Messaggi e commenti per Paolo Mieli - pagina 36

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Frasi di Paolo Mieli

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Biografieonline non ha contatti diretti con Paolo Mieli. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Paolo Mieli.

Giovedì 14 maggio 2020 21:51:36

Egregio dott. Mieli,
mi chiamo Sandra Fabbro e faccio parte del direttivo dell'Associazione Italiarmenia con sede a Padova (www. italiarmenia. it). Noi siamo impegnati nella diffusione della cultura e storia armene e abbiamo nella nota scrittrice italo-armena Antonia Arslan un basilare punto di riferimento.
Abbiamo avuto modo di seguire, il 12. 05. 2020, la replica della puntata di Passato e Presente (Rai3/Rai Storia) relativa a "Il crollo dell'Impero ottomano", che è stata particolarmente interessante dal nostro specifico punto di vista.
Facendomi portavoce di tutto il nostro gruppo e della stessa professoressa Arslan, desidero esprimere il nostro vivo apprezzamento per le conclusioni da lei espresse a fine puntata, in cui, in modo chiaro e circostanziato, parla del genocidio armeno e del negazionismo turco. C'è bisogno di chiarezza e coraggio quando si affronta questo tema, ancora tabù per molti, per troppe persone.
Auspichiamo che in future trasmissioni lei possa tornare sulla questione del genocidio armeno - e di altri genocidi dimenticati - e soprattutto sul tema del negazionismo, un male reiterato nelle psicologie delle vittime e terreno fertile ove seminare altri germi di odio e distruzione nel mondo.
Molti cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
Sandra Fabbro

Giovedì 7 maggio 2020 10:33:58

Sono un modesto studioso di storia locale, cioè di Viareggio, la mia Città natale. Svolgendo le mie ricerche sulla WW2 ho ritrovato negli USA un filmato, per me inedito, sulla visita del gen. Marshall a Viareggio il 14 febbraio 1945. A tale incontro erano presenti ben sette generali e si concluse con un mutamento deciso della strategia di attacco sul fronte occidentale della Linea Gotica, con un sostanziale accontanomento della Divisione Buffalo ed il ritorno dei Nisei dalla Francia. Si tratta secondo me di un episodio non marginale della guerra in Italia, che è stato sottaciuto proprio per la spinosa questione del comportamento della 92nd divisione. Sarei lieto di farle vedere il filmato di pochi minuti e di parlare della grande figura del ge. George C. Marshall che fu il vero vincitore della guerra e del dopo guera col suo piano, che in questi momenti difficii viene giustamente ricordato.. Cordiali saluti Franco Pocci

Lunedì 4 maggio 2020 14:36:39

Non si pronuncia Epittèto con accento
sulla seconda e? Grazie per la risposta
(Era così al liceo e anche sulla Treccani)

Sabato 2 maggio 2020 23:18:04

Mieli è molto bravo ma dà spesso l'impressione di avere smanie da prima donna: interrompe continuamente gli ospiti, anche nei punti più importanti del discorso, per parlare al posto loro.
Vorrei consigliargli più modestia e meno protagonismo.

Venerdì 1 maggio 2020 11:41:30

Egr. Dott. Mieli, buongiorno, :vorrei, per fafavore, un'informazione su una puntata di
(mi sembra) "Il Tempo e la Storia"- ospite Jilles Pécout. Sarebbe possibile sapere
quano é andata in onda la puntata sull'impiego delle forze magrebine francesi ("goumiers"), sul fronte di Cassino, Maggio 1944?
Ringrazio sentitamente, con cordiali distinti saluti
Giuseppe Mollica

Giovedì 30 aprile 2020 08:55:09

Buon giorno.
Per salire sui mezzi pubblici si dovrà avere i guanti e la mascherina sul volto:
chi non indosserà questi DPI, chi impedirà loro di salire sui bus,
metro od altri mezzi pubblici?
Vi sarà un addetto alla forza pubblica per ogni fermata?

E se qualsiasi imbecille salirà senza DPI, chi dirà di scendere?

