Messaggi e commenti per Corrado Augias - pagina 57

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Biografieonline non ha contatti diretti con Corrado Augias. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Corrado Augias.

Domenica 17 novembre 2019 18:45:00

Gent. mo Sig. Augias, sono un sacerdote sardo. Prima di tutto le devo dire che la stimo molto e credo di aver letto quasi tutti i suoi libri (che poi regalo alla biblioteca comunale...). Il mio curriculum studiorum è laico (e grazie alla scuola pubblica) e tale rimango nella lettura della realtà, ma sono un credente (anche se a volte mi definisco un "credente ateo" o un "ateo credente"). .. ed anche docente di teologia. Il più delle volte concordo con lei, anche se talora la sua lettura del religioso ovviamente non concorda con la mia. Ho appena terminato di leggere "Il grande romanzo dei vangeli". Per me nihil novum sub soli, però, secondo me, insieme al prof Filoramo, che è storico del cristianesimo, almeno per i testi biblici sarebbe stato un arricchimento più scientifico l'apporto di un serio esegeta. E' giusto un mio benevolo "rimprovero", ma i testi neotestamentari (e in buona parte quelli da lei citati), hanno bisogno di questo apporto. Non basta cioè una lettura storicistica dei testi, ma appunto un'esegesi più ampia, critica e completa. E' un mio parere... Comunque le rinnovo i miei complimenti e siamo nella stessa linea nella necessità di confrontarci con questo mondo così (spero apparentemente) distratto, ignorante e in balia delle sirene ammaliatrici. Saluti. Valerio Manca (in "arte" p. Emmanuele)

Domenica 17 novembre 2019 10:25:33

Gentile Dottor Augias, ha mai notato che la Chiesa ha paura di fare i conti con la usa storia?

Nei giorni scorsi papa Francesco ha condannato con forza l'antisemitismo che ancora infetta l'Europa. Evidentemente si è completamente dimenticato di quello che hanno combinato i cristiani per ben 2000 anni!
Già nel primo secolo, tra neocristiani ed ebrei, è nato un odio viscerale che ha generato una bimillenaria persecuzione dei giudei con stragi terribili (forse un centinaio di milioni di morti). I Padri della Chiesa non hanno mai cessato, nel primo millennio, di attaccare gli ebrei, pubblicando "vere e proprie calunnie". Gli imprudenti scritti, di sapore razzista ed antisemita, elaborati da Tommaso d'Aquino furono ampiamente strumentalizzati dai contemporanei e nei secoli seguenti: gli ebrei sarebbero "antisociali, propensi all'idolatria, caratterizzati da efferatezza d'animo, venalità e cupidigia". Le oltraggiose affermazioni di Tommaso, condivise anche da altri santi medievali, armarono domenicani e francescani che fomentarono sanguinosi tumulti contro gli ebrei L'aggressiva predicazione di francescani, domenicani ed agostiniani giungeva al culmine durante la settimana santa, nel corso della quale si scagliavano contro gli ebrei le più roventi definizioni: "rapacissimi lupi, voracissimi cani, succhiatori del sangue dei poveri cristiani, servi del diavolo, perfidi, rabbiosi e dalla dura cervice".
Nel secolo XVI l'atteggiamento della chiesa verso gli ebrei è diventata ancor più intollerante: nel 1555 papa Marcello II li ha associati alle pubbliche meretrici e più infami dei loro antenati. Padre Marcello di Montaillé, verso la fine del XIX secolo, descrisse il giudeo mediorientale: "egli è interamente schifoso nel fisico e nel morale; è mentitore, abbietto, ipocrita, e tutto questo si legge anche sul suo volto scialbo e lungo".
Le bimillenarie denigrazioni contro gli ebrei coinvolsero anche i loro luoghi di culto: per Giovanni Crisostomo le sinagoghe erano sinonimo di bordello mentre per Ambrogio erano la casa del diavolo; pertanto le faceva bruciare con solerzia (meglio se con gli ebrei dentro). Per quasi due millenni gli ebrei romani hanno dovuto subire l'accusa infame di deicidio, ripetuta da tutti i papi. Anche nel resto della cristianità questa imputazione fu sempre ribadita e propagandata. Nacquero cosi i ghetti, gli insulti e le persecuzioni.
Nel 1899 i gesuiti, su La civiltà cattolica, definirono gli ebrei "razza deicida". Nel 1939 padre Agostino Gemelli attaccò le "consorterie giudaico-massoniche" nemiche del cristianesimo definendo gli ebrei come "popolo deicida". Queste accuse che iniziarono a circolare nel XIX secolo furono incoraggiate da Pio IX che, dopo il 1870, diede libero corso alla polemica antiebraica sulle pubblicazioni vaticane. Il 23 marzo 1918 Benedetto XV si congratula pubblicamente con monsignor Jovin autore di La judéo-maçonnerie et la révolution sociale e di La judéo-maçonnerie et la domination du monde, i cui titoli lasciano chiaramente intendere il loro contenuto diffamatorio antisemita. Il Segretario di stato, cardinal Gasparri, invia le sue pubbliche congratulazioni al prelato razzista.
Nel 1920 l'Osservatore romano diede credito ad un articolo antisemita del giornale francese La Croix, in cui si evidenziava il ruolo degli ebrei nella rivoluzione russa: "Gli ebrei erano passati dal vero Dio all'adorazione di Satana e, a causa del loro odio, costituivano un vero pericolo per Cristo e per i cristiani".
A questo punto è facile comprendere come l'odio contro gli ebrei, nutrito oramai da tutta la cristianità, abbia dato origine alle leggi razziali e, subito dopo, alla terribile strage di circa 7 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti e Croati. Di queste stragi terribili i protestanti tedeschi ed i cattolici romani sono completamente responsabili. Neanche la pazzia di Hitler avrebbe potuto concretizzarsi, se le due religioni, nettamente maggioritarie nei due paesi, si fossero coalizzate per opporsi con fermezza al dittatore.

