Messaggi e commenti per Enrico Mentana - pagina 4

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Biografieonline non ha contatti diretti con Enrico Mentana. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Enrico Mentana.

Sabato 2 ottobre 2021 12:09:08

Buongiorno dr Mentana,
Sono Giulia, mi sposo il 9 ottobre. Vorrei fare una sorpresa ad Enrico, il mio futuro marito. La seguiamo sempre su la7 e la stimiamo molto.. Le farebbe un brevissimo video di auguri per il suo grande giorno?
Grazie
Giulia Bragantini

Sabato 2 ottobre 2021 08:51:03

Buongiorno dott. Mentana Le scrivo perché è da molto tempo che ho una domanda alla quale non ho mai trovato nessuno in grado di darmi una concreta risposta; nello specifico, mi riferisco all'eccesso di legittima difesa, dove la difesa deve essere proporzionale all'offesa vediamo se capisco bene: se uno mi da uno spintone io posso pestargli un piede... se ricevo un pugno, se riesco glielo restituisco ma se mi da una coltellata come faccio a restituirgliela? io sono sempre il "secondo" forse sarebbe meglio che agissi per primo per tentare di salvare la mia incolumità e no perché altrimenti mi indagano per eccesso di legittima difesa. Onestamente non so se devo mettermi a ridere o a piangere, è tutto così semplicemente assurdo... Ricordo come il direttore Sansonetti si è scagliato contro l'assessore della lega di Voghera, se ricordo bene, definendolo sceriffo pistolero, sarei molto curioso di sapere quale avrebbe dovuto essere il comportamento di questo individuo una volta a terra sicuramente intontito, dolorante con l'aggressore che intendeva ancora colpire con un calcio come si evince dai filmati, gia avrebbe dovuto ragionare come non incorrere nell'eccesso... Sansonetti sa che cos'è l'istinto di conservazione? E se lui si fosse trovato nella stessa situazione, come si sarebbe comportato? Ora qualcuno ha "tirato fuori" la genialata: vietiamo la vendita delle armi bene allora siamo certi che la stessa cosa sarà valida anche per i criminali? Io mi imbestialisco ma poi penso che quando si vive in un paese dove quando un criminale ti entra in casa e certamente non per fare 4 chiacchiere e prendere un caffe, se gli fai del male devi ancora risarcirlo, rovinarti la vita e magari finire in galera è tutto detto... per me la mia persona quella dei miei cari, la mia casa e persino la mia bicicletta sono inviolabili le ho pagate con il mio sudore ed il mio lavoro. Voglio sperare che il Sansonetti e quelli come lui non debbano mai mettere alla prova il loro garantismo sulla propria pelle e che possano continuare a "pontificare" seduti comodamente su una poltrona. Cordiali saluti.

Venerdì 1 ottobre 2021 16:56:42

Io mi auguro che questa mia venga letta da Lei, vede Lei ci ha oppresso mer mesi. tutte le sera apriva il Suo TG. con il povero Zaki... addirittura proponendogli di avere la Cittadinanza Italiana. Poi dal momento che si è venuta a sapere il suo capo di imputazione.. cioe' che Lui dimostrava a favore dei Cristiani Copti... Lei ha smesso di parlare di zaki. adesso tutte le sere apre sul caso Morisi e la droga... finchè non verrà fuori la verita' che è una bufala. dal momento che questa storia era del ferragosto. poi uscita ad arte adesso.. Mi e gli chiedo:

perche' non parla mai del figlio di grillo e del suo stupro.. la vergogna e' che il tutto e' stato rinviato a babbo morto... questo e' lo schifo. e la ministra cartabia su questo ha taciuto... avete difeso per anni il vostro idolo il sindaco di locri, lucano, adesso che 'e stato condannato gridate allo scandalo. ma non era letta che disse: le sentenze vanno applicate?. .. mi scusi parli con onesta' di questi due acsi. lo stupro di grillo e del ladro lucano. grazie.

