Messaggi e commenti per Giulia Bongiorno

Messaggi presenti: 19

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Venerdì 17 maggio 2019 15:27:03

Egr Ministro, mi permetta di rubare un momento per sottoporle un problema che mi sta particolarmente a cuore: la conciliazione famiglia - lavoro nella P. A. - ENTI LOCALI, per coniuge all'estero o lontano svariati chilometri. Queste persone sono spesso costrette a ricorrere all'aspettativa con perdita di stipendio, contribuzione e quant'altro, vengono guardati come "fannulloni". Le leggi esistono se i BUROCRATI POLVEROSI le volessero utilizzare, ma come sempre le norme vengono ampiamente disattese... perdita di potere dei DIRIGENTI? Vorrei portare la sua attenzione sullo strumento dello SMART WORKING e TELELAVORO, già sperimentato e attivato nella provincia autonoma Trentina e al Comune di Torino e altre. Queste Amministrazioni, oltre alla più motivata vita lavorativa dei dipendenti, hanno goduto di un RISPARMIO ECONOMICO (da utilizzare sul territorio),
risparmio ENERGETICO e meno inquinamento AMBIENTALE. Le sarei veramente grata se potesse valutare la possibilità di tutelare anche queste famiglie, così sparse e abbandonate alla mancanza di conoscenza ed eccessiva discrezionalità (e aggiungerei anche simpatia)dei loro dirigenti. Sarebbe estremamente necessario ed urgente FORMARE, responsabilizzare i dirigenti e periodicamente attivare una ROTAZIONE degli stessi per evitare il radicamento del potere, come già si assiste in questi momenti così difficili. Mi auguro di essere riuscita a stimolare la sua attenzione sul problema sopra esposto, che le assicuro non è circoscritto e come sempre ricade in maggior parte sulle donne, aumenta la crisi familiare e non facilita le nascite. La ringrazio infinitamente.

Venerdì 17 maggio 2019 12:12:36

Egregia ministro della funzione pubblica giulia bongiorno le scrivo da dipendente pubblico comunale, spiegandole che non necessariamente le problematiche affrontatate dal suo precedessore, marianna madia (ragazza affidabile, intelligente, e' geniale a livello ministeriale) diventano atti inutili e distruttivi, quella di far passare la legge sulla immediata licenziabilita' di tutti i dirigenti del comparto pubblico (quando diventano pericolosi e' corrotti), era atto parlamentare giusto e' dovuto a 60 milioni di italiani, purtroppo per colpa del governatore della ragione veneto luca zaia che a prodotto opposizione al tar di appartenenza, e' saltato tutto a livello ministeriale (i magistrati al secondo ricorso prodotto dallo stesso l'anno immediatamente rigettato, in quanto in maniera intelettiva elevata, ma molto elevata, cercavano il fesso di turno per difendere i propri interessi personali ed anno individuato subito il leghista zaia). una cosa e certa l'economia italiana con il decreto madia avrebbe permesso nel far riprendere a lavorare tutte le aziende che insistono e' persistono su tutto il territorio nazionale senza necessariamente chiudere i battenti. invece vedo che lei insiste sempre sui soliti ignoti '' i furbetti del cartellino '' se lo fanno e' quando vengono minacciati dal proprio politico, oppure sono autorizzati in maniera occulta dal proprio dirigente, il problema come tutti i problemi parlamentari sono di facile soluzione ma alcuni ministri la rendono piu' difficile del necessario. tanto dovevo gianfry

Giovedì 16 maggio 2019 20:51:35

Buongiorno Ministro, Le scrivo per sottoporle un tema che sicuramente accoglierà l'attenzione della Sua sensibilità. Il lavoro dell'insegnante è indubbiamente un lavoro che richiede molte energie non solo per quello che si svolge in classe, ma anche per la mole di lavoro che viene portato a casa a discapito della vita personale e familiare. A questo bisogna aggiungere una preparazione sempre più legata alle necessità didattiche con un continuo aggiornamento ed una notevole promiscuità di incombenze burocratiche sempre più logoranti.

L'avanzare dell'età, inoltre, produce una minore dose di energia necessaria alla gestione della classe, ma anche un divario generazionale che non aiuta nell'interazione con gli studenti.

Un insegnante che vuole fare bene il suo lavoro si trova, quindi, inevitabilmente, a subire una mutazione dei parametri di stima del proprio operato: si provano senso di impotenza, sensi di colpa per non essere performanti come un tempo e una serie di somatizzazioni oramai più che note.

Si innesca un fenomeno di isolamento perché il soggetto ritiene di non avere abbastanza credibilità nel manifestare il proprio disagio, certamente gli stereotipi ormai conclamati nella società riguardo il lavoro degli insegnanti non aiutano.