Da: "La vera storia del cristianesimo che i fedeli forse non conoscono" (Europa Edizioni).
Autore: Cingolani Gianfranci ( --- )

Sabato 16 novembre 2019 15:51:27

Gentile dott. Augias, a pagina 220 de "Il grande romanzo dei Vangeli" scrive:"... vediamo quali altri personaggi sono presenti:... UNA COPPIA DI MANSUETI ANIMALI" e a pagina 181 de "I segreti d'Italia"
scrive: "non si accenna alla creazione del presepio con l'inclusione di due animali, il bue e l'asino, DI CUI NON C'E' TRACCI NELLE SCRITTURE". Allora, ci sono o non ci sono? La posso aiutare.
Nei Vangeli non c'è traccia, ma nei presepi casalinghi ci sono. Tutta colpa del nostro Patrono d'Italia, che nel suo presepio li introdusse, avendo per riferimento il Salmo 1, 3 "il bue conosce il proprietario, e l'asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende". E' una provocazione di San Francesco d'Assisi che ci chiede: voi siete come il bue e l'asino?
Ma ci sarà qualcuno che oggi capisce il messaggio?
Cordiali saluti.
Arnaldo Solimano

Mercoledì 13 novembre 2019 10:12:17

Gentilissimo
curo l'ufficio stampa della Fondazione Camillo Cavour che annuncia la nascita del Centro Alti Studi sullo Stato. Lo farà con il Convegno LO STATO, IL PASSATO, IL SUO FUTURO
Stato Sovrano e Costituzione Democratica che avrà luogo al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano venerdì 15 novembre. Oggi ho letto la sua presentazione sempre efficace del libro "Le Democrazia totalitaria" e per empatia ho pensato che le avrebbe fatto piacere sapere della nascita di questo Centro.
Nell'ambito del programma "Luoghi della Cultura" promosso da Compagnia di San Paolo
Il Centro Alti Studi sullo Stato della Fondazione Cavour
in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

LO STATO, IL PASSATO, IL SUO FUTURO
Stato Sovrano e Costituzione Democratica

Torino, 15 novembre 2019 ore 17 - 19. 00
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano - Sala Codici
Piazza Carlo Alberto 8
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Preceduto da una visita guidata gratuita al Parlamento Subalpino (inizio ore 16. 00 - punto di incontro cortile di Palazzo Carignano) questo primo incontro a segna l'inizio dell' attività del Centro Alti Studi sullo Stato (Fondazione Cavour), e rientra nel quadro del Programma "Luoghi della cultura" promosso da Compagnia di San Paolo.