Venerdì 1 ottobre 2021 12:14:23

Ricercatore precario del CNR chiede aiuto


Gentile Direttore Mentana,
mi chiamo Francesco, e ho 42 anni, una famiglia, un figlio di 8 anni. Ma il mio nome non è importante, ed è quello di altri 400 mie pari che sono nelle stesse condizioni. Sono un ricercatore precario del CNR. Non voglio rubarle tempi eccessivi nella lettura di questa lettera, per cui eviterò i dettagli tecnici e amministrativi. Non siamo tutti giovani ora, ma siamo quei giovani, neo-laureati nel periodo antecedente la crisi mondiale del 2008, che non sono riusciti mai ad essere integrati nel mondo del lavoro, per via di una “anticostituzionale” sfortuna nell’essersi trovati nel luogo giusto ma al momento sbagliato. La legge che porta il nome di Madia, nel 2017, ha portato alla stabilizzazione diretta chi con anzianità di servizio di 3 anni aveva anche solo un giorno di Tempo determinato nel CNR ad una certa data. Purtroppo negli enti di ricerca il TD è costoso, e spesso si utilizza la formula dell’assegno di ricerca, che dà nella pratica gli stessi doveri di profitto scientifico di un TD, alla metà del costo e senza in pratica diritti. Come può immaginare molti di noi si ritrovarono in quella condizione e non vennero assorbiti direttamente. Si trovò la formula di un concorso riservato, che in 1300 superammo. Di quei 1300 ne rimaniamo 400 circa e al 31 Dicembre senza altro intervento molti di noi, quasi tutti, saranno per strada. Si parla delle cifre che potrebbero servire, ma non voglio parlare di questo, voglio solo gridare l’ingiustizia generata dall’abuso della forma contrattuale più economica per i ricercatori operanti nell’ente, che infine ha creato cittadini di serie A e di serie B.
Mi chiedo inoltre se il paese, che dopo due anni di grave depressione, può privarsi, nel silenzio più assoluto, e nonostante le parole di facciata che fanno pregio alla ricerca e ai ricercatori, di 400 ricercatori e del know-how che hanno saputo maturare nell’ente di ricerca italiano più grande e prestigioso.
Chiedo solo che si possa dare voce a questi 400 cittadini, padri, madri, direi anche patrioti nel non seguire le sirene dell’estero e che probabilmente dovranno seguire a partire dal 2022.
Un ricercatore precario del CNR

Domenica 26 settembre 2021 09:53:03

Cartellino rosso


Gentile Mentana Enrico
Nelle prossime ore, regalerò una maglia bianconera della Juventus, al mio amico Idrissa.

Gli chiederò di indossarla più volte possibili.

Come da lei indicato speriamo, possa proteggerlo dalle espulsioni ed anche dalle tante cattiverie ed idiozie.

Mi permetta qualche dubbio

In molti credono che questa maglia sia stata rappresenta dalle peggiori figure del paese.

Breve riepilogo; l’industriale G. Agnelli, il disonesto Scirea, Sivori, il politico Platinì, il frivolo Del Piero, e senta, senta il cattivo cattivo Conte.. lunga lista da Boniperti a Zoff.

Che “ gentaglia “

Questa rappresentazione ci porta a chiedersi come sia possibile che questi colori siano i più amati nel calcio da parte degli italiani …

Le lascio un passaggio alla Cudrado, per la sua prossima infelice battuta.

Buona domenica.

