Messaggi e commenti per Ferruccio De Bortoli - pagina 3

Messaggi presenti: 45

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Frasi di Ferruccio De Bortoli

Lunedì 8 giugno 2020 16:06:17

Buon giorno Dott. De Bortoli: Sua ultima intervista. Premetto che non sono lombardo ma compaesano della Grande Sig. ra Cavazzoni. Ovviamente certe dichiarazioni sono dettate da un grande senso di inferiorità: in Italia anziché imitare i migliori li si odia. Peccato che se all'estero ci chiamano "italiani mafiosi" lo dobbiamo ai figli di alcune di queste regioni. Se fossimo come loro a chi volesse trasferire da noi dovremmo chiedere anche la fedina penale. Grazie e buon laroro

Lunedì 8 giugno 2020 10:03:55

Preg. mo De Bortoli. Per quanto mi riguarda "lo spirito antilombardo" si rivolge ai lombardi (quanto al fatto di non aver saputo smettere di lavorare/stare a casa per il loro stesso bene a febbraio-marzo) e a Fontana/Gallera per improvvisazione e impreparazione (Zaia docet). Ma i lombardi davvero vogliono i mega ospedali privati d'eccellenza dovendo rinunciare ai medici di base e ai servizi minimi? Senza dette questioni, non ci sarebbero oggi i nomignoli che riferisce - di cattivo gusto - e che andrebbero semplicemente ignorati, come accade per i nomignoli presenti nelle regioni di tutta Italia. Come tutti i primi della classe non sopportate le osservazioni. Ho parenti in lombardia, mi dispiace moltissimo per l'accaduto ma non si cresce negando i propri difetti. E' comunque solo la mia personalissima opinione. Tania Mancini

Sabato 16 maggio 2020 20:01:27

Stimato dottor De Bortoli

Per presentarmi colgo l'occasione del fatto che lo SPIG, l'istituto di Giorgio Galli*, abbia inserito la proposta "le 3 regole della rappresentanza" nel primo numero della rivista Civica pag. 31.

Mi chiamo Paolo Antonio Amadio e, insieme ad altri, promuovo l’iniziativa civica “Viva il Parlamento” che ha lo scopo di restituire rappresentanza e ruolo al Parlamento.
In sintesi, proponiamo che, prima dell’ennesima legge elettorale, il Parlamento concordi le regole della rappresentanza e se del caso “le 3 regole della rappresentanza” che abbiamo formulato di proposito nella forma di articoli di legge.

L’iniziativa muove da tempo sotto traccia seguendo una via diciamo “istituzionale”. E’ ben vista da costituzionalisti di rilievo e, dall’inizio dell’anno, è all'attenzione delle Presidenze Istituzionali.

Dal 4 maggio l’iniziativa è divenuta pubblica con la lettera che abbiamo inviato a tutti i Parlamentari e che si trova nella sezione documenti scaricabili del sito "vivailparlamento. it".
Seguirà a breve una petizione parlamentare e ogni altra azione che risulti necessaria affinché venga approvata una legge sulla rappresentanza, che sia sovraordinata rispetto a qualsivoglia legge elettorale presente e futura.

Chi ne ha finora conosciuti i contenuti, considera la proposta in qualche modo rivoluzionaria nell’approccio e nella soluzione, che è concreta, assai stringente e “difficile” per questa classe politica. Il pronostico è che la reazione potrà andare dal semplice ignorarla al distorcerla in modo da continuare a negare ai cittadini il diritto alla rappresentanza in Parlamento.

Sarà una campagna lunga e abbiamo bisogno di veri sostenitori ed è per questo che mi permetto di rivolgermi a lei.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento, incluso gli aspetti più riservati del piano che stiamo tentando di realizzare.