Con la istituzione del Centro Alti Studi sullo Stato, la Fondazione Cavour si pone l'obiettivo di analizzare le trasformazioni che ha avuto la concezione dello Stato dalla Rivoluzione Francese ai giorni nostri, naturalmente intendendo per "Stato", la organizzazione di tutte le istituzioni collettive, nell'ambito delle quali la cultura assume un ruolo centrale, attraverso i suoi profili essenziali: la istruzione, la formazione e la comunicazione.
Le ricerche del Centro avranno quindi un duplice carattere: quello storico - italiano ed europeo - nella prospettiva della sua attualizzazione e quello sistematico, per la speranza che si crei un dibattito sul presente e sul futuro, non centrato solo sulle questioni della amministrazione ordinaria.
Il convegno risponde all'urgenza di analizzare come l'apparente scomparsa dei dibattiti ideologici e ideali, sostituiti da una globalizzazione che tocca indiscriminatamente ogni frazione della nostra vita, ha visto sorgere società dell'indifferenza e del superfluo incapaci di regolare la vita associativa delle popolazioni del mondo contemporaneo.
La visita al Parlamento Subalpino segna un filo rosso del dibattito pomeridiano: Dallo Stato allo Stato - cosa è cambiato?
Tra le varie forme di Stato che abbiamo conosciuto, specie negli ultimi due secoli, la condizione democratica si è dimostrata, ad un tempo, quella preferibile, ma anche la più fragile.
Assistiamo a un declino della qualità della vita politica perché la statualità cede il posto all'autoritarismo e al personalismo, e le classi politiche si rivelano in debito di leadership.
I conflitti possono moltiplicarsi, le chiusure reciproche e il rifiuto del dialogo possono lasciare spazio a forme di decadenza, di separatismi e restringimenti di quell'universalismo che aveva fatto la forza della cultura occidentale, a cui sono succeduti desideri di separazione, particolarismi, ed egoismi che stanno frenando l'andamento della società planetaria.
Future grandi sfide come l'idea di Costituzione, e il ridimensionamento della sovranità, sono al centro del convegno animato da alcuni tra i migliori intellettuali capaci di analizzare il pensiero politico contemporaneo: Lorenzo Ornaghi (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Bernardo Sordi (Università di Firenze) e Luigi Bonanate (Università di Torino).
Gli interventi giocano sui binomi: Democrazia e Nazione, Democrazia e Amministrazione e infine Stato e Democrazia.
Un dibattito intrigante e di necessaria contemporaneità.

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La ringrazio per l'attenzione cordiali saluti
Daniela Trunfio

Giovedì 7 novembre 2019 17:36:29

Gentile dott. Augias, Le segnalo il libro di Giovanni Magnani Origini del cristianesimo vol 2 "Gesù costruttore e maestro Cittadella Editrice 1996, in quanto l'autore, noto studioso gesuita, enfatizza la presenza di Sefforis a soli 5/7 Km da Nazaret, importante centro ellenistico ricostruito da Erode Antipa. Io ho avuto la fortuna di visitarla (occorre un permesso speciale) e ben compresi che i ricostruttori ebbero una grande necessità di carpentieri e costruttori. Magnani suppone che Giuseppe e Gesù vi abbiano lavorato per lunghi anni, apprendendo il greco e il lessico teatrale. Ciononostante, si continua a considerare Giuseppe, per il quale condivido la sua simpatia, un modesto falegname. Sefforis continua a non essere valorizzata; non l'ho mai vista citata nei percorsi di pellegrinaggio. Nemmeno Lei, così curioso e desideroso di conoscere e interpretare, ne ha colto le illuminanti prospettive, pur citandone l'esistenza a pag. 179 de "Il grande romanzo dei Vangeli". A proposito, mi congratulo per il Vostro dialogo. Spero, ora, che qualche lettore legga i Vangeli...
Cordialmente, Arnaldo Solimano

