Messaggi e commenti per Mario Monti

Messaggi presenti: 133

Lascia un messaggio o un commento per Mario Monti utilizzando il pulsante seguente, oppure il sistema di commenti di Facebook, più in basso.

Scrivi un messaggio

Sabato 21 luglio 2012 15:10:19

prof.monti
spero che ora tutti programmate e stimolate la crescita pensando ad investire noi italiani con gli aiuti anche europei con tassi ragionevoli , perche
il lavoro porta arrichimento di tutti anche della collettivita',oggi le banche
non prestono denaro per la crescita,gli imprenditori scappano dall'italia ,le tasse sono le piu' alte del mondo.
bisogna ridare fiducia agli imprenditori finanziandoli con tassi bassi e minor tasse,tutto questo puo'fare
ripartire il mercato del lavoro e contribuisce a risanare il debito pubblico.
i tagli alla spesa pubblica sono efficaci solo a ridurre il debito, ma devono essere mirati solo agli sprechi.
spero che ascolti tutti i consigli degli italiani, e ne faccia tesoro , e non si arrivi ad una guerra finanziari e dopo reale.
con grande stima giovanni la paglia.

Mercoledì 18 luglio 2012 12:34:46

18/7/2012
PROPOSTA DEL MINISTRO DELL'ECONOMIA GRILLI
Il governo dei tecnici si muove sempre con i piedi di piombo, invece che attuare la dismissione del patrimonio pubblico per un valore di circa 500 miliardi, facendo fare al Paese un passo gigante, il ministro dell'economia Grilli pensa ad una dismissione di solo 15-20 miliardi. Accettiamo come buona questa parziale dismissione, ma vediamo come tale valore a quali risultati può portare.
La strada definita porta ad una riduzione del debito pubblico da circa 2000 miliardi a 1980 miliardi, con conseguente riduzione degli interessi da pagare sull'ordine di circa 0,8 miliardi, che potrebbero servire a ridurre le tasse sia alle imprese sia ai lavoratori, piccole cose per lo sviluppo, ma in sintonia con i passi di piombo del governo tecnico.
A seguito di questo comportamento, la considerazione Europea aumenterebbe e lo spread diminuirebbe, in forma trascurabile.
Con una dismissione di 500 miliardi si avrebbe una riduzione del debito a 1500 miliardi e degli interessi ridotti sull'ordine di circa 20 miliardi
Questa operazione potrebbe ridurre le tasse ai venti milioni di lavoratori pari a circa 1000 Euro all'anno, circa 83 Euro al mese, il 7-8 % degli stipendi minimi, iniziare uno sviluppo con una considerazione Europea maggiore e lo spread che diminuirebbe in forma maggiore rispetto al caso precedente.
Ora proponiamo al Governo tecnico una domanda , non sarebbe il caso d'avere un maggior coraggio nell'attivare le dismissioni, per avere una maggiore considerazione in Europa e avere un popolo più tranquillo e forse più felice?
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Venerdì 6 luglio 2012 14:20:09

6/7/2012
IL DEFAULT DELLE OBBLIGAZIONI INTERNAZIONALI ARGENTINA DEL 2001.
Iniziamo con il ringraziare il governo che si attiva sulla riduzione degli sprechi nei vari campi, anche se capiamo in forma soffice, per l'opposizione che si presenta da parte di coloro che nulla vogliono cambiare.
In similitudine, noi che ci siamo sempre interessati di problemi di carattere generale, oggi affrontiamo un tema particolare.
Numerosi italiani ancora soffrono del fallimento dell'Argentina e malgrado le decisioni ICSID a loro favorevoli, il governo Italiano non si adopera per la risoluzione in tempi brevi e commercializza con l'Argentina senza tutelare i cittadini creditori.
Al contrario il senato USA si attiva a favore dei creditori con la seguente risoluzione: "Risoluzione presso il Senato USA per la sospensione dell'Argentina dalG20 Il 10/6/ 2012, il senatore maggiore americano Richard Lugar ha sottoposto al Comitato per le relazioni estere del Senato USA, di cui è stato Presidente, una risoluzione nella quale viene richiesto al Governo di Barack Obama di attivarsi con gli altri Paesi membri per ottenere la sospensione dell'Argentina dal gruppo delG20. La risoluzione propone inoltre che l'eventuale riammissione del Paese possa avvenire solamente una volta che l'Argentina abbia dimostrato di avere normalizzato le proprie relazioni internazionali e si sia conformata agli impegni assunti nei confronti di FMI, holdouts, ICSID, Club di Parigi, Financial Action Task Force."
Sollecitato dalla risoluzione USA, il Governo Italiano, una parola positiva in tal senso la potrebbe spendere, anche se ora ha gravi e grandi problemi da risolvere in casa propria, come intervenire sulle macroscopiche spesa della politica.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Martedì 26 giugno 2012 20:35:11