Il malessere si riflette sia in ambito professionale che familiare e l'idea di non avere vie di uscita, alternative lavorative e tempo per una riconversione professionale inducono in una discesa verso un baratro in cui l'insegnante scrupoloso e dedito anima e cuore al suo lavoro rimane senza energie, schiacciato dal senso di fallimento e di impotenza con inevitabili riflessi sulla salute.

Il fatto che si tratti di un lavoratore puntuale, professionale, scrupoloso, che ha sempre fatto il suo dovere e che può ancora essere molto utile alla società se tolto dall'ambiente scolastico dove ha dato tutto quello che poteva dare non trova riscontro nelle possibilità che l'amministrazione offre per casi del genere. Un lavoratore serio e con esperienza potrebbe essere ancora un valido elemento da inserire in altra amministrazione e lascerebbe il posto a giovani leve con energie fresche e maggiore feeling generazionale con gli studenti.

Attualmente la normativa prevede la mobilità volontaria verso altra amministrazione per tutti i dipendenti statali di qualsiasi amministrazione, tranne che per gli insegnanti. Tale limite è sicuramente discriminante e non se ne ravvisa la ragione.

Pertanto si propone una petizione affinchè il legislatore cambi l'attuale normativa e permetta ad un insegnante che ha raggiunto i cinquanta anni di età e che ha maturato almeno venti anni di servizio negli istituti statali di poter, volontariamente, se ne ravvisa la necessità, far ricorso alla mobilità volontaria presso altra amministrazione potendo svolgere un ruolo secondo le sue competenze e, come già avviene per i dipendenti di altri enti, mantenendo la situazione contributiva più favorevole tra quella precedente e quella percepita dai dipendenti della nuova amministrazione a parità di livello.
Sono sicuro che porrà la giusta attenzione a questo tema e attiverà quanto è nelle Sue possibilità per cambiare lo stato di fatto. Cordiali saluti e buon lavoro.

Mercoledì 15 maggio 2019 18:04:53

Buongiorno ministro, scrivo in quanto vedo che, tra tutte le modifiche e novità introdotte per l'accesso nelle pa e lotta al precariato, nulla é stato previsto per i precari della pa lasciati fuori dalla Madia. Perché invece di fare rivoluzioni distruggendo il pregresso non si pensa mai ai miglioramenti di quello che già é stato fatto? Il precludere le stabilizzazioni a coloro che hanno effettuato un concorso ma non hanno fatto 3 anni nella pa entro il 2017 é un'oscenita che andrebbe risolta. Perché sembra non interessarvi? I precari della pa sono lavoratori che hanno già esperienza e perlopiù giovani ed informatizzati quindi con caratteristiche utili a questo mondo come sottolineato dai requisiti richiesti per accesso ai nuovi concorsi per la pa. Basterebbe poco, attendiamo ansiosi e speranzosi

Mercoledì 15 maggio 2019 15:30:13

Gentilissima Ministra,
sono una dipendente dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", una dei tanti che purtroppo detiene ancora numerosi buoni pasto elettronici della società "Qui Group", attualmente non più contraente del contratto di appalto con la predetta Università, buoni pasto rimasti inutilizzati da settembre 2018 a dicembre dello scorso anno, a causa di un improvviso rifiuto degli esercizi di ristorazione e commerciali al loro ritiro per inadempienza della società.
Credo sia a conoscenza di tale situazione, che ha investito tutte le pubbliche amministrazioni che avevano concluso il contratto d'appalto con questa società, e che infatti alcuni mesi fa era diventata di dominio pubblico televisivo.
Nonostante le avvisaglie precedenti, l'Amministrazione ha continuato ad erogare i buoni pasto a noi dipendenti, che in questo modo siamo rimasti in possesso di titoli privi di alcun potere di acquisto: si comprende che tale non spendibilità non può affatto attribuirsi a nostra negligenza.
Attualmente disponiamo di buoni pasto di altra società, ma in molti siamo rimasti danneggiati da questa spiacevole circostanza.
Siamo venuti a sapere che altre Amministrazioni hanno già trovato una rapida e "fluida" soluzione, caricando i vecchi buoni pasto non spesi sulla nuova tessera: pertanto, Le chiedo se anche per noi sarà possibile ottenere tale giusto e semplice risultato, onde evitare di perdere, in termini di salario accessorio, diverse migliaia di euro per tutto l'Ateneo.

Distinti Saluti,

F.

Mercoledì 17 aprile 2019 08:22:15

buongiorno sig. Giulia, sono Enzo da Roma e le scrivo in cerca di spiegazioni su alcune questioni...

