Messaggi e commenti per Carlo Calenda - pagina 8

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Frasi di Carlo Calenda

Mercoledì 6 gennaio 2021 20:50:04

[Calenda il Radical Chic]

Caro Calenda non si mette in dubbio la sua preparazione e la sua competenza però il fattore urticante proviene dalla sua continua retorica nella quale lei è il capace e il resto è l'abisso. Purtroppo per lei, fortunatamente per noi, non è così. Quando lei sostiene che questa è la classe politica più inadeguata di sempre significa mistificare il passato di cui lei, la sua generazione e quella precedente siete responsabili o corresponsabili. Il 160% del debito sul pil non è stato creato dal Signor Conte. Siamo il paese di Craxi, di mani pulite, delle stragi dove lo stato fu connivente, del berlusconismo, di dell'Utri, di Ruby nipote di Mubarak, del numero più alto di politici indagati e corrotti d'Europa. E si potrebbe continuare per molto. E lei ha il coraggio di esternare che l'attuale governo sia il peggio di sempre? Non scherziamo. E poi la retorica della competenza ha stancato anche le vacche della lunigiana. La famigerata competenza ha lasciato le istituzioni a brandelli. Come disse Gene Hackman nel film Allarme Rosso "Non serve aver letto l'Eneide per capire come funziona".
In bocca al lupo, sperando che riesca a dare una mano al Paese, sarebbe il primo radical chic a riuscirci.

Lunedì 4 gennaio 2021 15:36:45

On. Carlo Calenda, sconcertante il suo intervento a Tv 7: tutti d'accordo su due cose: la situazione sanitaria/economica è grave, mondiale e mai provata prima; ora non ci sono alternative al governo attuale. Perciò la logica, gli italiani e Mattarella vorrebbero che tutti, opposizione compresa, smettessero di indebolirlo con continue critiche ma lo aiutassero invece ad uscire da questo incubo con poche proposte chiare, disinteressate, adeguate alle risorse, esposte subito senza ricatti e clamore.
Gli elettori ricorderanno chi ha remato contro.
Auguri per Roma; ma lei cambi registro
Eugenia Pirilli

Domenica 27 dicembre 2020 15:24:22

Egr. dr. Calenda, in questi giorni ho visto su Rai Storia il film "Cuore" (1984) in cui lei ha interpretato il ruolo di Enrico Bottini che alla fine dell'anno scolastico ricevette il terzo premio come migliore alunno. Il suo viso era inconfondibile ed è similare a quello attuale. Allora, quando vidi per la prima volta lo sceneggiato, guardavo unicamente i nomi degli attori principali: Johnny Dorelli e Giuliana De Sio. Ma ieri il suo nome mi è saltato subito all'occhio. E ho cercato in internet il modo di scriverle.
Buon Anno a lei e alla sua famiglia. Cordialmente Sergio

Sabato 26 dicembre 2020 09:52:57

Perché solo nove miliardi per la sanità ?


Onorevole Carlo Calenda Auguri di Buon ANNO.
Pongo il problema irrisolto della nostra SANITA ': mancano i MEDICI, in particolare i medici di BASE e questa pandemia ha messo in evidenza questa carenza ma non si stanziano le risorse finanziarie per fare specializzare i giovani laureati in Medicina !!!
Quanta ipocrisia e quanta (VOLUTA ? ) disinformazione su questo delicato argomento.
Confido in Lei per porre in primo piano questa questione.
Grazie dell'attenzione sono e resto comunque un suo modesto estimatore.
Ivano da TORINO