LA PRESENZA DEI POLITICI
Iniziamo con un suggerimento, basta tavole rotonde , rettangolari a ferro di cavallo, che ogni giorno fate in tutto il territorio, lavorate! Ora al riguardo facciamo alcune considerazioni.
I politici sono presenti ogni giorno nei vari studi televisivi, iniziano con il telegiornale alla colazione, a pranzo, a cena e se non ci addormentiamo prima, con il telegiornale della notte, più che politici li potremmo considerare show-man!
"Fenomeno unico tra tutti i Paesi del Mondo, sia a struttura democratica che dittaturiale."a Cuba non abbiamo mai visto un politico in televisione.
Alcuni soggetti, dispersi nelle varie e variate correnti politiche, sono cinquant'anni che ci opprimono, per loro due sostantivi e relativi aggettivi nuovi diventano un'impresa sovrumana, in particolare per il soggetto ballerino, prima accasato ad un estremo e poi all'estremo opposto.
Una noia spaventosa, anche in considerazione degli alti concetti espressi su ogni argomento, sono i politici del " sì " e del " no " quando sono al governo sono per l'approvazione d'ogni argomento, quando sono all'opposizione disapprovano ogni decisione governativa.
L'uomo comune non capendo quale argomento trattano, si pone all'ascolto dei programmi di chiarimento, dove naturalmente trovi le stesse persone, che per delucidarti sull'argomento parlano l'uno sull'altro, facendo una concorrenza spietata ai programmi sportivi di Biscardi, in definitiva lasciandoti nelle condizioni iniziali.
Siamo quindi costretti a non capire, nei tempi equamente suddivisi dal garante, poiché i politici credono che maggiore è il tempo che rimangono sugli schermi televisivi maggiori saranno i voti che avranno.
Nella realtà, alcuni politici presenti giornalmente in televisione assicurano al loro partito un 5% di consensi , il politico sempre assente ha ormai raggiunto il 25%, quindi non è la presenza che premia ma gli argomenti che proponi.
Cerchi di disintossicarti da quest'oppressione e decidi di comprare un quotidiano, ma nella prima dozzina di pagine trovi le dichiarazioni dei soliti soggetti.
Questa continua presenza nelle varie riunioni in ogni città o paese italiano, ti pongono un dubbio, quando opereranno per il bene del Paese?
Su questo versante, cominciamo avere dei dubbi sui vari ministri del governo tecnico che seguono il costume nazionale, sono presenti ad ogni manifestazione dove esprimono spesso concetti contrastanti. Non sarebbe meglio farsi vedere meno e decidere più rapidamente?
Dato che conosciamo la metodica universitaria della verifica di una ricerca, fatta da numerosi controlli che richiedono lunghi tempi, tempi che spesso rendono nulla la ricerca, perché superata.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Venerdì 22 giugno 2012 08:13:33

Quali sono le pubblicazioni di Monti che gli hanno permesso di insegnare all'Università? Le sto cercando...Qualcuno mi aiuta?