Venerdì 24 settembre 2021 15:38:56

Egregio direttore buongiorno, questa mattina ho sentito quello che Draghi ha detto presso la confindustria e cioè che l'Italia acquisterà 45 milioni di dosi vaccino da donare ai paesi poveri ed io, implicitamente ho capito, con mia grande sorpresa e stupore che l'Italia è un paese "ricco". Sicuramente mi sarò perso qualcosa, come si possa asserire una "frescaccia"del genere, sinceramente mi sfugge. Esistono in Italia decine di migliaia di persone che vivono e devo ancora capire ora, come facciano con 500 € al mese di pensione, le varie associazioni che offrono gratuitamente e quotidianamente cibo a migliaia di individui, il ceto medio che si sta impoverendo sempre più, disoccupazione, industrie multinazionali che dopo aver fatto i loro porci comodi delocalizzano le attività lasciando col sedere per terra centinaia di famiglie (lo stato glielo consente). .. persone che vivono in auto che non hanno nessuna assistenza, città sommerse dai rifiuti, natalità quasi azzerata e chi mette al mondo un figlio con un lavoro precario senza nessun consistente orizzonte di lavoro, un immigrazione praticamente incontrollata che non si riesce a gestire con incremento della delinquenza; sinceramente il modello del così detto "paese ricco" lo immagino leggermente diverso: ricco economicamente dove la fame e la. miseria sono spariti, dove tutti possono vivere una serena lavorare, crescere i figli, la sanità che funziona alla grande (oggi se non hai quattrini puoi morire "tranquillamente " in attesa di una visita o di un'operazione che tanto non frega nulla a nessuno se non ai tuoi cari... povera Italia... quanta pena... come ti sei ridotta dagl'anni settanta ti sei persino ridotta ad essere governata da un paninaro, da un DJ, da un assicuratore... pensavo di vedere anche il mio macellaio ed invece no sicuramente tutti grandi statisti... Ah ora ho capito Draghi stava sognando ad occhi aperti ecco tutto spiegato. La saluto cordialmente, Piergiorgio. l

Giovedì 23 settembre 2021 11:30:31

Chi tutela noi consumatori poveri?


Buongiorno Dr. Mentana, spero che nel suo telegiornale si parlerà anche di questo. Sono, come tutti, al corrente del fatto che, tra poco, sempre per esigenze secondo me solo di mercato per accattare più soldi e non già NOSTRE, dovremo cambiare il televisore, ancorchè nuovo e a meno che non sia di recentissima generazione. Io possiedo un SAMSUNG che ho già provato a sintonizzare sui canali 100 e 200 dove, come temevo, non ricevo la famosa scritta che indicherebbe come il televisore in mio possesso sia già pronto per ricevere le reti Mediaset e successivamente la RAI. Il mio televisore tuttavia funziona benissimo, l'ho acquistato (altra coercizione) quando si passò dall'analogico al digitale terrestre e buttarlo via con noncuranza, come si fa con i telefonini da sfoggiare non già perchè non funzionino più, ma soltanto per motivi esibizionistici legati al consumismo sfrenato, mi sembra un delitto, una follia che non posso permettermi, peggio ancora, uno schiaffo alla miseria.. Vivo infatti solo di modesta pensione e non ho l'apporto economico di un marito o di un figlio