Messaggi e commenti per Giovanni Floris - pagina 25

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Biografieonline non ha contatti diretti con Giovanni Floris. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Giovanni Floris.

Venerdì 11 dicembre 2020 21:53:12

Chiusura centri commerciali week end festivi e prefestivi


Operatrice di unita commerciale presso Coop upim Genova molassana: nessuno parla di questa grave decisione del governo di chiusura dei centri commerciali nel week end nei festivi e prefestivi
Conseguenze... ulteriori diminuzioni dei fatturati in un momento che doveva essere di recupero rischio chiusure definitivi con conseguenti licenziamenti
Le unita sono in totale sicurezza
La chiusura delle attività nei centri commerciali rappresenta un provvedimento che discrimina gli esercizi coinvolti rispetto ad attività analoghe poste al di fuori dei centri commerciali. Ne deriva un evidente disturbo della corretta e leale concorrenza commerciale
E’ possibile fare qualcosa sensibilizzare qualcuno ?
Luisa pacini tq tuttiquanti abbigliamento

Venerdì 11 dicembre 2020 07:36:58

Precarietà o resilienza: spunti per la sua (quasi) bella trasmissione


Buongiorno FLORIS, le sto solo offrendo alcuni spunti per la sua (quasi) bella trasmissione, “Di Martedì”...
———
L’assetto assunto dalla nostra società nella sua fase attuale di sviluppo (sociale, culturale, tecnologico, economico-finanziario, sanitario, istituzionale,.. .) può essere fortemente precario, instabile, a fronte di alcune “perturbazioni” del sistema?

Possono essere individuate specifiche caratteristiche di questo assetto sociale, affatto diverse dal passato, che spiegano questa precaria stabilità, ed una forte esposizione a derive molto negative, forse esiziali?

Pensieri non assestati, “di pancia”, mi hanno condotto ad individuare alcuni driver che
caratterizzano la possibile dinamica del sistema/società e la sua precarietà o resilienza:
- densità demografica
- complessità tecnologica
- analfabetizzazione culturale
- tasso di interconnessione sociale
- velocità della mobilità sociale
- diffusione e velocità dei canali informativi
-...

Tento una loro prima caratterizzazione per giustificare perchè, ai fini di questo abbozzo di analisi, li ritengo importanti.

Densità demografica
Ho sempre creduto che la qualità della vita fosse inversamente proporzionale alla densità demografica e che rappresenti forse il principale driver definente la dinamica del sistema.

Complessità tecnologica
“Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio
della tecnica. Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non è affatto preparato a questo
radicale mutamento... ”
(M. HEIDEGGER, L’abbandono).

Analfabetizzazione culturale
Il normale livello culturale del popolo è rappresentato dal “bar sport”.
Le èlite (politiche, economiche, religiose, mediatiche,.. .) sono purtroppo (?) espresse dal “popolo”, e, con limitate eccezioni, lo rappresentano egregiamente (alcune “èlite” politiche sono arrivate a fare l’elogio dell’incompetenza).
Con questo livello di analfabetizzazione quale consapevolezza sociale è ipotizzabile nel definire ed attuare una reazione adeguata ad eventuali perturbazioni del sistema?

Tasso di interconnessione sociale
E’ strettamente connessa alla forte integrazione e complessità del sistema produttivo.
E’ molto elevato, ed originato dagli indispensabili rapporti sociali intessuti tra le persone.
E’ aumentato esponenzialmente a seguito della introduzione dei nuovi media ed influenza in modo rapido ed impensato il comportamento delle persone...

Velocità della mobilità sociale
Nel XIV secolo la “peste nera” ha impiegato tre lustri per diffondersi dalla Middle Asia a tutta l’Europa (falcidiando 1/4 della popolazione).
Il coronavirus, partito dalla Cina (?), ha impiegato meno di un mese per esplodere
in Italia ed il contagio è ora nel mondo 500 volte la Cina.

Diffusione e velocità dei canali informativi
La rivoluzione digitale insomma (“The game”, secondo Baricco).
E sull’impatto del Game sulla dinamica del sistema credo ci sia poco da aggiungere.

