Messaggi e commenti per Paolo Mieli - pagina 5

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Frasi di Paolo Mieli

Mercoledì 20 gennaio 2021 16:05:23

Letalità Covid Italia


Gent. Dott. Mieli, seguo con grande interesse il Suo programma di storia trasmesso su Rai Tre, e La stimo come storico e politologo.
Stamattina ho ascoltato, su Rai24, un Suo commento sul discorso di Conte al Senato, in cui il Premier avrebbe detto diverse sciocchezze, tra le quali l’aver equiparato i decessi in Italia e in Germania.
In realtà mi è parso che Conte non volesse dire che i numeri dei decessi fossero uguali, ma che la letalità fosse la stessa: e questo è vero. Infatti, se si trascura il periodo dall’inizio della pandemia alla fine di agosto, in cui il numero dei tamponi effettuati sono stati ridicolmente bassi (poco più di 200. 000), emerge che:
- nel periodo dal 1^ settembre 2020 al 18 gennaio 2021 abbiamo avuto, nel nostro Paese, 2. 128. 888 casi riscontrati e 47. 071 decessi (dati che si possono agevolmente ottenere dal sito della Protezione Civile) ;
- tutto questo corrisponde ad una letalità al più del 2, 2%, che è circa pari a quella della Germania, come correttamente detto da Conte.
Detto questo, è senz’altro vero che in Italia la mortalità (percentuale dei decessi rispetto al numero di abitanti) è stata più alta che nella maggior parte dei paesi europei, ma questo è facilmente riconducibile alla precocità con cui il nostro Paese è stato colpito: per fare confronti corretti dovremmo fare i conti alla fine di questa pandemia.
Infine vorrei dire che troppe volte ho assistito, in TV, a sproloqui di giornalisti e politici che, sfruttando la delicatezza dell’argomento “vittime”, hanno attaccato il Governo (che, sia chiaro, di errori ne ha commessi tanti) sostenendo loro delle falsità, o per cinico calcolo politico/mediatico, o per assoluta incompetenza.
Poiché La considero persona di spessore culturale è intellettualmente onesta, mi auguro di continuare a sentire da Lei sempre più cose interessanti, e Le auguro di mantenere sempre “la giusta distanza” dai fatti.
Con stima, cordialmente,
Ugo Lodato

Martedì 19 gennaio 2021 13:52:44

[Storia pensioni]

Buongiorno dottor Mieli.
seguo con piacere il suo programma Passato e Presente.
In tanti anni ho sempre sentito che le pensioni le ha portate Mussolini e anch'io vi avevo. Navigando in Internet ho scoperto che in Italia sono nate nel 1895.
Ben lontano dal 1922, anno di inizio governi fascisti.
Le chiedo se possibile fare una trasmissione di Passato è Presente dedicata alle pensioni in Italia.

Lunedì 18 gennaio 2021 12:28:13

Faccio parte di quel 30% di italiani che hanno capito questa crisi: guardiamo ai fondamentali


Caro Mieli,
Faccio parte di quel 30% di italiani che hanno capito questa crisi (ammesso che ci sara' una crisi). Io non guardo a questi screzi tra Ego, li lascio ai professionisti della politica. Io preferisco adottare un’ottica di lungo termine, e guardo quindi ai fatti. E i fatti sono questi:

- nel merito, il governo attuale e' inadeguato: ha gestito male l'emergenza pandemica (una cosa su tutto il resto: questa estate ha tradito il patto fatto con gli italiani durante la prima ondata) e sta gestendo male l'emergenza economica (ritengo impossibile che una coalizione tra 5S e PD possa dare all'Italia quella sterzata che servirebbe per tornare a crescere dopo 20 anni!) ;
- nei modi, non si puo' ritardare un ricambio democratico di governo con la scusa della pandemia: del resto anche Olanda e Germania quest'anno avranno elezioni, e quindi campagne elettorali e probabilmente un cambio di governo in piena pandemia.

Il problema di questa possible crisi non sta quindi ne' nel merito ne' nei modi: sta semmai nell'atavica mancanza di un'alternativa seria, cioè di quella che io chiamo una destra pragmatica, illuminista ed europea, che abbia al centro dell’attenzione l’impresa come motore di creazione di ricchezza per tutti. Questa mancanza, insieme all'inadeguatezza culturale della sinistra, sono a mio avviso figlie dall'incapacita' del sistema di selezionare opportunamente la classe dirigente. Questo e' un problema strutturale italiano, per risolvere il quale io proporrei l'obbligo per chiunque voglia diventare deputato o senatore di superare un corso di studi ed un esame durissimi, alla stregua di quanto gia' esiste per selezionare il personale diplomatico.

