Messaggi e commenti per Giulia Bongiorno - pagina 3

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Frasi di Giulia Bongiorno

Sabato 1 agosto 2020 07:10:38

Buongiorno dottoressa Giulia Bongiorno, mi chiamo Valentina Giorgi ed oggi dopo ben 17 giorni da incubo mi trovo a scrivere anche a lei per avere il suo aiuto.
Mio marito molto più astuto di me e di tanti altri uomini prima di arrivare ad un divorzio tra persone civili, mi ha registrato mentre litigavamo depositando le mie registrazioni come maltrattamenti famigliari nei suoi confronti e nei confronti di nostro figlio. Io nel giro di 10 giorni ho perso Figlio, casa e vita. Sono seguita da un avvocato penalista e nonostante abbiamo portato al primo interrogatorio perizia neuropsichiatra negativa, foto e testimoni che mostravano che queste violenze non ci fossero l'allontanamento da mio figlio non è stato revocato. Ho bisogno del suo aiuto perché anche se non ho subito una violenza fisica togliendomi mio figlio è come se mi avessero sparato. La prego mi contatti al più presto. Grazie Valentina Giorgi

Lunedì 29 giugno 2020 02:41:57

Gent. ma Avv GIULIA BONGIORNO mi chiamo Daniela Gandolfi nata a Milano il 10/7/1955 e residente a savona in via -------, 30 cap 17100, La disturbo perche' avrei necessariamente bisogno di contattarLa perche' sono disperata, sola e abbandonata da tutti e la sua fondazione di roma non vuole bassolutamente mettermi in contatto con Lei ed insistono a darmi il loro aiuto psiologico che x i miei problemi non nserve a niente. Io ho tanti guai con la legge perchè dopo il fallimento di una cartolibreria acquistata in provinìcia di caserta in quei 4 anni disgraziatimin cui ho vissuto laggiu'! ! Quando Lei era ministro Le scrissiuna mail al ministero con la mia disgraziata storia e la sua segretaria gentilissima mi ha contattato dicendomi che era rimasta molto colpita da dalla mia disperata vita ma che non poyìteva mostrargliela xkè lei era troppo impegnata politicamente ma che cmq Lei era una donna dolcissima e sensibilissima e se avesse letto il mio racconto sicuramenbte avrebbe provveduto ad aiutarmi. Ora che non è piu' ministro puo' gentilmente contattarmi e magari fissarmi un appuntamento agli studi mdi milano. le sue dipendenbti di roma sono cafone e maleducate come bquelle della fondazione onlus. LA SUPPLICO X CARITA' CRISTIANA MI CONTATTI E MI ASCOLTI DI PERSONA! ! SONO VERAMENTE NEI GUAI E RICEVO VIOLENZA PSICOLOGICA DA PARTE DEL MIO COMPAGNO. LE ANTICIPO SOLO UNA COSA: HO GIA' TENTATO 3 SUICIDI PURTROPPO NON RIUSCITI MA SE LEI NON MI CONTATTA E NON MI AIUTA IO CI RIPROVO, SOLO CHE QUESTA VOLTA NON RICORRO PIU' AI FARMAI MA MI BUTTO SOTTO AD UN TRENO COSI' SONO SICURA DI MORIRE E FINIRE DI SOFFRIRE!!! LA SUPPLICO X CARITA' CRISTIANA NON MI ABBANDONI!!! DANIELA GANDOLFI CELL 334 ------- (non nho whats app ma solo sms). Potrebbe darmi mil suo numero di telefono e le prometto che se lei dovesse decidere di non aiutarmi non la disturbero' mai piu'! Glielo giuro! ! Mi dia anche gentilmente la Sua mail privata. vale lo stesso discorso del telefono ed io non voglio pu' avere contatti con i suoi subalterni ma conb LEI!!! LA SUPPLICO IN GINOKKIO!!! GRAZIE MILLE! ! DANIELA GANDOLFI VIA -------, 30 17100 SAVONA EMAIL: ------- LA ASPETTO CON ANSIA QUALCHE GG E POI PROCEDO NEL MIO INTENTO: GRAZIE ANCORA E SCUSI IL DISTURBO!!! DANIELA GANDOLFI

Lunedì 22 giugno 2020 21:35:53

Buona sera Avvocato, vorrei parlarle della mia storia fatta di abusi di potere e continue vessazioni da anni sul luogo di lavoro non so più che fare x porre fine a tutto questo mi aiuti se può. In attesa Porgo Cordiali saluti

Sabato 20 giugno 2020 22:47:11

Gent, ma Avv. Bongiorno, sono la mamma di un disabile psichico, ospite in una Rsd. Nessuno pare voglia occuparsi della situazione dei ns. ragazzi in tempo di Covid. Sono sequestrati, Prigionieri dentro le strutture, A causa dei rapidissimi protocolli nessuno puo' entrare e loro non possono più uscire. Mio figlio e' da mesi che mi chiede: mamma quando mi porti a casa? Io gli ho spostato innumerevoli date, ma di fatto non c'e' fine a questa tragedia. Ora per tutti c'e' una ripresa, le persone escono, andranno in vacanza... e loro dietro un cancello senza poter riprendere una pseudo normalita' a cui prima si aggrappano, con il rientro in famiglia settimanale. E' ingiusto, insensato ed anche crudele. Lui non ce la fa più e nemmeno io... Mi sono appellato a tutti, capi dei partiti, giornalisti persino il ns. Presidente della repubblica. Nessuno ha avuto la cortesia di rispondermi. Mi affido a Lei, come e' possibile che dei cittadini"speciali" non abbiano gli stessi diritti degli altri? La salute fisica e' importante ma anche quella mentale. Mi aiuti, per favore, mi sento persa, non voglio che mio figlio resti isolato dal mondo dietro un cancello in attesa di cosa? Che finisca l'epidemia? Che si trovi un vaccino? Lui non potrebbe capire ed io neppure. Grazie per la sua cortese attenzione, attendo fiduciosa un suo gradito riscontro. Una mamma ormai disperata