Venerdì 25 dicembre 2020 12:00:05

La sanità nella morsa del potere delle regioni


Caro Carlo,
Sono un medico ospedaliero appena andato in pensione. La mia famiglia è sempre stata socialista. Io, invece, mi considero un liberale. Potrei quindi definirmi un liberal-socialista. Ahimè, questi due partiti non esistono più. E’ per questo che nutro simpatia nei suoi confronti. Ho letto il suo CV e spero che alla base del suo pensiero politico ci siano queste idee fondamentali. La politica è cambiata. Se non c’è ideologia non c’è appartenenza. Oggi, c’è chi vota come un partito come comprasse un detersivo. Le uniche forme di appartenenza sono quelle regionalistiche (almeno dalle mie parti). Tutti parlano di “territorio” che è una bella e valorizzante parola. Nessuno però parla più di Patria. Sono convinto che siamo dentro a uno squilibrio democratico tra l’amministrazione regionale e quella nazionale. La sanità è il più classico degli esempi. Le manderei una cartolina che fotografa questo sistema di “eccellenza” e, direi, di potere. Mi sono limitato a semplici “dati di fatto” o, se si vuole, ad “ovvietà”.
La struttura simbolica del sistema sanitario: il totem dell’azienda:
1. Azienda è un termine che implica un profitto. La salute è un bene primario e applicare questo termine alla salute non ha alcun senso;
2. Se la sanità è gestita come un’azienda, allora i cittadini sono dei “clienti” e, a loro, non è dato di vedere il retrobottega ma solo la vetrina;
3. L’azienda presuppone manager; in una cultura dove è scontata la superiorità etica e morale di ciò che è privato rispetto a ciò che è pubblico, ci sono frequenti atteggiamenti padronali;
4. Il risparmio non può essere considerato alla stregua dell’efficienza.
La gerarchia che sta alla base della governance della sanità
1. La legge stabilisce la separazione tra il ruolo di indirizzo e controllo della politica da quello esecutivo dell’amministrazione. Quando vedi un governatore con la tuta della protezione civile capisci che il limite è già stato passato;
2. Il Governatore sceglie i DG da una lista di idonei. Stabilisce un rapporto fiduciario che implica appartenenza. Ne deriva che i DG non sono indipendenti.
3. In una situazione di stabilità e di continuità da parte della stessa compagine politica all’interno di una regione, il rapporto fiduciario diventa fidelizzazione. I DG sono sempre i soliti noti e, finita la musica, cambiano solo la sedia;
4. La partecipazione dei cittadini avviene solo per mezzo delle rappresentanze sindacali o gli organi politici (Collegio dei sindaci) ovvero non avviene per nulla;
5. I primari sono selezionati sulla base dell’opportunità (politica o personale). Di fatto, con il contratto che scade ogni 5 anni, sono sotto ricatto;
6. I medici sono imbavagliati da un contratto di natura privata che prevede il licenziamento nel caso denuncino malfunzionamenti e disorganizzazione;
7. Vi è spesso una macchina del consenso attuata per mezzo di un’informazione compiacente, da qualche giornalista pennivendolo o di giornali di parte.
8. I sindacati dei medici ospedalieri sono accucciati ai piedi dei politici.
Il sistema di potere dei Vassalli, dei Valvassini e dei Valvassori
1. Il presenza del leader politico, con i suoi valori, il suo paternalismo, i confini del suo ego è palpabile. La catena del comando è corta. Ad esempio, un sindaco chiama il governatore (per favori o lamentele) ; costui chiama il DG che chiama il primario che, a sua volta, chiama il medico. Costui deve giustificarsi a priori nel caso di lamentele o prestarsi come un utile servo nel caso vi sia la richiesta di favori;
2. I giornalisti intervistano sempre i DG o i DS. Il merito di qualsiasi cosa, fosse anche un intervento chirurgico rivoluzionario, è sempre dei politici;
3. Nulla deve andare sui giornali. Quando un fatto finisce sui giornali comincia la caccia al capro espiatorio e la sua testa è esibita ai cittadini. La responsabilità organizzativa non esiste. Esiste solo la responsabilità del medico.
4. Il clima nelle aziende è rappresentabili per mezzo di due compagini: da una parte i primari che esprimono compiacimento e reticenza; tutti gli altri subiscono con passività. Nel tempo, si è affermata un’attitudine all’adattamento e all’obbedienza. Si vive come in fabbrica: si timbra, si lavora, si stimbra, si va a casa.
Conclusione:
C’è un’oligarchia che gestisce risorse e ha un potere feudale sulle aziende sanitarie. C’è un diffuso consociativismo e una rete di clientele. Passata la tempesta del COVID, ci s’interrogherà se vale la pena di fare, non dico una riforma, ma un piccolo tagliando al SSN. Già il punto è il seguente: che cosa dovrebbe cambiare? Ci sarà come contentino un aumento degli organici, un allargamento dell’imbuto formativo. Di sicuro il sistema di comando/controllo sull’assistenza ospedaliera rimarrà uguale. La sanità regionale è nelle mani e nella disponibilità dei politici regionali. Ci sono pure medici che lavorano più tempo di quello per cui sono pagati (prima per effetto dei tagli, poi per l’emergenza COVID). A nessuno passerà certo per la testa di cambiare una virgola. Anzi, semmai si tenterà di estendere il contratto di dipendenza anche ai medici del territorio. Se costoro non sono ammattiti, tuttavia, ciò non avverrà mai.