Coraggio, abbiamo un paio d'anni prima delle prossime elezioni!
Grazie per aver letto questa mia e della sua eventuale opinione.

Domenica 17 gennaio 2021 17:56:11

[Mezz'ora in più del 17 01 2021]

Buonasera, che brutta figura da Lucia Annunziata! Renzi l'ha sovrastata, non è riuscito a farsi rispondere da una persona incoerente "senza parola né faccia".
Da storico ricorderà la frase di non molto tempo fa "se perdo vado a casa". Cordiali saluti

Domenica 17 gennaio 2021 17:35:49

[Sempre obiettivo e saggio]

Complimenti dr. Mieli per la Sua saggezza e imparzialità nelle trasmissioni di approfondimento politico, qualunque siano le emittenti e le... conduttrici ! Grazie

Mercoledì 6 gennaio 2021 20:38:39

[Trasmissione odierna di "Passato e presente"]

C. a. Dott. Paolo Mieli
Come ha detto giustamente, "una delle più affascinanti puntate".
Vorrei segnalare dei lavori di interesse per gli studiosi presenti in relazione alle tematiche che avete trattato:
-Maddalena Mazzocut-Mis, "Mostro. L*anomalia e il deforme nella natura e nell'arte", Milano, Guerini e Associati, 1992;
-Maddalena Mazzocut-Mis, "Deformazioni fantastiche", Milano, Mimesis, 1999
-Tziana Carena, "Critica della ragion poetica di Gian Vincenzo Gravina", Presentazione di Maddalena Mazzocut-Mis, Milano, Mimesis, 2001 (vincitore del "Premio Gravina" 2002).
Gian Vincenzo Gravina, giurista della "Sapienza" di Roma, fine conoscitore dell'arte, in particolare dell'estetica, padre adottivo del poeta Metastasio, fondatore dell'Accademia Arcadia, ha dedicato particolare attenzione alla facoltà dell'immaginazione e al vero, al falso e al verosimile. Winckelmann scrive, in una lettera del 9 giugno 1762, di "preferire la "Ragion poetica" a tutti gli scritti di estetica. " E sulla poesia Vincenzo Gioberti ("Del rinnovamento civile d'Italia" (1851), Bari, Laterza, 1912, vol. I, p. 69) ha scritto: "La filosofia, cima della scienza, è il tirocinio dell'intelletto e dell'anima, nel modo che la poesia, fiore della letteratura, è la disciplina dell'immaginativa e dell'affetto. La loro parentela nasce di qui nonostante le molteplici dissomiglianze. "
Colgo l'occasione per porgerLe le mie congratulazioni per la trasmissione da Lei condotta e che seguo assiduamente.
Tiziana C. Carena

Lunedì 4 gennaio 2021 17:28:57

Libro sulle famiglie ebree nascoste dal '43 al '45 in un paesino del bergamasco


Gentilissimo dottor Mieli,
mi chiamo Aurora Cantini, poetessa e scrittrice di Aviatico, Orobie Bergamasche.
In occasione del 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, vorrei sottoporre alla sua attenzione il libro
"Un rifugio vicino al cielo", la storia vera di 5 famiglie italiane di religione ebraica e dei loro bambini nascoste dal 1943 al 1945 in alcune case del paesino di Ama, piccola frazione del comune di Aviatico, Orobie Bergamasche, tra perquisizioni e sfollati, sulla base della testimonianza diretta di Giuditta Maria Usubelli, che non ha mai dimenticato la sua amica di infanzia Elsa Iachia e i suoi fratelli e cugini. È la storia di una fuga (verso la Svizzera) e di un ritorno (verso casa), di un amore grande per la vita e di un intero paesino con i suoi abitanti che divenne culla e rifugio per 16/17 persone in fuga dalla guerra, dall’orrore, dalla Shoah.

