Messaggi e commenti per Enrico Mentana - pagina 4

Messaggi presenti: 471

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Lunedì 1 giugno 2020 19:00:40

Buonasera direttore. Con grande stima la seguo da anni, e non solo perché interista... non mi aspetto risposte o condivisioni ma le porgo solo uno spunto di riflessione. Sono dottore commercialista ed esercito da quasi 40 anni nei quali in materia fiscale ne ho viste di ogni. Mi ritengo un privilegiato ma non sono il solo, nonostante mi scopra appartenere in base al mio dichiarato nella schiera dell’1% degli italiani con i redditi più alti. Ogni governo da sempre inserisce nel proprio programma la lotta alla evasione fiscale, salvo poi far finta, per chiari motivi elettorali. Ogni governo inserisce nei propri programmi aiuti più o meno importanti ai “meno abbienti”, identificati dal reddito dichiarato nel 740 (ora modello unico). Ogni governo fallisce regolarmente nella lotta all’evasione che, con la scusa dei politici mangiasoldi e dei controlli rari e in molti troppi casi condotti da persone incompetenti, invece di diminuire aumenta di anno in anno. Il Covid ci ha colto impreparati. Non per la inefficienza del personale medico e infermieristico ma per la mancanza dei fondi necessari; mancanza dovuta oltre che alla mancanza di soldi degli evasori anche per i costi iperbolici pagati per i materiali (ma questo è un altro capitolo). Vengo al punto. Il Covid 19 ha messo in ginocchio le partite iva che adesso scendono in piazza e protestano per i mancati aiuti. Aiuti che mancano perché mancano le tasse da molti di questi, che ora pretendono un aiuto dall’alto, non pagate a tempo debito. Perché non si crea un sistema di aiuti commisurato ai redditi dichiarati ? Se io ho dichiarato con una gestione “normale” 10. 000 euro di utile all’anno dalla mia attività, ha senso che oggi imputi al Covid perdite di guadagno per due/tre mesi di scarsa o nulla attività ? Come mai i nostri governanti non ci arrivano A capire che i soldi dati a “pioggia” premiano come sempre i furbetti (e ladri) ? Grazie e buon lavoro.

Domenica 31 maggio 2020 21:38:48

Siamo ancora noi gli idonei infanzia e primaria 2016, siamo ancora qui a voler difendere in nostri diritti! ! la nostra categoria è stata dimenticata da tutti! ! Sindacati, e forze politiche. Negli anni la giurisprudenza ha tutelato la classe di concorso degli idonei: per gli idonei della pubblica amministrazione fu varata la Legge 165 del 30 marzo 2011, che con l’art. 35 comma 4 75 del 25 settembre 2012, non assunti a seguito del piano assunzionale di cui al presente articolo, sono assunti a tempo indeterminato quali docenti, con decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2016. ” 82 del 24 settembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, concorsi ed esami, n. tutela gli idonei della pubblica amministrazione. Gli idonei concorso scuola 2012 furono tutelati con un colpo di teatro e un consenso trasversale il 02/05/2015 “con l’introduzione del comma 7-bis all’articolo 8 del ddl: “I soggetti iscritti a pieno titolo alla data di entrata in vigore della presente legge nelle graduatorie del concorso di cui al decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. così la VII Commissione Cultura della Camera ha stabilì il recupero degli idonei del concorso Profumo (rectius: i soggetti inseriti nella graduatoria di merito del concorso 2012) nel piano assunzionale straordinario previsto nel disegno di legge sulla scuola C 2994 proposto dal governo di allora. Recentemente è stato varato un decreto il n. 16 del 30/12/2019 che con l’art. 2 salva tutti i vincitori e gli idonei del concorso Ds, questo Decreto in seguito è stato tramutato in Legge n. 8 del 28 febbraio 2020 tutelando la categoria idonei Ds. Molti idonei 2016, delle regioni del Nord sono stati assunti, dal Lazio in giù marciamo nelle graduatorie. Nonostante le nostre lotte, né i sindacati, né le forze politiche ci avete dato credito, e voce. Negli anni sono state tutelate tantissime categorie di docenti, tranne la nostra. Ci è stata prospettata la possibilità di una “Call Veloce” di un cambio di regione, nella remota possibilità di essere assunti in altra regione, qualora si rendessero disponibili dei posti dopo le immissioni in ruolo di agosto. In questa foto allegata si legge che per la Call le fasce aggiuntive verranno posti in coda al concorso 2018!!! Concorso sanatoria, che ha concesso a molti candidati di firmare e immettersi in una graduatoria permanente, senza sostenere neanche la prova semplificata prevista, mentre noi del concorso 2016 abbiamo sostenuto e superato TUTTE LE PROVE CONCORSUALI SELETTIVE! Nel programma del Movimento 5 stelle di febbraio 2018 si leggeva "PROGRAMMA SCUOLA MOVIMENTI 5 STELLE: Censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero (diritto, storia dell'arte, musica, ecc...) ai fini di attuare una programmazione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole e inserire gli idonei nelle graduatorie di merito del concorso 2016" Si comprende bene vero? INSERIRE GLI IDONEI NELLE GRADUATORIE DI MERITO DEL CONCORSO 2016! ! Il movimento 5 stelle è andato prima al Governo con la Lega, eh ma la "Lega" non gli ha concesso di farlo era lei la regista al dicastero della Pubblica Istruzione. Ora c'è il Movimento 5 stelle al dicastero, ma ha un'improvvisa amnesia di massa! ! Prima dell'asse Governo M5s Pd, alcuni esponenti della Commissione Cultura gridavano in ogni media la parola "Meritocrazia", ma hanno dato uno schiaffo enorme a questo termine ponendo docenti meritevoli in coda a chi si è RIFIUTATO anche di sostenere una prova semplificata, ma ha preferito firmare per entrare in una graduatoria. Ancora una volta si sta dando il messaggio che in Italia vincono i furbi! ! Agli idonei 2016 questo "Cambiamento" non piace, gli idonei 2016 posseggono un'ottima memoria sia a breve sia a lungo termine e sono pronti a difendere i loro diritti!

