Messaggi e commenti per Nunzia Catalfo - pagina 5

Messaggi presenti: 50

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Sabato 2 maggio 2020 14:54:48

Caro ministro sono un dipendente part time a tempo indeterminato con contratto a 40 ore mensili con stipendio di 260 euro, dal 13 marzo non lavoro per motivi legati al coronavirus dal 13 al 31 marzo ho ricevuto 66 euro di fis, domanda per lo stato italiano io non rientro in nessuna categoria di aiuti del decreto cura italia, vi chiedo se nel prossimo decreto aiuterete i dipendenti part time che prendono uno stipendio da fame, grazie.

Sabato 25 aprile 2020 14:51:46

Gent. ma Ministro
Mio marito, con partiva iva individuale, è un malato oncologico e riceve l'assegno ordinario di invalidità che gli ha impedito di percepire il bonus da 600 euro. Tenga presente che marzo era l'ultimo mese di pagamento dell'assegno previdenziale ma soprattutto che in questi 3 anni non ha potuto lavorare a seguito di 4 operazioni. Sarà impossibile recuperare i clienti che ha perso x l'interruzione della sua attività. Non so neppure se potrà ricevere gli 800 euro x aprile avendo richiesto la riconferma dell'assegno, che gli sarà magari negato tra 6 mesi, xché non si è ripresentata una recidiva.
Come lei afferma nessuno sarà dimenticato... vedi reddito di emergenza ma sarà un dato di fatto che mio marito dovrà chiudere la partita iva con un futuro alquanto incerto.
Esprimo il mio disappunto per la mancata considerazione verso i malati oncologi nonostante abbia letto sui giornali un interessamento da parte delle varie associazioni.
Immagino che lei non abbia tempo x leggere questi messaggi comunque cordialmente la saluto.

Giovedì 23 aprile 2020 17:21:28

Caro Ministro Catalfo,
Sono una ragazza di 20 anni sono sposata, e l'anno scorso io e mio marito abbiamo lavorato a nero, come bracciante agricolo. Non ho ne paura, ne vergogna di dirlo perché dove abitiamo noi si lavora cosi, non c'è lavoro e quello che c'è dobbiamo accettarlo come ci viene dato!
Noi non rientriamo in nessuna categoria di quelle che voi avete mandato. Pero lavoriamo tutti i giorni per portare il pane a casa, per pagare le bollette e tutto il resto. Per il covid 19 ci siamo precipitati, adesso le chiedo, PERCHÉ NOI NON DOBBIAMO AVERE NESSUN AIUTO DALLO STATO? Che colpa ne abbiamo?
Io spero che questo messaggio lei e le altre persone con cui lei lavora lo capiate. SIAMO IN EMERGENZA, NOI RESTIAMO A CASA PER AIUTARE L'ITALIA MA DA VOI VOGLIAMO UN AIUTO ! Grazie per la comprensione, buona giornata! !

Giovedì 23 aprile 2020 12:35:29

Caro ministro Catalfo,
mi chiamo Nino Montalbò, sono nato a Roma il 17 Maggio 1972 e risiedo a Campobasso, ove svolgo il lavoro di Ispettore del Lavoro presso la sede locale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
In data 4 Gennaio 2020, mi sono sposato con una siracusana, la quale vive e lavora a Siracusa, in quanto è impiegata statale a tempo indeterminato.
Purtroppo il nostro legame coniugale è reso difficile dalla lontananza, considerato che lavoriamo in due regioni diverse e che i collegamenti tra le due regioni non sono molto agevoli.
Il tutto è stato aggravato dalla situazione contingente di emergenza covid-19, che ha reso drammatica la nostra situazione, vista l’impossibilità di ritrovarci insieme, sia pure per un breve weekend.
Anche la prospettiva futura, sempre in vista di codesta emergenza, si presenta piuttosto problematica per la nostra unione.
Nello scorso mese di Febbraio 2020, ho chiesto di ottenere il trasferimento presso l’Ispettorato @Provinciale del Lavoro di Siracusa, ma mi è stato risposto dalla Direzione Generale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che, essendo la materia del lavoro, devoluta alla competenza della Regione Sicilia, che è una regione a statuto speciale, è impossibile trasferire personale “ad altra amministrazione. ”
Chiaramente, la mia posizione, è analoga a quella di numerosi ispettori del lavoro di origine siciliana, che da anni cercano invano, di ricongiungersi alla propria famiglia.
L’organizzazione sindacale a cui sono iscritto, “Federazione Italiana Lavoratori Pubblici e Pubbliche funzioni” – “FLP”, chiede da anni che venga sottoscritta una convenzione, per altro già pronta, tra
l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e la Regione Siciliana, per il passaggio di diverse unità di ispettori del lavoro, presso gli Ispettorati Provinciali della Regione Siciliana.
Mi è stato riferito da più fonti, che l’unico problema ostativo al nostro trasferimento in Sicilia, è dovuto dall’assenza della volontà politica Regionale.
A tal riguardo, mi permetto di osservare che gli ispettorati Siciliani sono quasi del tutto sguarniti di ispettori del lavoro; infatti, nell’ Ufficio Provinciale di Palermo, che con tutta la Città Metropolitana conta più di 1. 200. 000 abitanti e numerosissime attività imprenditoriali, vi sono, in organico, soltanto n. ° 2 ispettori del lavoro.
Pertanto, mi permetto, in un momento molto difficile per l’intero Paese e scusandomi per il disturbo arrecatoLe, di chiedere se possibile, sollecitare la stipula della convenzione tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e la Regione Sicilia, affinchè numerosi ispettori del lavoro possano ricongiungersi alle rispettive famiglie e svolgere il proprio lavoro, in una terra antichissima, ma funestata dalla piaga dal lavoro nero e da tante irregolarità, attinenti ai rapporti di lavoro ed alla sicurezza del lavoro.
Con osservanza,