Queste caratteristiche specifiche della nostra società come intervengono nel definire la reazione davanti ad una sua (piccola) perturbazione?
Che potrà colpire il sistema magari in un suo snodo “liquido”, che ne amplifica la fragilità, e ne compromette la stabilità.
E trasmettere l’instabilità all’intero sistema, amplificandola ad una velocità prima
impensabile.
Nella totale non consapevolezza del “popolo” e di larga parte delle sue èlite.

Ciò che sta accadendo ora (Coronavirus) è stato provocato da una perturbazione sanitaria.
Possibili perturbazioni nelle dimensioni politiche, sociali, economico-finanziarie, istituzionali, come potranno essere assorbite e gestite da un sistema così caratterizzato?
O saranno amplificate, originando “tsunami” difficilmente gestibili?

L’idea che mi frulla in testa è di un sistema molto “liquido”, caratterizzato da questi parametri che ne amplificano notevolmente fluidità e turbolenza.

Non desidero, e non è mio obiettivo, tratteggiare scenari scioccamente apocalittici.
Ma stimolare una riflessione per cercare di comprendere la “robustezza”, “resilienza” o
invece “fragilità” della società nella quale siamo evoluti e che stiamo costruendo.

E cercare di concorrere a delineare, se mai fosse possibile, idee per costruire un nuovo percorso...

Giovedì 10 dicembre 2020 14:56:26

Panem et circenses...


Ho parzialmente seguito l’ultimo “Di martedì”.
Ed ho ascoltato con attenzione ed interesse la gentilissima professoressa intervenuta,
che ha anche ricordato i suoi contributi relativi al progetto di uno sbarco umano su Marte.

Relativamente a questo progetto, pur con tutto il rispetto dovuto alla professoressa, ho una mia ferma opinione.

Alcuni gruppi/paesi stanno cercando
di sviluppare un progetto di sbarco su Marte, da mezzo secolo.
Perché?

Il budget del progetto Apollo, per lo sbarco sulla Luna, secondo stime attendibili, è stato di circa 300 G€ (miliardi di euro) attuali...

Ed una stima ragionevole del budget complessivo per il primo sbarco su Marte è non inferiore a 1. 000 G€, in 10 anni.

Quali obiettivi spingono questi gruppi/paesi ad intraprendere un simile progetto?
Che non ha nessun obiettivo, che non sia o ridicolo o indicibile...
Ed il cui budget è quello stimato sopra.

I principali obiettivi possono essere sintetizzati così:

- distrazione di massa dei cittadini (non
dimentichiamo mai il chiarissimo programma delle èlite dell’impero romano: “panem et circenses”) ;

- spinta ad un forte incremento della ricerca e innovazione (quale solo una guerra provoca) e connesse ricadute tecnologiche e di business;

- aggiudicazione di mega commesse a pochissime aziende del network industriale/militare (100 G€/anno per 10 anni rappresentano un bel boccone) ;

- rafforzamento del potere di pochissimi paesi (USA, Cina, Russia, Europa (?) )
che possono misurarsi con questa apparente ed inutile sfida, a scapito su tutti gli altri paesi.

Alcuni si domandano se sulla Luna ci sono andati davvero …
Ma ponendosi questa domanda non colgono il problema.
Come disse quello: “quando ti indico la Luna, non guardare il mio dito …”

Ci sono andati, ci sono andati …
E gli obiettivi dello sbarco sulla Luna erano solo quelli sopraindicati …

Giovedì 10 dicembre 2020 10:56:08

Mala Tempora Currunt


Un tempo, il giorno di Natale - o l’ultimo dell’anno (si sa, con gli anni la memoria un po’ se ne va), regalavo (?) alla famiglia e agli amici (poveri loro, costretti a sentirsi quelle pippe - ma fortunatamente Natale viene una sola volta l’anno) una (breve?) riflessione.

Quell’anno gliene toccò una dal titolo: “la quantità è la qualità... ”, un apparente ossimoro.

La storia (perché, sei vuoi sperare di essere seguito, devi sempre sviluppare un racconto) ripercorreva l’evoluzione del cervello.
Dai 302 neuroni di un lombrico, il verme Caenorhabditis Elegans, al povero moscerino della frutta, la Drosophila Melanogaster, con circa 100.000 neuroni.
Cervello relativamente semplice, anche se è in grado di sovraintendere ad alcune funzioni complesse, come apprendere e ricordare.

