Biografie

George Stephenson

George Stephenson
George Stephenson nelle opere letterarie Libri in lingua inglese

Biografia

George Stephenson è l'ingegnere inglese considerato il padre della ferrovia a vapore in Gran Bretagna. Nasce il 9 giugno 1781 nel Northumberland (Inghilterra), a Wylam, a 15 chilometri da Newcastle upon Tyne, secondo figlio di Robert e Mabel. Pur avendo genitori analfabeti, comprende l'importanza dell'istruzione, e così a partire dai diciotto anni di età studia in una scuola serale per imparare a leggere e scrivere e conoscere l'aritmetica.

Nel 1801, dopo un primo impiego come mandriano, inizia a lavorare al Black Callerton Colliery, la Società Mineraria in cui lavora il padre, in qualità di manutentore dei macchinari per l'estrazione minerale e delle gallerie; l'anno successivo si sposta a Willington Quay e si sposa con Frances Henderson.

Nel 1803, mentre lavora anche come riparatore di orologi per incrementare i guadagni, diventa padre di Robert; l'anno seguente si trasferisce con la famiglia a West Moor, vicino a Killingworth. Dopo la morte per tubercolosi della moglie Frances, George Stephenson decide di trovare lavoro in Scozia; lascia, quindi, il figlio Robert con una donna del luogo e si reca a Montrose.

Tornato dopo alcuni mesi anche a causa di un incidente sul lavoro occorso al padre, diventato cieco, si offre di aggiustare la locomotiva di High Pit, che non funziona in maniera corretta: il suo intervento è tanto utile che viene promosso responsabile per il mantenimento e la riparazione dei motori nelle miniere di carbone.

Nel giro di breve tempo, diviene esperto di macchinari a vapore. A partire dal 1812, inizia a costruire motori a vapore: ogni settimana porta a casa qualche motore per smontarlo e cercare di capirne il funzionamento. Due anni più tardi progetta la sua prima locomotiva: soprannominata Blucher, è caratterizzata da un motore semovente in grado di rimorchiare trenta tonnellate di materiale con un carico solo.

Evidentemente destinata al trasporto di carbone in miniera, essa è la prima locomotiva munita di un sistema di adesione alle rotaie con ruote flangiate, che serve a far sì che le ruote non perdano il contatto con le rotaie: dal contatto stesso, per altro, dipende la trazione. Blucher rappresenta il primo esempio di tale tecnologia: anche per questo George Stephenson verrà ritenuto il padre delle ferrovie a vapore britanniche.

Non solo ferrovie, comunque: nel 1815, per esempio, egli sviluppa un progetto di lampada di sicurezza per minatori, la cosiddetta Georgie Lamp. Negli anni successivi costruisce altre sedici locomotive: lo scartamento ferroviario impiegato, con la misura di 1435 millimetri, in seguito rappresenterà lo standard per molte ferrovie mondiali.

Con il passare degli anni, la fama di Stephenson cresce, al punto che egli viene chiamato a progettare una linea ferroviaria di tredici chilometri, nella quale la locomotiva costituisce la forza motrice solo in salita o nei tratti pianeggianti, mentre nei tratti in discesa viene sfruttata l'inerzia. Nel 1820, ormai divenuto benestante, a Newburn sposa Betty Hindmarsh (il matrimonio, però, non produrrò mai figli).

All'inizio degli anni Venti dell'Ottocento, il direttore della compagnia che si occupa della progettazione della ferrovia tra Darlington e Stockton incontra George Stephenson e con lui decide di modificare il progetto iniziale, basato sul ricorso a cavalli per trainare i carrelli con il carbone: nel 1822, quindi, prendono il via i lavori, ed entro il 1825 George porta a termine la prima locomotiva (inizialmente chiamata Active, viene poi ribattezzata Locomotion), che il giorno dell'inaugurazione - il 27 settembre del 1825 - percorre quindici chilometri alla velocità di trentanove chilometri orari con un carico di ottanta tonnellate di farina e carbone, e con lo stesso Stephenson alla guida.

Durante la lavorazione di tale progetto, l'ingegnere di Wylam nota come la velocità dei suoi motori sia rallentata da una salita anche leggera: da ciò deduce la necessità di costruire vie ferrate in zone il più possibile pianeggianti. Sulla base di tale convinzione, elabora i progetti della ferrovia tra Leigh e Bolton e della ferrovia tra Liverpool e Manchester, progettate su viadotti in pietra o in trincea.

La ferrovia tra Liverpool e Manchester, tuttavia, non viene bene accolta in Parlamento, complice l'ostilità di alcuni proprietari terrieri, e pertanto deve essere nuovamente progettata: il nuovo percorso pensato da Stephenson attraversa anche la torbiera di Chat Moss, ennesima intuizione felice dell'ingegnere britannico.

Nel 1829, poi, George partecipa alla gara d'appalto per decidere a chi affidare la costruzione delle locomotive della compagnia ferroviaria: la sua locomotiva Rocket, progettata insieme con il figlio Robert, suscita l'entusiasmo di tutti. La linea viene inaugurata il 15 settembre del 1830 con grandi festeggiamenti, funestati solo in parte dall'arrivo della notizia del primo incidente ferroviario della storia.

Ciò non impedisce a Stephenson di vedere accresciuta la propria fama, al punto che numerose offerte di lavoro gli giungono da parte di diverse linee. Nei primi anni Quaranta si occupa dell'espansione della linea North Midland Railway, con la collaborazione del magnate George Hudson; poi, nel 1847, viene eletto presidente dell'appena nata Institution of Mechanical Engineers. Nel frattempo, morta Betty nel 1845, si sposa per la terza volta l'11 gennaio del 1848 nella St. John's Church di Shrewsbury, nello Shropshire, con Ellen Gregory, figlia di un fattore del Derbyshire che era stata la sua domestica.

Dedicatosi alle sue proprietà minerarie nel Derbyshire (investe molto denaro nelle miniere di carbone scoperte durante la costruzione dei tunnel della North Midland Railway), George Stephenson muore a Chesterfield il 12 agosto 1848 all'età di sessantasette anni per le conseguenze di una pleurite: il suo corpo viene seppellito nella Holy Trinity Church locale, accanto a quella della sua seconda moglie.

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