Venerdì 15 giugno 2012 00:23:39

LA DIVISIONE DEGLI UOMINI
Gli uomini si dividono in persone di buon senso con ai lati gli incapaci e i furbetti ( la furbizia è una componente degenere dell'intelligenza) che in alcuni casi diventano farabutti, quando il limite intellettivo è limitato alla furbizia
Vediamo chi sono le persone di buon senso, nella norma sono persone intelligenti, indipendentemente che abbiano o no un titolo di studio.
Infatti un capo di famiglia di buon senso, senza nessun elevato titolo accademico, se guadagna 10 ben si guarda di spendere oltre al 10, in alcuni casi spende solo 9 per tenersi un riserva per i periodi critici.
Definite queste caratteristiche dell'uomo, i nostri politici che hanno accumunato un debito di circa 2000 miliardi, non possono essere considerati persone di buonsenso, pertanto possono essere o degli incapaci o dei furbetti per accumulare adeguate finanze, questo se non giungono nel campo dei farabutti che incamerano in proprio, i soldi che i cittadini pagano con le tasse.
Ora con il buon senso, vediamo di dare alcune ricette matematiche per la risoluzione della crisi italiana e per lo sviluppo.
Incominciamo col dire che per la parziale risoluzione del problema è necessario ridurre il debito pubblico di circa 2000 miliardi.
I metodi sono plurimi, ma due sono prioritari la dismissione del patrimonio pubblico e la riduzione del costo della politica.
Iniziamo con l'applaudire quelle persone di buon senso che intendono attuare la dismissione del patrimonio pubblico per un valore di circa 500 miliardi in modo da ridurre il debito pubblico a 1500 miliardi, che permette la riduzione degli interesse sul debito pubblico che si riduce da circa 80 miliardi a 60 miliardi, permettendo con i 20 miliardi risparmiati di attivare lo sviluppo, non ci interessa in quale maniera se ridurre le tasse a piccole e medie industrie ai lavoratori o in altre maniere utili al paese Italia.
Ora attendiamo, da queste persone di buon senso, la importante diminuzione delle spese della politica che sono di circa 180 miliardi all'anno su 500 miliardi di tasse pagate dai cittadini, escluso il Servizio sanitario che è regionale, finanziato da risorse provenienti dal gettito IRAP, dall´addizionale regionale all´IRPEF, da una compartecipazione regionale all´IVA e dalla compartecipazione all´accisa sulle benzine. A queste fonti di finanziamento si aggiungono le entrate proprie delle Aziende sanitarie e il saldo attivo della.mobilità. Gli introiti per il Servizio sanitario sono suddivise in sei voci, per rendere problematico, come devono essere date ogni anno dal CIPE, le risorse ripartite tra le Regioni su proposta del Ministero della Salute, d´intesa con le stesse Regioni.
Limitiamoci pertanto al solo costo della politica per 180 miliardi dovuti agli addetti alle varie attività amministrate dai partiti, sedi dei partiti, porta borse, collaboratori ufficiali e fiancheggiatori vari, consulenti, il presidente e membri del consiglio d'amministrazione alla televisione, alla radio, negli ospedali, teatri, banche, centrali del latte, centrali termiche, trasporti ferroviari, tranviari, metropolitani, aeroportuali delle società regionali, provinciali, comunali, che può portare il numero dei politici per difetto a circa 1,5 milioni, un politico ogni 40 cittadini.
Una esagerazione, ma senza eliminare la politica che deve rappresentare il popolo, basta ridurre il numero ed il costo di circa un terzo, 500.000 politici in meno corrisponde a circa 60 miliardi di Euro risparmiati.
Con questa riduzione si potrebbe ridurre le tasse ai 20 milioni di lavoratori di 3000 Euro all'anno pari a 250 euro mensili e attivare lo sviluppo.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Mercoledì 6 giugno 2012 07:54:18

