Messaggi e commenti per Gianrico Carofiglio - pagina 2

Messaggi presenti: 168

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Mercoledì 24 giugno 2020 22:04:40

Gentile Carofiglio,
non so se leggerà mai questo messaggio ma le scrivo comunque correndo il rischio che ciò possa non accadere.
Da qualche giorno mi deletto nell ascolto dei suoi libri sulla piattaforma audilble. Ho scoperto con molto piacere che il lettore dei suoi libri è lei stesso! Sapesse lo stupore che ne ho tratto. Mi sono sentita così privilegiata! l autore che legge per me! Ho cosi ascoltato il suo ultimo libro, quello che concorre per il PREMIO STREGA, che è stato per me il primo di tutti i suoi libri. Prima di LA MISURA DEL TEMPO non avevo mai letto nulla di suo. Sono poi passata a IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA e poi LE TRE DI NOTTE. Ed è prorpio questo il libro che mi spinge a scriverle La sua commozione nella lettura delle ultimissime pagine di questo libro cosi intenso, asciutto ed intimo è stata per me una esperinza toccante e profonda. Ho molto apprezzato anche tutti i passaggi in cui ho potuto ascoltare la sua pronuncia francese... Merci beaucopu!

Mercoledì 17 giugno 2020 15:21:26

Gentile Carofiglio,
Non mi illudo ma spero fortemente che lei possa leggere questo messaggio: sono un suo piccolo “seguace”; mi piace quello che pensa e dice; e poi sono ovviamente anche un suo lettore. Soprattutto quando “dipinge” atmosfere come “Il passato è una terra straniera”, “L’estate fredda” o “Il silenzio dell’onda”. Sarò breve: ho scritto un libro (c’ho provato almeno) ; è un romanzo sulla ‘ndrangheta con componenti saggistiche (mi permetta questa espressione). Sarei onorato di potergliene fare dono se lo volesse leggere. Se volesse, mi faccia avere una sua mail e con grande piacere provvederò.
Con Stima
Paolo Ferrero Ponterio

Giovedì 11 giugno 2020 17:59:51

Gentile Carofiglio,

oltre ai suoi appassionanti libri che sto divorando uno dopo l'altro, la vorrei ringraziare per avermi presentato tra le righe Natalie Merchant che in qualche modo ho mancato di conoscere nei quasi 30 anni che ho passato negli Stati Uniti. Bellissima King of May dedicata a Allen Ginsberg che ho avuto la fortuna di ascoltare mentre leggeva i suoi versi nel Greenwich Village negli anni 60.

Poi Konstantinos Kavafis che parla di Alessandria, città che da sempre mi affascina per i racconti di mia madre che lì è nata e vissuta, poesia cantata da Leonard Cohen che rimane per me un mito e il suo Chelsea Hotel. E Paul Eluard delle poesie surrealiste e amico di Dalì. Quanti nuovi amici!

Leggere è per me il piacere più grande che esiste perché apre altri mondi e i suoi libri hanno fatto un gran contributo in questa ricerca.

Oramai sono affezionata a Sacco e ovviamente a Guerrieri e fra poco comincerà la mia conoscenza di Fenoglio.

La saluti e faccio gli auguri per il premio Strega.
Loretta Ward
Roma

Giovedì 11 giugno 2020 17:59:23

Gentile Signor Carofiglio,
Sono un ex alto funzionario della Organizzazione Mondiale della Salute ove fino al 2010 ho diretto il dipartimento di Salute Mentale e Tossicodipendenze. Ho 72 anni e vivo vicino a Ginevra (può trovarmi su Wikipedia). Ho scritto il mio primo libro non scientifico: “Le lingue della paura” ambientato alla OMS: un libro sulla paura della verità. Anche un po’ da ridere e molto da piangere. È un romanzo che a me pare bello. Siccome ammiro molto la sua scrittura, Le chiedo il permesso di inviarglielo. Mi piacerebbe pubblicarlo ma anche no. Non lo so. Se Lei mi mandasse la sua email, sarei felice di farglielo avere. Se, invece, come immagino, io sono uno dei mille questuanti che vogliono mandarle le loro operine e lei non ha alcuna voglia di leggermi, non importa. Io continueró a leggere i suoi romanzi che non sono polizieschi ma operette morali.
Cordialmente
Benedetto Saraceno
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Giovedì 11 giugno 2020 17:45:30