Venerdì 19 giugno 2020 20:24:49

Ho bisogno del suo aiuto per un ricorso in cassazione

Mercoledì 10 giugno 2020 23:39:54

Il caso:
SONO SUL PUNTO DI DIVENTARE PARALIZZATA O MORIRE
Nb: ho già inviato questo messaggio a doppia diffesa che è la sua fondazione insieme ad altre donne coraggiose come lei e vorrei che fosse al corrente della mia sofferenza che mi spegne giorno dopo giorno perché non ho fatto niente per meritarla e credo che non sia al corrente di essa. Ho fatto una denuncia a quel proposito alla procura della Repubblica italiana ma è stata respinta. Ho per favore bisogno del suo aiuto e come già ho ricevuto un non da PARTE della sua fondazione per quanto riguarda il mio caso personale e un sì per quanto riguarda il caso riguardo le mie bambine per favore faccia qualcosa anche per il mio perché se muoio non credo che le mie bambine mi vedranno ancora.

Buongiorno,
Mi chiamo Eloundou Marie Charlotte, nata il 25 gennaio 1975 Camerunense residente a Mentana e domiciliata ad Aprilia.
Tel: 333------- - 351 -------. E-mail: -------. com
Vivo in Italia da 22. Diplomata in tecnico sociale, laureata all'università gregoriana in scienze religiose, ho un master in comunicazione management, un diploma in tecnico di ludoteca.
Sono venuta qui in Italia tramite una comunità per diventare laica consacrata ma, non è andata a buon fine perché alla fine del percorso ho avuto problemi seri a causa della mia immaturità non avevo sopportato e ero andata via.
Dopo 5 anni della mia uscita dalla comunità, mi ero messa in coppia con un ragazzo che prima mi era amico abbiamo messo al mondo una coppia di gemelle che fra un mese avranno 11anni. La relazione tra il padre delle mie bambine ed io era stata molto conflittuale già dal momento in cui ero rimasta in cinta e a tutt'ora non corre buon vento tra lui ed me. Sono ormai otto anni che vivo senza le mie bambine mi ero separata da loro da quando avevano tre anni.
MOTIVO:
Dopo un lungo periodo di litigi e problemi intensi, dopo che il padre Delle mie bambine non abitava più con me, quest'ultimo era venuto a prendere le bambine all'asilo nido senza il mio consenso e dopo cinque giorni che le bambine erano rimaste con lui, le aveva riportate a scuola comunicandomi di averlo fatto. Le avevo portato a casa e come da rituale di tutte le sere le facevo il bagnetto e mentre glielo facevo mi ero resa conto che le piccole non volevano più lavare " la patatina", si lamentavano e come può fare qualsiasi madre, con molta attenzione e dolcezza le avevo tirato fuori dall'acqua e preso l'acqua tiepidissima per farle piccoli massaggi intorno alle parti intime; secondo il mio pensiero il padre essendo un uomo non le aveva lavate bene e avevano piccoli irritazioni.
Le mie bambine si chiamano Ellis Géorgette wodja Lokolowo e Arielle Marie Charlotte wodja Lokolowo nate il 15 luglio 2009 in Francia.
Perché mi trovavo lì di passaggio e avevo avuto delle contrazioni precoci non potendo più tornare a Roma dove ero residente ero obbligata a partorire sul territorio Francese… ero ritornata in Italia solo quando le bambine avevano quattro mesi per riprendere il mio lavoro come segretaria nella cooperativa " capo d'Arco".
Sono stata sorpresa dalla constatazione che Ellis perdeva le feci. Ogni sera tutt'e due avevano la febbre a 39, così le davo un cucchiaino di sciroppo all'aloe vera come da usanza per ogni volta che avevano la febbre. Prima sera. Questo fenomeno era andato avanti per ben cinque sere. Iniziavo così a preoccuparmi… Abitavo insieme a mia cugina e le avevo raccontato tutto l'accaduto quest'ultima mi occompagnò all'ospedale bambino Gesù. Dal referto medico i dottori avevano diagnosticato che le piccole avevano lesioni nelle parti intime, questa diagnosi era venuta fuori dopo che massaggiavo le piccole ogni sera, una curiosità che non sono riuscita a togliermi era di sapere cosa i medici avrebbero scoperto se non avessi fatto quei massaggi alle piccole per ben 5 giorni dandole poi lo sciroppo all'aloe vera…, in seguito i medici avevano chiamato icarabinieri spiegandogli quello che avevano visto, a loro volta i carabinieri mi avevano chiamato due giorni dopo che ero tornata dall'ospedale per audizionarmi e avevo raccontata come erano accaduti i fatti. I carabinieri non avevano voluto darmi indietro il contenuto di quello che avevo dichiarato e che avevano scritto…
Quel giorno avevo pure depositato la querela che avevo fatto al padre delle mie bambine per mancato mantenimento nei confronti delle proprie figlie; i carabinieri mi diedero solo la fotocopia di quella denuncia.
Nb: prima di andare dalle forze dell'ordine e dopo essere tornato dall'ospedale il giorno dopo, avevo fatto vedere il referto medico all'assistente sociale che mi aveva aiutato ad iscrivere le bambine all'asilo nido dal mio ritorno della Francia senza che avessi fatto la preinscrizione e quest'ultima mi aveva detto che non mi poteva aiutare a mettere le minori al riparo perché solo il giudice lo può fare, le bambine erano state riconosciute dal padre…

AZIONE:

