Messaggi e commenti per Enrico Mentana - pagina 8

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Biografieonline non ha contatti diretti con Enrico Mentana. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Enrico Mentana.

Sabato 12 giugno 2021 20:35:47

La politica grillina e l'amica Cina


Gent. dr. Mentana
Sempre apprezzando la Sua serietà e professionalità, spero possa invitare, almeno un paio delle Sue colleghe, a fare informazione senza servilismo (di convenienza, ovvio) nei confronti dei sempre presenti del F. Q. su La7. Oggi leggo con sgomento, che l’ex comico Grillo si prende la briga addirittura di scendere a Roma ospite dell’Ambasciata Cinese! Ognuno può valutare come crede l’operato del genovese e del M5S, ma mi domando, non sono ancora contenti delle conseguenze della loro “via della Seta” ? Non sono ancora al corrente che il Covid-19 è un loro regalo, di cui noi siamo stati i primi beneficiari al mondo e che è ormai universalmente riconosciuto che trattasi certamente di un virus geneticamente modificato e arrivato da casa loro ? Oltretutto è uno sgarbo palese verso Draghi impegnato altrove, fatto quando USA ed EU vogliono richiamare la Cina alle sue responsabilità. Assurdo e incredibile.

Mercoledì 9 giugno 2021 21:19:48

Processo Eternit bis


Gentile direttore dr. Mentana,
apprezzo la sua professionalità, competenza e terzietà nella gestione del TG La7, che seguo quotidianamente da anni.
Questa sera (9. 06. 2021) mi è spiaciuto molto constatare che sull'avvio del processo Eternit bis di Casale M. to in corte di Assise di Novara lei non ne ha fatto alcun cenno, malgrado si tratti di centinaia di morti da amianto.
La più grave tragedia del genere accaduta in Italia.
Mi risulta insostenibile non aver dedicato anche un solo minuto per informarne i telespettatori.
Cordiali saluti.
Pietro Barbieri
Medico del lavoro
Consulente di parte offesa per AFeVA Casale M. to

Mercoledì 2 giugno 2021 17:30:00

Ego e ESSERE


Un'indomabile energia è insita in ognuno di noi. È la potenza del nostro essere umani, degli animali, della natura, che si manifesta in forme diverse, in tempi soggettivi, in modalità variegate.

Chi vive dominato dall'Ego è destinato a rimanere tutta la vita in una disarmonia tra la propria natura e il proprio agire.

Le persone dominate dall'Ego sono molto spesso persone di successo, che riescono a realizzare carriere brillanti, fama, denaro. Costoro, però, non sono persone dotate di empatia, ovvero non si compenetrano negli altri da sé; essi non amano il prossimo.

Se incontrano degli ostacoli non si fanno scrupoli a calpestare gli altri, pur di ottenere ciò a cui ambiscono. Sono persone fredde, calcolatrici, presuntose e pretenziose. Sono assetati di successo, di gloria, e pieni di arroganza tendono a giganteggiare sugli altri, considerati degli incapaci e non meritevoli di salire sul podio più alto. Insomma, sono persone che si sentono al centro del mondo. Ottengono il successo, ma rinunciano per sempre a conoscere la propria natura.

Gli empatici, invece, sono quei sognatori che nella vita hanno spesso fallito, che non hanno raggiunto degli obiettivi nei tempi canonici, che si sono spesi sì per la propria vita, ma che nel contempo hanno fatto rinunce per aiutare qualcuno in difficoltà. Per gli empatici, gli ostacoli che hanno trovato sul proprio cammino sono state delle lezioni sulle quali soffermarsi a riflettere. Essi non hanno sgomitato, non hanno scavalcato il prossimo, non hanno svenduto la propria natura, perché in coscienza sanno che ogni cosa avviene al momento giusto, senza forzature. Gli empatici non hanno mai smesso di credere di poter realizzare un sogno, ma lo hanno fatto con amore e per amore, sapendo che il successo non è mai frutto di una sola volontà, ma di una combinazione di coincidenze, di circostanze di incontri e di energie. Per questo, essi ringraziano gli altri e condividono con gli altri la propria vittoria. Gli empatici sanno che la potenza è un dono divino e per questo ringraziano il cielo, anche quando è buio, oscuro, nebuloso. Essi sanno che le sconfitte che hanno vissuto erano necessarie a preparare la vittoria. Proprio come un cielo pieno di nubi che nasconde il sole, che c'è anche se non si vede.