Domenica 31 maggio 2020 15:16:57

LETTERA APERTA DA PARTE DI UN PRECARIO DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA
La storia di ognuno di noi precari è costellata di grandi e piccole ingiustizie, ma in pochi la conoscono. Vi prego gentilmente di leggere quanto segue e diffonderne il contenuto per dare voce a chi non ce l’ha. Per ulteriori informazioni, vi invito a contattare il professor Pasquale Vespa, il presidente di AnDDL (Associazione Nazionale Docenti per i Diritti del Lavoratori) a questo numero 338. 105. 99. 50 o a questo indirizzo e-mail -------.

Siamo precari perché lo Stato non sta rispettando la DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.
Tale direttiva nasce per contribuire al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e del loro rendimento, creando un quadro normativo per la prevenzione dell’abuso del precariato.
Viene stabilito inoltre che per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto a coloro che godono di un contratto a tempo indeterminato.
Da anni l’Italia viola la direttiva comunitaria sui precari reiterando e prorogando oltre i 36 mesi i contratti di lavoro e discriminando i precari rispetto ai colleghi a tempo indeterminato.
Questo significa che da anni lo Stato sta abusando di noi e, nonostante i richiami e le multe da parte della Commissione europea, al massimo (in caso di ricorso) paga un’indennità. Preferisce letteralmente buttare via soldi per pagare multe e procedimenti giudiziari invece di rispettare il diritto al lavoro.
La Costituzione Italiana (art. 97) stabilisce che “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso” e il D. P. R. 9 maggio 1994, n. 487 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi) recita così: 1. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene:
a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami, per titoli, per titoli ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria, avvalendosi anche di sistemi automatizzati…
2. Il concorso pubblico deve svolgersi con modalità che ne garantiscano l’imparzialità, l’economicità e la celerità di espletamento…
E’ quindi possibile fare un concorso per titoli e servizio, infatti con il decreto Madia (in ottemperanza a sentenze della CGEU per coloro che vantavano almeno 36 mesi di servizio) sono stati stabilizzati migliaia di medici e paramedici nella Sanità pubblica e tanto altro personale negli enti regionali e locali.
Per qualche arcano e diabolico motivo, ciò non può e non deve avvenire nel mondo dell’istruzione. Evidentemente noi precari dobbiamo restare tali.
Si pretendono “percorsi selettivi in entrata in grado di riconvertire l’assunzione di docenti dopo adeguata selezione e formazione” (ovvero concorsi per esami), ma ci si ostina a non considerare che:
1) Questi concorsi sono previsti secondo modalità che non garantiscono né l’imparzialità, né l’economicità, né la celerità di espletamento su citate;
2) Siamo in emergenza: per settembre 2020 sono previsti più di 200 mila contratti a tempo determinato e di questi più di 60 mila saranno firmati da precari con oltre 36 mesi di servizio, che, quindi, hanno il diritto ad essere stabilizzati;
3) Di fatto un percorso selettivo adeguato è stato già fatto in quanto si ottiene l’incarico annuale da graduatorie che tengono conto dei titoli culturali, professionali e di servizio prestati nella scuola e quale migliore adeguata formazione può aversi da quella che deriva dall’aver prestato già tanti anni di servizio?
Il governo ha perso tempo prezioso. Invece di immetterci in ruolo grazie ad un concorso per titoli e servizio, in modo da assicurare ai nostri ragazzi insegnanti in cattedra già dal primo settembre 2020, quando è iniziata l’emergenza sanitaria si è intestardito su un concorso che non solo non avrebbe mai dovuto essere bandito (poiché, ribadisco, in contrasto con la Direttiva 70/99), ma che avrebbe dovuto espletarsi in piena pandemia e che, anche per garantire (se questo fosse mai stato possibile) la sicurezza di partecipanti e commissari, avrebbe richiesto tempi lunghissimi e, conseguentemente, non avrebbe mai messo in cattedra i vincitori a settembre. E’ sufficiente avere un’approssimativa conoscenza del mondo dei concorsi pubblici - soprattutto scolastici - per sapere che, anche in condizioni normali, i tempi per l’espletamento delle prove concorsuali e la pubblicazione delle graduatorie di merito sono biblici.
Nelle intenzioni il concorso straordinario dedicato agli oltre 60 mila docenti con almeno tre anni di servizio avrebbe dovuto consistere in un test a crocette computer based e avrebbe messo in cattedra i primi 16 mila precari “meritevoli” di sapere rispondere correttamente e nel minor tempo possibile ad almeno 56 domande su 80 in 80 minuti (domande alla Chi vuol essere milionario su tutto lo scibile umano, inclusi i più minuziosi, quanto inutili e sterili dettagli). E tutti gli altri 44 mila? Dopo anni di insegnamento, dopo avere acquisito sul campo le vere competenze e conoscenze che servono per insegnare, nonostante la Direttiva europea, questi 44 mila sarebbero stati tagliati fuori dai giochi!
Insomma, più che un piano straordinario di assunzione, questo (ormai ex) concorso è stato una straordinaria presa in giro e l’ennesima (ma non ultima) umiliazione nei confronti di una categoria già pesantemente abusata e vessata.
Il governo ha dimostrato nuovamente che non solo i lavoratori, ma nemmeno gli studenti sono una priorità. Non è evidentemente prioritario né il diritto al lavoro dei primi, né un’istruzione di qualità per i secondi. Quest’ultima, infatti, non può prescindere dalla continuità didattica, una chimera ansiosamente ricercata ad ogni inizio anno da docenti e famiglie, ma raramente realizzata.
Non è finita qua: l’evoluzione - o piuttosto l’involuzione - della vicenda ha visto in data 27/5/2020 il raggiungimento di un accordo tra i partiti di maggioranza e opposizione che, annullando il concorso straordinario per l’immissione in ruolo da poco bandito che aveva creato parecchie tensioni e scontento, ingarbuglia e complica, peggiorandola, la situazione. E’ infatti prevista l’assunzione a tempo determinato dei precari da graduatorie provinciali; tali docenti saranno testati tramite una procedura concorsuale scritta a domande aperte.
Nemmeno questa è una soluzione accettabile.
In primo luogo le graduatorie provinciali non esistono (se ci vogliono 6 mesi per aggiornare le graduatorie d’istituto, chissà quanto ci vorrà per creare ex novo una graduatoria su base provinciale), quindi anche il prossimo anno scolastico sarà all’insegna dell’abuso del precariato.
Inoltre il numero dei docenti coinvolti in questa procedura sarà basso (solo 32 mila) e, di conseguenza, moltissimi saranno ancora una volta esclusi.
Che dire poi della prova scritta? Sembrerebbe che le domande aperte verteranno sullo stesso programma d’esame previsto per il concorso annullato, il che conferma la volontà di non tener conto del servizio svolto: dovremo svolgere una prova (o più) secondo modalità assimilabili a un concorso ordinario, destinato, in quanto tale, a neolaureati con nessuna esperienza.