Fino al cervello umano, più o meno 100 miliardi di neuroni.
Con in media decine di migliaia di connessioni ciascuno (alcuni gruppi di neuroni ne hanno un milione), che possono attuare ciascuno da 200 a 500 “scariche” al secondo …
Se operassero tutti insieme avremmo tra le orecchie una “macchina” da 20-50 teraFLOPS.

Che cosa fa un cervello?
Costruisce funzioni.
Ed è ragionevole pensare che la complessità di queste funzioni dipenda dalla complessità della mappa neuronica, in prima istanza dalla numerosità dei neuroni …
La mappa neuronica iniziale, “cablata” geneticamente, evolve poi in ragione delle esperienze effettuate.
Evolve nel senso che tramite le esperienze vissute, in particolare le emozioni a loro associate, sono costruite nuove connessioni, nuove sinapsi, e si consolidano processi di attivazione di nuovi circuiti neuronali …

Molte delle funzioni del cervello umano, la gran parte, sono (fortunatamente) inconsce, altre (poche - in alcuni pochissime) sono consce.
La maggior parte delle funzioni inconsce sono “cablate” geneticamente, mentre la maggior parte delle funzioni consce è costruita tramite le esperienze effettuate.
Il culmine delle esperienze consce è la coscienza di sé … (ma questo è un altro film).

Possiamo definire “mente” l’insieme delle funzioni consce del cervello umano.
E potremmo introdurre una “scala di coscienza”, ed approfondire quali animali (in particolare umani), a quale livello possiedono la coscienza di sé …

E tutto è partito dalla quantità di neuroni strutturati nella mappa neuronica, che definiscono la complessità, la qualità, delle funzioni che un cervello può, o dovrebbe, svolgere …

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Il pistolotto iniziale serviva solo a rappresentare come la nostra “complessità” (la nostra capacità di rappresentare, interpretare, ricordare la realtà del nostro contesto e conseguentemente agire), dipende quindi in parte dal patrimonio genetico ricevuto, che definisce la mappa neuronica iniziale, ed in larga parte dalle esperienze effettuate, che ne determinano l’evoluzione, la conformazione “on-going” …

Potremmo dire: dimmi che esperienze fai e ti dirò chi sei!

Sono consapevole che ogni schematizzazione violenta la realtà, ma rappresenta uno strumento potente per trasferire contenuti complessi.
Per essere efficaci possiamo pertanto schematizzare le nostre esperienze tramite quelle che chiamo le “agenzie della formazione”: la famiglia (la mamma), la scuola (il luogo istituzionale della formazione), il lavoro (spessissimo sottostimato) ed il sociale …

Spesso dico: dimmi che mamma hai e ti dirò chi sei … Ed anche: dimmi che lavoro fai e ti dirò chi sei (il lavoro conforma a sua immagine e somiglianza).

Per comprendere cosa stiamo diventando, dovremmo capire come stanno evolvendo queste agenzie, e quali esperienze formative implicano.
E’ pertanto necessario comprendere quali contenuti sono erogati da queste agenzie e raggiungono normalmente le persone.
Contenuti che sono alla base delle esperienze effettuate, naturalmente associati al format con cui sono erogati.

Quali driver potremmo utilizzare per capire le linee di tendenza?
I più efficaci ritengo siano la pubblicità, i film, le serie televisive.
Contenuti veicolati principalmente nei social media e nella televisione.
Esaminiamone uno.

La pubblicità per definizione deve orientare un target (un gruppo obiettivo) verso un prodotto.
E per farlo deve ovviamente raggiungere il target con i suoi messaggi.
Contenuti e format (i vari linguaggi) della pubblicità devono essere accessibili ed interpretabili dal target.
E devono essere pertanto coerenti con gli interessi (la cultura) e gli strumenti interpretativi posseduti dal target.

In quale modo la pubblicità diventa uno specchio reale del target?
Perché gli operatori pubblicitari sono sottoposti dagli investitori (in pubblicità) ad una naturale selezione darviniana.
Non raggiungi il target? I tuoi contenuti e format sono inadeguati? Avanti un altro agente pubblicitario …
Fintanto che i contenuti ed il linguaggio non rappresentano interamente il target obiettivo.

