Messaggi e commenti per Barbara Palombelli - pagina 36

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Frasi di Barbara Palombelli

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Biografieonline non ha contatti diretti con Barbara Palombelli. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Barbara Palombelli.

Domenica 15 novembre 2020 15:34:07

Caro Conte,
volevo per prima cosa ringraziarti per le misure intelligenti che hai preso insieme al tuo amato governo per affrontare questa dolorosa pandemia.
Ti volevo raccontare la mia storia
Sono una mamma di una bimba di 10 anni ed ho 43 anni, abito a Mirandola in provincia di Modena. A metà maggio ho perso il lavoro, sono una geometra ed oro stata assunta a novembre 2019 da una azienda della zona come impiegato tecnico, poi è arrivato il covid inizialmente sono stata messa in cassa integrazione e poi alla fine del contratto di 6 mesi di prova sono stata lasciata a casa in quanto il covid ancora era li davanti agli occhi di tutti. Ho avuto in quei mesi il modo di seguire mia figlia e mio nipote nella didattica a distanza e se per mia figlia le lezioni sono iniziate praticamente subito e sono andate migliorando giorno dopo giorno fino alla fine della scuola con buonissimi risultati da parte delle insegnanti e da parte dei bimbi, un grande sforzo è stato fatto da parte di tutti e ringrazio le maestre di questo, dall’altra parte stessa scuola ma in una classe diversa mio nipote non ha avuto lo stesso trattamento, lezioni iniziate più di un mese dopo l’inizio della chiusura totale, incapacità da parte delle maestre di gestire anche solo un’ora al giorno di lezione, insomma un disastro completo.
Passa l’estate e arriva metà settembre, i primi giorni di scuola mia figlia era entusiasta di rincominciare finalmente la scuola perché se fatta bene con insegnanti umani è il posto giusto dove lasciare i propri figli. Tutto pronti con i distanziamenti, le mascherine, le regole, gli orari scaglionati e quant’altro per poter svolgere una regolare vita all’insegna della pseudo normalità (tutto questo anche per il mondo sportivo, mia figlia è una pattinatrice a rotelle agonista).
La cosa più bella era passare alla mattina davanti alle scuole superiori per raggiungere le scuole elementari e trovarsi i ragazzi fuori dalle scuole in attesa di entrare accalcati uno all’altro, con le mascherine sotto al naso oppure senza perché la sigaretta faceva da padrone ed arrivare poi davanti alle scuole elementari con tutti questi bimbi piccoli ben distanziati, le maestre che venivano davanti al cancello e li accoglievano con gli occhi pieni di sorrisi e con cuore enorme li distanziavano accompagnandoli nelle loro classi, io da mamma più volte ho pianto davanti a queste scene, erano lacrime di gioia perché in quelle maestre ho visto veramente l’amore verso i loro studenti, verso le donne e gli uomini del nostro domani; tutti erano consapevoli di ciò che avevano perso nei mesi passati e del meglio che c’è di bisogno di dare oggi.
Per mia figlia la scuola e lo sport si sono fermati il 03 di novembre.
Il giorno 22/10/2020 a mio marito scoppia il raffreddore, in casa lo isoliamo subito in quanto l’esigenza più grande era il non attacarlo alla bambina che nel caso lo avesse preso sarebbe dovuta stare a casa dalla sua amata scuola e dal suo amato sport.
Il giorno 26/10 il medico manda mio marito a fare il tampone, il giorno 28/10 però c’era troppa fila e viene rimandato a casa per poi tornare il giorno 29/10 e finalmente gli viene eseguito il tampone. La risposta positiva però arriva solo dopo giorni, il 02/11.
Cosa succede a questo punto?
Panico totale