6/6/2012
LA LIBERTA' DI STAMPA
Ogni anno l'organizzazione Reporter Senza Frontiere stabilisce una classifica delle nazioni in termini della loro libertà di stampa.
Secondo l'organizzazione, più di un terzo della popolazione mondiale vive in nazioni dove non esiste libertà di stampa, queste persone vivono in stati dove non esiste un sistema democratico o dove esistono gravi carenze nel processo democratico.
Ma tra libertà e la non libertà di stampa esiste tutto un Mondo intermedio.
L'Italia che si annovera tra i paesi democratici, si trova nella valutazione mondiale del 2009 per quanto riguarda la libertà di stampa il 73o posto, alla pari del Tanga e nella zona degli Stati semi liberi.
Questo, oltre che stupirci, ci permette una riflessione, alcuni giornali sono a conduzione dei partiti per promuovere la propaganda che è essenziale per mantenere la base di potere politico esistente, alcuni sono a conduzione economica per sostenere una economia di parte, alcuni sono di proprietà padronale e quindi orientati al pensiero del proprietario, questo comportamento plurimo permette di considerare democratico il Paese Italia, forviando un concetto super parte della stampa che dovrebbe dire delle verità assolute e non parziali.
A dimostrazione del detto, nella difficile situazione attuale, i giornali nascondono che la Grecia è fallita, poiché le obbligazioni in scadenza a marzo e maggio 2012 non sono state onorate, il ritardo non è di giorni o mesi, ma unitariamente il debitore allunga il pagamento fino al 2042 ( trent'anni, più di una generazione).
Sempre con la medesima metodica di nascondere la realtà, la stampa invece di tutelare gli interessi dei cittadini italiani in confronto delle Nazioni fallite, non informa che numerosi paesi facenti parte della comunità Europea sono tutelati dai loro Governi tramite la loro moneta, come Svezia, Danimarca, Polonia, Lituania, Estonia, ecc.
In periodi ormai trascorsi, i vari Governi ed i giornali governativi invece di tutelare i cittadini Italiani creditori per il fallimento dell'Argentina del 2001, con prese di posizione coercitive nel confronto del Paese fallito, hanno favorito e favoriscono l'attività tecnico economica in Argentina della nostre più importanti Società.
Qualsiasi tentativo significativo di operare ai limiti di ciò che viene ritenuto accettabile, da parte dei media o dei singoli giornalisti in modo da sfidare la "linea governativa" su questioni contese, trovano spesso considerevoli intimidazioni da parte dei rappresentanti economici o dal governo dello stato.
Ora abbiamo capito perché la libertà di stampa nell'ambito Mondiale ci consideri uno Stato semi libero.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Domenica 13 maggio 2012 17:11:01

LA BORSA È LA ROULETTE DEL MONDO
La roulette permette introiti favolosi al proprietario del casinò, poiché al numero vincente si contrappongono altri 35 numeri perdenti, così la borsa è la roulette del Mondo usata dai finanzieri per carpire ricchezze ai piccoli risparmiatori.
Se la borsa vale 100, il finanziere vende 5 miliardi di prodotti economici portando la borsa al valore 98, il ridotto valore della borsa spaventa un numero consistente di piccoli risparmiatori e pertanto vendono a 98 i loro risparmi, immaginando un ulteriore ribasso che annullerebbe in toto il loro capitale.
Il valore complessivo delle vendite dei piccoli risparmiatori vale 1 miliardo, il giorno successivo il finanziere compera i sei miliardi a 98 portando la borsa ai precedenti alti valori, per ripetere tutti giorni la procedura.
Questo è il gioco della borsa in parallelo alla roulette, nella borsa uno solo ci guadagna ( il finanziere) e tutti gli altri perdono ( i piccoli risparmiatori ).
Per attivare questa metodica in contrapposizione alla logica, una società in attività operativa positiva con un forte portafoglio di lavori per il futuro, oggi vale 10 e domani la farò valere 5 o 15.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Sabato 5 maggio 2012 17:09:18

