peggio delle estorsioni mafiose.

Giovedì 30 gennaio 2020 15:38:38

Spettabile redazione di "radio mattino",

l'età a cui andare in pensione in Italia è stata innalzata con la motivazione che la speranza di vita si è allungata. Perciò ai diabetici di tipo I (quindi completamente insulinodipendenti) che, secondo l'unica statistica ad oggi esistente, vivono in media tra gli 11 e i 12 anni in meno delle persone sane, la soglia dell'età per andare in pensione dovrebbe essere abbassata di 11 o 12 anni. Il problema è che la gestione del diabete di tipo 1 è molto più difficile quando si deve lavorare a tempo pieno per più di 40 anni; infatti dopo 20 anni di diabete il 90% dei malati ha sviluppato retinopatia, che è la maggiore causa di cecità in età lavorativa. L'articolo 32 della nostra Costituzione dice che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Che senso ha far lavorare per tanti lustri persone con il diabete di tipo 1 - malattia non dovuta né legata ad un errato stile di vita - fino a quando diventino invalidi gravi, con tutto il carico di spese collettive e di tragica sofferenza individuale che ciò comporta?
Personalmente insegno da 36 anni nella scuola superiore e da 20 col diabete T1 e a causa delle diurne e notturne oscillazioni glicemiche sono veramente agli estremi del logoramento e alla soglia della disperazione, perché non mi posso permettere di cessare di lavorare poiché non posso vivere di rendita e percepirei una pensione misera solo tra 8 anni e forse più, viste le ipotesi ultimamente in circolazione.
Pertanto chiedo che per i malati di DT1, così come si fa per i lavoratori sani, l'età del pensionamento venga rapportata all'effettiva durata media della vita, aggiornata di anno in anno. Perciò sarebbe urgente che il Consiglio superiore di Sanità - conformemente allo statuto delle sue finalità - effettuasse annualmente e rendesse di pubblico dominio il rilevamento dell'età media dei decessi dei diabetici di T1, in base alla quale calcolare la soglia per andare in pensione (N. B. con regime contributivo) ; in alternativa si potrebbe considerare ai fini del computo di tale soglia d'età ogni anno lavorato con il carico della malattia come valente per due anni lavorati dalle persone sane.
So che chi conosce un ultracinquantenne da decenni affetto da DT1 capisce perfettamente la necessità e l'urgenza di chiedere al governo in carica di effettuare un intervento legislativo in materia.
Tutto mi aspetto da chi riveste ruoli sanitari, politici e sindacali tranne che un comodo, facile, cinico ed indifferente silenzio, che concretamente significherebbe la inesorabile (ed evitabile) lenta rovina della vita di tanti cittadini italiani nei prossimi 5-10 anni.

Attualmente anche chi, come me, ha una invalidità civile riconosciuta al 60% non ha nessun diritto a una qualche pensione anticipata. Quello che vorrei ricordarle è che fino a una ventina di anni fa circa la soglia pensionistica minima per gli uomini era di 35 anni di lavoro, oggi di 42 e 10 mesi (che dovrebbero peraltro gradualmente aumentare...). Pertanto se io fossi nato una ventina di anni prima del mio effettivo anno di nascita avrei già potuto essere in pensione (ho già alle spalle 36 anni di lavoro), senza dover chiedere un'uscita anticipata dal lavoro in quanto affetto da diabete T1.

Insomma, nel momento in cui la soglia del pensionamento è stata tanto innalzata rispetto a quella di cui hanno goduto le generazioni precedenti, penso che si dovrebbe affrontare il problema nelle sedi istituzionali opportune e introdurre rapidi correttivi, perché se si attende si obbligano i malati di DT1 a compromettere per sempre la propria già difficile salute ed esistenza.

Chiedo almeno che i lavoratori nelle mie condizioni di salute non siano costretti a lavorare un numero di anni superiore a quello di chi può accedere, pur se in perfetta salute, alla "pensione di vecchiaia" con soli 20 anni di contributi. E' assurdo che chi lavora da decenni nelle mie condizioni, e quindi è esposto col trascorrere del tempo al rischio di gravi irreversibili complicanze, debba lavorare 43-45 anni, cioè più del doppio di persone in perfetta salute.

Leonardo Zappa

lavoratore con invalidità civile al 60% e portatore 24 ore su 24 di sensore elettronico con cannula sottocutanea per monitoraggio continuo della glicemia.
In quanto affetto da DT1 obbligato a sottoporsi a esame triennale per rinnovo patente, ma quanto a soglia pensionistica considerato perfettamente in salute...

Giovedì 30 gennaio 2020 11:41:57

Salve, sono un pensionato quota 100 della scuola dal 1 settembre 2019 dopo 41 anni e sei di servizio e 62 anni. Uno dei motivi che mi ha spino alla domanda di anticipo era la possibilità di accedere ad un anticipo del tfs come da D. L. 4/2019. Tutto inutile. Dell'anticipo a distanza di un anno non se ne parla e per poter riscuotere i propri soldi bisogna aspettare i fatidici 67 anni più quelli che lo stato si prende, a differenza di altre categorie, per erogare il tfs ai dipendenti pubblici, come se questi non fossero lavoratori. L'anticipo mi è costato il mancato versamento di contributi per gli anni che ho anticipato, contributi che non ritroverò ne sulla pensione ne sul tfs,, ma la cosa che più mi fa rabbia è la presa in giro che è stata perpretata ai danni di tanti come me che avevano bisogno di denaro per risolvere problemi personali. Tutto questo non è giusto e nessuno ne parla. Vuole farlo lei? attento com'è ai problemi della gente? La ringrazio anticipatamente per quello che ha fatto, sta facendo e farà.

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