Messaggi e commenti per Bruno Vespa - pagina 3

Messaggi presenti: 381

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Lunedì 20 aprile 2020 19:24:26

Finché muoiono i medici non c'è speranza. Chi più di loro sa come comportarsi al contatto. O le regole non sono sufficientii, o il materiale loro dato non è efficace o non ci abbiamo ancora capito niente

Lunedì 20 aprile 2020 19:02:42

CORONAVIRUS ED ULTRASETTANTENNI

A parte l’articolo dell’insigne giurista Prof. Vladimiro Zagrebelsky, fratello dell’ex Presidente della Corte Costituzionale, apparso su “La Stampa di Torino” del 14 aprile 2020 a proposito delle Libertà e della Tutela degli Ultrasettantenni, quello che ho capito da tutto il ciagolare fatto tramite la TV è che il Coronavirus si trasmette con la saliva. Ed allora i nostri Governanti anziché rifornirsi e rifornirci di mascherine, guanti e visiere protettive ci hanno tenuto a casa, chiudendo la stalla quando i buoi erano ormai scappati. Hanno preferito prometterci soldi a debito piuttosto che darsi da fare per rifornire il paese di semplici mascherine che, come la biancheria intima, possano essere lavate e riutilizzate ogni giorno. Ora vogliono applicare la riapertura graduale perché ancora non hanno la mascherina per tutti, mentre l’Economia di questo Paese sta andando a rotoli. E si palleggiano le responsabilità nominando Commissioni su Commissioni, le quali, l’unica cosa che sanno affermare è quella che non hanno la palla di vetro. Pensano a farci tornare a prima dell’Unità d’Italia, alzando barriere regionali, comunali, e chissà forse di quartiere. L’ultima che stanno inventando è quella di tenere a casa gli ultrasettantenni, con la scusa che sono, in base alle statistiche, i più fragili.
E mi spiego.
Chi scrive è della stessa classe di Bruno Vespa e di Gianni Morandi, che sembrano tutt’altro che fragili.
Penso anche a tutti gli artisti ultrasettantenni che compaiono in TV e non sembrano affatto fragili.
Sono morti gli ultrasettantenni più fragili, così come i cinquantenni più fragili.
E pertanto, l’assunto dei nostri governanti, basato su statistiche male interpretate e comunque parziali, si è rivelato errato.
Vi sono sessantenni che per avere fumato tutta la vita o perché si dedicano all’alcool o ad altre droghe sono più fragili di un ultrasettantenne che non ha mai fumato.
Ed allora, che si fa?
Si fa di tutt’erba un fascio, e si fanno le recinzioni per gli ultrasettantenni come se fossero buoi da portare al macello. Si perché, se li si tiene reclusi dentro casa, gli si toglie la motivazione per vivere e li si uccide per inedia ed apatia.
Si presume una fragilità che non esiste o che comunque va accertata di volta in volta.
E ciò per l’incapacità di individuare chi è veramente fragile e si recinta così, con un’alzata di ingegno, tutti gli ultrasettantenni, compreso, tanto per fare un esempio, il Presidente della Repubblica, che ho visto in televisione senza mascherina ad emergenza dichiarata, rendere visita, se non erro, ad una o più scuole.
Ed allora, si chiede, il tampone, e l’esame sierologico, per tutti gli ultrasettantenni (considerati più fragili), che lo vogliono, si da vedere chi è asintomatico, in modo che quelli che non hanno avuto contatto con il virus possano tutelarsi con le mascherine e distanziandosi socialmente.
Ed allora, obbligo di mascherina per tutti quelli che escono da casa, a tutela reciproca, e guanti e visiere protettive per rimettere in piedi questo paese.
Se lo Stato non può fornire mascherine lavabili a tutti ognuno si faccia la propria mascherina lavabile in casa.
Le goccioline di saliva che contengono il virus non passano attraverso una mascherina che può essere lavata con acqua calda, sapone, alcool e qualche detersivo igienizzante.
Mi rendo conto che viaggiare su metro e bus, frequentare ristoranti, stabilimenti balneari, richiede accortezze di distanza e che gli assembramenti sono pericolosi per le probabilità di contagio e che per andare a lavorare bisogna superare i problemi di trasporto e sistemare i bambini, ma ogni imprenditore che voglia ricominciare saprà trovare un accordo con i propri collaboratori, anche a mezzo di turnazioni.
Finiamola con questo clima di resa: tutti a casa perché non sappiamo cosa fare.
Date le direttive, bisogna lasciare il resto all’iniziativa privata.
L’altra trovata è che non ci si può recare alle seconde case, presso gli orti fuori Comune si, ma non a quelli delle seconde case. Altrimenti, si temono assembramenti magari anche senza l’uso delle mascherine. Ma ormai, l’hanno capito tutti che per evitare il contagio bisogna stare distanziati ed usare le mascherine. E si fa presente che, stando a casa, oltre a poltrire, si rischia di infettare i propri parenti, perché almeno una volta a settimana, qualcuno deve pur andare a fare la spesa, o in farmacia, eccetera.
La questione è che non si deve offendere e privare della libertà noi ultrasettantenni considerandoci dei minorati da tutelare. Ed allora, tutti con i guanti e mascherine a lavorare e a ritirare su le sorti del nostro amato Paese.
Viva l’Italia!
Roma, 20 Aprile 2020
Uno qualunque
Massimo Parisella

