Messaggi e commenti per Mario Tozzi

Messaggi presenti: 88

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Sabato 24 ottobre 2020 23:46:50

Buongiorno dott. Tozzi,
Le volevo chiedere come mai, visto il suo punto di vista scientifico, lei chiami sapiens l’essere umano quando l’evoluzione è una teoria ancora tale e mai scientificamente dimostrata (manca tutta la dimostrazione, fra cui i fossili stessi, dei passaggi intermedi fra le varie specie) ?
Poi riguardo al covid, come mai lei propone il vaccino come soluzione, quando, come l’HIV, essendo un virus RNA è praticamente impossibile trovarne uno efficace?
Grazie per la disponibilità.

Lunedì 5 ottobre 2020 20:53:32

Buona sera tozzi mi scuso per il disturbo ma ho un immensa fiducia nei suoi ragionamenti e essendo con alcuni amici consapevoli che l'argomento ambiente e tutte le sue sfaccettature e di importanza vitale per le prossime generazioni ci piacerebbe, visto che frequentare nostre zone, Orbetello e dintorni, organizzare un iniziativa, anche capendo la situazione di sicurezza, siamo a sua disposizione grazie mille

Sabato 26 settembre 2020 18:49:05

Gent. mo dottor Mario Tozzi,
io sottoscritto Claudio Cuneo, domiciliato a Roma, via ------- 73, sono il Presidente dell’Associazione “Lorenzo Cuneo” Onlus, sorta nel 1998 per mantenere desta la memoria e l’opera di questo giovane, che ha dedicato la sua vita all’ambiente e non solo. Lorenzo, dopo un lungo periodo fra gli scout, è stato per 12 anni componente autorevole del Comitato per il Parco della Caffarella: è morto sull’autostrada mentre soccorreva un automobilista in difficoltà. Le scrivo per proporle alcuni problemi.
Premetto, come Lei ben saprà, che su di un piccolo colle all’interno del Parco esiste da qualche secolo il cosiddetto “Bosco Sacro alla Ninfa Egeria”, piantato a lecci, i quali però sono stati completamente abbattuti nel corso dell’ultima guerra.
Negli ultimi 22 anni, nel mese di ottobre, per commemorare la dipartita di Lorenzo (23 ottobre 1998) ed al fine di ottenere il rimboschimento di tale bosco (a cui lui teneva moltissimo), abbiamo messo a dimora nello stesso sito, a nostra cura e spese, più di 250 giovani lecci, sughere e roverelle, uno per ogni bambino nato nell’anno, figlio/a di nostri soci e/o amici: su ogni alberello è posto un cartellino con le generalità. I genitori e i familiari sono molto contenti, contribuiscono alla piantumazione, si fanno fotografare presso l’albero e promettono di curarlo (anche se poi non lo fanno frequentemente).
Gli alberi da noi piantati tuttora viventi (circa un centinaio si sono seccati) in gran parte crescono poco e male, sia per noncuranza, sia per mancanza di attenzioni, ma soprattutto di acqua, cosa ormai abituale in questi ultimi anni di siccità.
Il problema, a nostro giudizio, riveste carattere economico, ambientale e psicologico:
- economico: la perdita di circa 100 alberi, messi a dimora dalla ns Associazione, che non gode di proventi pubblici, ma soltanto del contributo annuale dei soci, si può calcolare dell’ordine di € 5000
- ambientale: la perdita di alberi significa perdita di bellezza, di ombra, di ossigeno, ecc., cioè di tutti i benefici apportati dalla vegetazione, in un momento di crisi ecologica
- psicologico: sia noi soci che i genitori dei bambini ci demoralizziamo alla constatazione della scomparsa di tanti giovani alberi così fortemente voluti
Nella zona c’è una cisterna di acqua piovana per l’irrigazione, con regolari bocchette di adduzione, situate proprio nei pressi del Bosco Sacro, le quali purtroppo vengono messe in funzione raramente; così pure lo sfalciamento delle erbacce viene effettuato saltuariamente e soltanto nelle aree libere da alberi, cosicchè gli alberi più giovani vengono “affogati” dalle erbe stesse, in quanto l’Ente Parco è mancante di mezzi adeguati alle superficie più piccole. La nostra Associazione è disposta a contribuire alle operazioni di sfalcio presso gli alberi da noi messi a dimora.