Sino ad arrivare agli attuali livelli demenziali di larga parte della pubblicità.
Che sono lo specchio di una diffusa cultura demenziale...
Gli operatori pubblicitari (quelli che sopravvivono a Darwin) devono fare bene il loro mestiere (altrimenti scompaiono), ed i contenuti erogati ed i format utilizzati descrivono con precisione assoluta il livello culturale del “popolo di dio”.

In sintesi: vuoi comprendere il livello culturale di un paese? Guarda i contenuti e i format della sua pubblicità...
Lo stesso si può dire per i film, le serie televisive,. ..

Con riferimento ai format, social media, televisione,. .. (il mezzo - ricordate Mc Luhan?), vale una analoga riflessione: formano e si conformano al target.
Per i social media è poi necessaria una attenzione cruciale: il target è composto da miliardi di individui (miliardi!), che compulsano ossessivamente (migliaia di volte al giorno) sul mezzo...

Qui un accidentale ed innocente starnuto può provocare uno tsunami (o una pandemia) !

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E siamo ritornati alla quantità (di individui ora).

Ho scritto sopra che la mappa neuronica inziale, “cablata” geneticamente, evolve in ragione delle esperienze effettuate, condotte essenzialmente tramite le “agenzie della formazione” (famiglia, scuola, lavoro e sociale).

E se la mamma, gli insegnanti, i docenti, i capi e i colleghi, il sindacato, il partito, gli amici, sono bombardati sistematicamente da contenuti e da format palesemente idioti?
Che potranno fare loro stessi come agenti della formazione.. ?
Non dimentichiamo infine ciò che vale in ogni mercato, ed in particolare in questo mercato: è la domanda che genera l’offerta... e l’offerta a sua volta la plasma.

Forse se adottiamo questo approccio possiamo comprendere perché gli USA hanno scelto Trump come presidente.
O perché noi abbiamo un premier taroccatore di curricula, ed un ministro degli esteri che pochi anni fa vendeva bibite al San Paolo di Napoli...

Non possiamo non constatare la deriva drammatica della qualità complessiva del tessuto sociale e delle élite che esprime.
Un esempio strettamente nazionale?
Lo spappolamento della governance di questo disperato paese, emerso in forme oscene nella gestione della pandemia.

Il governo centrale è delegittimato ad ogni momento dai cacicchi regionali (o comunali).
I presidenti di regione che, con una cacofonia ormai intollerabile, rincorrono spudoratamente il proprio consenso (nel migliore dei casi; nel peggiore ricercano interessi personali).
Fingendo di tutelare gli interessi del proprio territorio, attribuiscono al governo centrale ogni possibile nefandezza, e rivendicano demagogicamente (con un populismo vergognoso) il merito di ogni riduzione delle misure restrittive connesse alla pandemia.

E questo mentre il governo centrale gestisce la pandemia balbettando inutili DPCM e decreti ministeriali, disattesi ormai da regioni e comuni (e tra poco anche dai cittadini...).
E si accapiglia ed inventa una piramide parallela ed alternativa all’esecutivo, ed alla burocrazia ministeriale, per gestire il Recovery Fund (che ancora non esiste...).

Ogni paese esprime la propria classe dirigente, le proprie élite, e ne porta interamente la responsabilità.
E se il popolo di dio è nella sua stragrande quantità malamente assortito, non potrà mai esprimere élite di qualità idonee a gestire la crescente complessità della realtà...

MTC

Mercoledì 9 dicembre 2020 17:14:46

Di martedì, puntata tv del giorno 8 dicembre


Egr. dr. Floris Trovo fazioso e discutibile il continuo propagandare, (addirittura elogiando tra le righe, i metodi da dittatura cinese) l’obbligatorietà per un tipo di vaccino approntato e sperimentato in tempi brevissimi. Chi dubita, ha tutto il diritto di farlo, e per più di un motivo. 1) non si conosce ancora totalmente questo nuovo corona virus e le sue inusuali interazioni con l’organismo umano. 2) detto con rispetto per la maggioranza dei ricercatori, è nota l’incommensurabile sete di profitto delle case farmaceutiche. 3) più medici e virologi hanno espresso le loro perplessità sul vaccino con RNA 4) è legittimo diffidare di organismi di vigilanza dopo aver visto l’OMS chiudere entrambi gli occhi su quanto stava succedendo a Wuhan un anno fa. 5) è infine difficile affidarsi a quei politici che sanno imporre divieti, molti dei quali necessari, ma che ad esempio, non sanno distinguere tra le dimensioni di una città metropolitana e quelle di un piccolo comune.