LA DITTATURA ECONOMICA
La dittatura ha una componente ideologica ed economica accentrata negli uomini guida del Paese.
In Italia le ideologie sono variegate, si dice paese democratico, mentre il potere economico è nelle mani dei politici. in forma diretta ed indiretta.
In forma diretta perché amministrano le società da loro controllate, in forma indiretta perché parte degli utili delle limitate aziende da loro non controllate, sono trasferiti impropriamente ai vari partiti, diminuendo i dividenti agli azionisti.
Le aziende dei politici vengono gestite e auto controllate, perciò funzionano sempre al meglio, se per caso falliscono sono ricuperate con i soldi dei cittadini.
Le società amministrate dai politici, sono le banche, gli ospedali, le università, la televisione, la radio, i teatri, centrali termiche, trasporti ferroviari, tranviari, metropolitani, aeroporti, le centrali del latte, gli ortomercati, le grande aziende, le circoscrizioni, le comunità montane, i comuni, le regioni, le province
( alcuni direttori dei comuni guadagnano circa 400.000 Euro l'anno, ottocento milioni delle vecchie lire, devono avere delle capacità superiori ad Albert Eistain! ),. .
Dal punto di vista economico è uno stato dittatoriale, dove l'economia è in mano ai partiti, ma poiché le componenti ideologiche sono multiple possiamo dire che è uno stato democratico lottizzato dai partiti.
L'amministrazione dell'economia richiede un numero elevato di politici che sono all'incirca un milione e mezzo, con un costo di circa di 180 miliardi annui, considerando la presenza di ben 10 milioni di lavoratori che operano nei servizi, per cui ogni politico ha un costo medio annuale di 120.000 Euro, pari a circa 10.000 Euro mensili
Il quadro generale in costi e numeri uomo sembra parzialmente definito, pertanto è possibile indagare e vedere come meglio ripartire le spese.
Ma prima di fare le nostre considerazioni vediamo nella storia come i grandi imperi sono caduti, la storia è maestra di vita!
I grandi imperi sono caduti per gli enormi investimenti in armi e uomini con un ritorno economico inferiore agli investimenti fatti (Vedi il libro di Paul Kennedy- Ascesa e declino delle grandi potenze - dal quindicesimo secolo ai giorni nostri ).
La metodologia temporale è stata la seguente, per l'investimento in armi e uomini sono necessari una quantità notevole di soldi, per averli la struttura statale aumenta le tasse ai privati cittadini che gestiscono l'agricoltura, le attività artigianali ed industriali, i commerci.
I privati cittadini al fine di ricuperare gli esborsi creati dalle tasse, aumentano i costi dei prodotti, determinando l'inflazione, poiché sono sempre più necessari soldi per acquistare il medesimo prodotto, la domanda monetaria globale supera il valore dei beni.
Il basso valore della moneta, innesta un secondo stadio, il potere centrale chiede crediti alle banche ( debito pubblico ), nei tempi antichi ai vassalli, indebitando lo stato per alimentare le strutture militari e per pagare gli interessi, sempre in forma maggiore fino alla svalutazione della moneta nazionale in confronto alle valute estere, con l'obiettivo finale del fallimento economico del paese.
Nei tempi moderni ad eccezione di due Stati, che investono enormi quantità di soldi per gli investimenti in armamenti, gli altri stati hanno limitati investimenti in armamenti e uomini, per cui non sarebbero in condizioni di probabili fallimenti, ma al posto del numero elevato di armi e militari, hanno un numero elevato di politici, che possono portare al medesimo risultato.
In Italia, come abbiamo visto, abbiamo un politico ogni circa 40 cittadini, i numerosi politici, lautamente pagati, hanno portato ad un debito pubblico di 2000 miliardi.
La struttura politica precedente in Italia era formata da 18 partiti, ora ridotta a 4-5, ma in questo limitato numero, sono confluiti tutti i politici precedenti, mantenendo inalterato il numero ed i costi.
Fatta la diagnosi vediamo come fare lo sviluppo nel paese Italia.
Se si riducesse di un terzo il costo della politica si risparmiano 60 miliardi all'anno, che possono essere utilizzati nel ridurre il debito pubblico ( interessi pagati annualmente per il debito pubblico circa 80 miliardi) o riattivare l'economia riducendo le tasse ai 20 milioni di lavoratori.
I venti milioni di lavoratori possono avere una riduzione annuale di tasse di 3000 Euro e mensile di 250 Euro.
IL GOVERNO OMBRA DEI MATEMATICI