La scuola mi dice che mia figlia può essere riammessa solo con tampone negativo o solo con certificato medico, chiamo subito la pediatra che mi risponde dicendo che avendo compilato mio marito i dati per l’ausl di competenza inserendo me e mia figlia come conviventi di un caso covid, siamo nelle mani dell’ausl e solo l’ausl può chiamare sia me sia mia figlia a fare un tampone e che lei non poteva farmi un certificato per la bambina essendo la bambina sana... tutto questo poi confermato anche dal mio medico di base. I giorni passano, mio marito è isolato dal 22/10 in 3 camere della casa e noi 2 in altre 4.
Il giorno 7/11 arriva a me e a mia figlia una mail dall’ausl dove ci viene detto che siamo in quarantena dal giorno 2/11 e che saremo svincolate dopo 14 giorni o da un tampone negativo oppure dalla fine della quarantena e che comunque per poter uscire di casa avremmo dovuto aspettare una mail di svincolo da parte del ausl.
Oggi è il giorno 15, se la matematica qualcuno la sa applicare i giorni di quarantena lontano da mio marito e da quando ha eseguito il tampone sono già 17 e ancora non avuto nessuna chiamata ne mail di svincolo.
Anche mio marito non ha più avuto notizie, avrebbe dovuto rifare un altro tampone dopo il decimo giorno dal primo, ma nessuno lo ha contattato.
Chiedo al nostro caro Conte e al suo governo che tanto stanno lavorando… come è possibile una situazione così?
Quanto tempo dovremmo ancora stare in casa sia io che mia figlia che mio marito abbandonati da tutti?
Abbiamo chiamato il medico il quale ha scritto pec al ausl di Modena, abbiamo telefonato in continuazione ai numeri che compaiono sulle mail, tutto ciò che potevamo fare lo abbiamo fatto, ma ai numeri di telefono nessuno risponde così come nessuno risponde alle mail.
La vita per me e mia figlia si è fermata un’altra volta dopo marzo al 02 di novembre.
Chiedo a Conte se riesce a capire come si sta, come si vive abbandonati da tutti, prigionieri nella propria casa.
Guardo fuori dalla finestra e vedo passeggiare sotto ai viali solo persone dai 65 anni in su, fascia di età che dovrebbero stare in casa per essere protetti invece loro sono sorridenti fuori che se la godono ed i bambini sono reclusi nelle loro abitazioni. Mi devo fare portare la spesa da mia madre che ha 67, acqua e generi alimentari, anche qui chiedo a Conte se è una cosa giusta questa, mia madre dovrebbe essere tutelata invece deve fare le cose che dovrei fare io verso di lei.
Il senso di abbandono, il senso di disperazione, il senso di sentirsi inutili e senza un futuro caro Conte lei lo ha mai provato?
Quando ci avrà tolto tutto perché c’è rimasta solo poca dignità in noi, mi dica Signor Conte chi pagherà le tasse?
Tanto avrei da dire e scrivere ma le lacrime che ormai mi scendono quotidianamente non mi danno le forze e l’unica certezza che ho è che quando sarò svincolata da questa prigione sono sicura che dovrò rivolgermi a mie spese ad un psicologo.
La cosa più bizzarra è che mia figlia sta studiando nelle pagine di geografia lo stato italiano con tanto di significato di Costituzione (insieme di regole con diritti e doveri) e la domanda da parte di una bimba è molto ovvia... ma quali sono mamma i nostri diritti perché vedo che abbiamo solo dei doveri. Lo spieghi lei caro Conte ai bimbi coinvolti in queste situazioni quali sono i diritti, perché sono venuti a mancare un po' tutti; il diritto all’istruzione, il diritto alla libertà, il diritto di essere curati ed ascoltati, IL DIRITTO DI VIVERE!!!
La vita è un dono di Dio e lei e il suo governo non avete il diritto di negarla solo perché non siete in grado di affrontare i problemi nel giusto modo.
Grazie Conte, grazie Ministra Azzolina, grazie a tutti i ministri che fanno dpcm ogni settimana per lasciare gli italiani abbandonati a se stessi.