In poche parole ci troveremo davanti a un concorso che ancora una volta si pone come obiettivo non la stabilizzazione dei precari, bensì l’estromissione dal mondo della scuola della stragrande maggioranza di loro. Anche in questo caso la selezione coinciderà pericolosamente con l’eliminazione di molti lavoratori.
Tutto ciò è umiliante, offensivo, iniquo nei confronti di coloro che insegnano da anni e dei quali la scuola da anni si serve e continuerà a servirsi. Ci si chiede di dimostrare “il merito”, ma cosa abbiamo fatto fino ad ora? E’ giusto selezionare docenti, ma selezionarli come si farebbe con chi non ha mai messo piede in classe è un controsenso, soprattutto considerando che molti di questi stessi docenti, indipendentemente dal risultato della prova scritta, continueranno a insegnare e continueranno a svolgere le mansioni di sempre: lezioni, scrutini, esami, programmazioni, progetti!
Per questi docenti un concorso per titoli e servizio con un anno di prova/tirocinio e un esame finale con presentazione di un elaborato frutto della propria esperienza sul campo sarebbe più che sufficiente ed eviterebbe di mettere in moto la gigantesca macchina di un concorso, con annesso spreco di tempo e denaro pubblico, che, in particolare in un momento difficile come quello attuale, sarebbe da evitare.
Il governo sta ancora perdendo (e prendendo) tempo andando nella direzione sbagliata e sembra scordarsi, oltre che della già citata direttiva europea, che senza i precari la Scuola non potrebbe funzionare! Quest'anno ci sono stati circa 170 mila contratti a tempo determinato su 844 mila posti. Una cattedra su cinque è stata quindi coperta da un supplente, che spesso è stato supplente di nessuno perché quella cattedra era vacante. In alcune scuole il personale precario è arrivato a superare il 50% del totale dei docenti, ma questo sembra non importare a nessuno.
Da anni la scuola è ben lontana dall’essere al centro dell’interesse politico: l’Istituzione su cui bisognerebbe investire per il bene della società intera è finita nel dimenticatoio. Sebbene 100 consulenti/specialisti siano stati recentemente assunti per risolvere la “crisi della scuola”, nessuna crisi è stata risolta, anzi.
Là dove le cose funzionano, lo si deve unicamente alla professionalità e alla tenacia dei singoli: numerosi sono i docenti di ruolo capaci e numerosi sono i docenti precari altrettanto capaci che stoicamente lavorano con serietà e impegno. Ritengo sinceramente che, viste le premesse, il successo scolastico abbia del miracoloso in alcune realtà. Sì, perché le riforme dei ministri che si sono avvicendati hanno ridotto la Scuola a un ente privo di significato e incisività e a una fabbrica di diplomi in cui vige un triste livellamento verso il basso e una tragica dequalificazione. Se lo Stato non investe nell’istruzione (ed anzi le rema contro), perché dovrebbero farlo i singoli studenti? Perché i ragazzi dovrebbero studiare, se vengono promossi a prescindere dai risultati? Molti di loro si applicano e sono meritevoli, naturalmente, ma per questo bisogna ringraziare gli insegnanti di cui sopra e famiglie attente, non certo il sistema.
Tali riforme hanno mortificato lo status professionale e sociale di docenti (di ruolo e precari) e dirigenti scolastici che oggi troppo spesso sono in balia di genitori che si ergono a giudici del loro operato e che li tengono in pugno con lo spauracchio dei ricorsi. Se siamo sfruttati e umiliati da chi ci governa, come possiamo sperare di essere tenuti in considerazione da alunni e famiglie?
La perdita di credibilità e valore è un riflesso della scarsa considerazione che la classe dirigente mostra nei confronti della Scuola (ridotta a nient’altro che una pedina sul tavolo delle contrattazioni politiche). Non contano gli studenti (basti pensare al disinteresse e all’approssimazione con cui è stata gestita anche la questione degli imminenti Esami di Stato), né contano gli insegnanti.
All’inizio di aprile, ovvero a più di due mesi dalla fine delle lezioni, con disinvoltura è stato dichiarato urbi et orbi che tutti gli studenti sarebbero stati promossi. Sono stati così vanificati e disonorati tutti gli sforzi fatti in settimane di didattica a distanza. Dire pubblicamente “tutti promossi” equivale a dire “il lavoro che state svolgendo è inutile”, equivale ad autorizzare migliaia di studenti a non fare più niente (cosa che in moltissimi casi è avvenuta), equivale a chiedersi “perché quindi investire milioni nella DAD? ” (nella DAD, ma non nei pc dei precari, si badi bene) e, da qui il passo è breve, equivale a chiedersi “perché investire milioni nella DAD invece che nello stabilizzare i docenti che la portano avanti? ”.
A noi, povera e sacrificabile carne da macello, non spettano i 500€ di bonus docenti per formazione o acquisto di strumenti digitali. L’impossibilità di usufruire di tale bonus si è fatta sentire in particolare in questo periodo di didattica a distanza in cui sono stati stanziati fondi per le scuole e sono stati previsti contributi e-learning per gli studenti. Già, e noi precari? Qualcuno si è premurato di chiederci se noi avessimo un computer e una connessione Internet? Ebbene no, ma noi, figli di un Dio minore, abbiamo fatto scuola comunque, a nostre spese.
Tornando agli svantaggi economici dell’essere precari, aggiungo che durante l’anno scolastico spesso e volentieri ci vediamo accreditato lo stipendio in ritardo (anche di mesi!) e durante l’estate l'indennità di disoccupazione non arriva quasi mai puntualmente.
Investiamo nella formazione per accrescere il nostro punteggio, vantando un triste primato: quello di ingrassare le casse di Università e svariati enti più o meno accreditati. Tale formazione ci viene anche imposta: ci viene richiesto di acquistare (perché di questo si tratta) titoli come i 24CFU, ovvero i crediti formativi universitari in discipline psico-socio-pedagogiche e metodologie didattiche che chi oggi si appresta ad entrare nel mondo dell’insegnamento deve avere. Non c’è che dire, un gran bel business!
Costa anche studiare per i concorsi. I libri che propongono una preparazione ad hoc costano in media 50 euro ciascuno e poiché le modalità di concorso e le indicazioni circa i programmi da studiare subiscono variazioni, può capitare che alcuni libri siano acquistati, ma poi non utilizzati.
In poche parole oltre ad essere degli eccellenti tappabuchi, siamo galline da spennare. Un po’ come quando per poter lavorare da casa assemblando braccialetti e collane di bigiotteria, si è costretti ad acquistare il kit con i materiali.
L’Italia è il Paese delle contraddizioni, si sa, ma noi diciamo basta e siamo pronti alla mobilitazione (cosa che avremmo fatto prima, se solo noi fossimo stati rappresentati opportunamente da chi invece ha preferito venderci corsi di preparazione ai concorsi).
I nostri non sono capricci! Non chiediamo “sanatorie” o “scappatoie”, chiediamo ciò che ci spetta e non vogliamo passare per scrocconi e lavativi per questo!
Non vogliamo più godere del pubblico disprezzo!
Non vogliamo più subire questo accanimento!
Non vogliamo più essere discriminati!
Il precariato è una colpa, ma non nostra e non siamo noi a dover espiare! Non più!
Vogliamo una Scuola nuova, vogliamo una Scuola che valorizzi lo staff educativo e gli studenti!
Firmato:
uno dei tanti precari