Giovedì 3 maggio 2012 09:22:04

in occasione del 18 aprile ho inviato il seguente messaggio ad alcuni "maitres à penser" e politici italiani . Salvo da INIZIA
INVIATA IL 18 APRILE U.S.
A: SERGIO ROMANO, PAOLO MIELI, PIERO SANSONETTI, BERTINOTTI,
COSSUTTA, GALLI DELLA LOGGIA, A. PANEBIANCO, G.A.STELLA ,
redazione di "RIFONDAZIONE COMUNISTA"
Oggi 18 aprile ricorre il 64 anniversario delle elezioni del 1948 che dando una
netta vittoria alla Democrazia Cristiana e ai partiti della coalizione da essa
capeggiata segno'la sconfitta della coalizione social comunista.
Penso che varrebbe la pena ricordare con impegno, come la sconfitta di
Togliatti e Nenni per opera soprattutto di De Gasperi ( con l'indubbio supporto
del Vaticano) abbia impedito che l'Italia divenisse parte dei regimi del
cosidetto "socialismo reale" dove la libertà era soppressa e i diritti dei cittadini
conculcati.
L e decine di milioni di morti e di imprigionati nei Gulag di Stalin ( per non
parlare delle vittime di Mao ) e il regime di terrore che duro' decine di anni
dimostrano che il comunismo e' stato l'ideologia piu' criminale dlla storia dell'
uomo .
Temo però che la data non verra' ricordata perché scomoda soprattutto a molti
ex comunisti italiani che hanno memoria troppo corta.

A questo proposito vorrei segnalare quanto riportato nel libro "Togliatti e
Stalin "di Victor Zaslawsky e sua moglie Elena Aga Rossi in cui si riporta con la
documentazione relativa, la corrispondenza nei primi mesi del '48 fra Togliatti e
Stalin ( tramite l'intermediazione dell'ambasciatore russo a Roma Kostilev ) in
cui Togliatti - certo della vittoria del suo Fronte Popolare dato per sicuro
vincente nei sondaggi - chiedeva a Stalin l'autorizzazione a prendere le armi (
che evidentemente i partigiani rossi delle brigate Garibaldi si erano ben guardati
dal consegnare alla fine della guerra 3 anni prima ) nel caso i brogli che -
secondo lui - De Gasperi e Scelba avrebbero scatenato per annullare
la "verita' " delle urne .
Stalin fece rispondere - pochissimi giorni prima del 18 aprile - a Togliatti in
senso assolutamente negativo autorizzandolo a prendere le armi " solo se
attaccati nelle vostre sedi ". 
Il povero Zaslawsky sostiene nel suo libro che la ragione di questa decisione di
Stalin era dovuta a due ragioni . La prima e principale : del timore di Stalin che
della rivoluzione proposta da Togliatti chi ne avrebbe avuto il miglior vantaggio
sarebbe stato Tito (con cui Stalin cominciava a litigare in quei mesi), le cui
truppe erano molto piu' vicine di quelle sovietiche ai confini italiani; la seconda :
del timore di Stalin di una reazione armata degli Angloamericani ( le cui truppe
di occupazione nel frattempo pero' avevano gia' quasi completamente
abbandonato l'Italia ) . Reazione che sarebbe stata del tipo di quella greca che
in quei mesi si stava concludendo negativamente per i comunisti.
Comunque da questi fatti riportati sulla base di documenti scritti disponibili -dopo
la caduta del muro - negli archivi del Cremlino risulta una realta' chiarissima :
il PCI essendo al servizio di Mosca era una quinta colonna armata che agiva
contro gli interessi del nostro paese e i suoi esponenti di allora erano dei
criminali ai sensi del Codice penale e della Costituzione .

