Messaggi e commenti per Alberto Angela - pagina 13

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Venerdì 13 marzo 2020 01:04:19

COVID -19. PERCHÉ IL NOSTRO POPOLO HA PERSO IL SENSO DELLA VITA
Non ho mai avuto paura della morte perché non posso avere paura dell’inevitabile. Mi preoccupo solo di lasciare memoria del mio pensiero, piaccia o non piaccia, ai miei cari. Ho sempre amato la vita perché non ho mai avuto paura della vita. Ho sempre amato la Natura perché non ho mai avuto paura della Natura. È la Natura la madre di tutto, come potrei mai averne paura? Ci dà la vita, ce la toglie. È la sua legge. E io non ho paura delle sue leggi, mi fido della Natura. La Natura non ci ha dato la vita perché noi uomini la sottomettessimo alle nostre leggi ma perché noi ci adattassimo al meglio alle sue leggi. È stato così che siamo riusciti ad adattarci alla natura molto meglio di ogni altra specie vivente e siamo arrivati, nel corso di milioni di anni, in cima. Arrivati in cima, però, abbiamo cominciato lentamente, inesorabilmente a maturare quel senso di onnipotenza per cui oggi bramiamo sottomettere la Natura alle nostre leggi senza aver capito che ciò è fatale. Perché più un Popolo sarà bramoso di ciò, prima si estinguerà. Perché la Natura non fa sconti. Perché la Natura può assecondarci nei nostri sforzi tutti protesi a vivere e sopravvivere ma non perdona se si supera il confine che la Natura stessa ha definito.
Taluni popoli hanno perso il senso della vita.
La Natura ci fa nascere, ci fa crescere, ci fa diventare uomini, ci fa vivere. Siamo l’energia che ci ha dato, a chi di più e a chi di meno, energia che può diventare straordinaria quando cresciamo in un ambiente ricco di stimoli positivi. Per molti anni portiamo con noi questa energia illudendoci di non perderla mai. Poi la Natura comincia però, piano piano e ineluttabilmente, a toglierci questa energia. La nostra schiena si curva, perdiamo il nostro passo fermo, diventiamo incerti e ciò che i nostri occhi vedono sembra ogni giorno sempre più appannato perché troppo lontano o troppo vicino. I batteri e i virus cominciano ad aver la meglio su di noi e ci ammaliamo con sempre più cagionevole resistenza. Giorno dopo giorno il nostro corpo non è più quello di prima. Cambia, ci delude, abdica come fosse chiamato dalla forza di gravità della madre Terra che ci dice: vieni qui, ti aspetto, è l’ora, hai finito il tuo tempo.
Noi però abbiamo imparato a non ascoltare questo richiamo. Ci rifiutiamo. È la nostra bramosia di sottomettere la Natura. Ai primi richiami diciamo alla Terra “Aspetta un po’, non sono pronto adesso” e corriamo a lenire il dolore e a prenderci cura di noi. Ai successivi rispondiamo ”Aspetta, aspetta, arrivo più tardi” e ancora corriamo a lenire il dolore e a prenderci cura di noi. Agli ultimi richiami rispondiamo “Scusami ma arrivo tardi, molto tardi anzi il più tardi possibile” e ricorriamo nuovamente a lenire i nostri dolori e a riprenderci cura di noi ancor più con spasmodica ostinazione se possibile.
“Aspetta un po’, non sono pronto adesso” è giusto. Perché la Natura è giusto che aspetti, deve avere pazienza, ci siamo guadagnati una vita più lunga grazie agli sforzi sovrumani che abbiamo fatto per sopravvivere in questi milioni di anni.
”Aspetta, aspetta, arrivo più tardi” è anche giusto. Perché dopo i tanti sacrifici che abbiamo fatto negli ultimi millenni per migliorare la nostra vita, la Natura è giusto faccia almeno uno sforzo in più e ci assecondi con rinnovata pazienza.
“Scusami arrivo tardi, molto tardi anzi il più tardi possibile” non è giusto. Perché la Natura, in questo caso, non perdona. Abbiamo superato il confine che essa stessa ha definito. Perché la Natura ci ha creato per VIVERE in coscienza e NON SOPRAVVIVERE semi incoscienti in un corpo logorato dagli anni, con la mente corrosa, costretto in un letto a ingoiare pillole, invaso da flebo e ossigeno.
