Messaggi e commenti per Bianca Berlinguer - pagina 11

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Frasi di Bianca Berlinguer

Mercoledì 28 ottobre 2020 13:30:57

A proposito di app immuni. Basterebbe regalare una ricarica di 10 € per ogni download senza possibilità di disinstallazione fino alla fine dell'emergenza.
vedreste aumentare in modo considerevole gli utenti, affidarsi al senso civico degli italiani non sempre porta a grandi risultare, sebbene anche negli altri paesi europei non stiano messi meglio da questo punto di vista.

Mercoledì 28 ottobre 2020 12:06:16

BREVE STORIA DI UNA FAMIGLIA AI DOMICILIARI DA QUASI 1 MESE
Ciao Bianca,
io e la mia famiglia siamo di Roma, in classe di mia figlia si e' sviluppato u semi focolaio di 10 ragazzi positivi quasi tutti asintomatici, tra i quali anche la mia: Facciamo i tampone al drive in anche noi familiari e risultiamo positivi, Qualche sintomo solo io e mio marito, i ragazzi asintomatici del tutto o quasi. Asl irrintracciabile, non rispondono alle mail e al telefono. Facciamo in autonomia 3 tamponi a distanza di 10 gg circa l uno all altro risultato sempre positivi anche se ormai da oltre 15 gg siamo completamente asintomatici tutti. A questo punto mi attacco al telefono per chiamare la Asl e chiedo se possono farci il certificato di uscita come da Decreto del 14 ottobre, che stabilisce che dopo 21 gg di isolamento e 3 tamponi puoi uscire anche se positivo, ma la ASl ci dice che dobbiamo stare in quarantena fino a che non avremo tutti il tampone negativo. Alla mia domanda se il Decreto del Ministero della Salute sia carta straccia, ci dice di no ma che comunque dobbiamo stare a casa.
Si puo' sapere allora a cosa servono le direttive se le ASl non le recepiscono ?
IN sostanza ci hanno detto che potremmo uscire ma dobbiamo stare a casa, quindi niente scuola per i ragazzi e niente lavoro, che io nel frattempo ho perso perche' collaboravo con una palestra.
Ci sentiamo abbandonati da tutti, e come noi migliaia di famiglie
Cosa dobbiamo fare?
Grazie
Sabrina

Martedì 27 ottobre 2020 22:56:45

Trasmissione del 27 ottobre 2020:
trovo vergognoso che il Sig. Amendola, nel giustificare la nuova chiusura decisa dal Governo, porti ad esempio il caso del suo ristorante che la sera prima ha incassato 17 euro.
La maggior parte degli imprenditori ha come reddito solo l'attività che svolge e non ha certo la disponibilità finanziaria del Sig. Amendola.
Buona serata.

Martedì 27 ottobre 2020 22:48:49

Buonasera,
Sto guardando la trasmissione e mi piacerebbe ascoltare anche qualcuno che come me e la mia famiglia è in quarantena. mio figlio è risultato positivo al tampone che ho pagato privatamente per abbreviare i tempi visto che aveva avuto contatti con amici positivi. Ho fatto più di 100km da milano per trovare un laboratorio che facesse in giornata il tampone che ho pagato 82 € Ho avuto il risultato dopo 48 ore venerdì scorso. Il medico di base non è riuscito fino ad oggi a registrare noi come contatti stretti. Sono stata ore a telefono per provare a parlare con l’Ats, ho parlato con la regione Lombardia, ho scritto e-mail quindi io non ho potuto prenotare ancora i tamponi. Siamo in quattro mio figlio 22 anni isolato nella sua stanza Siamo tutti asintomatici e mi è stato detto che dopo 14 giorni se non mi chiameranno per fare il tamponi potremo uscire senza problemi. Lo avremmo potuto fare comunque perché non eravamo neanche registrati. Non mi sembra giusto dover pagare 350 € per fare altri tamponi privatamente per poter uscire di casa. Sono contenta solo che stiamo tutti bene, però è vero che il sistema sia in tilt ! Un mese fa non ci saremmo sentiti così isolati e abbandonati. Il nostro buon senso come spero in quello di tutti noi.. ci salverà !