Venerdì 29 maggio 2020 09:55:51

A casalpusterlengo ex zona rossa sta partendo la costruzione, pensata durante la chiusura, di un monumento collettivo con pietre di memoria portate dalla popolazione a ricordo di tutti gli scomparsi durante il periodo del coronavirus

Venerdì 29 maggio 2020 09:26:28

Buongiorno enrico
segui il suo tg, però non capisco perchè insiste nell'approvare il mes da 37 mld, che serve solo per emergenze sanitarie, e non si possono spendere per altre esigenze, pena sanzioni pesanti. le spese sanitarie si aggirano intorno ai 4 mld. non facciamo i furbetti che poi pagheremo

Lunedì 18 maggio 2020 12:35:45

Buongiorno, segnalo che per le ns. Scuole di Formazione riconosciute dalle Regioni ma non a carico dello Stato non c'è stato nessun ristoro da parte del Governo ed abbiamo anche continuato con la chiusura a fare le lezioni teoriche on-line
il FAD ma le famiglie non possono pagare le mensilità. Purtroppo continuiamo a pagare fitti onerosi, utenze e Docenti.
Conte ha detto che nessuno rimarrà indietro ma
noi stiamo per fallire! La ringrazio anticipatamente
se potrà segnalare le ns. reali difficoltà.
Saluti, il Direttore Scuola S. E. M. Bari
Formazione Estetiste e Parrucchieri.