Senza contare che per il reato di "attentato alle Istituzioni dello Stato" è previsto
l'ergastolo e non vi e' prescrizione.
Perche' molti esponenti della sinistra di oggi (non solo i piu' vecchi
anagraficamente) se ne dimenticano regolarmente ??. 
Attendo con estremo interesse le loro risposte e i loro commenti.
Giuseppe Gloria

RISPOSTA DI BERTINOTTI .(RICEVUTA IL 18.4. SERA)
Gentile Giuseppe Gloria,
La ringrazio molto per avermi scritto. Eludere la sua domanda significherebbe
accettare quell'impoverimento della politica al quale ha così tanto contribuito
chi ha abbandonato l'idea della trasformazione sociale accettando la miseria
dell'esistente. Né basta, a mio parere, per rispondere alle sue importanti
domande, la sottolineatura che noi non abbiamo mai parlato di comunismo ma
di «rifondazione comunista». E la parola «rifondazione» dice della impossibilità
stessa di una continuità e della necessità di ricostruire dalle fondamenta. Ma,
anche perciò, non basta. Noi che ci siamo definiti comunisti abbiamo il dovere
di dire in che direzione intendiamo muoverci e quale sia il senso della nostra
ricerca. Le risposte possono essere incomplete, ma devono essere date. Vale
per noi in questo momento della storia il verso di Montale: «Non domandarci
la formula che il mondo possa aprirti/ sì qualche storta sillaba e secca come
un ramo/ codesto solo oggi possiamo dirti/ ciò che non siamo, ciò che non
vogliamo».
L'esigenza di ridefinirci comunisti nell'oggi nasceva da un'analisi critica della
società contemporanea. Se il movimento operaio fosse un cane morto, se
fosse inscindibilmente legato ad un'epoca storica passata, se fosse figlio
dello sviluppo industriale e non del capitalismo, se fosse consegnato nel ciclo
fordista, non avremmo motivo di esaminare così spietatamente, lucidamente
quello che c'é dietro di noi. O meglio lo faremmo, ma solo per un interesse
tutto storico. Se invece nella società che ci circonda rintracciamo, come
rintracciamo, problemi e bisogni che hanno a che fare con quelli proposti d
dalla nascita del marxismo e del movimento operaio, allora fare i conti con
la nostra storia diventa necessario per sapere che cosa é vivo e che cosa é
morto, per poter di nuovo porre - se non risolvere - il problema della società
futura. L'Angelus novus non é solo una metafora della modernità, ma del
proletariato. Esso guarda le macerie e si rivolge al futuro. In quella torsione
del corpo sta il suo messaggio e il suo avvenire. La possibilità che il pensiero
di Marx sia più di una bandiera o di una nostalgia sta quindi proprio nell'analisi
della società in cui viviamo.
Per noi parlare di uguaglianza significa parlare di idee, culture, processi e
soggetti assai diversi da quelli che hanno caratterizzato il '900. In questo
secolo grande e terribile l'idea di comunismo è stata legata ad una sorta
di ineluttabilità, ad una attesa messianica. Su questa attesa e su queste
certezze si è fondata la strategia, si è puntato alla conquista del potere e alla
costruzione delle società postrivoluzionarie attraverso l'assolutizzazione dello
Stato. Il proletariato si «è fatto» partito organizzando il potere. Il comunismo
reale è stato purtroppo tutto ciò, negli onori e negli orrori che anche Lei
segnala, ma il movimento operaio è stato anche molto altro.

Oggi noi parliamo di processo aperto e indefinito. Un processo nel quale
vediamo i problemi irrisolti, ma non pretendiamo di dare una risposta ora, non
pretendiamo di costruire organicamente e scientificamente una strategia per
sempre e inequivocabilmente vincente. Parliamo di processualità, non di una
ineluttabilità. Siamo consapevoli del fatto che non è detto che ci
vincente. Parliamo di processualità, non di una ineluttabilità. Siamo
consapevoli del fatto che non è detto che ciò proponiamo diventi «storia». Ci
serve un ritorno a Marx, al Marx più radicale nella critica alla politica e nell'idea
di cambiamento e di liberazione della persona.
Un saluto cordiale
Fausto Bertinotti

Commenti Facebook