che possano aiutarmi nelle spese, e neppure altri redditi oltre la pensione, e per me spendere 300/400 euro (il minimo sindacale) per i capricci del mercato o dell'Europa Unita è cosa oltremodo ingiusta, peggio, coercitiva, ammontando il mio modesto reddito, dopo aver lavorato per più di 41 anni in regola, a soli 1400 euro mensili. Non è dunque quello di un parlamentare o di un libero professionista. Non voglio lamentarmi, pensando alle innumerevoli persone che hanno perduto il lavoro e sono a spasso, però questi soldi mi servono per le prime necessità (e basta): mangiare, pagare le bollette che continuano a lievitare pure se non consumiamo e pensare alla mia salute dal momento che non sono giovane avendo 67 anni e in farmacia pago tuto, tutto, ma proprio tutto. Sono al corrente che esistono i decoder, ma è ancora tutto da verificare se potranno essere applicati anche a televisori come il mio e senza contare la mano d'opera per risintonizzare i canali. In più, c'è da aggiungere che non appartengo alla schiera dei furboni che non pagano il canone TV. Io lo pago regolarmente anche perchè lo stesso (pur essendo questa norma incostituzionale, così mi è stato riferito) è agganciato alla bolletta della luce, però stavo già contemplando la NECESSITA' di disdirlo dal momento che anche la RAI, sia pure in fase successiva alle reti Mediaset, la cui visione, almeno per me finirebbe in gratia et amore dei se volessi tenermi il televisore nonostante, si adeguerà ai diktat europei (come per l'ora legale, che per i consumatori si traduce in notevole risparmio di energia elettrica.. I rimborsi? Ma mi fanno semplicemente ridere. Per una spesa anche di 400 euro, che per me sono tanti restandomene in tal caso solo 1. 000 per vivere, anzi, per sopravvivere, è grasso che cola se si riceve un rimborso di 100/150 euro che, oltre ad essere una goccia nel mare, chissà poi SE e QUANDO verrà effettuato. Le rate? MAI! ! provengo da una famiglia numerosa in cui, negli anni '60, con le rate si faceva tutto, ma ricordo bene l'ansia, le rinunce ed i sacrifici dei miei genitori per pagare le rate e non voglio ripetere quell'esperienza, piuttosto me ne vado a letto con le galline! Insomma, tutto ciò è assurdo e ingiusto, considerando anche che la maggior parte degli italiani, ormai, non ha più soldi da spendere per il necessario (consiglio una visita nei supermercati di Roma) e figuriamoci in spese voluttuarie, perchè, almeno per me pensionata e immagino non solo per me, queste spese si configurano, come pure i telefonini di ultimissima generazione, come "spese voluttuarie", vale a dire quelle che non posso inserire nel mio budget domestico. In più mettiamoci che siamo tuttora in fase Covid con annessi e connessi (spesa mascherine, tamponi, test nella migliore delle ipotesi e cure nella peggiore), e ciò comporterà per altre persone la POVERTA'. Non era, questa, una manovra da fare, a meno di non realizzare una televisione di "lusso" ed a pagamento anche per le reti Mediaset, come la RAI e SKY. Ciò premesso, la domanda è: chi tutela noi consumatori poveri? Lo Stato, essendo la RAI televisione di Stato? Ma ne dubito fortemente. Grazie