Pertanto le domande che Le pongo a nome dell’Associazione sono queste:
- far funzionare più spesso il citato impianto di innaffiamento, specie d’estate
- far effettuare con una maggiore frequenza e su ogni tipo di terreno lo sfalciamento delle erbe
- poter rafforzare più proficuamente i contatti tra la ns Associazione e l’Ente Parco.
Gradirei conoscerLa di persona per poter allacciare un più frequente dialogo con Lei.
Tengo molto alle sue risposte, per comprendere meglio come difendere gli alberi che sono stati da noi piantati, i quali sono ormai un patrimonio del Parco.
Cordiali saluti.
Roma, 26 settembre 2020. Claudio Cuneo
(Presidente dell’Ass. ”Lorenzo Cuneo”)

Sabato 19 settembre 2020 14:45:09

Buonasera Dott. Tozzi,

Vorrei ancora segnalarle la mancanza di lavoro e considerazione della laurea in geologia a Cagliari e in Sardegna, una totale mancanza da parte delle istituzioni sarde e dell'attuale Governo ed una totale indifferenza dei geologi sardi nel protestare per una giusta causa per la categoria dei geologi. A questo si aggiunge una totale indifferenza dell'Ordine dei Geologi della Sardegna, del Consiglio Nazionale dei Geologi e del sindacato Singeop nell'occuparsi alla difesa della categoria dei geologi in Sardegna. Vorrei segnalarle che sono quindici anni che non riesco ad utilizzare la mia laurea in geologia vecchio ordinamento (5 anni) nessuno fa nulla per migliorare la situazione dei geologi in Sardegna. Spero che lei possa fare qualcosa. La ringrazio e la saluto cordialmente.

Patrizio Indoni
Cagliari

Giovedì 17 settembre 2020 20:15:56

Buongiorno
Desidero segnalare la continua negligenza delle amministrazioni comunali nella cura del verde pubblico.
Infatti da un po' di tempo si verifichino improvvise e rovinose devastazioni di alberi ad alto fusto da parte dei comuni senza alcun avviso e senza alcun piano di risistemazione delle aree danneggiate. Il verde pubblico non viene più tutelato. Vi descrivo brevemente quanto è accaduto nel piccolo e (una volta) verde comune di Sagrado in provincia di Gorizia.
Cogliendo occasione dell'ultimo temporale il Comune ha provveduto a distruggere diversi alberi ad alto fusto lungo il viale della stazione. Gli alberi, che forse erano stati lievemente danneggiati dal mal tempo in quanto mai curati, come del resto oggi è abitudine fare, sono stati abbattuti anziché potati o eventualmente tagliati nelle parti più alte. I lavori, svoltisi in pochi giorni hanno devastato la zona nella parte più vicina al paese.
Manutenzione per molti vuol dire estirpare alla radice il problema... anzi, le radici sono rimaste sul posto, perché costa troppo rimuoverle.
Senza motivazione è stato anche l'abbattimento di un pino in altra zona del paese che non dava assolutamente fastidio ad alcuno.
Il Comune continua ripetutamente a procedere in 'manutenzioni aggressive' senza valutare l'impatto ecologico, estetico e la qualità di vita dei cittadini rispetto ai benefici delle zone verdi e alla limitazione del rumore proveniente dalla ferrovia e dal traffico della statale.
Negli anni precedenti già erano stati tagliati decine di pini marittimi lungo una strada del paese con la promessa di una ripiantumazione che non è mai avvenuta.
A nulla è valsa una richiesta di chiarimento da me inviata più volte e alla quale non è stata mai data una risposta, anzi la risposta è stata proprio il proseguimento dell'abbattimento del verde.
Mi piacerebbe contrastare in qualche modo questo fenomeno e questa moda anti ecologica che ormai è comune un po' ovunque. Per questo mi piacerebbe avere un aiuto e un consiglio su come agire.

Grazie per la sua attenzione. Cordiali saluti.

