Messaggi e commenti per Corrado Augias - pagina 11

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Frasi di Corrado Augias

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Biografieonline non ha contatti diretti con Corrado Augias. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Corrado Augias.

Sabato 1 maggio 2021 09:12:22

In “Quante storie” giustamente è stato stigmatizzato il comportamento di Erdogan e Michel nei confronti della signora Van der Leyen. Perchè in trasmissione la signora Zazza è alle spalle dell’ospite di turno? Mi sembra proprio sgarbato, quantomeno. Si può rimediare?

Venerdì 30 aprile 2021 20:53:28

Gentilissimo Augias,
lavoro come arteterapeuta, ormai da molti anni.
L'Arteterapia è una tecnica che permette di utilizzare il linguaggio dell'arte come mezzo terapeutico e che valorizza le risorse della comunicazione non verbale in un contesto di cura.
La mia esperienza in particolare con bambini e adolescenti, mi ha portato a riflettere su due aspetti fondamentali che caratterizzano i percorsi terapeutici: le emozioni e la soggettività. Due aspetti apparentemente risaputi e scontati ma che noto sempre più trascurati, in favore di una sorta di “burocratizzazione” delle varie forme di cura. Un approccio quantitativo che esclude tutto quello che sfugge a schemi di valutazione oggettiva. Su questo argomento ho scritto un breve testo intitolato “Ogni sguardo è unico” pubblicato da Bruno Mondadori.
Sarei davvero onorato di avere una sua opinione e se mi permette le invierei al più presto, a un indirizzo da lei indicato, una copia del libro.
Un cordiale saluto e davvero grazie per l'attenzione
Sergio Schenone

Venerdì 30 aprile 2021 16:16:21

Noi dipendenti della p. a. (insegnanti in particolare nullafacenti per molti) abbiamo sempre pagato fino all'ultimo centesimo le nostre tasse e i contributi. In molti casi ci siamo trovati a risolvere problemi surrogando un'azione che spettava alla famiglia spesso disastrata. Ma "usi ad obbedir tacendo" non ci piace metterci in mostra. Sarebbe simpatico che i nuovi contestatori esibissero i loro 740 e quello dei loro dipendenti nelle proteste di piazza. Nicola.

Venerdì 30 aprile 2021 14:29:48

Lavorare in una amministrazione pubblica


Buongiorno Corrado Augias,
da sempre la seguo e la ritengo (il mio giudizio vale quel che vale) uno dei migliori giornalisti! Grazie alla sua pacatezza unita alla chiarezza nell' esporre le sue ragionate tesi è un piacere ascoltarla. Anche oggi (30/04/2021) la seguivo, come tutti i venerdì, nella trasmissione "Quante Storie" sono rimasto stupido nel suo giudizio di quanti vorrebbero lavorare nella Pubblica Amministrazione. Mi spiego: ho lavorato in una pubblica amministrazione per 35 anni (ora sono in pensione), in precedenza ho lavorato per aziende private, certo si ha una certezza nella, seppur misera, busta paga ma durante questa epidemia le ricordo che la maggior parte dei dipendenti pubblici (forse la totalità) hanno continuato a lavorare da casa con i propri dispositivi e la propria connessione a Internet pagandosi le relative spese (quando al mattino si usciva tutti di casa il riscaldamento rimaneva spento fino a tardo pomeriggio) non è possibile segnare ore di straordinario nonostante si rimane al lavoro mediamente un paio di ore di più oltre il normale orario non è possibile utilizzare il buono pasto (magari farsi portare una pizza). Altre categorie ricevono la cassa integrazione e non fanno nulla.
Durante i miei 35 anni di lavoro presso una pubblica amministrazione ho sempre considerato il mio datore di lavoro il contribuente ed essendo anch'io contribuente mi sono comportato di conseguenza e così la quasi totalità dei colleghi, di certo non utilizzavo tempo e mezzi per miei privati scopi (mi riferisco al suo giudizio di chi usava l'aereo di stato per andare in ferie).
I docenti si sono trovati a improvvisare lezioni online come fosse una cosa scontata, vedo spesso collegamenti della potente Rai che si interrompono oppure l'audio inascoltabile pensi come gestire una lezione, con mezzi non Rai, in queste condizioni con la sempre nominata ma non attuata banda larga! Potrei continuare con un moltitudine di esempi ma per ora Le ricordo ancora che anche le Forze Armate (da Lei menzionate) fanno parte della Pubblica Amministrazione.
Lavorare per una Pubblica Amministrazione è quasi una missione e la maggior dei dipendenti pubblici ci mettono l'anima ma sembra che siano più importanti i pochi miseri "furbi del cartellino".

