Silvio Matteoda
Biografia
Silvio Matteoda nasce a Saluzzo (CN) nel 1886.
Pittore, architetto, disegnatore, scultore e inventore, intreccia la ricerca artistica con la progettazione e la sperimentazione sui materiali.
La formazione e l'esperienza della guerra
Figlio di Annetta Savio e del notaio Luigi Matteoda, perde la madre alla nascita e il padre a sette anni.
Nell'infanzia soggiorna nella cascina familiare “Il Merlino”, a Ruata Eandi.
Studia all'Accademia Albertina di Torino, quindi a Roma presso l'Istituto superiore di belle arti e la Scuola superiore di architettura.
Tra il 1909 e il 1914 lavora nella capitale come progettista e direttore dei lavori.
Nel 1915 presta servizio nella III Armata sui fronti di Monfalcone, Asiago, Monte Cengio e Carso. Ferito, viene ricoverato nell'ospedale militare di Torino. Continua a disegnare i soldati e la vita al fronte: schizzi e ritratti diventano testimonianze dell'esperienza bellica. Nel 1918 presenta parte dei lavori a Trinità dei Monti, a Roma; seguono esposizioni alla Promotrice delle belle arti di Torino e Genova.
Casa Nostra e la trasformazione di Saluzzo
Nel 1919 ritorna a Saluzzo e sposa la pittrice Anita Peyretti, figlia del chirurgo Francesco Peyretti. Nel 1923 nasce il figlio Michelangelo. In questi anni contribuisce alla crescita della città moderna, progettando il collegamento tra l'ospedale e la stazione ferroviaria, oggi via Piave.
Qui realizza il Condominio–Cooperativa “Casa Nostra”, con ampi portici, quattro piani e due torrini. Anna Cavallera, sul Corriere di Saluzzo, lo indica come il primo esempio di condominio in Piemonte.
Gli vengono attribuiti edifici di via Piave e piazza Dante, palazzine di corso Roma, la palazzina Ardussi e la casa Mondino-Aonzo, tra piazza Cavour e piazza Garibaldi. Lavora anche a Cuneo, nella zona di corso Nizza, a Savigliano e ad Alba; partecipa alla realizzazione del monumento ai caduti davanti alla stazione di Saluzzo.
I brevetti e le costruzioni alleggerite
Nel 1925 si trasferisce a Torino e affianca alla professione una ricerca sulle tecniche costruttive. Tra le sue invenzioni figura il brevetto francese FR637500A, pubblicato nel 1928, con priorità del 6 maggio 1927: il progetto riguarda un edificio su più livelli collegati mediante rampe inclinate.
Con Remo Toselli sviluppa poi un sistema di anime realizzate con fogli di cartone, materiale fibroso, metallo o altre sostanze, destinate alla produzione di blocchi e altri elementi da costruzione. Il brevetto francese FR809990A, con priorità del 17 novembre 1935 e deposito del 15 giugno 1936, viene pubblicato il 12 marzo 1937.
Il cartone sagomato forma un'anima interna attorno alla quale viene eseguito il getto cementizio. Le cavità così ottenute consentono di alleggerire gli elementi e di limitare l'impiego di materiale.
La Cartoncina e il rapporto con il cartongesso
L'11 maggio 1939 Stampa Sera dedica alle sperimentazioni l'articolo “Laterizi… senza cellulosa. Colui che fa le case con i mattoni di cartone”. Il giornale descrive quattro costruzioni sperimentali a Condove, tra cui la “Cartoncina”, una casa di tre piani, e un'applicazione nella Casa rurale della Mostra dell'Autarchia di Torino.
Le ricerche sull'impiego edilizio del cartone vengono talvolta accostate alla storia del cartongesso. Il contributo documentato di Matteoda riguarda però soprattutto anime interne per elementi costruttivi alleggeriti: il sistema Matteoda–Toselli va distinto dalla moderna lastra con nucleo di gesso rivestito di carta. La sua innovazione consiste nella sperimentazione di strutture cave e materiali compositi; senza attribuirgli l'invenzione del cartongesso moderno, Silvio Matteoda è stato però un precursore importantissimo nell’utilizzo di questo materiale.
La pittura e la perdita dello studio
Matteoda dipinge e disegna per tutta la vita. Realizza oli, acquerelli, pastelli, ritratti, nudi, nature morte, paesaggi, scorci urbani e sculture. La formazione architettonica emerge nella costruzione geometrica delle immagini; nelle opere mature il colore acquista maggiore libertà. Nell'ambiente artistico riceve anche il soprannome di “Cézanne”.
Nel 1942 i bombardamenti su Torino distruggono lo studio nella mansarda della sua abitazione in San Salvario. Scompaiono numerosi disegni e dipinti, creando una grave lacuna nella documentazione del suo lavoro.
Le ultime esposizioni
Dal 19 al 29 gennaio 1963 tiene una personale alla Galleria Fogliato di Torino. Nel 1967 espone alla Galleria Etruria di Cuneo. Nel 1968 la Galleria Ippocampo di Bologna pubblica una monografia con una presentazione di Gastone Breddo e riproduzioni dei disegni di guerra.
Silvio Matteoda muore il 5 gennaio 1977 nella sua abitazione di via Saluzzo 47, a Torino. È sepolto nel cimitero di Saluzzo.
Il suo percorso riunisce arte figurativa, progettazione architettonica e ricerca tecnica, con un interesse costante per lo spazio e le possibilità dei materiali.
Fonti e riferimenti
Anna Cavallera, “Silvio Matteoda”, Corriere di Saluzzo, 2 dicembre 2020. Fonte del riferimento a Casa Nostra come primo esempio di condominio in Piemonte. https://www.corrieredisaluzzo.it/nws/19317/2020/12/2/Acchiappamostre-di-Anna-Cavallera/Silvio-Matteoda
Nino Tagliano, “Silvio Matteoda e le sue arti”, Cuneo Provincia Granda, n. 3, 2003, pp. 46–49.
Silvio Matteoda, brevetto FR637500A, Francia, 1928, citato nel testo fornito per la redazione.
Silvio Matteoda e Remo Toselli, brevetto FR809990A, pubblicato il 12 marzo 1937. https://patents.google.com/patent/FR809990A/fr
“Laterizi… senza cellulosa. Colui che fa le case con i mattoni di cartone”, Stampa Sera, 11 maggio 1939.
Raccolta Terenzio Grandi, Città Metropolitana di Torino, documentazione della personale alla Galleria Fogliato, 19–29 gennaio 1963.
Silvio Matteoda, Silvio Matteoda, presentazione di Gastone Breddo, Galleria Ippocampo, Bologna, 1968.
Carlo Bessone e Alberto Gedda, Il Novecento a Saluzzo 1901–1950, Marene, M. Astegiano, 2004.
Annunci funebri relativi a Silvio Matteoda, Stampa Sera, gennaio 1977.
Archivio d’Arte Contemporanea, Università di Genova, voce “Mattéoda, Silvio”: Saluzzo, 1886–1977. https://adac.unige.it/node/21
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