De Marchi Maria Elisabetta

Domenica 15 novembre 2020 13:45:54

Gentile sig. ra Barbara, sono un quasi vecchietto torinese di 68 anni che all'inizio della pandemia, solo e con una madre al piano di sotto di 95 anni, ha avuto qualche momento di défaillance. Per superarlo un amico psicologo mi disse: "devi fare qualcosa con le mani". E così, pensa che ti ripensa, avendo a disposizione una quantità enorme di materiali accumulati in cinquant'anni di collezionismo, cominciai a fare orecchini. Mai immaginato in tutta la mia vita di fare orecchini!!! L'attività é andata avanti freneticamente e mi sono perfezionato, cercando di non cadere nella banalità, usando fantasia, buongusto e una serie di materiali assolutamente speciali e unici. Sono così nate "la serie dei coralli", "la serie delle pietre semipreziose", "la serie delle perle, "la serie Papale e religiosa", "la serie numismatica", "la serie medaglie", "la serie bakelite e lucite", "la serie bottoni vecchi" etc. etc. etc.
Un paio di questi orecchini vorrei donarglieli, ma vorrei che arrivassero proprio a Lei. C'é un motivo "legittimo"!
Se potessi inviarLe una foto capirebbe perché. Se é possibile mi faccia sapere come potrei fare per mostrarLe l'immagine.
Inutile farLe i complimenti. Non c'é sera che non guardi la sua trasmissione (anche mammina di 95 é una sua fan sfegatata)
Un cordiale saluto.
GianMario Gaia

Lunedì 15 settembre 10 17:42:43

Vi scrivo poiché sono restato molto sorpreso del fatto che in Italia, ma forse anche in altri stati, per stabilire le misure da adottare in termini di prevenzione non si sia deciso di effettuare anche uno screening comportamentale delle persone che a seguito soprattutto di tampone si fossero rilevate positive al Covit 19.

Si tratterebbe di:
• Far compilare un questionario a ciascun soggetto che si sottopone a tampone;
• Raccogliere i dati ed elaborarli con un qualsiasi programma sul mercato utilizzabile per l’individuazione dei cosiddetti soggetti target potenziali. In genere questi programmi vengono utilizzati per l’individuazione dei clienti potenziali a cui destinare nuovi prodotti o servizi ma in questo caso si potrebbero utilizzare per individuare i target dei soggetti a rischio e i principali fattori di rischio di contagio, basati sull’analisi comportamentale delle persone nei 15 gg antecedenti il tampone. Un analisi accurata suggerirebbe l’elaborazione e l’analisi di tutti i questionari, ma volendo utilizzare delle scorciatoie ci si potrebbe limitare a caricare soprattutto nella prima fase i dati dei positivi.
• Il questionario dovrebbe raccogliere dei dati riferiti ai 15 gg precedenti al tampone, inerenti:
o Al nucleo famigliare del soggetto (dove vive, quanto è grande la casa, con chi vive, quanti anni hanno i familiari e cosa fanno)
o Se la casa è dotata di ascensore o meno;
o Se soffrono di altre patologie e quali
o Qualche domanda sulle caratteristiche fisiche del soggetto, peso, altezza, capelli lungi o corti
o Quanto volte al giorno il soggetto si lava o igienizza le mani ;
o Se quando entra in casa si toglie le scarpe o le lascia fuori dalla porta;
o se durante il giorno le finestre della casa restano aperte o chiuse;
o Che lavoro fa, dove lavora e come raggiunge il posto di lavoro;
o Se nel posto di lavoro le finestre sono aperte o chiuse;
o Che mezzo normalmente utilizza per gli spostamenti;
o Quali tipi di locali o luoghi ha frequentato (case di amici o parenti, supermarket, negozi al dettaglio, bar, ristoranti, alberghi, aerei mezzi pubblici, scuole, uffici pubblici, ascensori, etc e qui bisognerebbe lavoraci sopra individuando i cluster significativi)
Quanto sopra è stato indicato giusto per dare un idea; in proposito l’efficacia di questi approcci dipende soprattutto dall’individuazione delle domande giuste per individuare il target.
Di norma l’individuazione delle domande è fatta da esperti che lo fanno per professione con il supporto degli specialisti di turno che in questo caso giocoforza dovranno essere dei medici o virologi.