Siracusa, 16 Aprile 2020 Cordiali saluti Nino Montalbò

Sabato 18 aprile 2020 10:38:15

Cara Ministro sono molto confusa e avrei bisogno di chiarimenti da fonte certa, Sono una donna di 61 anni proprietaria di metà casa (l'altra metà di mia sorella). Alla morte di mio padre dovetti affittare la casa per poter sopravvivere (manco quello mi riesce!!!). Feci domanda per Reddito di cittadinanza. Il CAF disse che il valore patrimoniale della mia metà casa superava la soglia dei 30. 000 (superamento di soli 10. 000 euro) e dunque non mi spettava reddito. Dalla mia casa io percepisco euro 650 (affitto). A mia volta, però io sto in una casa in affitto molto più piccola. Pago 350 di affitto (più 6 per vaglia postale) e 30 euro di condominio per un totale di 380 (386). La matematica non è una opinione e resto con euro 270 (264).. Devo mangiare, pagare bollette e SOPRATTUTTO pagare Imu, Irpef ecc. Nei mesi delle passe in particolar modo non so come uscirne ed è per questo che ho sempre arrotondato facendo lavori a nero come badante (300 euro al mese) che ho dovuto lasciare per emergenza Coronavirus. In Banca ho poco più di 1. 000 euro (rimasuglio della vendita di box auto avvenuta anni or sono). Cito le parole del Caf:"Mi spiace signora ma, anche se lo Stato sa che lei fa la fame, il reddito purtroppo non le spetta perchè la sua metà casa supera di 10. 000 la soglia massima prevista dallo Stato". Ora, cara Ministro, mi chiedo:"E' mai possibile che una metà casa che avrebbe dovuto aiutarmi a sopravvivere mi debba ridurre, invece, alla fame? ". In casa siamo in due. La persona che è con me già andò in crisi economica anni fa perdendo tutto. Stava iniziando a riprendersi con lavoretti e con l'intento di aprire poi partita iva... ma ci ha pensato il virus a bloccarlo. Lui è con me e facciamo la fame in due! Attendo con ansia Sua risposta per chiarirmi le idee sia sul REDDITO DI CITTADINANZA e sia sul REDDITO DI EMERGENZA. Non so in quale categoria mettermi... ammesso che ci sia una categoria per una proprietaria a metà, rimasta senza lavoro, che fa la fame. La ringrazio e Le auguro tutto il Bene.

Sabato 4 aprile 2020 14:46:17

Cara ministro sono una mamma con tre minori e mi ritrovo con un grosso problema il decreto dice che nella cassaintegrazione rientrano solo quelle che sono stati assunti il 23 febbraio e io cio questo problema mio marito si e licenzia il 31 gennaio per poi essere assunto da un altro datore di lavoro che lo assume il 2 di marzo ma il decreto si ferma il 23 febbraio noi cosa dobbiamo fare non e giusto e un ingiustizia sociale per tutti quelli che sono nella stessa situazione la prego che al più presto ne possa far conto perché anche noi siamo cittadini italiani distinti saluti

Domenica 29 marzo 2020 15:31:27

Spett. le MInistro, sono titolare di PENSIONE INPS AL MINIMO
ho 78 anni e devo ancora lavorare… PREGO ELIMINARE LA CLAUSOLA che mi ESCLUDE dal 'opportunita' (INGIUSTA E DISCRIMINATORIA in quanto NON tiene
conto DELL'IMPORTO DELLA PENSIONE. IO NON MANGIO CON QUESTA PENSIONE) -ho 78 anni e devo ancora lavorare... SENZA AIUTI STATALI DOVRO' CHIUDERE LA MIA
ATTIVITA'- ringraziando, prediscutere e provvedere- Grazie-

Venerdì 27 marzo 2020 14:10:58

Caro Ministro voglio segnarsrLe ina grossolana ingiustizia contenuta nel decreto "cura Italia", che prevede un aiuto agli autonomi NON pensionati. Le faccio notare che il sottoscritto è pensionato al minimo, x cii sono costretto a lavorare x sbarcare il lunario. La chiusura della mia attività mi procura un danno economico enorme. Le chiedo di intervenire x eliminare questa enorme ingiustizia. Grazie

Venerdì 25 ottobre 2019 17:19:53

Signora ministro mi rivolgo a lei perché sono profondamente amareggiata dal reddito di cittadinanza, avendo fatto la domanda e essendo stata accettata dopo due mesi che ho ricevuto il beneficio di 180 euro, mi è stato fatto decadere con la motivazione che il mio patrimonio era aumentato. Questo non è vero in quanto io tutto oggi ho gli stessi requisiti di quando lo ho richiesto. Ho parlato del mio caso con tante persone e tutte sono concordi con me di fare qualcosa per riavere il mio beneficio con gli arretrati che mi sono stati tolti indebitamente. Io abito ad Acireale se lei mi vuole contattare può mandare un messaggio nella mia email. Fiduciosa di un suo riscontro una fedelissima cinque stelle.

Domenica 15 settembre 2019 11:23:43

Desidero sapere dove si trova la segreteria politica dell'Onorevole Nunzia Catalfo. GRAZIE.

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