Con grande stima la saluto augurandomi che vorrà sostenerci
--

Paolo Antonio Amadio

Via -------, 38
20149 Milano (MI)
tel: +39347 -------
mail: -------

* https://www. istitutostudipolitici. it/2020/05/14/e-uscito-il-n-1-del-2020-di-civica/

Venerdì 1 maggio 2020 13:10:59

La limitazione per i cittadini italiani a recarsi nelle cosi dette seconde case sarebbe giustificata anche dal fatto che gli abitanti delle città andrebbero numerosi a sovraccaricare la disponibilità di servizi anche sanitari disponibili nelle località di villeggiatura spesso piccoli comuni.
Va considerato che per le seconde case indipendentemente dalla occupazione, i proprietari pagano le quote fisse delle utenze, anche inutilizzate, pagano tasse sugli immobili come l’IMU e la TARI, quindi i piccoli comuni di villeggiatura, che a volte non sono poi tanto piccoli, si attrezzino per fornire i loro servizi a tutti gli abitanti residenti e non residenti. Si potrebbe inoltre discutere sul perché i non residenti che pagano tasse locali non possano nemmeno votare per le amministrazioni che decidono come usare le tasse da loro pagate.

Venerdì 1 maggio 2020 09:19:17

Gentile Signore,

Sono mamma di sei figli residente a Ginevra, sono insegnante di religione e cappellano in ospedale.
Dall’inizio della pandemia seguo la sua rubrica su TV 2000 e le sue parole hanno un grande eco in me.
Potrebbe consigliarmi uno dei suoi libri di cui il contenuto è vicino al suo messaggio di questi giorni?

Cordiali saluti.

Sveva Barbiellini Amidei

Mercoledì 29 aprile 2020 07:24:05

Salve mi chiamo Concetta Tramontana, vivo a Siracusa, sono amministratore di una società in attività finanziaria di cui ha mandato da parte di una nota banca, da qualche giorno ascolto i suoi messaggi l, ultimo stamane su tv2000, con la sua pacatezza trasmette una serenità indescrivibile, per questo ho deciso di scrivere questo messaggio a lei in quanto ritengo che le sia la figura giusta per farsi portavoce, che, attraverso un suo messaggio possa arrivare al Presidente Conte.
Ho scritto una ventina di mail a chiunque dal Presidente del Consiglio dei Ministri, a Ministri, a Deputati, a trasmissioni televisive nazionali, Etc, ma nessuna risposta evidentemente non ritengo argomento interessante (mi riferisco alle rete televisive) per fare notizia, per il Governo, anche questi non interessato.
Le spiego brevemente.
È indubbio che il Coronavirus abbia fortemente rallentato la produzione di molti comparti della nostra economia. Un discorso che coinvolge, purtroppo, anche la categoria degli Agenti in Attività Finanziaria di cui la sottoscritta (amministratore di una società di capitale) ne fa parte, e l’esclusione dall’accesso alla garanzia dei soggetti che svolgono attività economiche rientranti nella Sezione K della classificazione ATECO e, segnatamente, dei soggetti che svolgono attività finanziarie e assicurative (codici ATECO dal 64 al 66) e operando con il codice ATECO 66. 19. 22, non rientra tra i destinatari delle garanzie previste dal Fondo.
Di conseguenza, tutte le partite Iva che operano con i suddetti codici ATECO e che vorranno far richiesta del prestito fino a 25. 000 euro (quello che non prevede la valutazione del merito creditizio) o del finanziamento fino a 800. 000 euro (quello che prevede la valutazione del merito creditizio) non potranno accedere al Fondo di Garanzia e le eventuali richieste già presentate o in via di presentazione verranno rifiutate in seguito al controllo del codice ATECO.
Questa preclusione pone gli agenti in attività finanziaria in una situazione di evidente svantaggio nell’accesso al credito e ciò risulta fortemente pregiudizievole nell’attuale congiuntura socio-economica, in cui la liquidità rappresenterà in molti casi un fattore determinante per la sopravvivenza stessa delle imprese.
L’agente in attività finanziaria svolge un’attività di procacciare i clienti e far concludere i contratti, non siamo banche o finanziarie che erogano. Lavoriamo per conto delle banche.
Siamo circa 6000 in Italia e tutti stiamo soffrendo come tutte le altre attività.
Siamo società di servizi e non finanziarie.
Nello specifico, occorre chiedere al governo che la disciplina che regolamenta la materia potrebbe essere modificata introducendo una differenziazione tra i codici ATECO che identificano specificatamente le attività bancarie e finanziarie in senso stretto (attività che resterebbero in ogni caso escluse dall’accesso al Fondo) e quelli che invece si riferiscono agli operatori della filiera distributiva (agenti in attività finanziaria) i quali verrebbero ammessi a poter beneficiare delle relative garanzie.
La ringrazio anticipatamente se veramente argomentasse questo nostro problema.
Le lascio il mio numero di cellulare qualora ritenesse opportuno chiamarmi
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Martedì 28 aprile 2020 22:42:20