Ero spaventata da quello che era successo alle mie bambine, da quando sono qui in Italia so che quando c'è un fatto dove le forze dell'ordine devono intervenire non lo fanno da subito, l'unica mia speranza era rivolta ai servizi sociali perché le mie bambine venissero messe al riparo per dare il tempo ai carabinieri di indagare e capire cosa era successo veramente ma, le mie aspettative erano state in vano. Tutte le volte che andavo al lavoro andando a lasciare le bambine all'asilo nido mi sentivo angosciata perché avevo paura che il padre delle bambine le andassero a prendere a di nuovo e non sapevo cosa sarebbe successo quella volta…
Nb: il giorno in cui ero stata audizionata dai carabinieri, e senza dirgli che ero già stata dai servizi sociali, avevo espresso i miei timori e, questi ultimi avevano deciso di accompagnarmi a casa mia e avevo recuperato una valigia mettendone dentro i vestiti delle bambine alcuni e alcuni dei miei indumenti e sempre insieme ai carabinieri fu accompagnata a Termini per prendere il treno il 23 aprile 2012 per arrivare in Francia il 24 aprile 2012. Dal mio arrivo in Francia mi ero presentata alla polizia francese prima ancora di uscire dalla stazione ferroviaria per raccontare il mio motivo di arrivo sul loro territorio con figli minori senza il consenso del padre. In un primo momento alloggiavamo in un pensionato per giovani dove avevamo vissuto per alcune settimane mentre cercavo di trovare una soluzione riguardo il mio problema.
Dopo circa tre settimane ero stata accolta da l'associazione "Emaüs" tutto il mese di maggio, cioè fino al 30 maggio 2012 e dopo aver studiato il mio problema l'assistente sociale della struttura dove abitavo con le bambine mi aveva mandato alla polizia perché sia audizionata e far chiudere il caso perché si erano resi conto che tutto era regolare ma, purtroppo al mio arrivo alla polizia, fui interrogata da una che mi abusava verbalmente e le chiesi se era possibile parlarmi con educazione anche perché ero in compagnia delle mie bambine che erano in tenera età e ascoltavano tutto anche se non sapevano ancora parlare. Quest'ultima si mise ad urlarmi a dosso più violentemente possibile dicendomi che non le posso insegnare il suo lavoro, che dirà al procuratore della Repubblica Francese che sono io che violento le mie bambine e che accuso il padre delle mie bambine di avere abusato delle proprie figlie, che gli educatori avevano drogato le mie bambine ecc… Alla fine dell'audizione la poliziotta mi disse " venite qui in Francia per Approfittate dei nostri aiuti sociali! Signora farò di tutto per farle tornare nel suo paese di accoglienza"! Le mie bambine sentendo e vedendo tutto quello che mi faceva la signora, si misero a piangere chiedendole di "lasciare Charlotte" che ero io.
In seguito quest'ultima aveva scritto tutto quello che aveva predetto mi chiese poi di porre la mia firma su cose da me non dichiarate, mi rifiutai di farlo…
Mi chiese poi di aspettare in una camera prese le mie bambine portandole nella stanza a canto dicendomi che lo sta facendo per tranquillizzarle ma, subito dopo mi venne a chiedere di andare via senza le mie bambine, mi rifiutai chiedendo dove fossero finite le mie creature e la poliziotta chiamò i suoi colleghi per buttarmi fuori e così fu. Era il 30 maggio 2012 le mie bambine avevano solo 2 anni e nove mesi. Ero direttissima e piangenvo senza fine
non so come avevo fatto per tornare nella struttura dove le mie bambine ed io abitavammo ma ero arrivata a farlo senza farmi male…
L'assistente sociale che ci seguiva era in struttura perché aspettava che tornassi per avere il reso quando mi vide arrivare con il passeggino gemellare vuoto era stupido e le raccontai l'accaduto e lui desolatissimo telefonò lì dove ero stata per sentirsi dire " tu fai il lavoro del l'assistente sociale io faccio quello da poliziotta non sei In grado di insegnarmi il mio", i due si misero a parlare fortemente al telefono fino a che la poliziotta aveva riaganciò il telefono senza finire la discussione. L'assistente sociale molto spiacente Aveva iniziato a telefonare in diverse strutture per scoprire dove le mie bambine erano… Il giorno dopo mi diede un indirizzo dove potevo ritrovare le mie bambine. E così fù. Gli educatori sentendo la mia versione e vedendo il rapporto che esisteva tra madre e figlie mi chiesero di denuncia la poliziotta loro mi avrebbero appoggiate, non sapendo come funzionano le cose in Francia non lo feci… avevo invece scritto al tribunale per dire che le mie bambine sono state abbandonate in una casa famiglia in Francia, in seguito alla mia dichiarazione il giudice mi aveva convocato una settimana dopo, nel frattempo le bambine continuavano a stare in quella casa famiglia.

Dalle bugie raccontate dalla poliziotta cioè che avevo accusato il padre delle mie bambine di averle abusato, gli insegnanti di averle drogato e che sono andata in Francia per Approfittare degli aiuti sociale mente avevo lasciato il mio posto di lavoro come segretaria una casa dove avevamo ognuno la propria camera e secondo la costatazione delle casa famiglia che vedeva che le bambine erano bene con me, si era creato una confusione riguardo il mio dossier.
Il giudice francese aveva così fissato un udienza a luglio dove aveva invitato anche il padre delle bambine. Costui al suo arrivo aveva dichiarato che aveva una casa in Italia e un lavoro mentre le due affermazioni erano senza prove così dicendo il giudice aveva riportato tutte le bugie della poliziotta sul foglio di carta e aveva dato le bambine al padre senza concedermi il diritto di visita.