Venerdì 15 maggio 2020 11:18:14

... Suggerisco di approfondire l’operato di queste fondazioni:

https://www. mariestopes. org/ (per i paesi in via di sviluppo e sovrappopolati)

https://www. mariestopes. org. au/ (ma anche nella versione “libertà sessuale e diritti femminili” per i paesi già sviluppati e a bassa densità)

Da una parte del mondo si sterilizza e si manipola materiale biologico cellulare staminale/embrionale/seminale,
dall’altra parte del mondo si finanzia la ricerca di vaccini che necessita, guarda caso, proprio di questo materiale biologico per compiere lo step tecnologico che dovrebbe risolvere tutti i problemi dell'umanità.

Mi pare che con le trasfusioni/smercio di sangue infetto non controllato si sia largamente diffusa l’epatite nel recente passato.
Per caso adesso rischiamo di far scoppiare epidemie in questo modo ? … cioè utilizzando materiale biologico non controllato (magari infetto di HIV) per promuovere lo step tecnologico nel campo di vaccinazione/ricerca vaccini?

Sarà meglio capire se c’è stata qualche “svista” nella ricerca di vaccini contro coronavirus/contro HIV e magari anche nel vaccino anti. influenzale 2019-2020, che guarda caso utilizzava per la prima volta tecnologie cellulari “innovative”?

Ma soprattutto, prima di lanciare nuove campagne anti. influenzali, “che vedrai fanno bene anche contro il covid-19”, sarà meglio capire che cosa è successo?