Lunedì 20 settembre 2021 09:36:42

Io resto: il covid-19 vissuto dall'interno


Egr. Dr. Mentana,
mi chiamo Simona Bulla e Le scrivo da un piccolo paese sperduto nella bassa bresciana, Borgo San Giacomo, uno tra i più colpiti dalla pandemia come molti altri luoghi bresciani e bergamaschi.
Mi rivolgo a Lei Dottore poiché, al di la della stima profonda che ho nel Suo lavoro, è probabilmente una delle persone più trasparenti per quanto concerne la diffusione delle notizie per come sono, non edulcorate da politicismi e personalismi spesso inutili e dannosi.
Per farla breve, nel febbraio del 2020 mio fratello (gravemente disabile) ha contratto il COVID-19, ed accompagnato dalla nostra mamma è stato ricoverato all’ospedale civile di Brescia, al terzo piano nel reparto infettivi.
La presenza di mia mare era indispensabile poiché l’ospedale non aveva risorse umane specializzate da dedicare a Luigi ventiquattro ore al giorno.
Io da casa, con mio marito e mio figlio, seguivo il succedersi degli eventi ed il mare di informazione e disinformazione che filtrava dal media finché un giorno chiamando mia madre l’ho sentita particolarmente stanca e provata.
Premetto che mia madre era una donna di settantaquattro anni in perfetta salute e molto forte anche dal punto di vista caratteriale, tant’è che vedova a 47 anni ha saputo portare avanti una situazione familiare non facile nemmeno in situazioni cosi dette “normali”.
Ho contattato i medici del civile riferendo l’impressione che mia madre non stesse bene, e dopo la loro conferma – infrangendo ogni protocollo – ho lasciato la mia famiglia e mi sono precipitata al reparto infettivi per assisterli.
Mia madre aveva celato il COVID ai medici per paura di essere allontanata da mio fratello e ciò le è stato fatale, la sua età non le consentiva la terapia intensiva (riservata ai più giovani che avevano forse qualche speranza in più di poterne uscire vivi) e l’unico passo caritatevole riservatole è stata la morfina.
Sono rimasta con Luigi per tre lunghe settimane, nessuno dei medici avrebbe scommesso un centesimo sulla sua guarigione, ma la sua tenacia unita alla mia hanno fatto in modo che Luigi potesse uscire da quell’inferno. Nel frattempo avevamo perso la mamma, una zia ed uno zio nell’arco di tre giorni.
Nel periodo in cui ho vissuto in ospedale, ho avuto modo di aiutare, nel mio piccolo (sono solo un’impiegata amministrativa) anche chi è stato ricoverato nella stanza con mio fratello: somministravo i pasti, aiutavo a rifare i letti, prendevo temperature e saturazione, mi davo da fare e la notte riposavo su una sedia accanto alla porta per tenere sotto controllo la situazione.
Non ringrazierò mai abbastanza l’intero staff degli infettivi che in quel periodo mi ha adottata e consolata quando con il cuore lacerato dovevo sorridere per dar forza a Luigi, lontana da mio marito e mio figlio sperando di non ammalarmi, sarebbe stata la fine.
Ne sono uscita completamente indenne, nonostante le docce senza riscaldamento ed il cibo che faticavo ad ingurgitare, non ho neppure sfiorato il COVID-19.
Il giorno in cui siamo stati dimessi, l’intero personale ha voluto salutarci e mostrarci affetto.
Nel frattempo, un giovane regista MICHELE AIELLO, aveva preso contatto con i vertici dell’ospedale civile al fine di poter girare un docufilm che mostrasse ciò che era accaduto e che ancora stava accadendo dentro quelle mura, e così è stato.
Giovedì 16 settembre il film dal titolo IO RESTO è stato presentato alla presenza delle autorità cittadine e dell’spedale a Brescia, in quell’occasione sono stata invitata ed ho assistito alla proiezione.
Mi sono resa conto che questo film non può e non deve rimanere un evento di nicchia, ma è dovere morale che venga diffuso il più possibile: tutti devono sapere.
Ognuno di noi deve capire davvero cos’è successo all’interno di quelle mura, per avere una conoscenza vera al di là di quanto detto e riportato.
Le sarò grata se potrà vedere il docufilm e parlarne per amplificarne la diffusione.
Grazie per la Sua attenzione e buona giornata
Simona Bulla
Cell. 339-------
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Sabato 18 settembre 2021 20:29:41

