Messaggi e commenti per Gianrico Carofiglio - pagina 35
Messaggi presenti: 375
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Leggi anche:
Frasi di Gianrico Carofiglio
Nota bene
Biografieonline non ha contatti diretti con Gianrico Carofiglio. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Gianrico Carofiglio.
Mercoledì 10 luglio 2019 10:37:36
Sabato 6 luglio 2019 12:47:28
Egregio dottor carofiglio vorrei porle alla sua attenzione una storia vera di una famiglia di poveri ma pieni di dignita dedicandola mia madre e alle tante madri e vedove giovanssime che hanno tirato famiglie con molti figli piccolissimi negli anni 50
la ringrazio anticipatamente per la sua pazienza
Giovedì 4 luglio 2019 12:02:04
Salve, dottor Carofiglio. Potrebbe suggerirmi cosa vedere a Bari nelle 10 ore che vi passerò tra 20 gg? Eviterò, se sarà così generoso da condividere con me le sue conoscenze, di sperperare il poco tempo che vi rimarrò. Grazie.
Mercoledì 3 luglio 2019 14:46:47
Dottor Carofiglio ho bisogno di contattarla: sono il responsabile della Segreteria Organizzativa del Festival del Giallo di Pistoia 2020 e dovrei proporle una partecipazione. Il mio telefono è 349 -------, la mia mail è ------- oppure -------
Sinceri saluti.
Manlio Monfardini
Mercoledì 3 luglio 2019 10:38:38
Donna
Uomo
Dome
la "e" neutro come intellettuale, femminile, maschile
Articolo neutro dal greco TÒ
Tò dome
Radice "dom" casa
Una neologismo per abbracciare due universi
Martedì 2 luglio 2019 20:58:28
Ho letto la prima versione italiana de Non Pensare All'Elefante! nel 2006; presto divenuto irreperibile viene adesso ripubblicato nella versione aggiornata e con la Sua prefazione.
Io credo che sia fondamentale che a leggerlo (e studiarlo) sia la classe politica che si definisce progressista, intanto sarebbe utile la presentazione di questo prezioso volume anche alla gente comune con un ciclo di conferenze perché cresca una generazione di elettori focalizzati sull'elaborazione di PROPRIE proposte e non sull'emendamento di quelle che non si condividono.
Lunedì 1 luglio 2019 17:51:09
Sono componente la direzione prov. le del PD di Vibo Valentia e incaricato di invitarLa nella nostra città per la presentazione del suo libro " La manomissione delle parole ". Sarà occasione di riflessione e di un modo critico e aperto del nostro fare politica. Cordiali saluti. Pino Ceravolo
Venerdì 28 giugno 2019 12:18:06
Buon giorno,
mi chiamo Andrea Sunseri, scrivo da Torino, e vorrei contattare Gianrico Carofiglio.
Da qualche anno lo seguo nelle trasmissioni televisive, apprezzandone lo stile, e vorrei intervistarlo in video.
Se credete, girategli i miei riferimenti:
Andrea Sunseri
SunStudio | Torino
347 --------
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Giovedì 27 giugno 2019 00:05:42
Mio caro Nelvio Cesaroni, Gianrico Carofiglio non mi sembra possa darti una risposta pratica sul contante.
Ci provo io !
Sbagliato prima di tutto insistere con l'idea che l'evasione sia una prerogativa dei ricchi imprenditori, le cui imprese operano con lo status di società, sotto l'occhio vigile della Finanza.
Alle casse dello Stato vengono sottratti circa 100 miliardi di tasse all'anno, pari al 17% dell'intero gettito teorico.
Primeggia l'evasione dell'IRPEF con 37, 8 miliardi (circa il 17% del gettito teorico), seguita dall'evasione IVA, con 35, 7 miliardi (circa il 21% del rispettivo gettito), frutto di tante piccole evasioni di piccoli operatori e consumatori.
Il mancato gettito IRES imputabile alle società è invece quasi irrilevante, non raggiungendo il 7% del totale.