Il nostro Popolo, ormai da decenni, ha imparato a gridare alla Natura “Scusami arrivo tardi, molto tardi anzi il più tardi possibile”. E lo gridiamo anche se a stento riconosciamo i nostri figli e noi stessi, anche se la nostra voce è poco più di un flebile lamento, anche se non siamo più assolutamente in grado di produrre il frutto tra i più belli della vita: quello di insegnarla, grazie alla nostra esperienza e conoscenza, ai nostri cari e a chi ci vuole ascoltare.
Il nostro Popolo è sempre più curvo, incerto, appannato. È vecchio. Ed è sempre più aggrappato a un camice bianco, a una fleboclisi, a un letto bianco dal quale si alza sempre meno spesso.
Il nostro Popolo ha imparato ad avere un profondo rispetto per chi ricorda la sua gioventù come se l’avesse vissuta ieri. Ma nel rispettarlo così profondamente, è andato oltre. Troppo oltre. E il troppo non esiste in Natura perché esiste sempre un limite, un confine. Anche l’Universo ha i suoi confini.
Il nostro Popolo non fa figli perché non c’è spazio per i nostri figli, non c’è spazio per i nostri giovani. Quello spazio è adesso occupato dagli anziani. Il nostro Popolo lo sa, lo ha capito da anni, e lo accetta. Sono infatti importanti le Pensioni, è importante una Sanità in gran parte impegnata per le persone anziane, una Sanità protesa a mantenere in vita, costi quel che costi, colui che ha un passato ma non un futuro. Queste sono le cose davvero importanti per il nostro Paese. Il Politico di turno le ha ripetute talmente tante volte che il Popolo ha finito col crederci. Del resto quel che importa al politico sono i 14 milioni di elettori over 65 anni, questo è il suo interesse. Quindi poco importa degli asili-nido, di scuole fatiscenti, di Università senza risorse, di strutture sportive insufficienti, di stage fantasma, di Imprese che creano nuovi posti di lavoro per i giovani. Queste cose possono passare in secondo piano. E il nostro popolo se ne è fatta una ragione. E non fa figli.
Il nostro Popolo ascolta il Politico che dice “Proteggiamo i nostri nonni” dal Covid-19 e lo applaude. È giusto così, ha ragione. Così come lo applaudono tutte le nostre TV e i giornali. Poco importa se per salvare i nostri nonni fermiamo il Paese, rischiamo una crisi economica senza precedenti e mettiamo a repentaglio i nostri stessi posti di lavoro, le nostre famiglie, i nostri figli, il nostro futuro. Poco importa, la priorità è salvare i nonni. E applaudiamo.
Il nostro Popolo ascolta che è pandemia mondiale del virus, lo dice l’OMS, lo dice la voce più autorevole del mondo in materia di sanità. Allora applaude ancor di più il nostro politico insieme a TV e giornali. Poi guarda gli altri Paesi europei e gli americani, e non riesce a spiegarsi perché il politico straniero non prenda a esempio le rigide misure adottate dal nostro politico così applaudito. Proprio non se lo spiega. Gli altri Paesi chiudono al massimo le scuole, le università, gli stadi, danno suggerimenti sul come lavarsi le mani, sulla distanza ed eventuale mascherina. Ma nella sostanza nulla di più, nulla di più di quanto il nostro popolo non abbia già visto anni addietro in occasione di altri virus contagiosi. E quando sente il Leader straniero parlare di coraggio e che il suo popolo sarà più forte del virus, non lo capisce. Non può capirlo perché il virus gli fa paura, troppo paura, ne ha terrore. E quando sente il Premier inglese che dice “Sarò onesto con voi, molte famiglie perderanno i loro cari anziani” il nostro Popolo inorridisce. Non capisce, non può capire il perché gli altri Paesi sembra non si preoccupino poi così tanto di questo virus, dei loro nonni, di chi è oltremodo cagionevole, di chi è già molto malato; e si chiede il perché non li difendano dal Covid-19 come ha fatto il nostro applaudito politico: con draconiano spirito e fermezza, con misure drastiche, con zone rosse e il veto di uscire da casa.