Lunedì 21 dicembre 2020 20:03:55

Onorevole Carlo, non e' possibile che solo 9 miliardi siano stanziati per la SANITA' !
Mancano i medici e non si stanziano i denari per fare specializzare i giovani laureati in medicina.
Lamentiamo seri problemi nei territori per mancanza dei medici di BASE ma SOLO 110 posti
previsti per accedere alla specializzazione di MEDICO di BASE a TORINO !!!
Non ci possono essere parole.
Ci pensi LEI, io sono un suo fan e ancora di piu'.
Ivano da TORINO

Domenica 20 dicembre 2020 16:33:23

Gent. mi Onorevole
facendo politica attiva in Calabria avrei il piacere di incontrarla per una possibile adesione politica.
Docente Università Calabria, già assessore giunta Olivieri’o, molto impegnato sul territorio, residente a Roma
Grazie per l’attenzione
Franco Rossi
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Mercoledì 16 dicembre 2020 17:44:52

Egregio dottor calenda, sono uno specializzando della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera. da molti anni noi farmacisti viviamo una situazione insostenibile, alle prese con la doppia imposizione Inps-enpaf. le scrivo perché, dopo aver apprezzato la vostra proposta (di azione) di finanziamento di maggiori borse di specializzazione per I medici (fino ad arrivare al rapporto laureato-borsa di specializzazione 1: 1), spero che voi di azione possiate farvi portavoce dei nostri disagi, dei nostri problemi. rimando ad altro messaggio il problema contratti nazionali (scaduti da anni) e stipendi (bassi).. vorrei porle all'attenzione il regolamento enpaf(ente nazionale di previdenza farmacisti), che di fatto equipara I titolari di farmacia a titolari di borse di studio, con obbligo di versamento della quota massima annuale di circa 4500 euro. parliamo di borse di studio modeste, di circa 1000euro
mensili o anche meno, necessarie a mantenersi alla scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera (della durata di 4 anni), visto che non abbiamo un contratto di formazione universitario, come previsto invece per le specializzazioni di area medica. sono altresi escluse ai borsisti la possibilita della richiesta di riduzione dell'85% della quota massima (in sostanza I borsisti pagherebbero 700euro annui) e la possibilità di pagare un contributo di solidarietá di circa 200 euro annui. il regolamento è assurdo (l'enpaf stesso è assurdo), non tiene minimamente conto dei criteri di proporzionalità nel pagamento della quota annuale, e taglia di fatto le gambe a chi vorrebbe e vuole andare avanti nella formazione (4500euro annui è un costo insostenibile). resto in attesa di un suo gentile riscontro,
distinti saluti,
carlo

Domenica 13 dicembre 2020 20:41:56

Stands-primula: costi


Buonasera,
Vorrei sapere se fosse necessario progettare, costruire e quindi montare questi fantastici stands chiamati "primula" destinati alla somministrazione del vaccino covid ?
Per fare conti della serva il costo per caduno non sara inferiore a 30000 euro (volendo pensare che il prezzo sia calmierato e controllato), questo moltiplicato per 1500 comportera una spesa base di 45000000 di euro.
Con questa cifra non si poteva pensare all assunzione di personale medico ed infermieristico e ad adeguamento di presidi sanitari ed adeguare alla vacinazione dei locali vuoti che ogni amministrazione locale ha sicuramente a disposizione?
Come al solito si assiste allo sperpero inutile e a favore degli amici degli amici delle risorse pubbliche, senza che la comunita ne tragga alcun vantaggio.
Mi rammarica sempre di piu la mancanza di rispetto per il disagio e i problemi di una intera comunita.
Anna Rita Vincenti

Martedì 8 dicembre 2020 21:20:08

1.666 licenziati da almaviva


Salve sono Ombretta Penco una dei 1666 licenziati da almaviva conctat il 23 dicembre 2016.
Da allora continuo ad essere disoccupata, la Naspi è finita a dicembre 2018 di conseguenza da gennaio 2019 le mie entrate sono di zero euro al mese.
Il reddito di cittadinanza e il reddito di disoccupazione non me lo danno perché i miei genitori hanno la casa di proprietà.
E nonostante le centinaia di cv che mando non mi rispondono o se mi rispondono mi dicono QUELLI DI ALMAVIVA NON LI ASSUMIAMO o se è perché SONO VECCHIA se negozio... Ho 43 anni.
IO VOGLIO UN LAVORO E USCIRE DALL'INDIGENZA CHE DURA DA DUE ANNI.

attendo risposta e un aiuto concreto

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