Ho scritto queste righe di getto con un po'di rabbia sarei grato di sapere se Lei "è d'accordo"

Di certo continuerò a seguirLa con piacere
Buona giornta

Venerdì 30 aprile 2021 13:39:55

Come posso fare a recapitarle un volume?


Gentile dott. Augias,
avrei piacere, spero condiviso, di inviarLe un volume che tratta di un capitano americano, prof. di Harvard, e capo dei Fine Arts and Monuments AMGOT nel 1943 a Palermo. Quest'uomo in cinque mesi di permanenza palermitana, luglio - dicembre '43, seguì la messa in sicurezza e ricostruzioni dei monumenti e opere d'arte in Sicilia ma soprattutto a Palermo, fornendo consulenze e finanziamenti mentre nel resto d'Italia continuavano le operazioni militari. E' un lavoro di ricerca molto controverso e fuori dai solito stereotipi.
La ringrazio se vorrà rispondermi e tanti, tanti complimenti.
Cav. Attilio Albergoni - Palermo

Mercoledì 28 aprile 2021 13:33:09

Resilienza


Buongiorno

Eccellente dottor Augias

La prego di volersi spendere affinché la terminologia aziendalista e tecnicista non contamini il linguaggio. Già gli anglicismi lo inquinano quotidianamente. Perché dobbiamo dire, container designer lockdown, quando per ciascono di essi la lingua italiana dispone di più sinonimi? Senza parlare di ripartenza, criticità, implementazione. E adesso salta fuori la resilienza. Le giuro che non sono un fascista. Non mi sognere mai di chiamare ardente, il cognac, Ma adesso è troppo. Per favore, lo dica anche all'ottimo professor Zanchini.

Codialmente

Enrico Beretta

Venerdì 23 aprile 2021 14:42:25

LetturaDay


Caro Corrado,
(mi conceda questo familiare appellativo)
La seguo sempre con enorme piacere, incluso attualmente nella rubrica "Tante storie" con Giorgio Zanchini. Fate una... "bella coppia", tra il serio ed il faceto. Grazie per quello che ci offrite il venerdì.

Discorsi seri affrontati, come deve essere, con leziosa scioltezza.

Tengo a ringraziarLa particolarmente oggi, perché, alla fine della puntata, Lei ha detto in TV ciò che io ho urlato, saltando dalla mia sedia, quando ho sentito "LetteraturaDay", nonché la (gretta) coda esplicativa dell'edidore sul perché del "Day" anziché "Dì"). ..

Speravo che almeno il DanteDì avesse potuto mettere fine, almeno a questa odiosa pratica del "questooquelloDay". È avvilente osservare questo vituperio linguistico che ci assilla al quotidiano tra i "Caregivers" (pronunciata normalmente car giver, cioè chi dà l'auto), le "Card" di vario genere (saranno finite le tessere) ecc... Senza parlare dei bombardamenti di "lockdwon", "smartworking" (l'ho sentito pronunciare financo "smarwokkin").

È altrettanto desolante osservare che gli enormi sforzi fatti dalla prestigiosa "Accademia della Crusca", che suggerisce costantemente termini italiani, per evitare ostrogotismi angloidi. Siccome, come abbiamo imparato a casa "il pesce puzza dalla testa", fino a quando l'Amministrazione Pubblica continua a sfornare terminacci quali "Family act" (Decreto o Legge famiglia deve essere sicuramente impronunciabile), "Welfare" (benessere sarebbe troppo imtelligibile per tutti), "Autority" (Autorità sarebbe troppo italiana 😬) e così via, temo che la deturpazione della stupenda e vasta lingua italiana sia inesorabilmente
irreversibile.

Non se ne può proprio più di sentire parolacce da notabili o Amministratori pubblici che non nutrono alcun rispetto per la lingua italiana e ancora meno per il pubblico a cui si rivolgono (che sovente non riesce proprio a capire di cosa si tratti) 🙄☹😡.