L’approccio dovrebbe essere continuo, in altri termini, ad una prima elaborazione ne dovrebbero seguire delle successive base sui nuovi questionari raccolti.
In approccio di questo tipo potrebbe avvalorare le scelte già fatte, ovvero far emergere nuovi fattori di rischio che ne favoriscono la propagazione.
Spesso queste analisi evidenziano nuove discriminanti o nuovi aspetti comportamentali che risultano determinati ai fini dell’individuazione dei target stabiliti allargando di molto il bacino dei potenziali.

Mi rendo conto che potrebbe non essere facile implementare l’approccio a livello nazionale ma mi sorprende che neppure a livello locale nessuno abbia pensato di testare anche questa metodologia.

Lascio alla vs. attenzione la valutazione dell’idea e quindi l’eventuale diffusione nei salotti o le trasmissioni che spesso conducete o frequentate.

Cordialmente,
Massimo
Ps ho scritto a voi poi vi seguo e stimo molto.

Sabato 14 novembre 2020 14:18:59

Cara Barbara, quando il virus mieteva vittime a Bergamo, Brescia, Codogno, Milano etc. il direttore Napoletano era una presenza quasi costante a Stasera Italia, alternando la stessa nella rubrica post TG2. In modo remoto cogliamo l'attuale assenza in termini di costanza in entrambe le trasmissioni, abbinandola agli interventi esibiti allora.
Distinti saluti.

Sabato 14 novembre 2020 12:03:10

Da ex Dirigente di ASL, da ultimo nell'ambito dell'Assistenza Medica Territoriale, non comprendo, perchè mai nessuno in questi mesi ha fatto rilievi, come il Governo non abbia pensato di dedicare i navighetor e i percettori di reddito di cittadinanza, per funzioni amministrative a supporto del personale medico, che così avrebbe maggiore tempo per le loro proprie mansioni. In secondo luogo non comprendo, sempre per il motivo di cui sopra, perchè non siano state utilizzate le graduatorie ASL e di Quadrante delle stesse, per l'assunzione di infermieri, nelle more di procedure concorsuali che necessitano per la conclusione 5/6 mesi, prevedendo per gli assunti la possibilità di destinarli per le attività COVID in base alla professionalità, prevedendo modalità di spostamenti interni con personale già in servizio nelle singole realtà sempre a seconda del livello di capacità di ognuno. Altra cosa che non comprendo è come il Governo non abbia pensato di attingere dalle graduatorie Regionali per assunzione di Medici di Base per le attività COVID, così che quelli già in attività fossero meno oberati. Grazie. Dr. Germano Margaroli - tel. 349-------

Sabato 14 novembre 2020 08:08:05

Buongiorno Dottoressa Palombelli. Sono una sua telespettratice e, compatibilmente con il tempo disponibile, seguo con piacere le sue trasmissioni. Avrei bisogno di far arrivare un messaggio, con il suo aiuto, ai nostri governanti. Il Dpcm prevede che si può lasciare la propria abitazione, il proprio comune, solo x comprovate esigenze. Tante persone purtroppo lavorano in nero. Cosa devono fare? Non andare a lavoro e perderlo? Dichiarare il falso quando vengono fermati per i controlli? Sono tutte persone che lavorano per dare da mangiare ai propri figli. È una situazione umiliante, che priva l essere umano della dignità. È un dolore, un dolore che ti spacca il cuore in due, vedere tale disperazione. Perché questa estate non hanno evitato di dare tanta libertà ad un popolo irresponsabile strafottente. A questo punto io dico: viva il governo dittatoriale della Cina. Cordialmente. Lucia (NA)