1) vedo che vuole inserire i lettori di impronte digitali agli ingressi delle pubbliche amministrazioni per i furbetti del cartellino e mi chiedo, ma i capi ufficio, i vece capi ecc che li paghiamo a fare ?
Lei è il ministro (scusi l'insulto) della pubblica amministrazione e mi chiedo... ma fare una circolare che responsabilizzi sul piano civile e penale i dirigenti pubblici che non vedono e non sentono non è possibile ?

Ed ancora, essendo Lei avvocato mi può spiegare perchè quando vengono "trovati" questi famosi furbetti del cartellino perchè non scatta il reato di associazione a delinquere ai fini di truffa allo stato per tutto l'ufficio, capi naturalmenti compresi ? come è possibile che impiegati dello stato non vedono e non sentono niente quando il proprio collega timbra e sparisce tutti i giorni ?
come è possibile che nessuno intravvede una consorteria omertosa che è chiarissima agli occhi di tutti ?

Io ho sempre lavorato per piccole / medie aziende private e tutto questo mi appare semplicemente assurdo.

Grazie --- Saluti

Lunedì 8 aprile 2019 10:45:12

Buongiorno Avvocato, volevo chiederLe un aggiornamento sull'argomento "anticipo Tfs per i dipendenti pubblici". Nello specifico ho letto che entro 4/2019 la Magistratura dovrebbe esprimersi al riguardo, perciò dovrebbe essere possibile richiedere l'anticipo, rivolgendosi ad un Istituto di Credito? se si, fino a 45000? il costo sarebbe a carico dell'ex dipendente pubblico e con quale % di interesse? le scrivo questo ovviamente in quanto persona interessata; mio marito deve presentare richiesta di anticipo pensione con quota 100, e lascerà il servizio con 66 anni e 7 mesi di contributi. grazie per il tempo concessomi, Le auguro un buon lavoro. SP

Martedì 19 marzo 2019 11:33:58

Buongiorno Avvocato, le scrivo dopo aver sentito che con i 5 stelle proporrete leggi a divesa delle donne. finalmente !!! grazie. sono una donna libera con la consapevolezza di quanto stia peggiorando la società. da sempre maschilista. l unica cosa che vorrei proporre è un cambiamento sulla pena femminicidio. NON PIU RITI ABBREVIATI MA PARTIRE DA 30 FINO ALL ERGASTOLO. con aggiunta di anni x ogni figlio. è l ora di fermarli. GRAZIE

Mercoledì 6 marzo 2019 15:24:29

Illustre Ministro... in qualità di esponente della Repubblica italiana, e in quanto ancora prima donna, le scrivo per chiederle come è possibile che questo Paese sembra essere completamente asettico innanzi alla disperazione di noi giovani.
Mi sono laureata in giurisprudenza di impresa con mille sacrifici... poi per fortuna avevo trovato un lavoro che ora è finito... ciò detto mille e più CV e nessuna risposta.
Non è possibile... io credo che non ci sia speranza e mi creda che è inevitabile formulare pensieri talvolta assai nefasti...
Mi aiuti lei... mi dia una speranza.
Distinti saluti.
Dott. ssa Antonella Annese

Martedì 5 marzo 2019 19:32:36

Gentilissimo Ministro, apprezzo e non poco le sue intenzioni di modifica della legge Madia mediante ddl "deleghe al governo" soprattutto su un argomento delicato come la mobilità nel pubblico impiego e nello specifico nel SSN. Trovo ingiusto, come nel mio caso, esser stato trattenuto nel mio posto di lavoro a seguito di diniego del rilascio del nulla osta da parte della mia azienda. La mia motivazione e credo anche quella di molti altri colleghi, era ed è ancora oggi quella di ricongiungermi alla mia famiglia. Per colpa di questo sistema ho sottratto a me stesso e ai miei figli di 3 e 4 anni il tempo che un padre dovrebbe dedicare nei primi anni della loro esistenza; invece la mia azienda sanitaria ha motivato il diniego, su richiesta da parte del mio legale (poichè non era stata specificata motivazione alcuna), per mancanza di personale e peraltro non può esibire neanche le prove per essersi prodigata nel reclutamento. La mia speranza è che si torni alle forme contrattuali ante legem Madia, quando il nulla osta qualora non concesso era sostituito dal preavviso di 3 mesi. Inoltro trovo ingiusto il vincolo di permanenza nella prima sede di destinazione (che lei intende invece mantenere nel suo disegno di legge) poichè, specie per le aziende sanitarie, non trova applicazione diretta. Confidiamo tutti in un ritorno alle vecchia normativa e io, come tanti altri colleghi, le saremo grati per questo dandoLe il nostro sostegno. Spero tanto che questo mio modesto pensiero Le possa giungere direttamente.
Cordiali saluti
Emilio

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