Totò Riina

Totò Riina

Totò Riina

Biografia • Male italiano

Salvatore Riina, conosciuto da tutti come Totò, nasce nella città di Corleone, vicino Palermo, il 16 novembre 1930. In carcere dal 1993 è uno dei componenti rimasto a lungo ai vertici della Mafia italiana.

La sua prima grande pena da scontare risale al 1949 quando, a soli diciannove anni, deve scontare un periodo di detenzione lungo sei anni: la pena viene inflitta a causa dell'uccisione di un coetaneo durante una rissa; dopo la morte del rivale Riina sarebbe tornato a Corleone per assumere un ruolo di rilievo ai servizi del boss Luciano Liggio. In questi anni il clan di Liggio si sarebbe scontrato con quello di Michele Navarra per il predominio nel paese, scatenando quella che sarebbe stata poi definita "guerra di Mafia".

Totò Riina viene arrestato nuovamente nel 1963; sconta alcuni anni di prigione poi viene assolto nei due processi a suo carico, che si svolgono rispettivamente a Bari e Catanzaro. Il mafioso viene assegnato al soggiorno obbligato ma da subito riesce a risultare latitante.

È in questo periodo che Liggio viene arrestato; Riina prende il suo posto e al comando del clan cosiddetto "dei corleonesi", accresce notevolmente il suo potere economico e finanziario grazie allo spaccio di droga e alla sistematica vittoria nelle gare d'appalto nelle opere edilizie.

Successivamente toglie di mezzo il boss Stefano Bontate e riesce a conquistare il potere su tutta l'organizzazione di "Cosa Nostra": ordina diversi omicidi e realizza di fatto in questo periodo storico una campagna aggressiva contro lo Stato.

È il 15 gennaio 1993 quando Riina viene catturato dal ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) dei Carabinieri; il boss ha già alle spalle due condanne con l'ergastolo come pena. Il suo arresto avviene nel centro di Palermo, al primo incrocio di fronte alla sua villa in via Bernini, dove Riina aveva trascorso 25 anni di latitanza.

Viene rinchiuso nel carcere speciale dell'Asinara, in Sardegna, dove rimane fino al mese di luglio del 1997. In seguito è trasferito al carcere di Marino del Tronto ad Ascoli dove, per circa tre anni, è sottoposto al "carcere duro" previsto per chi commette reati di mafia.

Il 12 marzo del 2001 viene revocato l'isolamento, consentendogli così la possibilità di vedere altre persone nell'ora di libertà.

Negli anni successivi si susseguono diversi processi per altri crimini commessi, per i quali vengono previsti altri ergastoli. Arriva a totalizzarne 26.

Malato da tempo, il «capo dei capi» Totò Riina muore il 17 novembre 2017, il giorno dopo aver compiuto 87 anni. In coma da giorni dopo due interventi chirurgici, si spegne nel Reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Nonostante l'isolamento, l'età e le condizioni precarie di salute, era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa nostra.

4 fotografie

Foto e immagini di Totò Riina

Commenti

Mercoledì 22 novembre 2017 00:13:56

Non è che la controparte di U ZU TOTO' l'abbia fatta più pulita negli anni di gestione dell'economia Italiana,facendo un debito publico di 2300 miliardi di euro, ma sti soldi dove sono andati a finire, in tasca al mafioso?

Forse U ZU TOTO' ci ha visto lungo quando ha iniziato la guerra contro lo stato, voleva che tutti sti debiti non ci fossero mai stati, o che qualche moneta arrivasse pure ai cosiddetti PERI NCRITATI, ma lo stato non "è stato" per niente d'accordo, anche se ha cercato di trovare un compromesso mandando suoi organi di governo per la tratta con il corleonese, ma non scendiamo a particolari che scomodano persone importanti e per (bene). La collera che hanno perche’ alcuni uomini sono morti mentre svolgevano il loro lavoro, guadagnavano 2-5-10 milioni di lire, vita agiata, cibi selezionati, priorità scolastiche, sanità d’èlite ecc. e quei poveretti che vivono alla periferia di questi privilegi e muoiono di lavoro ,vita disagiata, cibi con preferenza eco, scarsa cultura, sanità con turnazioni mensili e annuali; non sanno governare manco un branco di maiali. Toto de Curtis: ma siamo uomini o caporali
La mafia è morta con Totò Riina Haha che beffa.

Lunedì 20 novembre 2017 08:15:53

Sono cristiana e in quanto tale dovrei perdonare e invece spero che bruci c l'eternità all'inferno c questa gente reontroducerei la pena di morte: Falcone e Borsellino sono morti a 50 anni e questo maledetto mafioso ad 87 no non è giusto. Confido nel Signore che faccia giustizia!!!

Mercoledì 15 febbraio 2017 15:38:55

come si chiama il figlio di toto' , quello in fase di recupero spedito a padova per studiare?

Martedì 27 novembre 2012 19:26:25

Ci sono persone in Italia che sapevano ed accettavano da anni la latitanza di Riina e quando lui ha tirato troppo la corda lo hanno incastrato. A noi invece facevano credere che lo cercavano disperatamente..ah ah ah

Giovedì 9 febbraio 2012 14:33:15

Salve a tutti.IL SIGN. RIINA è un gentiluomo un galantuomo.una persona che il corso della vita non è stato facile come potrebbe esser stato per noi altri che veniamo da un era diversa..ha dovuto subire e patire la fame...bisogna sostenerlo..incoraggiarlo..lo stato dovrebbe mandarlo ai domiciliari non è giusto tenerlo in carcere ad 81anni...potrebbe esser un nonno per noi tutti!vergognatevi di trattarlo così fate schifo tutti quelli ke pensano ke debba restare li no lui!

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