Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 9

Messaggi presenti: 247

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Venerdì 22 maggio 2020 17:25:24

Ad un passo dall'Ultimo giro, ho deciso: faccio leggere agli altri come ho tracorso i miei 77anni. Abbiamo una cosa in comune. IO HO PERSO MIA MADRE A 8 ANNI E HO COMINCIATO A RENDERMENE CONTO A 50 ed ORA STO QUI A RATTOPPARE LE FERITE. iL RESOCONTO BIOGRAFICO è lUNO: NE FACI A L'USO CHE VUOLE SUCCESSIVA
MENTE

Mammà

Tentammo più volte di piegare la parola al vissuto
Ma tale rimase pel silenzio geloso dei poeti
Che dire, o meglio osare
del viso vellutato di mia madre
del fragore per il suo lutto
del mormorio sacrilego familiare
Mentre l’arcobaleno del suo sguardo
oscurava la disarmonia di richiami
gonfi di toni e privi di senso

ULTIMA CHIAMATA

Ora e sempre più viva
Sarà la smania di far notte a me solo
E cercare scampo e riposo
Nella mia storia più remota.
Ogni sera mi vado incontro a ritroso.
L. Sinisgall

Pronti si parte. L’attesa ha esaurito tutti i suoi complementi. C’è da abbigliarsi, lo so, per la circostanza. Cravatta indottrinata dai colori di maggio e l’odore delle feste agostane, pantaloni che, anche se ingrigiti, non si manifestino immemori delle ricorrenze protocollari. Eccola lì una camicia di seta inamidata che è sfuggita al ricovero anticipato in una soffitta, ansiosa, ahimé, di eredi che ne avrebbero svelato i dettagli sbiaditi e occultati dalla retorica del ricordo.
Ecco, ci siamo quasi: è suonata la campanella dell’ultimo giro che richiama con crudele cinismo alla sua antesignana dei decenni trascorsi, quando il suono a lei omologo annunciava la liberazione dai banchi di scuola e l’avvio a vicende e situazioni che correggessero le prescrizioni mattutine La campanella attuale, però, è un ultimatum perentorio e indiscutibile a riconsiderare senza indugi il Cato ciceroniano, per il quale nemo est tum senex, qui se annum non putet posse vivere. Forse a dispetto di quel morbus che Cicerone stesso aveva decretato irreversibile. E’ venuto il momento di lasciare testimonianza di ciò che si è fatto. “Hai un anno di tempo. Finora hai pensato solo a scrivere e a leggere roba d’altri” mi intima il demone che mi sta accompagnando. Mi sorge un dubbio: Che la sentenza ciceroniana sia solo un pretesto. ? Oramai devo dar conto di quello che ho fatto e a chi aspiravo rassomigliare. In un anno non ci riesco.. “Srotola le carte, riapri gli schedari, avventurati nel labirinto dello smartphone munendoti di un lasciapassare arianneo che faccia da navigatore paziente e non impertinente, pronto per questa folata di nostalgia che ti sta assalendo sulla sponda di Acheronte” m’incoraggia indefesso
E’ roba di scuola, materiale nato per circostanze che mi hanno accompagnato lungo la mia permanenza decennale nella scuola. Chissà se vale la pena ripescarlo, mi schermisco. Per scongiurare una probabile défaillance abbozzo una preventiva giustificazione: non ce la faccio ad avventurarmi i in un viaggio che sicuramente supererebbe la tempistica ciceroniana. C’è, dopo tutto, da devirgolare i discorsi per pausarne i pensieri in funzione della nuova destinazione. Sono consapevole che andrebbe rivisto il quadro del piano esistenziale che ha sorretto tutto il materiale. Non in tutte le stagioni ho scritto e trascritto l’accaduto e testamentato i riflessi. Per ciò molto andrà composto sotto forma di ricostruzione. Ho vissuto tra mura scolastiche per una vita intera: sono stato scolaro dall’età di cinque anni, studente liceale fino al sessantadue, insegnante in classi per “ritardatari” negli anni settanta e successivamente per adolescenti ambiziosi e brillanti, attraversando la ricostruzione postbellica, i cosiddetti favolosi anni sessanta con corollario sessantottesco, le riforme che si sono avvicendate nei decenni che vanno dal Settanta del secolo scorso alla prima decade del terzo millennio. Anni in cui avevo sperimentato il narcisismo del primo banco e la batosta della bocciatura, la laurea tardiva e i successi concorsuali. Percorsi agevolati o accidentati da un’esistenza non avara di sorprese ed entusiasmi, delusioni e rammarichi, rimorsi e risentimenti. Il materiale quindi da sistemare è figlio degli anni della presidenza al Liceo di Belvedere marittimo, mentre per il remoto passato vanno resocontati i ricordi, tentando di accordarne la fedeltà agli agganci premonitori e ai collegamenti con quanto sarebbe accaduto successivamente. Con un interrogativo perentorio che mi assedia da anni: ha senso ancora la scuola? O per essere più benevolo nei confronti dei miei detrattori: è legittimo che ci sia ancora chi presume di insegnare e chi è costretto ad apprendere secondo schemi e modalità che da secoli definiamo scuola?
Titolerai i paragrafi? Nobiliterai argomentazioni con epigrafi classicheggianti? Svincolerai le argomentazioni dalle circostanze che le hanno generate, con il fine di renderle supporto emblematico? Riuscirai a bypassare l’amore e la dedizione per la scuola che ti hanno accompagnato dagli scantinati agli androni ministeriali? Insiste il demone. Ed ancora: con quali modi dividerai i tempi? Con quelli classici, passato, presente e futuro? annum potet vivere, non dimenticare, mi avvisa. Abbasso la testa
iuro, promitto e spero

