Napoli segreta: un confronto in famiglia
Messaggio per Corrado Augias
Lunedì 19 aprile 2021 01:52:10
Illustre Corrado Augias,
Noi napoletani siamo abituati a vedere e sentire stereotipi su Napoli e su di noi cittadini, di conseguenza al termine della Sua illustrazione, si è aperto in famiglia un confronto su ciò che, a nostro avviso, andava detto e invece è mancato.
Non ha toccato, ad esempio, quello che è stato il periodo di splendore della città sotto gli Angioini con le sue chiese gotiche, poca storia comunque di un regno, non ha citato le figure come Vico, Croce, non una citazione di Ghoete o altri viaggiatori e pittori che l’hanno dipinta nella sua splendida natura. Si è mosso secondo un cliché conosciuto, ha puntato sull’arcano, la irregolarità, il popolo, gli eccessi (Maradona... la camorra...), la figura popolare di Moscati...
Positiva è stata la narrazione della Repubblica napoletana del 1799 e la rivolta contro i tedeschi durante le 4 giornate ma sempre congruente con quello che è l’idea di popolo e quindi nel bene e nel male l’affinità con Masaniello.
Questo in sintesi il nostro confronto in famiglia.
Tuttavia io credo che “l’arcano, l’irregolarità, il popolo e gli eccessi“ sono peculiarità descritte anche da molti viaggiatori stranieri, letterati e non, dei secoli scorsi. E queste caratteristiche sono presenti in noi allora come oggi.
Napoli è stata la capitale di un Regno e ne conserva concrete testimonianze nei palazzi e Musei ma è anche evidente che non lo è più da molto tempo.
Credo di aver compreso che Il “filo di Arianna” della presentazione di Napoli segreta è stata pertanto l’impronta di ciò che quel tempo passato ha lasciato sulla città odierna, nel suo tessuto sociale anche attraverso l’idolatria un po’ pagana verso San Gennaro come verso Maradona.
È una città, la nostra, che per conoscerla -senza pregiudizi- occorre una curiosità intelligente che la guardi non solo per giudicarla. E mi sembra che Lei, illustre Augias, nel breve tempo della trasmissione, si sia posto di fronte a Napoli con questo spirito.
Volendo in conclusione rispondere alla domanda se mi è piaciuta la Sua trasmissione su Napoli segreta, rispondo che in fondo mi è piaciuta nonostante le mancanze perché ritengo che l’abbia presentata in modo “onesto”.
Giuliana Buonaiuto
Noi napoletani siamo abituati a vedere e sentire stereotipi su Napoli e su di noi cittadini, di conseguenza al termine della Sua illustrazione, si è aperto in famiglia un confronto su ciò che, a nostro avviso, andava detto e invece è mancato.
Non ha toccato, ad esempio, quello che è stato il periodo di splendore della città sotto gli Angioini con le sue chiese gotiche, poca storia comunque di un regno, non ha citato le figure come Vico, Croce, non una citazione di Ghoete o altri viaggiatori e pittori che l’hanno dipinta nella sua splendida natura. Si è mosso secondo un cliché conosciuto, ha puntato sull’arcano, la irregolarità, il popolo, gli eccessi (Maradona... la camorra...), la figura popolare di Moscati...
Positiva è stata la narrazione della Repubblica napoletana del 1799 e la rivolta contro i tedeschi durante le 4 giornate ma sempre congruente con quello che è l’idea di popolo e quindi nel bene e nel male l’affinità con Masaniello.
Questo in sintesi il nostro confronto in famiglia.
Tuttavia io credo che “l’arcano, l’irregolarità, il popolo e gli eccessi“ sono peculiarità descritte anche da molti viaggiatori stranieri, letterati e non, dei secoli scorsi. E queste caratteristiche sono presenti in noi allora come oggi.
Napoli è stata la capitale di un Regno e ne conserva concrete testimonianze nei palazzi e Musei ma è anche evidente che non lo è più da molto tempo.
Credo di aver compreso che Il “filo di Arianna” della presentazione di Napoli segreta è stata pertanto l’impronta di ciò che quel tempo passato ha lasciato sulla città odierna, nel suo tessuto sociale anche attraverso l’idolatria un po’ pagana verso San Gennaro come verso Maradona.
È una città, la nostra, che per conoscerla -senza pregiudizi- occorre una curiosità intelligente che la guardi non solo per giudicarla. E mi sembra che Lei, illustre Augias, nel breve tempo della trasmissione, si sia posto di fronte a Napoli con questo spirito.
Volendo in conclusione rispondere alla domanda se mi è piaciuta la Sua trasmissione su Napoli segreta, rispondo che in fondo mi è piaciuta nonostante le mancanze perché ritengo che l’abbia presentata in modo “onesto”.
Giuliana Buonaiuto
Da: Giuliana Buonaiuto
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