Gent. mo Gianrico Carofiglio,
conoscendo abbastanza bene i meccanismi della disinformazione, fatti apposta per trasformare ogni cosa nel suo contrario prendo a pretesto quanto riportato su alcuni giornali di destra che in questi giorni le hanno dedicato la prima pagina per ricordarle che i grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione di menti mediocri che condannano abitualmente tutto ciò che oltrepassa la loro portata.
Costoro, nel giornalismo, rispecchiano fedelmente l’idea che si fa il protagonista del suo ultimo libro al termine di una conferenza tenuta a giovani magistrati in tirocinio…”Per alcuni il discorso che avevano appena sentito era una roba da avvocati (nell’accezione negativa del termine) un modo per immaginare ostacoli più o meno sofisticati rispetto alla possibilità, alla missione, di andare nel mondo, rimuovere i torti e fare giustizia. A tutti i costi. Inutile dire che questi missionari sono quelli che condividono con gli imbecilli il primato per il maggior numero di danni prodotti. Alcuni irreparabili.
Personalmente dal punto di vista culturale, la ritengo tra le migliori menti del nostro tempo per assertività di linguaggio, chiarezza espositiva, ordine logico e pensiero razionale.
Voglio solo dirle che è dotato dello straordinario talento in virtù del quale riesce non solo ad analizzare, con profondità di pensiero, capacità di giudizio e acute riflessioni, tesi, concetti, argomentazioni con straordinaria semplicità e chiarezza ma -e non è cosa da poco- anche a farle capire a chi l’ascolta.

Luciano Genovesi

Giovedì 11 giugno 2020 11:46:18

Buon giorno.
Sono una lettrice accanita di tutti i suoi libri.
Apprezzo molto il suo modo di scrivere, la sintassi, le descrizioni, la narrativa e la sua capacità di ambientare i racconti, nonché i personaggi. I suoi libri non sono mai con finali scontati. Apprezzo molto anche il fatto che gli argomenti, pur essendo di carattere particolare, abbiano un linguaggio preciso, specifico ma comprensibile. Ho fatto conoscere i suoi libri anche a qualche amica che mi ha ringraziato.
Sono molto fiera che lei sia fra gli autori presenti al Premio Strega, avevo acquistato "La misura del tempo" a Natale e lo rileggerò (come faccio sempre per tutti i suoi libri).
La saluto cordialmente
Maria Beatrice Molteni.

Giovedì 11 giugno 2020 08:31:22

I giornali italici non ne parlano, mentre due giorni fa, lo stesso della pubblicazione del lavoro, ne hanno parlato per esempio CNN e The Guardian. Mio riferimento facebook https://www. facebook. com/ignalazi.
Importantissimo evento archeologico convernente FALERII NOVI:
https://www. cambridge. org/core/journals/antiquity/article/ groundpenetrating-radar-survey-at-falerii- novi-a-new-approach-to- the-study-of-roman-cities/ BE7B8E3AE55DB6E03225B01C54CDD09B

Martedì 9 giugno 2020 19:50:05

Egr dott. Carofiglio, amo i Suoi libri e il Suo stile. Purtroppo non riesco a trovare i film Testimone del tempo e Ad occhi chiusi. Se mi potesse indicare un modo per trovarli, gliene sarei grata. iGrazie del forte contributo che da da alla cultura e alla Sua capacita' nella scrittura di leggere dentro i lettori

Venerdì 5 giugno 2020 13:49:20

Buongiorno signor Carofiglio. Molto semplicemente volevo ringraziarla per i suoi libri, tutti, ma soprattutto per aver dato corpo e voce al Brigadiere Fenoglio.
Anche io come lui trovo la violenza ripugnante e questo particolare me lo rende particolarmente caro oltre alla sua umanità. Mi piace molto "ascoltare" i libri perché lo posso fare anche mentre sono impegnata in altro, e letti da lei ho la sensazione che abbiano un valore aggiunto non da poco. Grazie ancora.