Martedì 27 ottobre 2020 22:45:21

Nella trasmissione di questa sera sento che non vengono monitorati gli asintomatici; mio figlio ha i sintomi del covid 19 da una settimana; non gli fanno il tampone né riesce a prenotarlo presso strutture private; lui a casa ed i figli e la compagna che possono andare a scuola ed uscire tranquillamente; questo nel grande nord.
Per converso un mese fa un rialzo termico della figlia che va al nido, tutti a casa mentre il padre, l'altro figlio e la compagna liberi di uscire. Ma dov'è la logica?. Forse si deve ricorrere alla nostra capacità di gestirci e al senso di responsabilità verso il prossimo per guidare le nostre azioni?
In Cina milioni di tamponi in 5 giorni; ma loro li producono e noi, amanti della globalizzazione abbiamo demandato la produzione all'estero ed addirittura la mia ragione dava un incentivo per la delocalizzazione dell'industria in Marocco. Ma che Virus colpisce i politici ? ! !
Serse

Martedì 27 ottobre 2020 22:39:17

Buonasera e complimenti alla signora Bianca per essere una persona e conduttrice molto brava. Passo alla domanda: l’applicazione Immuni non capisco se funziona o meno per due motivi. All’apertura c’è un codice alfanumerico che dev’essere validato da un operatore sanitario e nessuno lo valida. Secondo: spesso La app mi dice che sono stato vicino ad una persona e spesso a quell’orario ero solo per esempio in macchina. Il disorientamento è a dir poco imbarazzante.

Martedì 27 ottobre 2020 22:10:46

Si potrebbe chiedere ai vostri ospiti se una possibile misura possa essere di fissare un tetto massimo all’occupazione delle terapie intensive per malati Covid e, in caso di superamento, effettuare un lock down di due settimane. Poi riaprire con qualche limitazione fino a quando non si arriva ad un nuovo superamento del limite e così via... Grazie, tommaso

Martedì 27 ottobre 2020 22:08:11

Buonasera,
sto guardando la sua trasmissione adesso... Ma nessuna domanda su Immuni.
La Cina e' uscita dall'emergenza con i Big Data, non con solo i Lockdowns... quelli sono stati la prima mossa perché' colti in contropiede.
Solo la Raccolta dei dati, delle persone che si incontrano, DOVE si incontrano, CHI ha preso il Virus e correlando i darti si determina DOVE sono le situazioni pericolose... Cosi continuano a sparare nel buio senza alternative... SI SCEGLIE DI CHIUDERE SEMPRE TUTTO... IMMUNI DEVE ESSERE OBBLIGATORIA per chi frequenta posti pubblici... se non ce l'hanno non possono entrare in luoghi pubblici...

Venerdì 23 ottobre 2020 19:55:08

Alla Cortese attenzione di Signora Bianca Berlinguer, programma Carta Bianca,

Gentile Signora Berlinguer,
Sono israeliana, le scrivo da Gerusalemme. Guardo regolarmente, e con molto interesse, il suo programma Carta Bianca che lei conduce talmente bene, su RAI Italia, che vediamo sempre all indomani. Uno dei ospiti fissi nell programma e Andrea Scanzi. E qui, vorrei pregarla se possibile:
Andrea Scanzi ha sempre parlato con molto disprezzo e critica dei due ospedali Covid, construiti da Guido Bertolaso, per lo piu con soldi privati. Scanzi ha sempre detto che questi ospedali sono superflui, mal programmati etc.
Ora che ce la brutta seconda ondata di Corona virus, e chiaro che questi ospedali servono molto, e primi pazienti sono gia ricoverati. Sarebbe possibile per lei chiedere in trasmissione Andrea Scanzi, come mai questo suo accanimento contro questi ospedali e Bertolaso?
Grazie per la sua cortese attenzione,
Con migliori auguri,
Tami Ahronovitch
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Jerusalem
Israel