Giovanna Galasso

Martedì 1 giugno 2021 12:15:37

Storia di una battaglia febbrile per un diritto negato.

Gentile Enrico Mentana,

Mi chiamo Giovanna Galasso, ho 54 anni e vivo ad Afragola (NA). Ho vissuto a Milano per molti anni, dove lavoravo in una affermata azienda di sviluppo software, nella quale mi occupavo di marketing, comunicazione e ufficio stampa.

Erano gli anni '90 ed ero una giovane donna con grandi prospettive di carriera. Da Milano mi trasferii a Parma, per un ruolo di responsabilità in un'altra importante azienda.

Era il 2001. In concomitanza con il tragico attentato alle torri gemelle, a Parma incontrai un uomo che colse un mio stato di fragilità e riuscì a carpire la mia fiducia. Iniziai a frequentarlo assiduamente.

Egli era un uomo che, alla luce di tanti anni trascorsi e di analisi, definirei istrionico.

Mi disse di essere un neuropsichiatra, di essere ebreo e di chiamarsi Finzi, ma questa identità non è mai stata confermata. Questi dettagli bastarono ad agganciarmi e a rendermi vittima di un plagio da parte di questa persona. Non mi chiese soldi e neppure sesso.

Egli mi parlava continuamente, incessantemente, riempiendo la mia testa di previsioni sul mio futuro, confondendomi con avvenimenti del mio passato che, malauguratamente, gli avevo raccontato, e soprattutto manipolava il mio cervello al fine di farlo dissociare sempre di più dalla realtà del presente.

Dopo un mese e mezzo di bombardamento mentale, ebbi un crollo psichico acuto, al punto che la mia famiglia, avvisata da alcuni vicini di casa, venne a prendermi a Parma per riportarmi ad Afragola. Deliravo, avevo visioni, sentivo voci, suoni, odori... è stato atroce.

Fui portata immediatamente da uno psichiatra, e la diagnosi fu quella di psicosi acuta.

Una sofferenza che non trovo parole per esprimerla.

Dopo qualche mese di cura iniziai a migliorare.

Ricominciai a cercare lavoro a Napoli e riuscii a trovarlo.

Nonostante la mia malattia ho sempre lavorato, magari con contratti a tempo determinato, in piccole aziende, ma ho cercato in tutti i modi di risalire la china.

Ho avuto anche un'esperienza come segretaria dell'ex Sindaco di Afragola (dal 2008 al 2013), poi, terminato il mandato ho perduto il lavoro.

È stato solo nel 2014, essendo rimasta disoccupata, che ho deciso di fare la pratica di riconoscimento della mia disabilità psichica.

Mi è stato riconosciuto il 75% di invalidità, con una pensione di 300 euro al mese.

Ad ottobre 2020 sono stata chiamata dalle graduatorie scolastiche per lavorare come bidella, ed è il lavoro che sto svolgendo e svolgerò fino alla scadenza del contratto a tempo determinato (11 giugno p. v.).

In questi 6 anni ho intrapreso una battaglia di diritto civile verso la Regione Campania. Esiste una legge di tutela per le categorie protette (68/99), ma qui in Campania non viene applicata. Gli Enti pubblici possono assumere una persona con disabilità per chiamata diretta, previo colloquio di valutazione delle competenze della persona.

In questi 6 anni di ricerca di lavoro ho trovato ostacoli e pregiudizi di ogni tipo. Molte aziende private, che pubblicavano offerte di lavoro per persone appartenenti alle categorie protette, non mi facevano neppure accedere al colloquio, ma già al telefono mi chiedevano che tipo di disabilità avessi. Nel mio caso, anche se avessi risposto che non ero tenuta a dare questa informazione (come dice la legge), equivaleva a dichiarare che la mia era una disabilità che non si vedeva (quindi mentale). Insomma, non mi mancava una mano. Come le dicevo, ho intrapreso una battaglia di diritto civile per essere ricevuta dal Presidente De Luca, incontro che mi viene negato da 6 anni. Ho chiesto infinite volte al Gabinetto del Presidente De Luca di fissarmi un colloquio, ma non me lo hanno mai concesso.

