Lasciati dallo stato nel momento del “bisogno”

Messaggio per Francesco Borgonovo

Giovedì 6 gennaio 2022 10:16:06
Gentile direttore,
le invio dopo che l’ho fatto anche con Travaglio la mia odissea perché penso che più si condividono queste esperienze più forse ci rendiamo conto verso quale deriva stiamo andando.
Conto su di lei... tenga conto che sono anche una docente che sta perdendo il lavoro ma sento che solo perdendolo posso insegnare
qualcosa.

Ieri ho vissuto un'odissea che mi ha fatto vergognare per tanti aspetti di vivere in Italia.. L'odissea inizia all'ora di pranzo a Terracina quando insieme a mio marito e due amici ci presentiamo ad un take away del pesce e troviamo alla porta un ragazzo che, chiedendoci il green pass, constata che solo uno è fornito di vaccino e senza neanche appurare se volessimo solo comprare o consumare naturalmente ai tavoli all'aperto ci allontana applicando quindi anticipatamente la normativa in vigore dal 10 gennaio!!! Ci tengo a descrivere l'eterogeneità del nostro gruppetto: mio marito vaccinato e NON TAMPONATO da più di un mese, io tampone negativo da poche ore (non sono vaccinata) e i nostri amici guariti da covid ma green pass ancora non pervenuto. Ebbene con aria mesta e avendo riletto le disposizioni di legge che evidenziavano l'eccessivo e inopportuno zelo del ragazzo ci siamo recati in un altro take away e siamo riusciti a mangiare naturalmente all'aperto.
Dopo ci siamo recati a Gaeta dove abbiamo dovuto questionare in un bar-pasticceria dove abbiamo chiesto 4 bombe e ci siamo sentiti chiedere di esibire il green pass, al chè io ho tuonato: "ma non ci chiede dove vogliamo mangiarle? !!! " … il barista con tanto di mascherina sotto il naso mi risponde seccato e ci incarta le bombe.
Qui inizia la vera odissea del"bisogno": ci rendiamo conto che l'unico che può chiedere di andare al bagno in quel bar è mio marito vaccinato mentre a noialtri con tanto di mascherina FFP2 ci viene vietato: ma casomai ho il covid non la salmonella!!!. Nonostante che siamo tutti ultrasessantenni ce ne facciamo una ragione e continuiamo la visita della bella cittadina addobbata dalle stupende luminarie e vediamo un mercatino dove troviamo dei bagni allestiti per l'occasione ma. … peccato… chiusi perché rotti! Al limite della pazienza comincio a chiedere dove sia un commissariato o la centrale dei vigili urbani … vagando ho la fortuna di incontrare due poliziotti che sentendo il nostro problema e quasi ridicolizzandolo ci dicono candidamente che non è di loro competenza e ci indicano la sede dei vigili urbani dove arriviamo con la vescica e altri attributi pieni fini ad esplodere (anche noi donne che non li possediamo!!!) qui un soggetto mezzo addormentato trasecola e giura che in un altro luogo, che ci descrive, avremmo sicuramente trovato i bagni pubblici. Speranzosi usciamo, ci rechiamo sul posto ma troviamo solo un anfratto buio e con vegetazione: : lì si è conclusa la nostra odissea perché in barba ad ogni senso del pudore abbiamo PISCIATO (Il termine un po' trash e d'uopo!!!) Francamente se avessi potuto resistere sarei rientrata a Roma e avrei pisciato davanti al Parlamento: forse si sarebbe capito quanto sia sdegnata non solo delle discriminazioni messe in atto dal governo con la scusa del covid ma anche dalle carenze strutturali di un paese che già arrancava prima della pandemia (specie al sud) ma ora è alla frutta… mi vergogno di essere italiana !!!
Da: Isabella Conti

Rispondi a Isabella Conti

Scrivi un nuovo messaggio a Francesco Borgonovo

Altri messaggi recenti per Francesco Borgonovo

Leggi tutti i messaggi per Francesco Borgonovo

Commenti Facebook