Messaggi e commenti per Gianrico Carofiglio

Messaggi presenti: 237

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Lunedì 19 ottobre 2020 15:09:46

Caro Gianrico,
ti confesso candidamente di non avere letto tutti i tuoi libri, e di non sapere con precisione quale ruolo abbia il “rasoio” di Occam nelle indagini ivi narrate. Tuttavia, mi pare interessante riconsiderarlo in questa sede.
Chi ha una preparazione scientifica seria sa apprezzare il ruolo del rasoio di Occam nello sviluppo della scienza e della filosofia occidentale. Le spiegazioni dei fenomeni devono essere “semplici”; non bisogna moltiplicare le variabili esplicative; anzi, bisogna ridurle al numero minimo, per potere poi mettere alla prova la spiegazione proposta. Umberto Eco, ne “Il nome della rosa”, elabora il tema in maniera stimolante. Ebbene, l’attualità sembra un terreno perfetto per applicare il rasoio.
Consideriamo un romanzo apocalittico in cui una pandemia, preconizzata in un convegno a New York a ottobre 2019, dilaga in tutto il mondo come mai nessun virus era riuscito a fare. Fin dal principio della pandemia, sedicenti esperti annunciano che niente sarà più come prima – affermazione volutamente ambigua e destabilizzante – e prevedono già da subito una seconda ondata. Altri esperti prevedono ulteriori ondate e annunciano che nel futuro dovremo abituarci alle pandemie come fenomeno frequente. I governi di (quasi) tutto il mondo decidono che la lotta al virus debba essere la priorità assoluta, al punto da sacrificare sul suo altare gli altri malati di altre patologie, molte attività economiche, generare una grave recessione e limitare sostanzialmente le libertà individuali. Lo Stato “etico” si afferma a livello globale, lo Stato che decide cosa è meglio per la nostra salute, chi possiamo incontrare (gli “affetti stabili”) e soprattutto cosa dobbiamo pensare: dobbiamo sentirci colpevoli per la diffusione del virus, non possiamo porre domande sull’entità del pericolo covid, e dobbiamo accettare acriticamente i dati – non verificabili e poco plausibili – proclamati quotidianamente da una comunicazione isterica che non accetta il confronto.
Anche un lettore non particolarmente istruito concluderebbe naturalmente che tali eventi rappresentano la messa in atto di un meccanismo pianificato a tavolino e attuato in maniera coordinata e supportata dai mezzi di informazione di regime. Un lettore medio, in effetti, inconsapevolmente applica il rasoio di Occam nella lettura di un romanzo, e considera la spiegazione più semplice (e plausibile) dell’enigma. Ma non applica il rasoio nella lettura della realtà.
Per applicare il rasoio alla realtà bisogna avere pratica con l’interpretazione dei fenomeni tramite la selezione delle variabili rilevanti, cosa che il lettore medio non è in grado di fare. Il cittadino medio può pensare veramente di doversi sentire in colpa per la diffusione del virus. Carico di paure e senso di colpa, il cittadino diviene mansueto e obbediente, come prescritto da molti ordini monastici. In effetti, Occam fu processato e condannato per eresia.
Nils

Domenica 18 ottobre 2020 15:38:37

Non la conoscevo ma sono lieto di aver imparato da lei. C'è tanta gente bravissima a parlare, in apparenza. Se ascoltassimo senza guardare chi "chiacchiera", e pensassimo a ciò che non dice, PARLA SOLO, ci renderemo conto che: il poco attrezzato culturalmente, che lei ha indirizzato al suo "idolo" è una enorme gentilezza, Con rispetto,: elimini il poco attrezzato. Ho letto che ha ricevuto premi anche in Germania, Complimenti. Mi sono ricreduto molto sui tedeschi. È un popolo meravigliosamente aperto mentalmente. Ogni bene a lei ed ai suoi cari.

Domenica 18 ottobre 2020 10:57:18

Caro gianrico sono un tuo nuovo lettore mi piaci quello che scrivi. vorrei che mi dai la possibilitàdi poter acquistare il libro di DARYL DAVIS KLAN -DESTINE RELATIONSHIPS. A BLAK MAN'S ODISSEY IN THE KU KLUX KLAN dove l'ho scoperto leggendo il tuo ultimo libro GRAZIE

Venerdì 16 ottobre 2020 18:56:32

Sono un lettore veloce, disattento e superficiale e per questo mi rimane poschissimo o niente nella memoria ed è un vero peccato !
Ma sono un lettore accanito, leggo molto ma è come se non lo avessi fatto,
Ma perchè allora leggo invece di fare sport o passeggiate o altro in tutto il mio tempo libero che non è poco ? ?
La risposta è semplice: " quando leggo mi emoziono profondamente, mi sento partecipe del racconto, rivivo esperienze e, qualche volta piango " ma non per utti i racconti
solo per alcuni.
Sto leggendo tutti i suoi libri che, vivendo lontano da una città, li ritiro settimanalmente dalla mia edicola nella versione di accompagnamento al corriere della sera.
Devo confessarle che in tutti i suoi libri, sinora letti l'emozione e la condivisione è stata sempre presente e nessuno di essi è venuto meno alle mie aspettative di brevi ma profondi periodi di emozione e felicità.
Non mi rimane nulla del contenuto ma tutto del profondo e va bene così ! Grazie