Lunedì 20 aprile 2020 13:22:02

Segr. dott. Vespa
Mi rivolgo a Lei affinché si faccia portavoce presso i suoi ospiti illustri, medici o politici, dei milioni di over 65 che sono minacciati di stare in quarantena per altri mesi.
Se così fosse moriremo di altra patologia.
Proteggere gli anziani va bene ma ghettizzarli no.
Se proprio qualcuno deve stare a casa ci stia chi ha patologie serie ma no quelli sani che vivo la loro pensione nel miglior modo possibile.
Io ho 70 anni, non prendo un influenza da anni, sono uno sportivo pesco in appena oltre i 20 metri, e come me ce ne sono molti.
Anche lei sarebbe tra questi, veda di non farsi rinchiudere è ancora molto utile a questa società
Grazie per quanto potrà fare, cordiali saluti
Vasco cantini

Domenica 19 aprile 2020 20:49:23

Egregio Dott. Vespa, le scrivo rimettendo a lei la sperando che possa riuscire a far chiarezza ed interessare i suoi ospiti, soprattutto quelli politici su una questione prettamente attuale legata al requisito di esclusività di iscrizione ad una sola cassa, richiesto ai fini dell'erogazione del reddito di ultima istanza (cd. bonus di 600 euro).
Più precisamente, a seguito dell'introduzione dell'art. 34 DL 23/2020 si sono verificati numerosi dubbi interpretativi e moltissime ingiustizie sociali. In particolar modo nessuno ha sottolineato la questione paradossale, secondo cui, salvo integrazione e/o correzioni da parte del Ministro del Lavoro, il reddito di ultima istanza vedrebbe esclusi una parte di lavoratori particolarmente fragile: liberi professionisti co. co. co o co. co. pro. Nello specifico: se un libero professionista con scarso reddito, (molto al di sotto del limite dei 35. 000, 00 previsto dal Decreto), ha un contratto come co. co. co per pochi mesi e per questo motivo risulta iscritto alla gestione separata Inps (sia pure per un arco temporale minimo), allo stato attuale, salvo chiarimenti e/o integrazioni, resterà fuori dal reddito di ultima istanza pur pagando due Casse (quindi maggiorazione contributiva a suo carico a differenza di chi versa in una sola Cassa) e pur avendo un reddito complessivo tra i due lavori al di sotto della soglia prevista dal Legislatore. Mi sembra assurdo nonché ingiusto che da dover/poter avere una doppia protezione si resti addirittura senza alcuna, senza considerare che, trattandosi di contributi versati all’Inps per una manciata di mesi, andranno completamente persi, senza valere da un punto di vista pensionistico.
Inoltre, bisogna considerare, che alcuni lavoratori, come la sottoscritta, raggiungono, considerati entrambi i lavori, meno della metà dei 35. 000, 00 euro richiesti quale requisito di accesso al reddito di ultima istanza.
Non sarebbe stato più giusto ed equo prevedere, invece, che chi versa in due Casse, poteva chiedere il bonus solo ad una di esse e a condizione che i due o più redditi percepiti fossero pari o al di sotto dei 35. 000, 00?
Mi chiedo quindi e vorrei chiedere al Ministro che ha varato detta modifica al testo precedente: che differenza c’è tra un lavoratore che guadagna 35. 000, 00 con un solo lavoro ed uno che raggiunge la stessa somma, o addirittura di meno, con due o più lavori?
Inoltre, pochi mesi di iscrizione e versamento alla Gestione Inps, sia pure nel mese di marzo, è di per sé sufficiente a far venir meno il requisito dell’esclusività di iscrizione alla propria Cassa privata di appartenenza, a cui si versa da anni e da cui si percepirà la futura pensione?
E’ giusto che un libero professionista e co. co. co / co. co. pro / dottorando o comunque iscritto ad altra cassa che ha percepito complessivamente euro 7. 000, 00, perfettamente in regola con i contributi di entrambe le casse (pubblica e privata) resti escluso? Mentre liberi professionisti che hanno guadagnato 35. 000, 00 euro o addirittura 50. 000, 00 euro ed abbiano versato ad una sola Cassa (dunque minore imposizione contributiva) o addirittura non in regola con i contributi ricevano il bonus ? ?
E' ai possibile che nessuno si è accorto di questa profonda ingiustizia nonchè violazione del principio di uguaglianza? Sbaglio o era stato detto nonché promesso che nessuno sarebbe rimasto indietro? A quanto pare ad eccezione di questa categoria di lavoratori.
Spero che almeno lei accenda i riflettori sulla questione, facendo chiarezza e magari suscitando un'integrazione interpretativa/normativa. Sperando che il Ministro almeno nel mese di aprile si ricordi di noi! Grazie anticipatamente per il suo interessamento