Non mi sono fermata.

Ho coinvolto tutte, dico tutte le Istituzioni nazionali: segreterie particolari dei Premier che si sono succeduti, Ministeri, figure apicali dei governi, partiti politici (PD locale e nazionale), UNAR, ANAC, associazioni pro disabili, sindacati, stampa nazionale, etc.

Insomma una battaglia sconfinata.

Ho sofferto troppo ed ho lottato altrettanto.

La Regione Campania e il Presidente De Luca mi deve ricevere, perlomeno come risarcimento morale a fronte di questa febbrile battaglia.

Sono passati 6 anni. Non mi sono fermata neppure in pieno agosto a scrivere e a chiedere questo colloquio, a chiedere l'intervento di qualcuno che potesse aiutarmi ad ottenerlo.

A De Luca vorrei parlare come sto parlando a lei. Egli mi deve ascoltare, per me e per i tanti disabili psichici che non hanno voce e non sanno destreggiarsi in questo mare magnum.

Quando il 13 ottobre 2020 mi ha convocato la scuola media statale G. A. ROCCO di Afragola, ho ringraziato Dio e lo ringrazio ogni istante. Lavorare come bidella, con cura e dedizione, mi ha tolto da 6 anni di disoccupazione e disperazione.

Ma onestamente devo dire che non è il lavoro al quale aspiro e per il quale ho tanto lottato. Le mie competenze mi consentono di lavorare in un ufficio, occupandomi di redazione testi web, rapporti con la stampa, marketing operativo, comunicazione. Ed è ciò che la Regione Campania può offrirmi.

Io non le chiedo niente. Ma se lei, in coscienza, può interpellare qualcuno per aiutarmi a perorare la mia causa le sarò infinitamente grata.

Alla fine chiedo solo un colloquio con De Luca.

Le mie referenze ed informazioni sono disponibili presso la Preside e il Segretario della Scuola Media Statale G. A. ROCCO.

Resto a disposizione di qualsivoglia ulteriore informazione sul mio conto.

La ringrazio per l'ascolto.

Cordiali saluti

Giovanna Galasso

Lunedì 31 maggio 2021 20:38:12

Dataroom: molto bene


Grazie per il programma Dataroom, che e molto interessante

Domenica 30 maggio 2021 18:58:16

Il mondo che vorrei è senza etichette


Prendo spunto da un articolo apparso sull'Espresso del 30 maggio firmato da Gaia Van Der Esch. Nell'articolo, l'autrice parla del Paese e del mondo che vorrebbe, declinandolo in 4 punti.

All'ultimo punto l'autrice afferma che vorrebbe (cito testualmente) "un mondo con le etichette rovesciate, un mondo in cui le etichette vengano riservate ai misogini, agli omofobi, ai razzisti".

Esprimo la mia idea di mondo.

Vorrei un mondo dove a nessuno vengano attribuite etichette di alcun tipo. Vorrei un mondo abitato da persone consapevoli, libere da cliché, autentiche.

Un mondo dove puoi mandare a quel paese anche una persona di colore, un omosessuale o un disabile, se è quello che si merita, senza sollevare le alzate di scudi, che francamente puzzano di buonismo, di moralismo, di perbenismo, il cui fetore rende il mondo una discarica abusiva di plastica bruciata. Ipocrisia. Questa è la parola che vorrei eliminare dal vocabolario esistenziale di questo mondo. Ipocrita, questo è l'atteggiamento di molti politici, intellettuali, opinion leaders. Sollevano scudi, gridano allo scandalo per la durata di 5 minuti, si vestono da paladini dei diritti dei più fragili, e poi restano indifferenti ad un grido di aiuto. A costoro suggerisco di fare per una settimana il lavoro che faccio io: la bidella. Perché pulire bene la merda degli altri farebbe di voi persone autentiche e sensibili alla vita degli altri.