UN ALTRO CALVARIO
Da allora avevo iniziato a soffrire attrocemente. Feci 2 anni senza avere la possibilità di vedere le mie bambine. Iniziai a fare appello al tribunale francese che dalla sua decisione e secondo gli scritti in minuscola in fondo alla pagina mi esigeva di fare appello solo in Francia se voglio evitare di subire una pena civile e così fù ma, tutti i miei sforzi furono in vano. Tutto il tempo che continuavo la mia procedura cioè fare appelli vari abitavo in un'associazione che viene chiamato Emaüs" in Francia e solo nel 2013 il tribunale francese mi rispose che non possono più continuare la procedura perché le bambine erano già sul territorio italiano da un anno. Decisi quindi di ritornare in Italia.

MI SCRIVEVA:
Il padre delle mie bambine mi scriveva chiedendomi di vedere a vedere le bambine nonostante avesse anche lui la stessa decisione emessa dal giudice francese ma, sapevo che la sua era solo una trappola come costaterete.
Dal mio arrivo in Italia avevo contattato il padre delle mie bambine per chiedergli di fare un arrangiamo in comune accordo. Il prima tentativo era stato tramite la moglie del notre ambasciatore presso la Santa sede, poi tramite un compaesano di Michel wodja Lokolowo che si occupava degli emigrati francofoni in Italia, poi tramite un avvocato a cui avevo pagato ma i miei sforzi erano stati in vano. Michel wodja Lokolowo padre delle mie bambine rispondeva a tutti loro che non può fare l'arrangiamento con me in quanto lui ha già fondato un altra famiglia e non vuole compromettere il suo equilibrio e che per lui sono solo una madre biologica per le sue figlie.
Dopo vari rifiuti dalla parte del padre delle mie bambine di fare un arrangiamo in comune accordo, ero stata costretta a riprendere la procedure giudiziaria qui in Italia così, il primo gesto che mi fu concesso dal tribunale italiano era di riprendere a vedere le mie bambine e ciò avveniva in una struttura pubblica. Questo fenomeno andava avanti per ben 2 anni dopo che avevo passato due anni senza vederle.
Nel frattempo abitavo insieme a mia cugina a Roma ma, il giudice italiano mi chiese allora di prendere una casa a Mentana nel comune dove le mie bambine erano resistenti e così fu. Mi dissero di farlo perché mi volevano dare indietro le mie bambine.

MI SEMBRAVA NON AVER NESSUN AVVOCATO:

TENGO A PRECISARE CHE HO SEMPRE AVUTO AVVOCATI DURANTE TUTTE QUESTE PROCEDURE MA, QUASI TUTTI SI COMPORTANO COME SE FOSSERO AVVOCATI DEL PADRE DELLE MIE BAMBINE perché Rifiutano di presentare tutta la mia documentazione al giudice italiano per dimostrare la mia innoscienza e la sofferenza che tre donne subiscono senza motivo fondato. Mi dicono che non posso chiedere tanto e se sono davanti al giudice non devo esprimermi tanto…, che devo accettare quello che viene deciso AL MOMENTO DEL GIUDIZIO, SI RIFIUTANO DI FARE APPELLO QUANDO MI SENTO DELUSA DALLA DECISIONE PRESA DAL GIUDICE. Se voglio dare il mio PARERE dicono che sono ribelle, non seguo i loro consigli e non avrò mai le mie bambine e così facendo mi dicono di revocargli così facendo sempro essere davvero una RIBELLE perché ho già cambiato tanti. La mia domanda resta sempre aperta: PER QUALE MOTIVO QUASI TUTTI I MIEI AVOCATI RIFIUTANO DI AFFRONTARE LA PROBLEMATICA DELLE MIE BAMBINE COSÌ COME SI PRESENTA???

HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO PERCHÉ MI SENTO SOLA. NON SO PIÙ COME FARE, DOVE ANDARE E A CHI RIVOLGERMI.

COME SI SPIEGA E CHI MI SPIEGA IL FATTO CHE IL PADRE DELLE MIE BAMBINE NON SI PRESENTAVA MAI AGLI UDIENZE, NON ERA RAPPRESENTATAO DA UN AVVOCATO MA DECIDEVANO SEMPRE DI DARGLI LE BAMBINE NONOSTANTE IO AVESSI LA DOCUMENTAZIONE IN ORDINE CHE POTESSE FARE INTEROGARE CHI CI SEGUIVA PER CAPIRE MEGLIO LA SITUAZIONE?.
LE BAMBINE SI LAMENTANO QUELLE VOLTE CHE SIAMO ENTRATE IN CONTATTO, CHIEDENNO DI ABITARE CON ME E ANDARE DAL PADRE QUANDO OCCORRE MA NON GLI DANNO RETTA.
DAL PENULTIMO UDIENZA NON SO COSA ERA SUCCESSO HO TROVATO SCRITTO LETTERINE DA PARTE DELLE MINORI DOVE CHIEDEVANO DI ANDARE A VIVERE CON IL PADRE.
IL GIUDICE FECE COME ERA SCRITTO DALLE BAMBINE MA, QUANDO QUESTA DECISIONE FU COMUNICATA ALLE MINORI QUELLA SERA MENTRE PARLAVAMO TELEFONICAMENTE MI DISSERO DESOLATE: AVEVAMO CHIESTO AL SIGNOR GIUDICE DI VENIRE A VIVERE CON LA MAMMA E DA PAPA SOLO CHE È STATO DECISO DIVERSAMENTE…