Gianpiero Tocigl

Domenica 13 settembre 2020 21:19:57

Ho sentito Mario Tozzi durante la trasmissione Sapiens del 13 settembre
"Il ghiacciaio del calderone e virtualmente scomparso in quanto è presente solo nei mesi invernali"
Mi permetto di suggerire di informarvi magari presso le guide del posto...
Il ghiacciaio sebbene piccolissimo c'è anche nei mesi estivi, io l 'ho visto il 4 settembre u. s
Grazie con simpatia ed ammirazione

Lunedì 7 settembre 2020 11:23:23

Sapiens-Un solo pianeta... é tutto qui; cosa c'é da aggiungere?
Niente... per chi é 'connesso' con la Natura (io mi sento cosí).
E invece: una laurea, anni di partecipazione politica e di ruoli istituzionali comunali, non riescono a governare la sensibilità e le emozioni che mi assalgono quando ho bisogno di parole... per parlare di questo con i ragazzi (11-14) ; 'prestata' all'insegnamento da tre anni, in un ruolo di Educatrice (Sostegno Classe) per i piú marginale, per me al contrario, di grandissima Responsabilità.
Comunità Educata = Comunità Educante.

Cosa posso fare, con poco tempo, che incida davvero, nel tempo, nella Formazione dei nuovi cittadini?

Grazie 😷
Cinzia Salvini

Giovedì 27 agosto 2020 00:20:03

Gent. mo Dott. Tozzi,
mi chiamo Stefania e le scrivo dalla provincia di Pistoia. La stimo enormemente per la sua professionalità e per tutto quello che fa in campo ambientale e culturale. Sento la necessità di fare qualcosa per la cura e la salvaguardia del territorio e spesso mi presto volontariamente in semplici servizi di cura e pulizia delle strade del mio paese. Sebbene nel mio territorio ci siano anche valide associazioni di volontariato impegnate nella tutela dell'ambiente, l'inciviltà sembra non passare mai di moda. Ma la realtà del mio territorio, si sa, è comune a tutta Italia. Plastica, lattine e sporcizia di ogni tipo, adesso anche mascherine chirurgiche, "colorano" i bordi delle nostre strade, amplificando il degrado già in essere di molte aree periferiche e non. In aggiunta, l'inefficienza delle istituzioni territoriali preposte e l'inadeguata gestione dei rifiuti fanno del nostro "Bel Paese" un paese "Bello sporco". Gli sporadici progetti ambientali a livello locale e scolastico non danno la risposta attesa in termini di comportamento. Il degrado ha origine nella nostra mente e nella nostra cultura poco attenta a questo delicato tema. Urge un cambiamento di mentalità, capace di farci automatizzare determinate azioni. Gettare una bottiglia di plastica per strada significa non avere la minima consapevolezza delle conseguenze, nonché una minima concezione del "bello", dell' "aver cura". Sarebbe opportuno, a mio avviso, alfabetizzare ecologicamente il cittadino sin da piccolo. I progetti educativi e didattici in tal senso non sono sufficienti. Da molti anni le scuole partecipano a percorsi di educazione ambientale che riscuotono interesse e partecipazione ma con ricadute effimere. Ci vuole un'educazione perenne e quotidiana che sappia insegnare ai piccoli cittadini, un giorno adulti, la cultura ecologica, il rispetto per l'ambiente. Se l'ecologia associata alla cittadinanza e all'educazione civica, fosse una materia curricolare come le altre, con tanto di valutazione formativa e sommativa, sono certa, il futuro del nostro territorio sarà diverso. Come impariamo a leggere e scrivere e far di conto impareremo anche a salvaguardare l'ambiente, a prenderci cura di esso, con la stessa semplicità con cui facciamo una semplice operazione di calcolo. E' possibile che a nessun parlamentare sia mai venuto in mente una proposta di questo tipo? Lei che ne pensa? Sarei molto felice di ricevere una sua opinione in merito.
Grazie per la sua gentile attenzione.
Stefania Pellegrini

Giovedì 20 agosto 2020 23:07:17

Egr. Dottore, sono l'avv. Luigi di Ruggiero e sono in contatto con il dottor Gustavo Guillerme, che riveste il ruolo di consigliere nel Consiglio Direttivo del Gran Chaco Americano. Come le sarà certamente noto il prestigioso progetto ecologico da realizzare in questa immensa area del Sud America di circa 15milioni di ettari e il dottor Gustave Guillerme, che sarà a Roma, Covit 19 permettendo, la prima settimana del prossimo mese di novembre, rimarrà in Italia per discutere questo programma e inserire e far partecipare all'ambizioso progetto anche eccellenze italiane. A tal proposito gradirei stabilire un incontro con Lei, perchè, se aderisce, potrà rappresentare il meglio della scienza ecologica ed applicare la straordinaria cultura geolocica che Le appartiene. In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti.
Avv. Luigi di Ruggiero