Erano circa cinque famiglie legate da parentela che abitarono nelle case messe a loro disposizione da alcuni paesani, a loro volta imparentati. Di quelle famiglie e di quei bambini oggi sono rimasti pochi sopravvissuti ormai anziani, i quali, grazie ad una meticolosa ricerca, si sono messi a disposizione per riuscire a ricostruire, anche solo parzialmente, le vicende di cui sono stati protagonisti, fornendo fotografie e documenti preziosi.
Una storia tragica eppure ricca di valori e di coraggio, nata e cresciuta germogliando da semplici gesti di solidarietà, generosità e salvezza, fino ad arrivare ad un’amicizia semplicemente autentica. Un affresco corale, dove ha inciso l'aiuto del parroco, della maestra e di molte famiglie del paese, ma anche l'aiuto dei giovani alpini ricercati che, che, seppure loro stessi in costante pericolo di fucilazione, non esitavano a nascondere i bambini ebrei e i loro nonni e genitori nelle grotte sotto il paese alla notizia di un imminente rastrellamento da parte dei nazifascisti.
Per non dimenticare, per dare un segno di speranza. Una storia a lieto fine!
Se la storia e/o il contenuto fosse di vostro interesse sarei davvero onorata di dare il mio contributo
in qualsiasi modalità voi riteniate opportuna.
Rimango a vostra completa disposizione PER L'INVIO DI UNA COPIA DEL LIBRO
così da farvi un'idea.

Mille grazie per la vostra attenzione,
e attendo fiduciosa

Aurora Cantini poetessa e scrittrice di Aviatico

Sabato 2 gennaio 2021 16:33:35

Buon giorno signor Paolo Mieli,
so quanto ama i libri.
Le suggerisco questo titolo:
L' ultimo testimone. Il violino della Shoah e la sua storia
Carlo Alberto Carutti.
Questo è lo smartphone 339-------
Con osservanza
Raffaele Coluccino

Mercoledì 23 dicembre 2020 16:51:37

E se Penelope quella sera avesse mangiato la foglia?


Caro Mieli
Sono un insegnante di italiano alle medie. Da diversi anni ormai quando ho una prima leggo l’Odissea (anche perché è il libro più bello che abbia mai letto, insieme alla Commedia). In particolare mi piace soffermarmi sull’episodio del libro XIX, l’incontro tra Odisseo e Penelope la sera prima della strage. In quell’occasione Penelope chiede ripetutamente ad Ulisse, camuffato da mendicante, il suo nome e le origini. Ulisse tergiversa e poi abilmente mescola bugie e verità. Penelope gli crede ma ad un certo punto nel chiamare Euriclea: “e certo Odisseo ormai così è nelle gambe, così nelle braccia; in fretta nella sventura i mortali s’invecchiano” (vv. 358-360). Dopo il riconoscimento di Euriclea i due si parlano ancora e Penelope ormai dispera di rivedere lo sposo, ma lui la esorta a tenere duro. Alla fine improvvisamente (vv 570 e seg.) lei annuncia che l’indomani farà la sua scelta tramite la gara dell’arco e lui risponde: “non ritardarla più ormai questa gara…” (v584) e così si lasciano.
Ora, la mia domanda è: ma non è che Penelope ha mangiato la foglia? So benissimo che questo nel testo non c’è, ma non poteva aspettare qualche giorno ancora come diceva Odisseo? E poi proprio con l’arco! Io mettendomi nei suoi panni, se dopo 20 anni mi arrivasse in casa uno che mi descrive per filo e per segno la fibbia del vestito che portava un altro quando era partito direi: “mmm qui gatta ci cova”. Ripeto, so che nel testo non c’è, ma sarebbe proprio una forzatura così grave immaginare che Penelope abbia capito tutto e che proprio per questo si sia comportata in quel modo? Mi pare che anche lo sceneggiato di Franco Rosi (quando la Rai era la Rai…) fosse su questa linea.
E anche se fosse una forzatura, non sarebbe bello? Quanto spessore psicologico acquisterebbe Penelope? Tra tutte le donne dell’Odissea diventerebbe gigantesca: “Ah sì? Sei Etone da Creta? Bene, domani per cominciare mi fai le pulizie in casa (e ti do io la scopa), poi io e te parliamo…”. D’altro canto Ulisse non ha mica sposato una qualunque, no? E quanta modernità acquisterebbe il poema, se ancora ce ne fosse bisogno?
Quando chiedo ai ragazzi di mettersi nei panni di Ulisse alcuni dicono che avrebbero fatto lo stesso, altri che si sarebbero rivelati, ma le ragazze nei panni di Penelope si inorgogliscono tutte e la vedono come me.
Le rivolgo un caro saluto carico di stima e gratitudine per “passato e presente” che guardo con piacere appena ne ho l’occasione

Mercoledì 23 dicembre 2020 12:59:31

Buongiorno, voglio semplicemente ringraziarla per la trasmissione quotodiana di rai 3 alle ore 13. 15 dove Lei mi tiene compagnia da mesi e mi ha dato la possibilità di imparare tanta storia! ! La ringrazio molto per la Sua professionalità e la Sua maniera sempre molto gradite. Un saluto e complimenti di cuore.

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