Da quella decisione mi è di nuovo crollato il mondo addosso anche perché le bambine mi dicevano:"mamma nostro padre dice che ci porterà in Belgio per abitare come faremmo a vederti se ci porta? "
Sapendo questo fatto, avevo chiesto formalmente al giudice tramite l'assistente sociale di Mentana dove ero sia residente sia domiciliata di riferire al tribunale che hanno dato la possibilità al padre delle bambine di andare a vivere con le minori e a me solo di continuare a vederle in strutture pubbliche sono stanca di continuare a vederle come se fossi la loro insegnante voglio anch'io averle con me a casa mia che a esigenza del tribunale avevo preso e ci abito da due anni da sola.
Stanca di subire e vedere come le mie bambine subiscono quelle violenze i miei amici mi avevano comprato un biglietto di aereo per farmi riposare nel mio paese di origine il Camerun aspettando poi la decisione del tribunale italiano secondo la mia domanda formale. Lì ero rimasta per ben 6 mesi e mezzo e mentre partivo c'era un avvocato che seguiva il mio caso e il biglietto che i miei amici mi avevano comprato i miei amici era aperto cioè aveva una durata di un anno e potevo cambiare la data di ritorno appena il mio avvocato mi comunicava quello che il giudice aveva deciso. Mentre stavo in Camerun scrivevo all'avvocato ma in vano; avevo viaggiato nel mese di luglio 2019 e
Decisi di tornare in Italia a febbraio 2020, perché mi sentivo meglio mi ero pure fatto seguire da uno psichiatra.

Non avendo avuto un riscontro dal mio avvocato, decisi di tornare in Italia e al mio ritorno avevo telefono il mio avvocato che mi disse che non si era presentata all'udienza senza di me perché questo non si fa e che mi aveva chiesto di non viaggiare e non le avevo dato retta. Dicevo spesso al mio avvocato che sono stanchissima e ho bisogno del riposarmi che lei conosce tutto ma, sono anni che vado avanti con quelle delusioni senza fondamenti e soffro doppiamente perché almeno io so cosa succede ma le mie bambine non che sono tantissimi anni che subiamo e sono stanca di andare avanti in quel modo.
Nb: so che gli avvocati si presentano agli audienze senza bisogno dell'assistito anche perché alcuni miei avvocati mi dicevano di non presentarmici ma, non volevo. Tanti miei amici risolvono i loro problemi senza essere presenti. So che l'avvocato è il porta voce della persona interessata.

Dal mio ritorno dal Camerun quindi a febbraio 2020 il mio avvocato mi aveva risposto che non era all'udienza e mi ero resa al tribunale di Tivoli e avevo scoperto in cancelleri che c'èra stato un udienza a dicembre 2019 e il giudice aveva deciso che le bambine debbano tornare in una casa famiglia perché né il padre né io siamo in grado di accudirle.

Per tutto quel periodo che sono stata in Camerun per evitare delle conseguenze negative alla mia psiche le bambine abitavano dal padre e normalmente le dovevo andare a vedere in una struttura pubblica come predefinito dal giudice ma mi ero rifiutato come già detto più sopra.
Nb: su almeno 15 udienze in 8 anni il padre delle mie bambine si era presentato 4 volte una di queste era durante l'ultimo udienza dove non ero presente nè rapresentata.

:
Il mio punto di vista è che:
SE IL GIUDICE MI AVEVA GIUDICATO CHE SONO IMMATURA PERCHÉ NON MI ERO PRESENTATA A VEDERE LE BAMBINE MENTRE LE AVEVA AFFIDATO AL PADRE CREDO CHE L'INCOPREENZIONE PARTE DAL TROVE IN QUANTO IN UNA PROCEDURA GIUDIZIARIA HO IL DIRITTO DI OPPORMI ALLA DECISIONE EMESSA PRIMA DELLA SCADENZA DEI 3 MESI.
AVEVO CHIESTO AL MIO AVVOCATO DI FARLO E NON AVEVA ACCETTATO, SAPENDO IL PERICOLO CHE STAVAMO CORRENDO CIOÈ CHE SE IL PADRE DELLE BAMBINE AVESSE UN TOTALE RIGUARDO SULLE MINORI POTEVA PARTIRE CON LORO ALL'ESTERO MI ERO PERMESSA DI ESPRIMERE IL NOSTRO DESIDERIO (LE BAMBINE ED IO) AL GIUDICE TRAMITE AlL'ASSISTENTE SOCIALE.

Per quanto riguarda la decisione del giudice riguardo il padre questo è la seconda volta che il tribunale decide di togliere le bambine al padre e perché non mi viene danno la possibilità di vivere con le mie bambine? Che male ho fatto?

ORA
Che vi scrivo il padre delle mie bambine è scappato con le bambine.
Durante la decisione presa dal giudice a dicembre 2019 cioè che le bambine tornano a vivere in una casa famiglia al comune di San Angelo Romano ma lui era già partito con le bambine in Francia secondo quello che dice il suo carissimo amico. Me lo ha pure affermato l'assistente sociale di quel comune.

HO SCRITTO
HO scritto alla trasmissione " CHI L'HA VISTO" perché mi aiutino a cercare le mie bambine avevo pure fatto la denuncia dai carabinieri per denunciare il fatto.
L'anno scorso avevo già scritto a Barbara D'Urso ma in vano.
E adesso chiedo il vostro aiuto perché la situazione è grave il padre delle mie bambine ha la sua famiglia in Canada ho paura che lui si allontani di più con loro…

Nb: quando verrò convocata da voi se vi sarà utile porterò 1) le decisioni del giudice francesi,
2) il certificato medico delle bambine per l'ospedale bambino Gesù
3) darò tutti numero telefonici necessari per permettervi di INDAGARE
4) tutta la documentazione dei miei tentativi per trovare un accordo con il padre Delle mie bambine e tutto quello che mi chiederete di presentare…

IN MEZZO A TUTTO QUESTO:
Sto subendo violenze enormi. Come se avessi ucciso qualcuno sono violentata giorno e notte
Da PARTE del tribunale e del governo italiano.
SE NON MI AIUTATE A SBARAZZARMI DI LORO MORIRÒ O MI RENDERANNO INFERMA, MI SENTO GIÀ MOLTO DEBOLE E NON SONO PIÙ IN GRADO DI CAMMINARE VELOCEMENTE, TUTTE LE PERSONE CHE MI CONOSCONO ANCHE SE APPENA MI CHIEDONO SE STO BENE. MA PER NON ESPORMI NASCONDO E RISPONDO SI! SONO UN PUÒ STANCA…
LA MIA VITA NON HA PIÙ SENSO.