Quando un piccolo operatore "vende in nero" sottrae gettito d'IVA per il 22%, a cui si somma un minore reddito dichiarato che possiamo stimare sia tutto guadagno netto (gli operatori tendono ad emettere fatture fino a pareggiare quantomeno i costi !), che sfugge ad un'aliquota IRPEF media di poco superiore a quella dell' IVA.
La maggior parte dell'evasione va quindi imputata alla "spesa in nero" dei percettori di redditi tassati IRPEF, con una componente pubblica (dipendenti pubblici, pensionati e sussidiati vari) quasi pari a quella privata.
Lo Stato, quindi, potrebbe fare in modo che la moneta elettronica non rappresenti un costo o una complicazione, offrendo l'alibi a chi non vuole utilizzarla.
Le banche potrebbero altresì operare facilmente una ritenuta alla fonte del 22% sui prelievi in contanti, recuperabile automaticamente ove il Fisco informatizzato riscontri pagamenti in contanti per fatture o scontrini emessi sul codice fiscale del consumatore.
Ferma una piccola franchigia annua di 1. 000 euro a persona (circa 3 euro al giorno), oltre a questo, chi si ostina a voler pagare in contanti in forma "anonima", contribuirà allo Stato per un 22% e sarà comunque "tracciato" come "utilizzatore anonimo di contante"!
L'Italia è invece agli ultimi posti nell'utilizzo della moneta elettronica e anche l'immigrazione sembra tendere a peggiorare questa componente di "underground cash economy".
Chiediamoci come mai i Sindacati, la stampa e gran parte delle rappresentanze politiche che inveiscono contro l'evasione fiscale, non si fanno forti promotori di questa iniziativa?
Mancano evidentemente le "palle" per questa soluzione così semplice !
Anzi, noi rivogliamo la Lira in contanti.
Ma dopo tanto anacronismo, ecco che Mark Zuckerberg ci spiazza tutti, proiettandoci nel futuro.
Libra, la nuova criptovaluta di Facebook, presenta un potenziale incredibile.
Si tratterebbe di una moneta a gestione condivisa, stabile, non speculativa, valida in tutto il mondo e concepita con i massimi standard di sicurezza per rispettare le regole più stringenti di ciascuna nazione.
I pagamenti effettuati con un applicativo semplice come facebook o whatsapp, rappresenteranno per tutti una semplificazione irresistibile.
Significherà libertà e anche maggiore trasparenza nella vita di tutti i giorni.
Le criptovalute, talvolta, sono state criticate per prestarsi al riciclaggio o, comunque vessate come ostacolo alla tracciabilità dei pagamenti, favorendo l'anonimato, soprattutto della criminalità.
Io ho un'idea diametralmente opposta.
Se la moneta elettronica risulta ancora ostica per una sua macchinosità d'utilizzo, i social ne faciliteranno la popolarità, visto che saranno supportati a livello globale dalle migliori tecnologie smart, senza i freni delle burocrazie nazionali e delle lobby bancarie.
Sarà un passaggio storico e la piena tracciabilità dei pagamenti, nel pieno rispetto della privacy, consentirà il superamento delle transazioni in contanti
Queste ultime rappresentano la linfa vitale del crimine e anche l'innesco dell'evasione fiscale comune, quella dei grandi numeri che impattano sul bilancio dello Stato.
Quando anche i pensionati non avranno più bisogno di prelevare contante ed effettueranno i piccoli pagamenti dal loro telefonino, senza sforzo e con la massima sicurezza, si ridurrà drasticamente alla fonte ciò che alimenta la "filiera del nero".
Ciò che non si può ottenere con un obbligo ad utilizzare le carte di pagamento, sarà una conseguenza ineludibile dell'evoluzione della tecnologia dei social.
Mercoledì 26 giugno 2019 15:38:36
I mali dell'Italia
1) le mazzette per la corruzione
2) il lavoro nero delle imprese
3) il lavoro nero dei pensionati
4) il caporalato
5) il pizzo da pagare alle mafie
6) l'acquisto di droghe
Come eliminare il tutto in solo colpo?
Assurdo, utopistico no semplicissimo
Basta abolire l'uso del contante
Gradirei avere una risposta Grazie N. Cesaroni