Mercoledì 6 maggio 2020 14:31:13

Egr. Direttore Enrico Mentana, finalmente, dopo molti tentativi fatti in questi giorni riesco scriverLe. Mi riferisco alla lettera da Lei letta in diretta, se non sbaglio il 23 di Aprile, di un nonno ospite di una RSA ai nipoti e, della risposta, il giorno dopo, di Elisa Direttrice di una RSA di Torino. Rispetto alla lettera del nonno divago un po', in merito "all'unica persona... riesco a intravedere un po' di luce dai sui occhi... ". Questa frase mi ha riportato ai miei 19anni, quando mi sono recata con il mio fidanzato nel collegio cui ho passato la mia infanzia e tutta l'adolescenza. Volevo informare l'unica suora che sentivo vicina, aveva gli occhi azzurri che mi trasmettevano affetto, poiché in un collegio molto ordinato mancava solo un abbraccio, l'amore per una bimba rimasta senza i genitori. Lei mi accolse con un sorriso e, fiera del suo impegno mi accompagnò nel mio ex reparto per salutare le bimbe che erano lì accolte. A tutt'oggi non riesco cancellare dalla mia mente gli occhi sgranati, vuoti, disperati di quelle bimbe e, mi sono rivista, "mio Dio anch'io ero così". Si, perché ogni estraneo che entrava in collegio speravo mi scegliesse come figlia, mi allontanasse da quella prigione dorata che per molti anni mi aveva fatto desiderare il suicidio. La morte non era brutta, non era peggio della prigione. Occhi azzurri, pieni di dolcezza, non riuscivano comunque lenire il senso di abbandono e di prigionia cui mi sentivo costretta e, solo il matrimonio (la maggiore età era a 21anni) mi liberava da quelle minacciose catene. Ora quel collegio è diventata una Casa di Riposo, cara Enrica, non è, un termine desueto, esse esistono ancora. Molte volte ci rifletto quei luoghi. ove accoglievano i bimbi/e rimasti senza uno o entrambi i genitori, ora accolgono magari gli stessi bimbi/e diventate vecchie, Terribile, finire così. Ho invitato i miei compagni pensionati di leggere quella lettera e, farla diventare il punto di riferimento per tutte le nostre azioni. Essa racchiude Il MONDO DELLE RSA E DELLE CASE DI RIPOSO, le modalità di assistenza "prima" e durante la malattia dovuta al coronavirus. La persona all'interno di queste strutture, diventa un numero, il personale perde la capacità di ascolto, tutto è dettato da un'organizzazione lavorativa scandita da tempi che, nulla hanno di umano (l'alzata dal letto, l'igiene personale, la somministrazione del cibo, alcune attività in comune e, nulla più...) La persona perde la sua dignità personale che viene umiliata, non ha desideri, la privacy è un eufemismo e la conferma è la necessità di scrivere di nascosto una lettera ai nipoti. Questo e avvenuto grazie ad una operatrice che ha saputo andare oltre i compiti affidati dall'organizzazione lavorativa. Questa lettera racchiude tutto il modo cui noi viviamo oggi e, vediamo come. Partirei dai ricordi dell'infanzia dalle lotte e dai sacrifici del padre per farsi valere, per dare un'istruzione al figlio, il ruolo della scuola, l'affetto e il sostegno della madre. Il riconoscimento del suo ruolo nella società grazie anche alla sua laurea e il coronamento finale di avere una bella famiglia. Una moglie adorabile sempre al suo fianco, dei figli che si sono affermati e hanno una buona posizione e dei nipoti meravigliosi. Tutto questo mondo crolla con la morte della moglie, la perdita del suo ruolo nella società, "Anomia", ancora più eclatante quando entra nella RSA. Egli dice ai nipoti "io ho scelto di andare nella RSA, scelta che non rifarei" è stato solo l'orgoglio che mi ha indotto a non lasciare un brutto ricordo di me dovuto a perdite delle mie autonomie cioè di un uomo inerme. Una brevissima analisi, chiaramente la sua non è stata una scelta di vita ma, indotta dall'ambiente famigliare di convivenza con la figlia " mi manca... come stai nonno?, gli abbracci e baci, le urla della mamma che fate dannare e poi quel finto dolore per spostare l'attenzione... " e ancora " Sai Michelina, la barba me la tagliavano solo quando sapevano che stavate arrivando e così il cambio. Ma non fate nulla... non cerco giustizia terrena... uccide l'assenza del più minimo rispetto per l'altro. Emerge chiaramente lo spirito dell'avvocato che, per fortuna non chiede giustizia terrena perché, formula già la sua condanna che si eserciterà... da lassù. Mi chiedo perché quest'esigenza di informare la figlia solo, in momento di morte della barba ecc. ?. Significa che la figlia andava a far visita al padre solo in giorni fissi e mai visite improvvisate, mai si è accorta della rabbia si, perché c'è tanto rancore, e delusione e impotenza che ha accumulato nel tempo. Tutto questo sfocia in quello che sta vivendo nel non poter comunicare in fine vita con i suoi affetti, si sente abbandonato da tutti. Mi chiedo è stato mai guardato negli occhi quando, certamente avrà affermato alla figlia che stava bene mai, una persona a lui cara ha letto e percepito il suo disagio e immenso dolore per una vita diventata un' inutile sofferenza, solo degna di non esistere più. Parole terribili a tutta la società, a se stesso poiché ha introiettato quello che questa modernità ci trasmette, infatti non vuole che i nipoti lo ricordino come un uomo debole che ha ancora dei diritti. In primis il diritto di essere accudito come persona con una sua dignità e con tante cose da dire o fare anche se in modo diverso. La perdita di un ruolo solo perché non si è più giovani e aitanti è chiara, i vecchi sono un peso e vanno relegati, messi ai margini, non riconosciuti. Queste sono le accuse del nostro nonno avvocato: 1) se stesso perché non si è ribellato non ha fatto valere i suoi diritti di padre, nonno e uomo; 2) una struttura che non lascia spazi che i famosi PAI (piani individualizzati) servono solo ad omologarti e farti accettare o subire in silenzio le regole dell'istituzione. In queste accuse rivolte verso il personale e molte, troppe volte situazione di criticità sono finite come scoop nei media che, passata la pubblicità mai c'è stata una vera ricerca dei motivi che portano ad atteggiamenti, non condivisibili di mancata assistenza ai vecchi. Tutto finisce, si è trovato il colpevole, non si indaga sulle radici del come e perché succede questo non sembra, importante. Nemmeno il nonno avvocato indaga, fa emergere solo la conseguenza che questo modello organizzativo ha sulle persone, sui nostri vecchi, diventa più facile scaricare sul personale di assistenza; 3) la società che non riconosce il ruolo dei vecchi