Avevo denuncia il fatto alla procura della Repubblica italiana ma, la mia denuncia era stata respinta. È una denuncia penale. Non so più cosa fare dove andare, con chi parlarne liberamente perché mi vogliono fare passare per una squilibrata.
Mi traumatizzano giorna e notte non so cosa ho fatto. Dalle cattiverie che mi fanno il mio ragazzo mi vede trasformata giorno e notte e spesso mi dice "cosa hai? " Se stai male vai in ospedale e io che non voglio che sappia qual'è il problema reale gli rispondo che non ho niente di grave e che arriverà un giorno dove gli racconterò qualcosa. Alcune volte non mi vuole guardare altrimenti mi chiederà qualcosa di sgradevole chi ci porterà alla discussione. Quando mi aveva conosciuto AVEVO LA PANCIA PIATTA ed è così che sono sempre stata ma dal mese di aprile mi continua a vedere trasformata nel giro di un mese e mezzo non riesce a capire per quale motivo ho preso fino 7 killi e dice che sono lenta come una lumaca se continua così ci laceremo. Che sia lenta tutti me lo dicono già. Non riesco più a sollevare qualcosa che pesa più di 2 killi e fare tanta distanza con essa. dopo alcuni mesi e nel giro di un mese ha visto la mia pancia diventare come un pallone enorme e mi chiede sempre cosa hai sei per caso in cinta da qualcuno e non me lo vuoi dire?, perché sei diventata così enorme mentre sia dalle tue foto sia quando ti avevo conosciuto eri magra?
Per noi Africani nasciamo e moriamo con una pelle soda e distesa ma quando lui mi guarda mi dice sei strana un giorno vede hai una pelle bella subito dopo vedo come si sta trasformando e non dici cosa succede. Spesso me lo chiede e altre volte non lo fa perché non vuole discutere con me prima gli rispondevo serenamente anche questa mia dolcezza sta sparendo perché vengo continuamente drogata e divento violenta nelle risposte infatti lui non capisce cosa succede sa che sono sempre placata anche la mia famiglia i miei amici sanno che sono così…

A volte mi metto a tremare oppure a mangiare senza smettere MENTRE per natura non faccio in tempo a cominciare di mangiare che ho già finito. Non so mangiare tanto ma pochissimo, tante volte anche la forma del mio viso cambia. La forma del mio viso è piccola e ovale ma tante volte mi ritrovo con un viso senza senso e tutto nero infatti a volte mi vergogno anche ad uscire di casa perché non vorrei incontrare chi mi conosce e farmi chiedere se sto male.
Se prima mi piaceva andare in giro ultimamente molto meno a volte faccio schifo mi trasformano di secondo in secondo.
Il mio ragazzo è più giovane di me e quando veniva verso di me credeva fosse il contrario solo che non riesce piu a capire come mai sto diventando stranno nel giro di un mese. Non capisce come mai i miei capelli diventano bianchi in un colpo e dopo alcuni giorni ritornano ad essere normali infatti tante volte me lo chiede e non so cosa rispondergli.
Tante volte appena ci vedono insieme mi inseriscono o nella vagina e inizio ad avere sensi di masturbazioni giorno e notte anche se sono al pubblico o da sola, un'altro loro maltrattamento atroce è una specie di ferro o pugnale o puntura senza contare appunto il senso di invecchiamento precoce con il quale mi MALTRATTAMENO. Tante volte e quando abitavo con mia cugina sono pure svenuta e ben altre volte ancora.

Anche se sono nei mezzi pubblici o a casa, che ci siano persone o meno mi metto ad urlare quando non ce la faccio più a soffrire in silenzio. Se sono in mezzo alle persone si può pensare che sto diventando pazza e il mio ragazzo me lo chiede.
La settimana scorsa mentre avevamo visto i carabinieri lui mi disse vieni andiamo a chiedere qualcosa a quei carabinieri e mentre stavamo davanti a loro si mise a raccontare a loro che c'è qualcosa che non va in me perché tante volte dico che mi butterò per la finestra.

Ad essere sincero sto pensando di morire ma non ho il coraggio di suiscidarmi perché sono Cristiana ma soffro tantissimo. Il peggio è che sto soffrendo senza sapere il motivo della mia sofferenza da quello che vi ho raccontata non so se ho fatto qualcosa di sbagliato.
Nb: ho solo elencato alcune delle mie sofferenze il resto sta scritto sulla denuncia presso la procedura delle Repubblica ed era stata respinta.
Se almeno quella denuncia fosse stata respinta e smettevano di farmi soffrire si capirebbe e avrei detto (chi se ne importa erano state maltrattamenti gravi se sono stati ingiusti nei miei confronti pazienza la mia vita continua), Invece continuo a soffrire senza sapere quando smetteranno queste violenze.

CALVARIO
So di non aver fatto nessun male per questo motivo gli avevo chiesto la macchina della verità e me l'hanno rifiutato nel frattempo non ho nessuno che fa da intermediario tra loro e me per chiarire questo fatto e sapere cosa intendono fare di me cioè lasciarmi perdere anche se non vogliono risarcirmi da tutto questi mali
A PENE PROVO A LAMENTARMI MI MALTRATTANO FINO ALLA NAUSIA E SE TACCIO PEGGIO ANCORA. INFATTI VIVO GIORNO DOPO GIORNO INSOMMA STO VIVENDO L'INFERNO SULLA TERRA SENZA AVERE COMMESSO IL PECCATO.