Corrado, se è riuscito a leggermi fin quì, La ringrazio per la Sua attenzione, mentre La saluto con sincera ammirazione.

Gianni
(Reggio Emilia)

P. S. Spero che riesca ad estendere i documentari sulle città italiane, che seguo con estrema attenzione e trepidazione (sic)

Mercoledì 21 aprile 2021 07:50:30

Lei continua ad offendere i napoletani, ora tacciandoli di 'meschino provincialismo'. È lei, Augias, il provinciale piccolo piccolo, che travestito da intellettuale, insegna al paese la triste lezione del pregiudizio.

Martedì 20 aprile 2021 17:52:52

Polemiche sulla sua puntata su Napoli


Caro Dottor Augias,
ho seguito con passione tutte le sue puntate dedicate alle città segrete italiane. Ma quella su Napoli l'aspettavo con particolare trepidazione perchè amo quella città, ci ho vissuto per 7 anni durante gli studi universitari e credo di conoscerla abbastanza (mi sono laureato lì in sociologia con una tesi sulle origini della camorra).. Ebbene, devo dire che non riesco a condividere la levata di scudi degli "intellettuali" napoletani che hanno criticato duramente la sua trasmissione. Quanto alle critiche di una certa destra fascista e neo-borbonica, me le aspettavo e non dò ad esse peso. In verità all'inizio anch'io stavo per cambiare canale, non tanto per Cutolo ma per la parte dedicata a Maradona, che mi è sembrata retorica e banale. Poi però devo riconoscere che lei ha trattato con equi-distanza le vicende dell'abortita rivoluzione del 1799, citando appunto Cuoco che ne prevedeva il fallimento a causa dell'invasore francese e della distanza di Serra di Cassano, della Pimentel Fonseca e degli altri rivoluzionari dal sentimento del popolino. Ha descritto bene la vita e le opere di Giuseppe Moscati, le vicende di Masaniello, l'opera straordinaria di Eduardo De Filippo, le Quattro Giornate di Napoli, davvero non capisco perchè certi napoletani si indignano quando si parla di camorra. La camorra è il prodotto di un certo assetto socio-economico e del rapporto tra popolo alto e popolo minuto e, in una società caratterizzata dall'assenza di mobilità sociale ascendente, la violenza è stata l'unica risorsa di cui il povero, il sottoproletario (Cutolo ad esempio) poteva disporre per risalire lungo la piramide sociale e riuscire a trattare quasi alla pari con ministri e presidenti vari. Forse è questo che l'intellighenzia partenopea non vuole che si mostri ? Comunque a me il suo programma è piaciuto. Se poi la borghesia napoletana vuol nascondere la polvere sotto il tappeto, peggio per lei. Con stima, Giulio Pica, Sala Consilina (SA)

Lunedì 19 aprile 2021 18:27:52

Carissimo Direttore, mi auguro che Lei citi in pubblico, durante la sua trasmissione, questi semplici fatti:

1) ma come si fa a pagare un mutuo se non si ha reddito? cosa si deve vendere una persona per soddisfare ai bisogni delle banche ? non possono aspettare anche le banche che tutte le situazioni si assestino?

Si ricordino, le banche che i cattivi pagatori non sono i poveri cristi come noi, ma tutti coloro che non pagano le tasse e cominciare a recepire che noi siamo gli Italiani che hanno sempre pagato tutto e tutti, non i cinesi, che non pagano niente per anni e poi quando fanno i controlli se nè vanno e ne compare un altro nuovo pronto a ricominciare il giochetto del non pago, premesso che io non sono razzista,

2) ma perché non denuncia i cosi detti trader, che rubano solo soldi dalle tasche di cosi denominati investitori, promettendo guadagni favolosi, che non ci sono e non ci saranno mai, perché ci saranno solo richieste di denaro e abili raggiri tramite le carte di credito per rubare identità e denaro?

Indaghi e mi spieghi il perché di questi fatti.

Ed infine le voglio comunicare una verita assoluta l' Italia dei partiti politici deve finire, il partitismo deve finire una volta per tutte, uomini veri devono essere al centro del potere, come il sig. Draghi, e non fantocci che non decidono mai niente.

Saluti

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