che, tanto hanno dato e li espelle relegandoli, prigionieri in una struttura. Da decenni di una politica passata dal "noi" all' "io", alle belle e giovani donne al termine "rottamazione", fino al pensare di non far votare i vecchi, togliere implicitamente il "diritto di cittadinanza" Da destra a una pseudo sinistra si è voluto contrapporre le generazioni con quale risultato? Oggi siamo tornati a dire "Uniti si vince" contro un nemico invisibile sconosciuto ma che, ha saputo far emergere tutte le nostre fragilità e, forse a capire che la salute è un bene primario che va difeso. Mia cara Elisa, concordo con molte delle cose scritte, sui bisogni delle famiglie, sulle retribuzioni inadeguate del personale di assistenza, sulle mancanza di un numero adeguato di personale per svolgere il compito affidato ma, manca un'analisi sulla vera situazione cui sono costretti a vivere i vecchi nelle RSA. l'ALTRA SERA EGR. DIRETTORE, LEI MERITEVOLE DI FAR VEDERE COME VIENE FATTA L'ASSISTENZA ALL'INTERNO DI UNA RSA A DETTA ECCELLENTE, MI HA DATO UN PUGNO ALLO STOMACO. Mi sentivo male guardando quelle scene: quel modo di invitare tutte le ospiti per entrare nel soggiorno, ove si faceva un'ora di intrattenimento, quel mettere la bavaglia a tutte per l'ora del pranzo ecc. Si voleva dare un'immagine buona del servizio reso a quelle Persone ma, per me è stato ancora una volta una sconfitta=prigione d'oro. Quando Elisa parla di ospizi e case di riposo=a termini desueti; bene saranno termini desueti ma, quello che ho visto è un ospizio ma, non Casa di Riposo che è un'altra cosa. La mia generazione, forse, non ha saputo trasmettere le lotte fatte per la chiusura dei manicomi, degli ospizi e la creazione delle Case di Riposo con la maiuscola, esse dovevano diventare il luogo "Casa", dove non erano ricoverate per un mese o quindici giorni come in un Ospedale ma, per anni della loro esistenza. Ecco che il Reparto doveva diventare la loro casa, la cucina aperta per poter farsi un caffè o un dolce, la partecipazione alle attività degli operatori passava anche attraverso l'aiuto nel riordinare la loro stanza, nel riordinare con loro la biancheria, nel rimettere in ordine il soggiorno. Le attività culturali e di animazione fatte sui bisogni e richieste degli Ospiti, attraverso il gioco, il lavoro a maglia o cucito, la lettura e commento di notizie giornalistiche, la pittura, l'ascolto del loro vissuto fatto sempre con chi desiderava questo, ecc.. Ecco che, il nonno avvocato poteva rendere partecipi altri ospiti raccontando le sue vittorie nelle aule giudiziarie. Ciò parte da una conoscenza della Persona che si accoglie, dal "prendersi cura" che, ha un significato diverso del "curare", antepone un soggetto attivo del Piano individualizzato di Assistenza ad uno generalizzato. Prendersi cura significa "non sostituirsi alla Persona" ma, far emergere le capacità residuali, accompagnare, aiutare. La cura alla persona deve tenere conto della sua individualità attraverso l'igiene partecipata e, la soddisfazione di avere capelli e barba curati secondo il proprio desiderio cioè l'immagine che si ha di se stessi. L'attività culturale e ricreativa è anche poter uscire dall'Istituto, andare in un bar o, anche in un ristorante, poter d'estate andare in un Albergo attrezzato e fare alcuni giorni di vacanza in mezzo agli "ALTRI", al mondo normale. Significa anche, accompagnarlo per una visita nella casa o nel Paese o Città dove ha vissuto.
Tutto questo è stato fatto partendo dagli anni 1990 e, poi, tutto si è piano, piano dimenticato sostituendo, il "prendersi cura" con il "curare" le Case di Riposo con le RSA è, pur vero che le Persone accolte hanno sempre minor autonomie ma, si è passati a una medicalizzazione infinita. I vecchi sono stati allontanati da ogni attività di Reparto, la cura delle loro cose, fatta assieme non c'è più, di conseguenza non hanno più nessuna privacy, il comodino, l'armadio, la borsa è alla mercé di tutti e si è creata una frattura tra il Personale di Assistenza e l'Ospite. Oggi nelle RSA, sono "OGGETTI DI CURA", lo dimostra anche il servizio da Lei fatto Direttore: la bavaglia sempre uguale messa a tutti indiscriminatamente, messa e non lasciata decidere dall'ospite; l'attività di animazione con la chiamata " venite tutte bene omologate tutte uguali" Ecco che mi si stringe il cuore, che tristezza e, se la Direttrice Elisa va fiera di questo non può capire la rabbia del "nonno" che dice "Chiudiamo queste prigioni dorate che alimentano il bisogno di affetto e tolgono la dignità", e dico io poiché non, ti riconoscono come Persona con le tue ancora aspirazioni, sei solo un numero che va trattato in modo uguale. Quelle immagini della RSA MI HANNO FATTO PENSARE CHE, SIAMO FIERI DI MOSTRARLE PERCHE', SIAMO CONVINTI CHE "NOI FACCIAMO IL LORO BENE", peccato che loro non ci abbiano detto che cosa desiderano e qual'è il loro bene. Molte sono le cose che vorrei dire sulle RSA una per tutte: la formazione degli Operatori durava 2 anni, oggi, gli operatori con contratto Pubblico degli Enti Locali vengono sostituiti e affiancati da quelli delle Cooperative con formazione diversificata (2, 3, 6, ecc mesi) poco retribuiti. Molti servizi sono stati esternalizzati per cui è parcellizzata anche l'attività dei Reparti, il personale è sempre più ridotto rispetto alle nuove esigenze e bisogni degli ospiti accolti. L'Infermiere Professionale assieme, alle altre figure professionali riabilitative ha un riconoscimento retributivo inferiore a quello della Sanitaria. La conseguenza è che c'è un ricambio continuo di questo compresi gli OSS e, vediamo spesso che i nostri giovani laureati vanno all'estero perché maggiormente riconosciuti sia a livello professionale che retributivo. Avrei tante cose da dire poiché ho visto e partecipato attivamente da subito come OSS, e poi come Capo Reparto sia in una Casa di Riposo, sia in Ospedale Psichiatrico, sia in una RSA PSICO-GERIATRICA. Mi sento dalla parte del "nonno" anche, e sono convinta che è stato più facile prendersela con il Personale che, affrontare il sistema di cui anche lui ne ha fatto parte ed è stato responsabile, come tutti noi che, abbiamo lasciato che queste residenze diventino luogo di "MORTE SOCIALE". Escludo dal tutti noi, Lei Direttore perché non cerca il giornalismo facile, la notizia sensazionale ma cerca di affrontare quello che è un problema sociale e culturale, Volente o non i giornalisti contribuiscono a formare le coscienze. Grazie Aida Brusaporco.