La mia domanda:

SE LE MIE BAMBINE ERANO DAL PADRE E LE ERA CAPITATO UN INCIDENTE, L'OSPEDALE AVEVA DENUNCIATO, LE INDAGINI NON SONO STATI FATTI FINO AD OGGI.
SE MENTRE SI PRENDEVA UNA DECISIONE DRASTICA CIOÈ CHE LE BAMBINE ANDASSERO A VIVERE CON IL PADRE SENZA AVER PENSARE CHE ESISTE ANCHE LA RELAZIONE TRA MADRE E FIGLIA PER POTERMI DARE IL DIRITTO DI VISITA.
SE DOPO QUELLA DECISIONE E MENTRE INIZIAVO A RECLAMARE IL TRA MADRE E FIGLIE SI INZIAVA A VOLERMI UCCIDERE MANDANDOMI IN COMA.
SE PIÙ PASSA IL TEMPO GLI AVVOCATI LA PENSANO ALLO STESSO MODO CIOÈ DIFFENDONO CHE GLI FACCIA VEDERE DOV'È IL MARCIO E APPENA LO FACCIO NON MI SENTONO E MI CHIEDONO DI REVOCARGLI PER CERCARE UN ALTRO.
DOV'È LA MIA COLPA IN TUTTO QUESTO?
Sto chiedendo la macchina della verità per dargli la possibilità di fare tutte le domande che vogliono se ci sono qualche dubbio su di me E CONTINUO A FARLO. Anche perché non credo le persone debbano essere punite per i comodi dei capi.
Siamo in un paese di diritto. Anche nel mio paese ufficialmente NON funziona così.
IN UN PAESE DI DIRITTO È LECITO CHE UN ANIMA INNOCENTE CONTINUI A SOFFRIRE SENZA MOTIVO SOLO PERCHÉ IL TRIBUNALE VUOLE ESIBIRSI SU DI LEI?
IN UN PAESE DI DIRITTO È LECITO CHE TUTTO UN GOVERNO GOVERNI IL PROPRIO PAESE TENENDO IN OSTAGGIO TUTT'UNA UNA VITA INNOCENTE? ANZI TRE VITE INNOCENTI? SENZA CONTARE CHE NEL MIO PAESE GLI ORFANI DI MIA SORELLA CONTANO SU DI ME.

AIUTO
SO CHE DIFFENDETE DONNE ABUSATE PER FAVORE NON MI LASCIARE ANCORA A LUNGO DENTRO QUESTA SITUAZIONE MANICOMICA!

PERCHÉ TUTTO QUESTO POTERE SU DI ME:
MI ERO RESA IN OSPEDALE E AVEVANO FATTO MENTIRE AI MEDICI CHE HO DEI FIBROMI COSA CHE ERA FALSA. I MEDICI Mi AVEVANO FATTO INSTALLARE UNA MICRO SPIA DENTRO L'UTERO PERCHÉ SECONDO LORO DOVEVANO CONTROLLARE LA LORO SCHIAVA E VISTO CHE MI CREAVA TANTISSIMI PROBLEMI AVEVANO PROVOCATO UN ALTRO OSTACOLO CHIESERO CHE MI SI FACESSE IL RASCIAMENTO PER POI METTERE UN ALTRO TIPO COLOR PELLE ED È QUELLO CHE HO FINO AD OGGI, TRAMITE IL QUALLE MI USANO COME UNA VEGETATIVA FACENDOMI INFATTI QUELLO CHE GLI PASSA PER LA MENTE.

ERO GIÀ SPERANZOSA

DAL MIO RITORNO PER IL CAMERUN MI ERO RESA IN OSPEDALE E I MEDICI MI DOVEVANO FARE UN'APAROSCOPIA OPERATIVA e avevo già un appuntamento per l'anestesia prima di covid19 ad aprile fu ricontattato dallo stesso ospedale per l'annullamento di quel appuntamento. DOPO alcuni mesi un amica mi chiamò dicendomi che era stata contattata dall'ospedale per l'anestesista e gli chiamai mi risposero che il mio caso non è urgente. Richiamai la prima settimana di giugno e mi dissero che hanno cambiato idea mi faranno L'ECOGRAFIA…

SEMBRO UN TEL SENZA FILLO E NON POSSO CONTINUARE COSÌ
TRAMITE QUESTO METODO MI AVEVANO MESSO UNA SPECIE DI PROTESI AL SENO E SPESSO SENTO MALISSIMO CI SONO TANTI GRUMI NEL MIO SENO CON IL RICHIO DEL TUMORE E PER GUARIRE MI DEVONO RI FARE TUTTA PER QUESTO MOTIVO NON GLI PIACE QUANDO MI VEDONO IN COMPAGNIA PERCHÉ CREDONO CHE RACCONTERÒ ALLE PERSONE E MI FANNO MALE PER FARMI PASSARE PER UNA PAZZA…
TANTE VOLTE MI TIRANO LA TESTA O LA SCHIACCIANO LI DOVE C'È L'ORADO E MI SEMBRA DI DOVER MORIRE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO.
A VOLTE MI SCHIACCIANO LATERALMENTE E SENTO COME SE STO PER MORIRE OGNI TANTO INIZIO A ZOPPICARE, MI INDEBOLISCONO CON I PRODOTTI CHE NON MI PERMETTONO DI MUOVERMI TANTO
CONTRAGONO TUTTI I NERVI DELLA TESTA TRA LE SPALLE E IL COLLO COSÌ FACENDO ANZICHÉ ESSERE MORBIDO HO DELLE TENSIONI FORTISSIME VERSO QUELLE PARTI E QUEL POSTO RIMANE DURISSOMA E SE POGGIO LA CORDA DELLA MIA BORSA SU QUEL PUNTO HO DEI DOLORI FORTISSIMI PERCHÉ IL SANGUE NON CIRCOLA PIÙ BENE NEL COMPLESSO.