Venerdì 13 novembre 2020 21:18:31

Buonasera ho appena visto la sua trasmissione la quale posto l'attenzione questione tamponi in Calabria, sono in quarantena obbligatoria per un contatto con soggetto positivo (su posto di lavoro) abbiamo effettuato il tampone 8giorni fa senza nessun esito, presso Asp di Vibo Valentia la quale c informa che non possiamo uscire senza l'esito, ma è possibile stare reclusi ? Non morire di covid ma rischiare di morire di altro??? allucinante, che vengano modificate le normative a riguardo e per la sanità io calabrese sono sfiduciata dai vertici.
Mi auguro si intervenga subito

Venerdì 13 novembre 2020 21:00:43

Buona sera dottoressa palombelli
vorrei raccontarle il nostro stato d'animo assurdo... non riesco a trovare la logica a tutto questo!!! se hanno deciso che i parrucchieri possono stare aperti allora significa che hanno ritenuto che sia un luogo sicuro dove se rispettate tutte le misure di sicurezza non ci si può contagiare... allora che senso ha vietare ad una persona che vive a 10 minuti dal mio salone però è in un altro comune? qualcuno risponde: no è perché si vuole che la gente si muova il meno possibile.. allora questi signori dovrebbero sapere che il fatturato si fa con le persone non con l aria, allora o ci fate chiudere e ristorate anche noi, oppure se decide di farci stare aperti fateci lavorare... anche perché il parrucchiere è una figura talmente intima e personale che non è che si può cambiare con il primo che ti capita! chi ha scritto questa norma probabilmente è un uomo e anche senza capelli!

Venerdì 13 novembre 2020 19:03:28

Carissima Dott. ssa Palombelli, sono un ex Comandante Alitalia e volevo portare alla Sua attenzione alcuni dati impressionanti che stanno emergendo sul fronte "logistico", relativamente al futuro trasporto dei vaccini anticovid: si stima che per soddisfare le necessità di uno Stato con popolazione di 60 milioni di persone servirà una flotta di circa 100 velivoli B777. La IATA ha calcolato che per vaccinare l'intera popolazione mondiale occorrerebbero circa 8. 000 Boeing 747. Il numero raddoppierebbe nel caso di due dosi per persona. Anche considerando di trasportare metà delle dosi via terra, rimarrebbe lo sforzo logistico più grande mai affrontato. La Finnair ha già preparato ad Helsinki un "Cool Terminal". La Emirates sta allestendo l'area più grande al mondo per la raccolta e distribuzione dei vaccini. L'Ethiopian Cargo ha dichiarato di essere pronta a stoccare e distribuire i vaccini in tutta l'Africa in virtù della più grande area cargo esistente in Africa. Air France KLM ha creato un team congiunto per preparare gli aeroporti di Parigi ed Amsterdam dove esistono già aree dedicate allo stoccaggio a bassa/bassissima temperatura...
E noi? Qualcuno si sta ponendo il problema? Il Governo sta coinvolgendo Alitalia (neo "Compagnia di Bandiera"...) ed i nostri maggiori gestori aeroportuali (SEA ed Aeroporti di Roma) per organizzare questa impresa logistica di proporzioni epocali?
La ringrazio e Le faccio i miei complimenti per la professionalità e pacatezza che contraddistinguono il Suo programma

Venerdì 13 novembre 2020 09:34:42

Buongiorno. Sono una vedova di 70 anni che già soffre la solitudine che in questo momento diventa tragica. Fortunatamente sono autonoma e quindi posso circolare e guidare senza alcun aiuto. Purtroppo in questi giorni mi si sono rotte le ciabatte invernali e ahimè, anche le scarpe invernali. Chi mi spiega perché non posso comprarne altre sostitutive, dal momento che i negozi di calzature sono aperte? I piedi degli adulti non crescono, ma le scarpe si possono rompere o consumarsi. Se potessi invierei le foto a prova di ciò che ho affermato, ma non ho trovato alcun allegato da aggiungere. Grazie

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