Mercoledì 6 maggio 2020 11:41:25

Sig. Mentana,
Condivido i commenti del Signor Mangani Nello.
I 30. 000 deceduti dichiarati per corona virus, persone di età media di 75 anni con una a tre patologie gravi in questo quadrimestre (come già menzionato in un mio messaggio precedente) fanno parte dei 200,. 000 decessi, dati Istat quadrimestre 2020. Ci siamo dimenticati degli altri 170. 000 morti che nessuno ha mai ricordato neanche per pietà e rispetto dei familiari colpiti, come se fossero morti di seconda categoria da non menzionare. Vorrei ancora ricordare che seconda dati Istat nel quadrimestre 2019 i morti sono stati 220. 000 senza corona virus mentre nel 2020 sono 200. 000 inclusi i corona virus Sono esattamente 20. 000 morti in meno, dove sono i morti in più dovuti per corona virus ???
I nostri scienziati (quelli scelti dal governo) si sono accorti di questa incongruenza ed in questi giorni sono andati indietro di 5 anni per fare una medie dei decessi e dimostrare che i morti attualmente sono superiori. Comunque quello che dispiace è la speculazione e l'uso mediatico di questa pandemia per fare audience e non solo, quante persone incompetenti ci tocca ascoltare tutti i giorni.
Ci sono attualmente dei problemi maggiori ai quali dovreste concentrarvi e lo sapete benissimo: la nostra disgraziata situazione finanziaria che dura già da troppi anni (precipitata ancora di più con il corona virus) e la mancanza di lavoro che hanno già messo in ginocchio milioni di cittadini:, L'emergenza non è solo il corona virus (al quale dedicate ore ed ore di trasmissioni) con il quale conviveremo come qualsiasi altra malattia. Come si fa a dire " andrà tutto bene " come si fa a narcotizzare la popolazione a forza di promesse, slogan, parole parole parole vuote ed insensate lontane dalla nostra amara realtà quotidiana. Come fate ad essere cosi sereni, sorridenti, tranquilli mentre la nostra nave di 60 milioni di cittadini sta affondando e non certo per il per corona virus ma per ben più gravi problemi irrisolti che peggiorano ogni giorno: Assistiamo come dei pecoroni ad un vergognoso scenario delle varie Istituzioni del nostro stato irresponsabile ed incapace.
Cordiali saluti.

Mercoledì 6 maggio 2020 09:01:58

Sig, Mentanai,

lei è una delle poche persone cui rivolgersi per essere presi in considerazione, quindi le scrivo convinto che leggerà questa mail.
Precedentemente, dall’inizio dell’epidemia, ho scritto ai direttori di giornali e di Tg denunciando che le misure restrittive, decise dal ducetto di turno, erano incostituzionali quando tutti tacevano. Anche i costituzionalisti, così loquaci in altre occasioni avevano la bocca cucita. Solo in seguito qualcuno mi ha dato ragione. Troppo facile esprimersi tardi.
È stato fatto credere normale che dovessimo fare l’autocertificazione per uscire di casa, braccati da polizia e carabinieri, droni ed elicotteri come delinquenti.

Ogni minuto del giorno i media hanno fatto vedere persone più o meno note, felici di aver perso le libertà individuali.
Una campagna fatta da decerebrati, influenzati da virologi e membri del CTS che si presentavano in tv facendo previsioni catastrofiche a cui il governo di incapaci si è ispirato.
Dovrebbe chiedersi perché è stata importanza ai cosiddetti esperti quando dovrebbe essere al corrente, se non lo fosse potrei informarla, quali sono in Italia i criteri con cui si accede a cattedre universitarie, primariati ospedalieri, comitati scientifici. Non certamente per merito! Sarebbe opportuno facesse una trasmissione sui raccomandati che occupano quelle cariche perché anche questa è una forma di mafia di cui non si vuole parlare.
Si ricorda quando questi teorizzavano che il virus avrebbe contagiato metà dei cittadini e che si sarebbe diffuso al sud?
I virologi, che suppongo che anche lei stimi, all'inizio del contagio hanno detto di non sapere nulla del virus e della diffusione dello stesso ma hanno avuto la presunzione di indicare a 60 milioni di persone come comportarsi.
Questi geni hanno terrorizzato la gente facendo credere che se si è contagiato si muore quando invece il 92% dei contagiati guarisce. In altre parole la guarigione è quasi certa.
Quale epidemia con quella percentuale di guariti?
Hanno terrorizzato e continuano a terrorizzare non confrontando il numero di contagi e il numero dei morti con il numero totale degli abitanti. Sono così sprovveduti quando tacciono che quelle percentuali sono dell’ordine di 10-3 o 10-4. Sa cosa significa questo dato?
O sono in malafede o solo incompetenti! Non si è scienziati solo se ci si occupa di scienza!
Non ci sarebbe voluto un genio per capire che il covid19 è dello stesso ceppo del corona virus influenzale e quindi dopo il picco iniziale verificatosi in zone ad alta densità abitativa e condizioni di vita pessime, con la primavera e l’estate si sarebbe attenuato. Così non è difficile che si ripresenti in autunno come l’influenza ma in modo molto più lieve. Ora continuano a terrorizzare prevedendo un ritorno del virus come prima che non ci sarà perché il virus si attenua trasmettendosi. Lo sanno anche gli sprovveduti e al governo conviene mantenere calma la gente impedendo gli assembramenti.
Non succederà nient’altro! Non serve dichiararsi esperti di qualcosa che non si sa come hanno fatto loro e stanno facendo ancora oggi, ma serve analizzare i dati e usare una deduzione logica. La logica non sanno cosa sia.
Infine, magari in una trasmissione, renda noti i nomi di coloro che fanno parte del CTS, che ci hanno messo agli arresti domiciliari gli italiani, e faccia sapere quali i requisiti e pubblicazioni originali hanno prodotto e qual è il loro valore nella comunità scientifica internazionale? Credo nessuna!
Tra qualche anno ripensando a questo periodo si faranno altre valutazioni su cosa è accaduto, il covid19 non è né la peste né il colera né l'ebola ma è stato trattato come se lo fosse. Un disastro economico che si sarebbe potuto evitare ma questo lo si capirà più tardi ma non sarà mai ammesso da questi cosiddetti esperti del nulla.
Nello Mangani
Matematico, scrittore

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