TRAPASSATO REMOTO

e mi fermo qui, per non toglierle tempo. PARCE SEPULTO

Venerdì 22 maggio 2020 15:14:31

Caro Massimo,
provo a scriverti nella speranza che tu possa leggermi. Ho molto apprezzato il tuo articolo sulla ministra Azzolina...
Ora vorrei sottoporre alla tua attenzione un'altra angheria ai danni di noi docenti precari. La senatrice 5S Granato ha detto che sospenderà il servizio a tutti i docenti favorevoli al concorso per titoli anziché "per crocette", che secondo loro dovrebbe valutare il merito. 80 domande in 80 minuti per giudicare se sono meritevole di insegnare, quando lo faccio già da 5 anni (e molti miei colleghi anche da più tempo)
Trovo che sia gravissimo questo tono, ti prego dacci voce, aiutaci a non far passare inosservata questa dichiarazione. Nessun tg si occupa di noi, nessun politico piange per noi che viviamo nell'ansia da anni e diamo il nostro meglio per gli alunni.
Spero che mi ascolterai.
Un caro saluto

Venerdì 22 maggio 2020 07:18:09

Gentile dottor Gramellini,
seguo da tempo il suo lavoro, ne apprezzo, in particolare, l'acume e l"ironia. Le scrivo in riferimento all'ultimo sfondone della mia "Capa suprema" (si, sono, orgogliosamente, docente della Scuola Primaria Statale) ho l'impressione che la signora Ministra si riferisse alla frase [,.. gli alunni non sono vasi da riempire... ]. VASI non imbuti.
Questo mi fa riflettere. Supponiamo il lapsus, ma per logica non si riempie l'imbuto.
Penso alle lauree, master, specializzazioni, tirocini e corsi di perfezionamento, a mie spese e che spese, che ho conseguito per offrire ai miei studenti il meglio possibile. Questo perché ci credo. Fornire strumenti, mezzi per ottenere menti critiche e interpretative. Far crescere i bambini nell'idea, se non con la certezza, che DEVONO contribuire al bene della comunità, ognuno a suo modo, in maniera indipendente. Progettare, Co-costruire, realizzare, azioni dinamiche, questa è la scuola Italiana che funziona a qualche modo per la ferrea volontà degli "scemi" come me. Tanti, un un'esercito di docenti che si fa carico di tutto, Andando avanti nonostante i cambiamenti politici e di vertice.
Questa idea dell'imbuto proprio mi tarla.
In questo periodo così inconsueto poi, abbiamo dovuto ripensare, reinventare in nostro lavoro in cinque giorni. Siamo diventati esperti di DAD, tecnici informatici, esperti di web e videoconference. Consolatori di genitori in difficoltà, compagnia per i nonni al tablet con i nipoti,
I nostri bambini e ragazzi si sono dimostrati in gran parte eccellenti, responsabili, capaci.
Nel nero periodo del COVID 19 e'nata la scuola virtuale della società "eterea", che sta nell'etere, che vive di connessioni, e i protagonisti sono loro, i nostri bambini.
E me li chiama imbuti!!!