Venerdì 16 ottobre 2020 17:03:21

Se dovessi giudicare i suoi libri attraverso il suo comportamento in tv dovrei pensare che essi non valgano niente. Inoltre vorrei sapere quale sia il numero delle pagine dei suoi volumi, in quanto ricordo e tuttora apprezzo l'insegnamento di un professore universitario, Chiovenda di procedura civile, il quale sosteneva che tutte le affermazioni importanti del campo del diritto e di altro non potevano che essere contenute in poche pagine, nelle quali si dovevano contenere e precisare, senza inutili lungaggini, tutti i principi basilari delle materie. Ciò, secondo me, vale per ogni scritto, dal romanzo ad ogni altro libro, per cui personalmente non mi va proprio di leggere volumi più lunghi di 100-150 pagine. Amen. avv. Pietro

Venerdì 16 ottobre 2020 14:44:56

Gent. mo dott. Carofiglio, ho letto il suo libro "Della gentilezza e del coraggio" che mi è molto piaciuto e mi ha fatto tanta compagnia; pensi che sono una persona (donna) di 93 anni, di media cultura, ma, anche se con un po' di fatica, ho gustato e condiviso i suoi profondi principi.
Se li condividessero e li praticassero tanta persone al "potere" le cose nel mondo andrebbero certamente molto meglio.
Grazie e complimenti.
Lucilla Borioni

Mercoledì 14 ottobre 2020 20:59:12

Ho una certa età e non mi sono mai fidato troppo dei mass media. Lo slogan "attention la radio ment" di sessantottesca memoria mi ha sempre solleticato il cervello. Oggi, all'unisono, sia le reti pubbliche che le altre, ci propinano sproloqui di "personaggetti" (così li definirebbe qualcuno) su virus, pandemie, chi le causa, chi non le risolve, chi non fa nulla, chi fa troppo e male etc. Dopo aver letto "Della gentilezza e del coraggio" quel rifiuto epidermico di quegli sproloqui si è concretizzato in un rifiuto motivato, comprovato e consapevole. Grazie. Nicola Imbrenda.

Mercoledì 14 ottobre 2020 14:30:33

Caro Gianrico,
osserviamo con tristezza che molti organi di informazione continuano la comunicazione isterica sulla pandemia trascurando completamente le altre patologie, gli altri pazienti e gli altri decessi. Non possono esistere giustificazioni per tale comportamento deprecabile, sia eticamente che professionalmente. Possono esistere tuttavia linee interpretative riguardo le ragioni per cui tali fenomeni (apparentemente) assurdi possono avere luogo. Una potrebbe essere la seguente.
Come noto, nell’Olanda del XVII secolo si manifestò la “bolla dei tulipani”, un aumento spropositato dei prezzi per cui alcuni bulbi arrivarono a valutazioni paragonabili a quelle di un immobile. Attribuire ad esuberanza irrazionale tale tipo di fenomeni è ingenuo; le bolle sono fenomeni di coordinamento in cui tutti scelgono la stessa strategia per ragioni squisitamente strategiche (tutto ciò senza nulla togliere alla profondità delle argomentazioni del Nobel Robert Schiller). Ebbene, il coordinamento dei mezzi di informazione sull’assoluto disinteresse per i malati non-covid (problema denunciato più volte da più operatori del settore) sembra perfettamente spiegabile da un punto di vista strategico, un fenomeno di coordinamento in cui chi non segue il mainstream viene punito economicamente (magari semplicemente in termini di costi-opportunità).
Come noto, negli ultimi decenni la game theory ha dimostrato di aprire punti di vista molto profondi sui fenomeni sociali (pensiamo alla “tragedy of the commons”). Vale dunque la pena considerare tale approccio metodologico.
Nils

Venerdì 9 ottobre 2020 22:32:21

Carissimo dott. Carofiglio, ho scoperto i suoi romanzi grazie all'inziativa del Corsera della Sera e mi hanno accompagnato per tutta l'estate. Ancoa oggi li divoro e mi complimentp con Lei per quel senso di malia, di legerezza e di storie noir vissute da personaggi dolcemente malinconici. In alcune pagine ho la senzazione che camminino accanto al tempo, lo guardano con distacco e lo lascino fuggire via senza rincorrerlo. Mi rilasso, il tempo scorre, ma accanto senza disturbarmi.
Detto ciò vengo alla parte "prosaica" di questa lettera segnalandoLe un errore, ameno penso che tale sia ! Nel romanzo " Le perfezioni provvisorie", precisamente a pag 334 Guerrieri afferma di essere stato 2 ore a casa Ferraro, poi a pag 335 puntualizza di essere uscito da casa Ferraro dopo tre quarti d'ora.
Egregio Carofiglio se così fosse, con un amichevole sorriso potremo chiamarla " Una Imperfezione provvisoria".
SalutandoLa rivolgo i miei più sinceri complimenti con una sottile pumta di sana invidia per la sua arte e professionalità.
Ad maiora semper.
Roberto Confalone

Mercoledì 7 ottobre 2020 16:25:22

Buongiorno

Sto leggendo il suo interessante saggio, “Della delicatezza e del coraggio”.
A pag. 70 richiama i KOAN zen, e ne propone alcuni...
Vorrei regalargliene uno, creato da me.

Stavamo pranzando e la mia ex moglie chiedeva con molta insistenza a mia figlia se avesse mai avviato una relazione con un ragazzo.
Sebbene più volte sollecitata mia figlia non rispondeva...

Per evitare a mia figlia una situazione che diventava imbarazzante, ricorsi all’esperienza zen che stavo approfondendo, e dissi:

“non vuol chiudere una porta che non ha mai aperto”

Un cordiale saluto

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