Mercoledì 6 novembre 2019 11:36:27

Illustrissimo Corrado Augias, segue attraverso i suoi libri sul cristianesimo da molti anni. Per essere ancor più preciso dal 1997 feci la scelte di approfondire questo filone letterario. Ho acquistato il suo ultimo lavoro, il grande romanzo dei vangeli con l'eccellente contributo di Filoramo. IN questo libro sono molte le cose che la pregherei di precisare:
1) Nel vangelo secondo Pilato, il ruolo della moglie Procula la quale fu addirittura miracolata dal Cristo per una malattia vaginale e per questo ricevette Cristo a palazzo, ebbe un ruolo a dir poco interessato nella condanna al Gesù con interventi continui su Pilato affinche non venisse condannato.
2) Il ruolo di Giuda. Anche qui il ruolo di Giuda nel Vangelo omonimo viene riportato che Giuda stesso era tra gli apostoli il piu illuminato e quindi il piu fido di Gesu, al punto che a Lui Gesu diete il compito di portarlo alla morte dietro attraverso il tradimento affinchè si realizzasse la volotnta del Padre.
Sono cose che ho letto ma non hanno nessun riscontro storico, oppure sono interpretazione trascurabili in quanto riportate su testi di vangeli poco attendibili? Grazie e mi scuso del tempo che se vorrà, metterà a mia disposizione.

Mercoledì 6 novembre 2019 08:20:47

Buongiorno, gentile sig Augias l'ascolto spesso e la stimo molto. Presa dalla quotidianità della mia vita con figlie all'estero ho trascurato da tempo la lettura pur avendo un marito che ha sempre letto molto e di tutto. Ho appena superato i 70 anni e mi piace leggere. Per maturare le mie lacune letterarie vorrei delle indicazioni sulla scelta di testi classici e autori significativi per ricominciare in modo adeguato. Abbiamo una biblioteca ben fornita ed io nn riesco a scegliere per es. tra i classici. La ringrazio immensamente
Cristina Lucignano

Martedì 5 novembre 2019 23:03:47

Anni fa ho visto in TV la presentazione di un libro di cui non ricordo il titolo. Lei ha letto alcune parti tra cui quella che diceva che il professore facendo lezioni in classe riusciva a capire quale ragazza fosse la più disponile per un rapporto amoroso con lui.
Desidero sapere il titolo del libro.
Ringraziandola in anticipo La saluto cordialmente.

Martedì 5 novembre 2019 01:05:27

Il suo narcisismo è talmente mostruoso che è superato soltanto dalla sua nullità, banalità, banalità e ancora banalità, per fortuna mi tengo alla larga dai suoi libri, mi basta averla sentita per caso in TV e cambiato subito canale. Perché non va in pensione una buona volta, e non si occupi per favore di Gesù, lei lo lasci in pace e da ateo ignorante e becero vada a passare il tempo ai giardinetti... meglio non scriva libri sacrificando alberi inutilmente e senza alcuna idea degna di tale nome. Già in Italia avanza un degrado culturale (che è anche morale, perché le cose sono collegate), smetta di contribuirvi impunemente e spudoratamente. Ma soprattutto non si occupi di scrivere su temi che richiedono vero studio, onestà intellettuale e amore per la ricerca della verità e della bellezza (ad esempio sul Cristianesimo). Direbbe Totò: ma mi faccia il piacere! Lei sa benissimo che non ha spessore culturale, ma è una vita che bleffa, la smetta lo dico per il suo bene!!!

Domenica 3 novembre 2019 14:16:57

Buonasera Dott. Corrado Augias,
ho trovato veramente interessante il suo intervento di questa mattina su chi in nome di Dio professa opinioni e processa ideologie.
La storia insegna e ritorna, gli uomini spesso nascondono le proprie insicurezze e le proprie colpe dietro un semplice perdono.
Spero che il tempo del Medioevo sia solo un lato oscuro del nostro passato. Grazie

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