Mercoledì 3 giugno 2020 10:59:01

Caro Gianrico Carofiglio.
Confido che Lei mi permetta di usare questa espressione affettiva. Cari mi sono i Suoi testi, care mi sono le Sue parole e cari spesso i Suoi interventi mediatici. Ho apprezzato il Suo intervento sulle metafore e, se posso permettermi, Le segnalo una pagina, che forse conoscerà, di Umberto Eco, tratta da L’isola del giorno prima (Bompiani 1994 pag. 84), che le riporto qui sotto:
“Avrai sentito parlare di quell’Astronomo fiorentino che per spiegare l’Universo ha usato il Cannocchiale, iperbole degli occhi, e col Cannocchiale ha visto quello che gli occhi solo immaginavano. Io molto rispetto quest’uso di Strumenti Mechanici, per capire, come oggi si suol dire, la Cosa Estesa. Ma per capire la Cosa Pensante, ovvero il nostro modo di conoscere il Mondo, noi non possiamo che usare un altro Cannocchiale, lo stesso che già usò Aristotele, e non è né tubo né lente, ma Trama di Parole, Idea Perspicace, perché è solo il dono dell’Artificiosa Eloquentia quel che ci consente di capire questo Universo”

Così parlando padre Emanuele aveva condotto Roberto fuori dalla chiesa e, passeggiando, erano saliti sugli spalti, in un luogo tranquillo quella mattina, mentre ovattati colpi di cannone arrivavano dalla parte opposta della città. Avevano davanti a loro gli attendamenti imperiali lontano, ma per lungo tratto i campi erano vuoti di truppe e carriaggi, e i prati e le colline risplendevano al sole primaverile.

“Che vedi, figliolo? ” gli chiese padre Emanuele. E Roberto, ancora di poca eloquenza: “I prati. ”
“Certo, chiunque è capace di vedere laggiù dei Prati. Ma sai bene che a seconda della posizione del Sole, del color del Cielo, dell’ora del giorno e della stagione, essi possono apparirti sotto forme diverse ispirandoti diversi Sentimenti. Al villano, stanco per il lavoro, essi appaiono come Prati, e null’altro. …” …
“… Ecco figliolo: se tu avessi detto semplicemente che i prati sono ameni altro non avresti fatto che rappresentarmene il verdeggiare – di cui già so – ma se tu dici che i Prati ridono mi farai vedere la terra come un Huomo Animato, e reciprocamente apprenderò a osservare nei volti umani tutte le sfumature che ho colto nei prati…
E questo è ufficio della Figura eccelsa fra tutte, la Metafora.
Se l’Ingegno, e quindi il Sapere, consistono nel legare insieme Nozioni remote e trovare Somiglianza in cose dissimili, la Metafora, tra le Figure la più acuta e peregrina, è la sola capace di produrre Maraviglia, da cui nasce il Diletto, come dai cambiamenti delle scene a teatro. E se il Diletto che ci arrecano le Figure è quello di imparar cose nuove senza fatica e molte cose in picciolo volume, ecco che la Metafora, portando a volo la nostra mente da un Genere all’altro, ci fa travedere in una sola Parola più di un Obietto. ”

“Ma occorre sapere inventar metafore, e non è cosa per un villico come me, che in vita sua nei prati ha solo tirato agli uccellini…”
“Tu sei un Gentil Huomo, … saper formulare Metafore, e quindi vedere il Mondo immensamente più vario di quanto non appaia agli indotti, è Arte che si apprende.
Ché se vuoi sapere, in questo mondo in cui tutti oggi dan fuori di senno per molte e meravigliose Machine – e alcune ne vedi ahimè, anche in questo Assedio – anch’io costruisco Machine Aristoteliche, che permettano a chiunque di vedere attraverso le Parole…”
Io trovo che sia geniale. Che ne dice?
Grazie. Giorgio Bozzeda

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