Ciao Giordano sono Fabrizio Icardi dello spettacolo viaggiante di Arezzo le nostre giostre sono ferme come facciamo a pagare le cambiali dell’attrezzatura, le bollette Enel, abbiamo i bambini che devono mangiare, noi paghiamo tutto tutte le tasse immaginabili le paghiamo noi, da una vita che paghiamo il suolo pubblico pertanto lo stato ci deve aiutare per favore Giordano faccia un appello lei al governo grazie distinti saluti

Martedì 28 aprile 2020 14:06:56

Ho seguito ieri sera intervento su rete 4 Perfetto totalmente d accordo Sono pneumologo che da 2-3 mesi mangia pane e Covid So di cosa parlo Le do solo due dati per rimarcare quanto sia insensata questa chiusura prolungata Il terrore evtale che per paura di andare al PS la mortalita per infarto e triplicata per non parlare delle altre patologie Alla fine fara piu morti la chiusura del Covid. B
Lacsaluto

Sabato 18 aprile 2020 07:02:38

Grazie per il commento odierno nel tempo sospeso che ha ricordato i diritti costituzionali degli anziani invitando a dare fiducia perché sapranno usare la testa e potranno adottare tutte le precauzioni senza dover essere segregati in casa.

Lunedì 13 aprile 2020 11:37:36

Ho 78 anni e sono chiusa in casa da più di un mese come tanti e data l'età credo di dover continuare a stare chiusa nonostante io abbia l'esigenza di fare controlli e visite mediche al momento impossibili. Vorrei fare questa proposta a lei che seguo tutte le mattine su canale 2000. In Italia ci sono migliaia di medici di famiglia che conoscono meglio di tutti i loro pazienti. Al massimo ogni medico di famiglia ha 1. 500 pazienti, ma questo è il numero massimo. Noi siamo chiusi in casa e non sappiamo se siamo positivi, asintomatici, se abbiamo avuto il coronavirus, se siamo contagiosi. Allora mi chiedo: perché non impegnare tutti i medici di famiglia perché questi facciano, naturalmente in sicurezza, il tampone a tutti i loro pazienti, dando la precedenza alle fasce più deboli, a quelli che devono riprendere il lavoro e via via a tutti gli altri. ogni medico dovrebbe fare al massimo 1. 500 tamponi, ma non tutti i medici di famiglia hanno 1. 500 pazienti. E 1. 500 tamponi si possono fare in 10 giorni. Naturalmente dovrebbero essere coadiuvati sul territorio da laboratori di analisi, privati e pubblici che non mancano. Che non si parli di costi in questo momento perché questi sarebbero i soldi spesi meglio per la salute di tutti, ancora più necessari dei vari tipi di reddito di cittadinanza o emergenza o simili. Il problema è solo di carattere organizzativo, ma i medici di famiglia sono già preparati quando devono fare ad esempio i vaccini influenzali ai loro pazienti. Inoltre potrebbero essere aiutati da giovani medici appena laureati.
La ringrazio se potrà leggermi. Ancor più se ritiene che la proposta abbia elementi positivi per essere pubblicata. Grazie per i pensieri positivi e costruttivi che ci regala ogni giorno. Anna Grazioso

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