Martedì 8 dicembre 2020 23:02:41

Programmare e organizzare


Carissimo, e’ ormai davanti agli occhi di tutti che in relazione alla situazione pandemica l’attenzione viene costantemente posta dai media e dalle istituzioni sui cittadini e sugli obblighi e sacrifici che devono fare. Nulla viene posto su cosa e come si organizza e programma il tutto per permettere aL paese di vivere e convivere in una situazione straordinaria. Stanno già parlando di come arriverà la terza ondata se non stiamo a casa a natale ma non si parla di cosa si sta o non si sta facendo a livello governativo per evitarlo. Ad esempio Riaprire le scuole il 7 gennaio senza un piano trasporti cosa pensiamo possa portare? Al primo giro non si sono fatte tre cose essenziali. Assunzioni di personale medico infermieristico, strutture per terapie intensive, e adeguamenti infrastrutturali per trasporto e ospedali. A che punto siamo su questi tre temi? Sono passati altri 4 mesi dallestate. Per ora silenzio o numeri fake. Sarebbe importante porre l’attenzione dei media su cosa si sta nel frattempo facendo a livello governativo e sanitario per evitare o affrontare in modo organizzato una terza ondata piuttosto che continuare a sentire cantilene di rischieste di sacrifici e di fare i bravi. Gli italiani stanno facendo la loro parte più che diligentemente. Le istituzioni dimostrino altrettanta serietà e Capacità di mettere Da parte propaganda e interessi di parte e lavorare seriamente per le persone. Pensiamo di passare altri due anni a dpcm o passiamo al New normal? GraIe dell’attenzione.

Venerdì 4 dicembre 2020 12:22:55

Sig. floris. ci sono informazioni sulla pfaizer che non sono rassicuranti. in passato hanno fatto molti casini in campo farmaceutico e adesso ci vogliono vaccinare con qualcosa fatto in 6 mesi.
vada a vedere la storia di questa azienda e vedrà quante denunce e disastri che ha fatto con i suoi farmaci. un saluto
rosario

Mercoledì 2 dicembre 2020 21:12:43

Buongiorno signor Floris,
Pur vivendo in Francia, ogni settimana seguo con interesse il suo "di martedì "
Che ospita sempre personaggi interessanti.
Le chiederei però di non lasciarli parlare tutti insieme, incluso Lei a volte, se permette, perché il telespettatore non capisce più niente...
Intanto grazie per le sue trasmissioni
Y. G.

Martedì 1 dicembre 2020 23:27:09

Dr. Floris buonasera.
Desidero porre alla Sua Cortese attenzione di valutare l'idea di invitare nella Sua trasmissione di invitare il Dott Salvatore Raino', una voce a mio avviso autorevole che potrebbe dare alla Sua trasmissione un ulteriore punto di vista e perché no un ascolto ancora più importante.
Grazie

Lunedì 30 novembre 2020 05:59:49

Buon giorno Giovanni. Ho 62 anni e da sette vivo e lavoro in Cina. Purtroppo ho perso l'adolescenza dei miei tre figli e ora stò leggendo con passione e piacere il tuo ultimo libro "L'Alleanza". Mi apre ad un mondo di cui non avevo alcuna conoscenza ma solo un grande desiderio: conoscerlo.
Ti confesso che avendo molte cose in mente, tra cui dirigere un'azienda, cosa non facile ovunque ma seriamente difficile in Cina, soprattutto di questi tempi, faccio molta fatica a memorizzare ma almeno... godo dell'attimo.
Volevo porti solo due questioni: tu credi che sia possibile ed ancor prima utile rappresentare in modo intelleggibile ed interessante per le nuove generazioni alcune pagine dei Vangeli o i Promessi sposi o... forse ti sembrerà stupido ma credo che noi vecchi oltre a non saper ascoltare e, forse proprio per questo, non sappiamo comunicare. Ti ringrazio sentitamente per il tuo lavoro. Paolo.

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