SO DI COSA SONO CAPACE HO PAURA CHE SUCCEDA QUALCOSA A MIO RAGAZZO E MI SENTO IN DOVERE DI PROTEGGERGLI
QUANDO MI FA SEMPRE QUELLE DOMANDE E A PAURA CHE SE MI SUCCEDE QUALCOSA DIRANNO CHE È LUI ME LO HA ESPRESSO NON VORREI CHE MI FACCESSERO PER POI LASCIARGLI IN MEZZO…
CHIEDO IL VOSTRO INTERVENTO VELOCE E SE NON RIESCONO AD ASCOLTARVI E ACCETTARE DI LASCIARE LA MIA VITA IN PACE SPERO CHE AVETE UN MODO PER PORTARE LA MIA STORIA IN FRANCIA CIOÈ A STRASBURGO DOVE FANNO RISPETTARE I DIRITTI DELL'UOMO.
CI VOLEVO ANDARE DA SOLA MA MI SCHIACCIACERANNO COME HANNO FATTO QUANDO HO PRESENTATO LA MIA DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

QUANDO MI CONVOCHERETE VI PORTERÒ ANCHE LA DENUNCIA FATTO PERCHÉ LA STORIA SIA COMPLETA.
SE MI METTO A SCRIVERE ANCORA IL TUTTO NON FINIRÀ PIÙ.
CONTO SULLA VOSTRA COMPRENSIONE.
CORDIALI SALUTI
Charlotte

Penso di avere bisogno di:
Supporto legale

Venerdì 29 maggio 2020 12:24:51

Vorrei sapere cortesemente, a che punto è, l'iniziativa da lei intrapresa per anticipare l'acconto del TFR, per quelli che sono andati in pensione con quota 100 il 1 settembre 2019.

Martedì 26 maggio 2020 08:03:05

Buongiorno,
si parlava un anno fa della sua riforma ed in particolare di una mobilità senza nulla osta dell'amministrazione. Ho letto che era stata anche approvata al senato. Perchè invece ci vuole sempre l'autorizzazione? Cosa è successo?

Lunedì 25 maggio 2020 16:57:26

Stim. ma Senatrice
avv. Giulia Buongiorno,
Le invio questa mail per avere il suo parere circa un problema che da anni cerco di risolvere nella gestione rifiuti della mia città: Vercelli.
Da quando in città è stata adottata la raccolta rifiuti differenziati porta a porta, a coloro che vivono in abitazioni senza cortile, è stata fornita una serie di kit da utilizzare per i diversi rifiuti e da custodire in casa, mentre i condomini con aree comuni sono stati dotati di cassonetti differenziati. Mentre il cassonetto condominiale consente di conferire il solo sacchetto, contenente i rifiuti, con massima libertà di gestione, il kit individuale obbliga a "custodire" i rifiuti in casa fino al giorno ed l'orario stabilito dalla ditta che gestisce lo smaltimento. In particolare l'umido viene conferito due volte la settimana, mentre gli altri rifiuti una volta la settimana. Inoltre il kit deve essere posto sul marciapiede antistante l'abitazione dopo le 22. 00 del giorno precedente lo smaltimento e comunque entro le 06. 00 del giorno stabilito. Quindi si deve portare e lasciare il kit su strada e dopo che è stato svuotato, si deve riportare nella propria abitazione. È innegabile che il kit comporti una disparità di trattamento e che incida sulla gestione personale (sono indisposto nel giorno stabilito, perdo il turno! Devo assentarmi prima del giorno stabilito, conservo in casa i rifiuti fino al mio ritorno? Esco per il lavoro e il kit non è ancora stato svuotato lo lascio sul marciapiede fino al ritorno! Ecc.).
Poiché esistono sistemi, come l'interrata, che consentirebbero di offrire a tutti i cittadini la possibilità di conferire liberamente nei tempi e nei giorni più confacenti alle necessità personali, la questione che Le vorrei sottoporre è: l'amministrazione può chiedere o imporre alla propria partecipata di rendere uguali tutti i cittadini nei doveri e nei diritti esistendo una tecnologia che consente di ottenere questo risultato?

Nel ringraziarla
La saluto cordialmente

Donatella Demichelis
Consigliere comunale gruppo Lega

Giovedì 21 maggio 2020 10:50:21

Buongiorno Senatrice,
Sono Claudia Lodovichetti, un anno fa all'età di 57 anni dopo tanti sacrifici di studio/lavoro ho raggiunto un sogno mi sono laureata in Giurisprudenza. Lavoro presso L'agenzia delle entrate di Ancona e alla fine dello scorso anno è stata pubblicata una richiesta di mobilità per il TAR di Ancona, Ero titubante: cambiare la mia vita a questa età ma poi mi sono detta che i sogni vanno raggiunti sino alla fine e soprattutto lottando. Ho superato un colloquio e tra vari concorrente sono risultata idonea. Il problema è che è necessario il nulla osta della mia Amm. zione che ho già saputo verbalmente che non mi verrà concesso. Tutto questo mi sembra ingiusto... la motivazione è mancanza di personale... capisco la situazione... ma se ci fosse un adeguata distribuzione del lavoro tra TUTTI il problema non sussiste... non voglio fare polemica voglio solo raggiungere un sogno. All' art 5 del suo ddl parla di "esclusione del nulla osta da parte delle Amministrazioni è cosa fattibile per il mio caso?
Ora concludo, non voglio annoiarla, ah dimenticavo... mi è stato detto cosa credi di andare a fare? lo so sarò sempre una semplice impiegata amm. tiva di II Area ma io sono tanto orgogliosa di quello che sono riuscita a raggiungere e questo, lo vedo come un regalo ai miei sacrifici.
La ringrazio... e spero tanto che questa e-mail venga da lei letta...
Buona Giornata
Claudia Lodovichetti

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