Domenica 19 aprile 2020 10:26:32

Buongiorno vorrei chiedere al Direttore Vespa se potesse dedicare una puntata per fare chiarezza sui tanti messaggi che circolano oggi sui social a riguardo delle opinioni sul Coronavirus, (mediche, economiche, etc) perchè secondo me mettono in confusione gli italiani già abbastanza... storditi.
Troppe versioni si susseguono senza una reale fondatezza. A chi dovremo credere???,
In attesa di riscontro porgo cordiali saluti

Sabato 18 aprile 2020 17:15:36

Non ho mai capito se sei un uomo di destra o di sinistra e quindi mi compiaccio con te e ti seguo sempre volentieri. Per dirti la mia su quanto sotto scritto e ti giuro non l'ho letto, Credo che la frase piu' esaustiva sia;
MEGLIO UN POVERO vivo CHE UN RICCO MORTO!

Sarei ben felice se mi invitasti ad un tua trasmissione (sotto le vesta del signor Pinco Pallino perche' detta pubblicamente la mia semplice idea rivoluzionerebbe quel sistema parassitario e maledettamente ingiusto che e' IL SISTEMA PENSIONISTICO..

Sabato 18 aprile 2020 15:53:02

Si sta facendo strada, subdolamente ma concretamente, l’ipotesi di prolungare, per gli over 70, il “confino” domiciliare a tempo indeterminato, semplicemente in base al dato anagrafico.
Gli over 70 dovranno aspettare a casa che l’infezione arrivi da chi riprende a lavorare o da chi, più giovane, andrà dove e quando vuole?
Un provvedimento di questo genere sarebbe gravemente lesivo della libertà, dei diritti e della dignità dell’individuo: mi chiedo se le misure di contenimento (distanziamento, mascherine, …) vanno bene per tutti oppure no, giovani ed anziani, e se persone immunodepresse, con patologie croniche, ecc., potranno invece circolare liberamente soltanto perché non hanno superato i 70 anni.
Mi auguro che se ne parli, affinché prevalga il buon senso: se tutti rispetteranno le regole, tutti ne trarranno beneficio, a prescindere dall’età.
Dopotutto anche lei, Dr. Vespa, ha superato i 70 …