Escursioni verbali tra cinghiali, topi e latinorum


Buonasera Dr. Mentana.
Come ogni sera, Giuseppe Brindisi, con l'immancabile "apporto" di Piero Sansonetti, che sfodera logorroici commenti ai soliti fatti e fattacci del belpaese (in testa, ancora i novax per chi avesse perso qualche puntata di questo melodrammone strappaventricoli) ammicca ironicamente sorridente dalle reti Mediaset per denunciare le incredibili "invasioni barbariche" cui è quotidianamente sottoposta la Città Eterna. Invasioni che, nella fattispecie, non sono stavolta di immigrati, bensì... di cinghiali. Fenomeni che non si dovrebbero verificare, nella Capitale d'Italia! tuona Il Sansonetti, cui non par vero di fare sfoggio della propria cultura avvalendosii di frasi ed allocuzioni in puro "latinorum", - L'Azzeccagarbugli, - s'inserisce l'ugualmente fiero della propria cultura Giuseppe Brindisi, come se nessuno di noi (vabbè che siamo un popolo d'ignorantoni) avesse mai letto i promessi Sposi, che denuncia come fatto grave la scesa in città non già dei lanzichenecchi oppure delle mandrie di pecore che fino agli inizi del novecento dalle campagne capitoline si spingevano nel centro abitato (bei tempi), bensì di cinghiali, mettendo il tutto in macchietta con riferimenti culinari alle pappardelle o allo stufato di questi poveri animali. Che, se si spingono fin dentro le mura capitoline, un "motivo" l'avranno pure, povere bestie. Ma la cosa sconcertante è che nè il Sansonetti e neppure il Brindisi denuncino invece come FATTO GRAVISSIMO l'invasione di topi, anzi di sorci (quelli neri, di fogna) che ormai non si limitano ad apparire tra i cumuli di rifiuti di cui Roma è disseminata, ma sfrecciano indisturbati trai nostri piedi. E' accaduto a me, che abito nel centro storico di Roma, e non solo a me, di trovarmeli inaspettatamente davanti mentre stavo camminando oppure d'intravederli mentre s'infrattano sotto le auto in sosta. A questo punto, il no comment degli imperturbabili inglesi ci starebbe molto meglio di una parolaccia che qui non posso scrivere perchè altrimenti mi censurano, Però dovendo fare una scelta, vorrei chiedere a Sansonetti ma anche a Brindisi che si diverte immensamente a queste quisquilie e pinzillacchere come direbbe Totò, cosa preferirebbero i romani buongustai, ma anche loro? un piatto di pappardelle al cinghiale oppure spezzatino di Dobo- Dobo? Meglio, prima di Dobo-Dobo, ma adesso proprio di Dobo? Per chi non capisse, consiglio la visione di uno dei film di Fantozzi e delle sue disavventure in Africa, di cui ora mi sfugge il titolo. Manzoni, però, me lo ricordo.. Grazie

Lunedì 13 settembre 2021 09:40:54

I soliti, stucchevoli "sfottò"


Buongiorno Dr. Mentana.
Nella trasmissione di ieri sera, condotta dall'inamovibile Veronica Gentili (Groarrrr!) - ma si prende mai un giorno di vacanza, quest'agguerrita e grintosa ragazza? - a grandi titoli viene annunciato (con successivo dibattito) " Green pass: ora tocca agli statali! " che, titolato così, suona quasi come una minaccia. Io ritengo che, nella categoria - peraltro sempre più sparuta dei no vax" - non rientrino soltanto i deprecati e odiati "statali" bensì categorie molto più a rischio,: insegnanti e medici in testa, e poi che so, conducenti dei mezzi pubblici, addetti ai servizi commerciali, bancari e via dicendo, chiunque insomma, entra in qualche modo a diretto contatto con il pubblico. E gl'immigrati? Siamo certi che appena sbarcati vengano sottoposti a vaccinazione oppure no, per cui continueremmo ad andare avanti, nella lotta al covid, col classico cane che si morde la coda??? Ciò premesso, ripartire in categorie i vaccinandi con sottotitolo "ora tocca a tizio! " "ora tocca a caio! " mi sembra oltremodo discriminatorio, con suono quasi punitivo mentre dovrebbe essere il contrario, retaggio di mentalità "razziste" restìe a morire.. Esiste forse qualche indagine che registra come i no vax siano più numerosi tra gli statali? Non mi pare, mi sembra che lo "scandalo" sia allargato perlopiù a medici e insegnanti che rischiano il posto, se non si convincono da soli. Non si dice "ora tocca agli statali, ora tocca ai ristoratori, ora tocca ai netturbini e via nominando ma, cosomai, "il vaccino devono farlo tutti" a prescindere dal lavoro che svolgono e comunque dando la priorità a chi entra maggiormente a contatto con la gente, ai più deboli e indifesi come anziani ed ammalati.. Ah, devo precisare, per dovere, che io sono "statale". Eppure, il vaccino me lo sono fatto già da mesi, ora aspetto la terza dose, mi sto vaccinando anche contro il raffreddore e farò pure, quando sarò chiamata, l'antinfluenzale. Spero di aver accontentato (e zittito) i detrattori. Grazie.

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