Bernardo Provenzano

Bernardo Provenzano

Bernardo Provenzano

Biografia • Ultimo Padrino

Ritenuto uno dei capi di Cosa nostra (la mafia siciliana), succeduto a Totò Riina negli anni '90, Bernardo Provenzano nasce a Corleone il 31 gennaio 1933. Soprannominato Zu Binu, oppure Binnu u tratturi (Bernardo il trattore, per la violenza con cui stroncava le vite dei nemici), è stato arrestato il giorno 11 aprile 2006, dopo una latitanza record durata oltre quarant'anni (era ricercato dal 9 maggio 1963).

Inizialmente Provenzano apparteneva assieme a Riina alla cosca mafiosa del boss corleonese Luciano Liggio; negli anni '60 commette i suoi primi omicidi. Già da questo periodo la sua fama è quella di terribile killer sanguinario.

In questo periodo si è nel corso della prima guerra di mafia palermitana contro i Navarra. Giuseppe Ruffino, Calogero Bagarella, Giovanni e Bernardo Provenzano, sono quattro tra i sicari i più temuti: la mattina del 9 maggio tendono un agguato a tre esponenti del clan Navarra (Francesco Streva, Biagio Pomilla e Antonino Piraino), eliminandoli.

Dopo aver ricevuto una denuncia per la strage, Bernardo Provenzano fa perdere le sue tracce.

Per i quarant'anni che seguiranno di Provenzano rimarranno solo alcune brevi registrazioni vocali (poi scomparse misteriosamente dal tribunale di Agrigento) e una foto segnaletica risalente al 18 settembre 1959 che raffigurava il volto sbarbato di un uomo elegante, con i capelli ordinati e lucidi di brillantina.

Il suo nome torna prepotentemente nelle cronache il 10 dicembre del 1969 quando cinque uomini con la divisa da finanzieri entrano in una palazzina per eliminare Michele Cavataio, detto "Il Cobra". Provenzano è fra questi: uccide tutti sparando all'impazzata.

Approda ai vertici di Cosa nostra all'inizio degli anni '80. Non è d'accordo con Riina per gli omicidi di Falcone e Borsellino, ma lascia fare. Dopo la risposta dello Stato dell'eliminazione di Leoluca Bagarella (arrestato il 24 giugno 1995), diventa il nuovo capo di Cosanostra; in breve Provenzano cambierà radicalmente il modo d'agire tipico della mafia corleonese. Applica la mediazione, consentendo alla Mafia di rimanere quasi invisibile per oltre un decennio.

Provenzano si considera un ministro investito dall'alto, alla maniera dei vecchi padrini, e come loro si sente come un padre che cresce una famiglia: tipico è riscontrare questa sua tendenza nelle lettere che scrive. In questo sta una differenza fondamentale con il predecessore Riina.

Introduce anche un sistema amministrativo che redistribuisce i proventi alle cosche, organizzandole in organismi spezzati ma ampi, abolendo di fatto la gerarchia tipica della cupola. Suo mezzo di comunicazione sono i cosiddetti "pizzini" (da lui stesso così chiamati), termine siciliano per indicare bigliettini di carta con brevi appunti, nello specifico utilizzati dal boss per comunicare gli ordini.

Bernardo Provenzano viene segnalato nel 2003 presso una clinica francese vicino Marsiglia, dove si era recato per sottoporsi ad un intervento chirurgico alla prostata. Probabilmente viene accompagnato da Attilio Manca, urologo italiano poi trovato misteriosamente morto a Viterbo per overdose.

L'arresto di Bernardo Provenzano

È la mattina dell'11 aprile 2006 quando Bernardo Provenzano viene catturato in località Contrada dei Cavalli, a Corleone, in un casolare di campagna. Solo due settimane prima del ritrovamento, il suo avvocato Salvatore Traina aveva sostenuto che Provenzano era morto da anni. A tradire il boss pare sia stato l'ultimo suo pizzino, inviato alla moglie la mattina stessa dell'arresto, tramite il quale gli investigatori sono risaliti all'abitazione nella quale il boss si rifugiava. Un'altra versione vorrebbe che siano stati seguiti i pacchi di biancheria partiti da casa della moglie verso il casolare.

In precedenza già condannato in contumacia a tre ergastoli (oltre ad altri procedimenti in corso) il giorno successivo all'arresto Provenzano è stato trasferito dal carcere palermitano dell'Ucciardone, al carcere di massima sicurezza di Vocabolo Sabbione (Terni); messo in isolamento, e sorvegliato costantemente da un sistema di videocamere.

Gli ultimi anni di vita

Il 15 dicembre 2012 sembra tenti il suicidio in carcere.

Il 9 aprile 2014 per l'aggravarsi delle sue condizioni viene ricoverato all'ospedale di San Paolo di Milano, proveniente dal centro clinico degli istituti penitenziari di Parma. Nell'estate 2015 la Cassazione lo rimanda comunque al 41 bis per tutelare al meglio la sua salute perché altrimenti in un altro reparto sarebbe a rischio sopravvivenza.

Di nuovo ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano, muore all'età di 83 anni il giorno 13 luglio 2016.

Frasi di Bernardo Provenzano

3 fotografie

Foto e immagini di Bernardo Provenzano

Commenti

Mercoledì 19 ottobre 2011 13:54:10

BERNARDO PROVENZANO clonato… si legge “Codice DAT - la Santa Scrittura”

FRANCESCO CLONAZIONE BERNARDO PROVENZANO
(FCBPRLERAORONNNVCAAEEZRNSIDZCOOAONNEO)

F› FRANCESCO
CBP› COATTIVATORE CHE STIMOLA LA TRASCRIZIONE GENETICA
R› PROPRIO
LERA› LUI ERA/ L’ERA - TEMPO
ORO› ANCHE QUESTO/ ORO
N› HA
NN› NOME SCONOSCIUTO
V› IN
CA› SIA QUESTA
A› A
E› E
EZ› E TUTTO
R› PROPRIO
N› HA
SI› SI
DZ› GEMELLI DIZIGOTI
CO› SIA QUESTO
OA› LUI
ON› IN FUNZIONE
NEO› MACCHIA SCURA

TESTO:
San Francesco (firma)
CBP coattivatore che stimola la trascrizione genetica proprio lui (Provenzano) era anche, questo (Provenzano clonato) ha nome sconosciuto in sia questa a e e tutto proprio ha sì gemelli dizigoti sia questo lui (Provenzano) in funzione macchia scura.
°°°oppure°°°
CBP coattivatore che stimola la trascrizione genetica proprio l’era oro, ha nome sconosciuto in sia questa a e e tutto proprio ha si gemelli dizigoti sia questo lui in funzione macchia scura.

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