Tutto ciò mentre la Natura osserva, osserva e lascia fare. Perché sa che il destino di un Popolo è già segnato se questo non rispetta le leggi da essa dettate. Quelle leggi che un popolo dovrebbe sempre ricordare, mai dimenticare. E tra queste leggi, tra le più importanti, vi è quella del ruolo che la Natura ci ha assegnato ad ogni età. Anche il ruolo di congedarci dalla vita quando l’età è quella scandita dalla Natura. Sovvertire tale legge è fatale, significa l’estinzione. E il nostro Popolo la sta sovvertendo da tempo con lucida e pervicace ossessione.
Anselmo Petraroli

Giovedì 12 marzo 2020 09:58:42

Gentilissimo sig. Alberto, ci tenevo a complimentarmi con lei e, in primis, con suo padre per i vostri videomessaggi su questa nuova pandemia. Come sempre, ognuno di voi, seguendo il proprio stile e applicando le proprie competenze, ha saputo trasmettermi, ancora una volta, delle emozioni che vanno al di là del contenuto del messaggio stesso. Sono cresciuta a pane e Quark (grazie ai miei genitori!!!) e posseggo tutti i vostri libri (suoi e di suo padre) e sono lieta di possedere, grazie a voi, questo grande (seppure mai abbastanza) patrimonio culturale/scientifico, Grazie infinite e spero di poterla incontrare un giorno, insieme a suo padre, magari quando tutto questo sarà passato e raccontato in un altro di quei vostri meravigliosi volumi... A presto e buona permanenza a casa. Elena Villella

Lunedì 2 marzo 2020 18:26:10

Gentile Dott. Angela, utilizzo questo strumento di comunicazione per chiederle se è disponibile a partecipare alla cerimonia di consegna del prestigioso premio Bellini che le è stato assegnato da una speciale commissione. Personaggi del mondo della cultura che hanno ricevuto il premio nelle ultime due edizioni sono Giancarlo Giannini e Michele Mirabella. Il premio sarà consegnato il prossimo 5 aprile al Teatro Massimo "V. Bellini" di Catania. La prego di confermare la sua disponibilità nei tempi più brevi.

Filippo Drago
Professore Ordinario di Farmacologia Clinica
Università degli Studi
Catania

Tel. +39 095--------
Cell. +39 340 -------

Domenica 1 marzo 2020 16:18:52

Dopo circa 70 anni di negazione sull'argomento, adesso, timidamente, gli Stati Uniti hanno ammesso anche con video l'esistenza di ufo. Ovviamente sappiamo che gli archivi della NASA, CIA, FBI sono pieni di prove sull'esistenza di civiltà aliene, che ci sono sempre state tenute segrete.
Chiedo ad Alberto Angela se se la sente di aprire una pagina di divulgazione sull'argomento.
Grazie
Alessandro Di Ventura

Sabato 22 febbraio 2020 00:34:58

Buonasera. Vivo ad Altamura ma sono originario di Gravina in Puglia, che Lei ha visitato non molto tempo fa. Proprio nei dintorni di Gravina ho trovato quello che a me sembra un fossile ma sul quale gradirei un Suo parere. Ne ho scattato delle foto e vorrei inviargliele. Mi invia cortesemente un Suo recapito e-mail ?
Grazie e buon lavoro.

Giovedì 20 febbraio 2020 13:01:35

Buongiorno,
sono Adelaide Cicala e abito a Formia, seguo da molto tempo e apprezzo tanto le Sue belle e interessante trasmissioni televisive. vorrei cortesemente chiedereLe se può, in una di queste trasmissioni, parlare del Museo di Piana delle Orme di Latina.
I 6 padiglioni che riguardano la II guerra mondiale sono di una grandiosità unica al mondo e meritano di essere conosciuti.
Nella speranza che questa mia richiesta sia da Lei positivamente accolta, con molta stima e gratitudine Le invio i miei più Cordiali Saluti.
Adelaide Cicala
via -------, 2
04023 Formia (LT)
Tel. : 077-------

Domenica 16 febbraio 2020 18:29:04

Buonasera Alberto, le scrivo a nome del Gruppo di Lettura LAB Donne di Gioia Tauro (RC), avremmo piacere potesse essere presente, nel nostro controverso e difficile territorio devastato dal malaffare, dalla n'drangheta, dalla povertà nella Giornata Internazionale della Donna l'8 marzo per un incontro pubblico con la cittadinanza patrocinato dal Comune di Gioia Tauro.
La nostra città ospita il Porto Hub del Mediterraneo (spesso crocevia di sostanze stupefacenti) porto naturale che ospitò nel VII sec. a. C. i fondatori di questi siti archeologici..
La sua presenza ricca di conoscenza e di sobria notorietà potrebbe regalarci una "boccata d'aria fresca".
Attendiano con ottimismo la sua cordiale risposta..
Sarebbe ovviamente nostro ospite..
Osiamo sperare
Grazie

Sabato 15 febbraio 2020 15:39:04

Buongiorno, le scrivo da parte di mio figlio Matteo di 8 anni. Le facciamo in primo luogo i complimenti per tutte le trasmissioni che ha condotto da solo r con suo padre e per i libri che ha scritto. Io fin da bambino Vi seguo grazie ai miei genitori. Mio figlio è rimasto affascinato dal popolo Egizio dopo la visita al museo Egizio di Torino l'anno scorso. La seguiamo con affetto e ammirazione. Un saluto