Sabato 18 aprile 2020 15:46:57

Buongiorno,
sono una ascoltatrice di porta a porta, mamma di due bimbi di età scolare, lavoratrice, moglie, con mutuo, assicurazione ecc. un pò come tutti.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi degli ospiti della puntata del 16/4 intenta a cogliere le risposte alle sue sempre fondate questioni.
Con un occhio aperto ed uno chiuso però, data l'ora, non ho potuto fare a meno di trasalire quando il sottosegretario agli esteri del Movimento 5 stelle Manlio Di Stefano, ha risposto alla Sua domanda interessantissima e azzeccatissima oltre che attualissima circa le paure (e aggiungo ansie) dei genitori che attendono il momento del graduale rientro al lavoro incerti sul come invece fare a gestire il non rientro a scuola dei figli, il che probabilmente coinciderà con l'inizio delle vacanze estive degli scolari.
Il sottosegretario quasi divertito ha risposto che si farà come si è sempre fatto... ecco vorrei far presente al signore che i lavoratori hanno circa 2/3 settimane di ferie nel periodo estivo (probabilmente non ne avranno quest'anno dato che all'inizio della emergenza sanitaria le abbiamo fatte fuori tutte per via della scuola chiusa) e che di solito si gestisce il periodo con i centri estivi, gli oratori, i nonni ed eventualmente per chi può, la possibilità di mandare i bambini con i nonni nelle seconde case per cui, dato che non penso che quest'anno si possa fare come al solito vorrei che mi anzi ci spiegasse cosa intendeva con la frase COME AL SOLITO.
Ammiro davvero che si voglia tutelare la salute prima di tutto e mi piace avere a capo chi la pensa così, non sarà facile sistemare decidere fare il meglio per tutti, ma quella frase mi ha davvero spiazzata, veramente c'è qualcuno al governo che pensa che noi genitori potremmo fare come al solito???
Quando le mie 9 settimane di cassa integrazione finiranno, le ferie sono già finite, quando anche il congedo parentale sarà finito, come faremo?
La soluzione della baby sitter non può andare bene per chi già non aveva una tata perchè sarà difficilissimo trovare una persona di cui fidarsi adatta a stare a casa con i bambini.
Nella mia ignoranza dico che bisogna autorizzare a turno uno dei due genitori a stare a casa senza intaccare le ferie e possibilmente nemmeno lo stipendio, per delle famiglie già messe a dura prova dalla cassa e dal congedo, perchè la situazione non si può gestire come al solito.
Scusi ma credo che se davvero la si pensa così tra qualche settimana i genitori saranno in vera crisi.
Buon lavoro
Paola

Sabato 18 aprile 2020 13:17:38

Buongiorno sig vespa sono sempre stato un suo fans adesso mi rivolgo a lei perche so che lei e una persona molto inteligente in tutti settoridi cui ce da sapere io sono un padre di famiglia con moglie e figlio a gennaio avevo finito la mia disoccupazione poi trovai lavoro come socio coperativa cominciai il 22 febbraio fino al 9 marzo ci fermarono per covid 19 e un mese e mezzo che sono chiuso a casa ho scoperto che mi hanno fatto lavorare in nero e per questo non percepisco nessun aiuto economico mi domando una famiglia siamo in 3 come facciamo a tirare avanti non abbiamo da mangiare e nessuno ci aiuta ne il comune ne inps mi rivolgo a lei cosa devo fare a chi mi devo rivolgere per sopravvivere io e la mia famiglia aspetto la vosra rispota distinti saluti

Sabato 18 aprile 2020 13:02:39

18 aprile
Egregio Dr VESPA
Sono n Medico in pensione
assisto desolata a quello che sta accadendo.
sono disgustata.
Le vorrei far avere, almeno, il mio parere MEDICO personale, su quello che sta accadendo.
L 'epidemia ha scatenato una serie di implicazioni politiche e legislative deliranti.
Tutti parlano, ma nessuno ha pensato di far sapere che, se un MEDICO si trova a doALMENO ver curare una infezione per la quale non ci sono farmaci efficaci e specifici o vaccini, deve almeno far RAFFORZARE le difese immunitarie dei pazienti, unque, gli anziani i particolare, per prevenzione, hanno bisogno di muoversi, camminare prendere sole e luce sorale, essere attivi durante la loro giornata. é sbagliato CHIUDERE gli anziani in casa, loro invece dovrebbero essere i primi ad avere libertà di uscire e non gli ultimi.
quando 60 o 70 anni fa non c era cura per la TBC, cosa si faceva ? i malati di tbc si curavano con esposizione al sole ed all'aria aperta. Ma certo, allora non c erano le multinazionali che dovevano guadagnare miliardi con i vaccini.. (Allon Frances. boringhieri:: Primo, non curare chi è normale, Boringhieri. Se non lo conosce, dia un occhiata a questo libro.
Dunque è tutto sbagliato l'operato del governo, e si è instaurata una dittatura.
sono disgustata, io ho lavorato onestamente tutta la vita, ho pagato le tasse, ho creduto nella democrazia e nella libertà.
Ora non ci sono più, e vorrei far giungere a Mattarella quanto le sto scrivendo, ma non saprei come. Se lei potesse gliela inoltri Lei questa mia lettera aperta. La renda pubblica.
Ma non vi vergognate a gestire cosi la vita dei cittadini italiani, DR VESPA.
? Distinti saluti LUISA SPAGNOLO

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