Domenica 9 agosto 2020 18:15:23

Gentile Mario Tozzi
ci rivolgiamo a Lei, così autorevole e noto a molti italiani per il suo costante impegno scientifico nell’ambito della divulgazione ecologista ed ambientalista, per chiederLe collaborazione e sostegno:
siamo preoccupati, ed occupati a richiamare l’attenzione della collettività e dei Sindaci dei nostri Comuni, sulla fase sperimentale di installazione di antenne e ripetitori 5G, che prevede nei territori nuovi ripetitori e un notevole numero di nuove “small cells” a frequenza molto alta, in aggiunta alle numerose antenne già esistenti.

Ci risulta, a questo proposito, anche l’opposizione intrapresa in molti altri territori nazionali da Associazioni, Comitati e gruppi di cittadini, che fanno appello alla responsabilità del Sindaco in qualità di Autorità Sanitaria locale ed ufficiale del Governo, su cui incombe l’onere di prevenire ed eliminare invisibili ma gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana; vengono richiamati l’art. 32 della Costituzione e il Principio di Precauzione sancito dal diritto comunitario, l’ex art. 38 della Legge 8 Giugno 1990, n. 142 sull’Ordinamento delle autonomie locali, che investe il primo cittadino, il quale come “Ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”, nonché l’art. 3 ter del D. L. vo n. 152/2006.

Anche noi, che facciamo parte del Comitato Noli per la difesa di Salute e Ambiente, dell’Associazione ”Uniti per la salute“, del “Forum Beni comuni Legalità Diritti“ e altri gruppi nel ponente della provincia di Savona, abbiamo richiesto ai Sindaci dei nostri Comuni la moratoria 5G, al fine di valutare con cura ogni richiesta di potenziamento delle attuali infrastrutture, di minimizzare l'esposizione della collettività ai campi elettromagnetici e il potenziale rischio sanitario.
Infatti non è stato effettuato alcun test preliminare riguardo agli effetti biologici e termici a lungo termine sulla salute umana e l’ambiente dovuti all’aggiunta, rispetto alle esistenti, della nuova tecnologia 5G, e lo Stato non risulta in grado di garantirne l’innocuità: l’asta delle frequenze 5G è stata effettuata senza avere ottenuto dagli Enti preposti il necessario preventivo parere sanitario ai sensi della L. 833-1978.

A tutt’oggi, nonostante le proteste e le petizioni attivate e il diffondersi dei disturbi da elettro-sensibilità, constatiamo una fortissima spinta alla digitalizzazione e il 5G viene presentato come indispensabile e urgente; persino certi ambientalisti che si battono contro le emissioni di CO2 e il riscaldamento globale, a favore della sostenibilità ambientale, sembrano ignorare l'inquinamento elettromagnetico e la grave situazione di pericolo per la sanità e la salute pubblica, taciuta dal Governo e dal Piano Colao, dai mezzi d'informazione allineati sulle posizioni governative e di conseguenza sottostimata da molta opinione pubblica.

Ci appelliamo quindi alla Sua autorevolezza, per portare alla luce questo problema di salute inspiegabilmente dimenticato e scongiurare il ripetersi di storie che continuano a causare malattie e mortalità in eccesso (un solo esempio per tutti, l’amianto) ; non possiamo ignorare gli studi indipendenti sugli effetti biologici a lungo termine delle onde elettromagnetiche esistenti, la cosa più saggia è aspettare prima di trasformare cittadini in cavie.
Siamo cittadini consapevoli e non rassegnati, che desiderano contribuire alla costruzione di un
mondo più sano e per far questo contiamo sul suo sostegno. Grazie

Firmato
FORUM CIVICO SAVONESE (cui aderiscono vari gruppi, con l’appoggio, tra gli altri, di Gianfranco Porcile, referente di ISDE Liguria - Medici per l’Ambiente http: //www. applelettrosmog. it/file/news/ ISDE_ANCI_18. 05. 20. pdf)
5 luglio 2020

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