Cordiali saluti

Giovanna Galasso

Sabato 29 maggio 2021 12:47:04

La ricerca della felicità. Ognuno di noi combatte per quell'istante magico


Le storie umane della vita quotidiana delle persone comuni non fanno notizia, a meno che non si tratti di fatti di cronaca che suscitano scalpore, diventando così appetibili per i giornali, i TG e i programmi di approfondimento. Eppure, ogni giorno, noi comuni mortali, compiamo dei veri e propri miracoli per attraversare questa vita, cercando di risolvere i tanti problemi che ci assalgono ed uscirne il meno sgangherati possibile. Considero di per sé eroica la vita di ogni singola persona, per il solo fatto che vive in uno spazio di tempo determinato, finito, tempo che ognuno cerca di riempire di senso.

Credo nella straordinarietà e nell'unicità di ogni singola persona, nel suo valore, nelle sue infinite possibilità. Perché se si va a scavare in ogni vita ne esce fuori un romanzo, magari di genere diverso, ma di sicuro una storia degna di essere raccontata. Per questo, quando leggo notizie sulle imprese di quelle persone che vengono definite "eccellenze italiane" resto pressoché indifferente. Mi basta osservare una vicina di casa, o una collega di lavoro, per cogliere dentro quel volto tutte le sfumature cromatiche dell'esistenza, i sacrifici, le battaglie, le sconfitte, le faticosissime vittorie. Quanto deve lottare ognuno di noi, destreggiandosi tra angosce, esitazioni, speranze, preghiere, sgomento e fiducia. Ognuno di noi lotta, in fondo, per trovare la felicità. Ognuno di noi combatte per quell'istante magico in cui il dolore si trasforma in gioia e un sogno tanto immaginato e perseguito diviene realtà.

Giovanna Galasso

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(Nel caso pubblicasse questa lettera, se è previsto, può pubblicare anche il mio indirizzo mail).

Giovedì 27 maggio 2021 19:11:57

Ciro Grillo


I maligni pensano che l'azione legale per lo stupro di gruppo sia stata frenata dalla presenza di Bonafede al ministero della giustizia, che sarebbe in puro stile mafioso, ma che dire della stampa che ha taciuto per anni?
e la sua professionalità, sig. Mentana dove sta?
dire che La7 sia asservita al M5S comincia a non essere più solo una favola

Giovedì 27 maggio 2021 14:24:59

Michele santoro grande


Sig mentana, finalmente il grande michele santoro, da floris ha dato lezione d giornalismo a tutti.
finalmente qualcuno che in televisione dice di essere stati schiavi di una televisione generale di regime.
a voi giornalisti che avete sempre gridato alla democrazia e ad ascoltare gli altri, tutte palle.
televisioni e radio che da un anno e mezzo, vivono di virologi strapagati in contrasto tra di loro e nessun contraddittorio dalla gente che se cercava di dire qualcosa, venivano tracciati di negazionisti o no vax.
la sua rete la7 è stata qualcosa di vergognoso nel fare terrorismo psicologico su anziani terrorizzati e voi la chiamate informazione? io la stimavo come stimavo floris e giletti, ma non vi riconosco, siete diventati l'ombra di voi stessi. nel dissociarmi da lei è tutti quelli della 7, la saluto.
rosario gallo

Giovedì 27 maggio 2021 14:21:52

C'è sempre di peggio


Mi domando se sia giusto paragonare le storie drammatiche delle persone. È troppo il dolore che travolge la vita. Se racconti il tuo dramma, c'è sempre qualcuno che ti "batte".
Ma allora cosa può smuovere davvero le coscienze?
Io credo che conti molto la dignità con cui le persone vivono il proprio dramma personale. Solo che la dignità viene anche riconosciuta ed apprezzata, ma raramente premiata.
Alla fine vince l'indifferenza.
Siamo talmente assuefatti alle notizie tragiche che si rincorrono, che non riusciamo neppure a metabolizzare un dolore che ne arriva subito un altro. Lo sapete bene voi giornalisti, che definite le notizie "pezzi". Appunto, pezzi, frammenti, schegge impazzite, che inghiottono in un vortice qualsiasi minima intenzione di soffermarsi sulle sfumature di un accadimento, di una storia.
Questa è solo una riflessione; così come è nata così la racconto. Ciao

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