Sabato 17 ottobre 2020 14:37:34

Formiche laboriose le piccole imprese e le risorse per il futuro
Imparare dalle esperienze vissute non è mai scontato eppure ci sono circostanze per le quali non solo è necessario ma doveroso.
In questa terribile circostanza abbiamo imparato che, a causa dell’emergenza sanitaria, esiste anche un’economia fatta di piccole e piccolissime imprese che a prescindere dalle misure messe in campo si sono dimostrate resilienti e determinate a non cedere. Questo governo pur nella sua fragilità sembra prestare una certa attenzione anche al mondo delle piccole imprese. Certo non basta ma almeno qualcuno batte un colpo verso il mondo degli invisibili.
L’emergenza sanitaria senza precedenti che stiamo affrontando richiede sforzi straordinari da parte di ognuno di noi e non può esaurirsi con il cinismo di chi ha quale unico obiettivo lo scontro politico, e questo vale sia sul piano nazionale che su quello locale.
Occorre ora la massima lungimiranza per affrontare da subito i temi legati all’economia del nostro paese se non vogliamo nel prossimo futuro assistere alla sparizione di fondamentali comparti produttivi che hanno fatto dell’Italia il primo brand al mondo. La ricetta non può essere quella di destinare le risorse di cui disporremo esclusivamente a progetti infrastrutturali e indirizzati esclusivamente alla grande industria. La posizione del sistema confindustriale appare ancora una volta miope di fronte alle sfide che invece ci attendono.
Sia chiaro il ruolo della grande industria nel nostro paese è determinante ma la peculiarità italiana della micro impresa diffusa e strettamente legata al territorio lo è altrettanto, è per tali ragioni che la mia opinione è di attivare tutte le misure necessarie per accompagnare le piccole imprese verso una graduale riconversione e adattamento alle nuove frontiere che l’economia globale definisce.
Innovazione di processi e di prodotti, economia circolare, affermazione delle tradizioni del territorio; cura e tutela del territorio attraverso processi di ripopolazione delle aree interne rafforzando le filiere produttive legate all’agricoltura: dall’agroalimentare, alla filiera della produzione di fibre vegetali, settore che registra una crescita esponenziale in svariati campi d’applicazione: dall’edilizia, all’aerospazio, alla cantieristica fino al medicale, solo per citarne alcuni.
Dalle sfide che ho provato sinteticamente ad elencare bisogna ora passare ad atti concreti e alla definizione, la più condivisa possibile, di un grande piano d’investimento che determini le condizioni per valorizzare e sviluppare le principali materie prime che il nostro paese possiede: la bellezza, l’Italian Style e il Made in Italy, tutti ambiti non contendibili, che non temono concorrenza perché frutto della straordinaria creatività dell’essere italiano.
Con l’avanzata inesorabile del marketing sociale (socialing) del prosumer (consumatore attivo) con l’affermazione del consumo consapevole la catena del valore si arricchisce di nuovi orizzonti che sono il senso profondo della nostra cultura produttiva, del nostro saper fare. E’ evidente che il cenno al consumo consapevole non si esaurisce con una battuta (Philip kotler per chi volesse approfondire) eppure esso è sufficiente ad indicarci la strada da percorrere.
Ne saremo capaci?
Questa è la domanda alla quale dobbiamo una risposta, questo vale per la politica che non può aspettarsi che i nodi legati alla programmazione interna, alla individuazione di un grade piano strategico per lo sviluppo vengano sciolti da eventi straordinari, vale per il mondo della rappresentanza tout court ancora troppo legato al secolo scorso e poco incline al cambiamento.
Che erano e sono in atto epocali cambiamenti, era, ed è cosa nota, indipendentemente dalla crisi sanitaria, è sulla definizione di nuovi paradigmi che ci presentano nuovi scenari che bisogna prestare la massima attenzione, chiamando a discutere le numerose intelligenze delle quali disponiamo. Oggi siamo di fronte alla demolizione dell’attenuante per troppo tempo millantata della mancanza di risorse economiche, complice l’idea dell’Europa “bara e cinica”, risorse che vanno utilizzate certamente per dare risposta immediata alla crisi sanitaria, ma anche rispondere alla richiesta di modernità del paese e del proprio sistema sociale e produttivo, tutto questo è inconciliabile con la permanente resistenza al cambiamento che ci condiziona da tre decenni almeno.
Si tratta in questo contesto di un progetto paese a più step che abbia l’ambizione di disegnare l’Italia per le prossime generazioni, a partire da una nuova e diversa architettura amministrativa capace di semplificare la vita di chi è amministrato, da una nuova organizzazione del sistema giudiziario, dal sistema formativo troppo lontano dalle esigenze che il mondo del lavoro esprime, dal potenziamento della ricerca ed infine ma non per ultimo un rinnovato senso della politica, etica del bene comune e strumento di partecipazione al processo delle scelte. Insomma di un nuovo rinascimento, un ritrovato umanesimo contemporaneo in grado rilanciare con forza il valore della partecipazione, fondamenta di ogni stato democratico, che richiama ognuno ad una responsabilità collettiva, tanto più importante in una fase come quella che stiamo vivendo.
Questo vale per tutte le forme con le quali si articolano la politica e la società, siamo tutti chiamati a fare la nostra parte perché della costruzione del nostro futuro si tratta e di null’altro.
E come diceva qualcuno scusate se è poco.

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