Giovedì 21 maggio 2020 23:40:15

Tanti complimenti e un grazie di cuore da parte mia a lei, dott. Gramellini, e anche alla redazione del programma "Aspettando le parole" del sabato sera, per le storie davvero penose e commoventi che racconta e fa conoscere ai telespettatori nella parte finale del programma. Due in particolare mi hanno colpito profondamente, il caso del povero Giovanni Biondo di Custonaci - Tp- (povero lui e la sua famiglia), caduto da un albero che stava potando per soli 10 €, e purtroppo deceduto, e quello della benemerita Dirigente scolastica Daniela Lo Verde che aiuta le famiglie povere dell'Istituto G. Falcone Zen 2 di Palermo. Grazie a lei e alla sua benemerita trasmissione è scattata la mia pronta solidarietà, e spero siano stati toccati anche gli animi di altre persone sensibili. Continui sempre così. ! Grazie ancora. Federico Pirro

Mercoledì 20 maggio 2020 10:13:20

Sono una infermiera professionale, che, dopo 40 anni di servizio mal retribuito e mal considerato, dal 1° dicembre 2019 è andata in pensione.. ma, da un paio di mesi, dopo tanta indifferenza nei confronti della nostra Professione, sento chiamarci EROI. Scusate.. ci voleva un invisibile virus per rendere gli infermieri visibili agli occhi dei nostri politici? Bah.. in 40 anni l’unica persona che ci ha nominati con una canzone, ha offeso la dignità di tutte le infermiere.
La mia schiena spezzettata, le mie braccia dolenti, le ginocchia che non mi reggono più dicono: FINALMENTE.. qualcuno si è svegliato!
Ma anche noi prima del virus abbiamo lottato in silenzio, ma con il sorriso, nelle corsie da sola con 40 pazienti, o, a preparare chemioterapici nel carrello senza cappa d’aspirazione, a fare prelievi a sieropositivi senza nessuna tutela, anche i pidocchi ho tolto per non infettare il reparto.
A casa lasciavo i miei 4 figli.. e piangevo quando leggevo i loro temi. Per i miei bambini, con i turni massacranti, IO NON C’ERO, una ferita per me che non si chiuderà mai.
Anche economicamente mal retribuiti, ora la mia pensione è di circa 1500 euro.. dopo 40 anni di faticoso lavoro; ho 63 anni.. ma per questi lavori dove tu devi essere sempre vigile al 100% non si può andare avanti oltre. Non ho rimpianti, anche se non sono stata gratificata dallo Stato economicamente.. ho i miei Pazienti e i parenti di chi non c’è più, che dopo anni, ancora si ricordano di me.
Gli infermieri per etica e professionalità, quello che fanno per gli altri è normale routine, per noi in quel letto ci può essere un nostro parente o noi stessi.. ed è successo anche a me di essere in quel letto!!! Gli infermieri non devono essere dimenticati.. non solo ora per il coronavirus, ma per sempre! Siamo noi le braccia e gli occhi dei medici.. con ¼ del loro stipendio!
Io parlo di me, come di tanti altri infermieri che, prima del risveglio sociale, hanno dedicato la loro vita fino allo stremo per gli altri, e, un’infermiera “covid19” l’ha detto in una intervista: “ Questo è il nostro lavoro”.
Grazie per aver letto il mio sfogo!!!

Sabato 16 maggio 2020 23:33:42

Governo ladro !
In Italia sembra che tutto sia sempre colpa del Governo.
A proposito del coronavirus si sono usati per mesi i termini di guerra, di una battaglia da combattere, abbiamo capito che tutto non sarà come prima, che la pandemia è un evento globale, che è una occasione di cambiamento che le risorse del pianeta non sono infinite e via dicendo, ma appena si intravede una luce in fondo al tunnel ecco che tutti vogliono quello che avevano prima: ristoranti pieni, bar aperti, il week end nelle seconde case, l' aperi-cena con gli amici. Come al solito in Italia la situazione è grave ma non è seria (Ennio Flaiano).
Giovanni Perotti