Chi deciderà che la capienza massima di un bus, tram o metro, è stata raggiunta?
Solo con un addetto delle Forze dell'Ordine si eviteranno risse, etc.
Vi potranno essere, a bordo, un Vigile Urbano od un Poliziotto od un Carabiniere
od anche un rappresentante dell'Esercito.

Mercoledì 29 aprile 2020 21:36:42

Sono nato nel 1952 e cercherò di sintetizzare la mia domanda. Nella mia vita ho conosciuto tante persone che hanno manifestato un buon ricordo del ventennio fascista. Poi è successo quello che è successo con enorme dolore per tante famiglie da entrambe le parti su cui non mi dilungo. E' possibile che non si riesca ad intervistare una persona "normale" che si è trovata dall'altra parte e sentire la sua esperienza, le sue sofferenze, i suoi turbamenti, i suoi rimpianti e bollare tutti come assassini, delinquenti, fascisti (confusi con i nazisti), picchiatori, ecc.
Spero in una sua risposta e che anche lei sia vettore per una pacificazione tra gli italiani. Grazie

Lunedì 27 aprile 2020 21:15:41

Complimentandomi per la bella trasmissione da lei diretta le vorrei suggerire di dedicare una puntata di Passato Presente al primo martire deputato socialista Giuseppe Di Vagno ucciso da mano fascista (il Matteotti di Puglia) nel 1921. Per il materiale bibliografico potrebbe rivolgersi al dr Mastroleo presidente della fondazione Di Vagno. Grazie

Lunedì 27 aprile 2020 20:45:07

Salve proff. sor Paolo Mieli, sono un pensionato da tre anni, e un suo quasi coetaneo (del 1950), dato che lo seguo molto su Rai Storia del terzo canale, le volevo chiedere, se una di queste sere poteva dedicare l'Iintera trasmissione, con i suoi illustri ospiti, al deludente trattato di Parigi del 1946 (famoso calice amaro), con tutte le 136 condizioni imposte dalle quattro forze vincitrici (america gran bretagna francia e unione sovietica), dandole una sbirciatina, tra gli articoli 51/56, mi è rimasto molto impresso, il divieto di non superare i 250/o 300. 000 uomini delle forze armate, divieto di non costruire portaarei, bombe atomiche, cannoni oltre la gittata di 30 km, 200 caccia bombardieri, 200 carriarmati, ecc. ecc. ecc., non parlo dei territori persi, perchè la lista è molto lunga. (nonostante, alla commemorazione del 25 aprile, mi corregga se sbaglio, a p. zza venezia lei abbia affermato che dopo il 43 l'Italia era considerata tra le forze vincitrici) ; aggiungo io, a parole, ma di fatto la "zeppa ce la siamo presa tutta". anche se siamo entrati, e facciamo parte della Nato, alla luce della breve sintesi appena esposta, quando trattiamo con i nostri patner europei dei temi internazionali, ho sempre l'impressione che a noi italiani ci guardino dall'alto in basso, e senza dirlo palesemente, ci siamo beccati "questo calice "amaro e queste sono le conseguenze, anche se sono trascorsi più di 70 anni, per fare un'esempio, la Francia a le sue portaaerei, e per avere un po di chiarezza, anche siamo nella Nato, ma i divieti e le restrizioni dell'epoca sono ancora validi al 100/100, o c'è stato qualche alleggerimento, di cui noi non ne sappiamo nulla! ? Se riterrà valido l'argomento, la prego di rispondermi se e quando. Distinti saluti.

Lunedì 27 aprile 2020 11:43:46

Buongiorno signor Mieli, apprezzo moltissimo il suo programma 'passato e presente' e il suo stile ma vorrei suggerirle di modificare il ruolo e l'atteggiamento dei giovani storici intervistati apportando la seguente modifica: che guardino nella telecamera rivolta al pubblico o lei quando rispondono e che siano meno preimpostati nelle risposte, dato che lo stile e il contenuto della sua trasmissione sono eccellenti, basterebbe apportare questa modifica per renderla completa.
Inoltre, mi piacerebbe tantissimo avere questa trasmissione come corso di storia rivolto a tutti (qualcosa di montanelliana memoria, a cui so che lei è legato e per questo la apprezzo ancora di più) con una sequenza cronologica dal tempo dei greci all'Italia contemporanea.
Grazie

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