Sabato 15 febbraio 2020 12:10:37

Sono il. prof. Guseppe Ingrassia dell 'Univ. di Palermo.. Come docente di Statitica economica ma anche come Officier distrettuale dei LIONS SICILIANI. mi sono sempre occupato di indagare su Turismo Beni culturali e crescita dell occupazione giovanile in Sicilia, (per i noti problemi legati al gap economico e alla fuga dei cervelli dalla nostra Isola drlle Meraviglie. .) Pertanto il prossimo mese di Aprile in occasione della giornata " LIONS E UNESCO SICILIA per i giovani" a nome del Gov. del distretto Sicilia desidero inviitarla a Palermo per condurre una tavola rotonda presso LO STERI sede del. Rettorato o l 'Aula Magna Facoltà di Economia il giorno in cui lei ha disponibilita.. Saranno presenti il Rettore e personalita istituzionali comunali e regionali oltre a studenti universitari e a Lions siciliani.. Attendo riscontro e la ringraxio anticipatamente. Giuseppe Ingrassia.

Lunedì 10 febbraio 2020 12:47:51

Egregio Prof Angela,

Le scrivono:
- il Prof. Giovanni Carbonara, Direttore della Scuola di Restauro Monumentale dell'Università La Sapienza, Roma,
- il Prof. Architetto Giovanni Bulian che ha sempre svolto importanti ruoli progettuali e nella pubblica amministrazione tra cui essere stato Soprintendente per i Beni Architettonici a Siena.

I beni dell'immenso patrimonio della nostra eredità di beni culturali costruiti, compreso quello archeologico, vanno conosciuti e tramandati alle generazioni future.
Lei, con la sua stupenda attività divulgativa lo fa. Lo stesso abbiamo fatto e cerchiamo di fare noi nel nostro quotidiano.

Ma ciò necessita che i beni siano in stato il più possibile integro, il che richiede che siano costantemente restaurati.

Sotto questo aspetto, e connesso al perseguimento del nostro comune intento, portiamo alla sua conoscenza che nel 2008 è stato pubblicato un fondamentale contributo scientifico per un efficace Restauro Architettonico dei nostri beni.

Detto contributo è di aver dimostrato scientificamente che non è la "umidità" la responsabile dei danni al materiale di cui sono costituiti i nostri monumenti (come spesso ancora purtroppo generalmente identificata), ma bensì è la presenza di cristalli di sali dannosi nelle loro superfici a causare la perdita del bene, e che la errata tesi della colpevolezza dell'umidità, che seppur è anche sempre presente, è figlia di una cultura rimasta quella degli anni '80!

L'autore di questo contributo è l'arch. ing Edgardo Pinto Guerra nel 2008 con il suo volume: Risanamento di murature umide e degradate. Sintomi, Cause, Rimedi, Soluzioni progettuali. Editore. D. Flaccovio Palermo. 5a edizione prevista per Giugno 2020.

Noi abbiamo sempre creduto al messaggio, e lo abbiamo applicato:
Il prof. Carbonara ha scritto la presentazione del libro del Edgardo, ed io ho usato il concetto quando ero Soprintendente ai Beni Architettonici a Siena,
MA abbiamo purtroppo costatato che nei 12 anni trascorsi dalla pubblicazione del libro gli organi istituzionali preposti alla tutela ed al restauro dei nostri beni culturali, invece di riconoscere ed implementarne l'importanza, hanno nella pratica ignorato il messaggio del tutto.

Da ciò questo nostro appello al suo appoggio per realizzare il nostro di intento comune al fine di conservare il nostro patrimonio culturale costruito. Forse di intervistare Edgardo Pinto Guerra per una presa di coscienza da parte di addetti ai lavori allorquando si occuperà di monumenti nelle sue trasmissioni a carattere scientifico-divulgativo? Veda lei.
Allo stesso modo, naturalmente anche noi siamo ugualmente disponibili.

Tra l'altro, il libro di Edgardo è stato anche apprezzato a livello internazionale. Infatti, nel 2009 il Prof. Eric Doehne del Getty Conservation Institute, curatore della seconda edizione del importantissimo volume di peso internazionale "Stone Conservation, an Overview of current research. 2011", testo che viene pubblicato ogni 10 anni dalla Fondazione Getty, lo onora sottoponendogli la bozza del testo al quale sta lavorando. Poi, nel volume stesso Edgardo Pinto Guerra è l'unico autore italiano vivente ad essere citato specificatamente con titolo, nome e cognome (oltre che, come tutti, nella Bibliografia naturalmente

Un grazie, anche da parte di tutte le straordinarie bellezze in costante pericolo di cui il nostro paese è stracolmo.

Giovanni Carbonara
Giovanni Bulian

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