Sabato 16 maggio 2020 22:42:41

Sono la mamma di un ragazzo cieco pluridisabile che come molti altri non ha potuto utilizzare la didattica a distanza.
Abbiamo chiesto un fermo formativo a scuola con la nostra associazione alla ministra Azzolini. Ma si gira intorno al problema ma non lo si affronta. Ho materiale interessante da mostrare... Grazie se mi contattate

Sabato 16 maggio 2020 21:36:05

Esprimo profonda stima verso di lei, Massimo, per tutta la profondità che dimostra nei diversi argomenti.
Mi chiedo però perché nel suo programma ci obbliga ad ascoltare un comico così mediocre, a volte più volgare delle battute più scurrili. Mi auguro che possa spostarlo su altri programmi

Giovedì 14 maggio 2020 12:19:12

Caro Massimo,
Sono un medico di Erba (CO)
Mi occupo di Cure Palliative
Volevo inviarle un libro "interessante" per un suo giudizio.
Come posso fare
Grazie e cari saluti
Franco Vecchio

Giovedì 14 maggio 2020 11:51:03

UNA VITA DEDICATA AI SOGNI DEGLI ITALIANI … E ORA L’INCUBO

Scriviamo a Lei, Dott Gramellini, sperando di trovare un canale che ci dia voce, perché non ci sentiamo mai nominati: anche noi INVISIBILI.
Questa nostra lettera necessita di una premessa molto importante: abbiamo scelto una professione magnifica, siamo state fortunate. Abbiamo per anni LAVORATO per far conoscere il MONDO agli Italiani.
Li abbiamo fatti felici di dormire in un campo tendato berbero sotto le stelle del Sahara, organizzando un incontro con Manager Internazionali per scambi culturali importanti; portandoli nelle magnifiche savane africane; li abbiamo visti ridere con i bimbi delle favelas brasiliane o sorseggiando un caffè con i coltivatori Colombiani. Li abbiamo visti commuoversi incontrando popolazioni indigene del Sud America; li abbiamo visti innamorati di fronte al Taj Mahal aperto in esclusiva per loro.
Li abbiamo visti prendere consapevolezza che non è tutto come spesso ci viene riportato: ma che gli Arabi sono persone miti e rispettose, che i Giapponesi sanno divertirsi oltre a lavorare, che gli Africani hanno grande dignità, che la Colombia non è solo il cartello di Medellin, che i Brasiliani non rubano e assaltano turisti … ecc ecc
Non è stato solo bello, come tutte le professioni, anche la nostra, ha i suoi rovesci: tanta stanchezza, notti in bianco, lavoro durante le festività, senza orari ma con i fusi orari, anche tanta solitudine e sempre in balia degli eventi che hanno condizionato notevolmente il nostro lavoro: Sars, Primavera araba, Tsumani in Giappone, Torri Gemelle ecc ecc… non ultimo la grande crisi del 2008. Proprio a causa di questa ultima crisi economica del 2008, abbiamo dato fondo ai nostri risparmi, tagliato costi METTENDOCELA TUTTA PER ANDARE AVANTI.
Noi siamo l’esercito che organizza viaggi di gruppo per le Grandi Aziende, che premiano i lori clienti, i loro collaboratori regalando viaggi da favola, su misura, esclusivi. E’ uno splendido lavoro che richiede altissima professionalità, che non può sbagliare, che necessita di grande creatività e ingegno per ‘stupire’ una clientela sempre molto esigente.
Oggi non riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel, ma il buio perché GRUPPO vuol dire assembramento; inoltre le AZIENDE subiranno una crisi senza precedenti e certamente non investiranno nel ludico (le priorità sono altre) ; l’ ESTERO… non è il momento, Italia viene prima; quarantene da rispettare e la situazione dei voli e delle compagnie aeree sempre più complicati.
Siamo consapevoli che il turismo in Italia è in ginocchio e ci uniamo insieme a tutti i nostri concittadini in questo terribile momento: realizziamo ora quanto i turisti stranieri sostengano tutto il settore e il suo indotto; ma – inutile dirlo - anche gli Italiani con il loro amore per i viaggi hanno aiutato economicamente decine di Paesi decisamente più poveri del nostro, anch’essi adesso in ginocchio.

Certo è il momento di pensare alla nostra amata ITALIA, ma non dimentichiamoci del mondo e, se ci permettete, non dimenticatevi di Noi, un esercito che conta migliaia di persone che vivevano di questo lavoro.. siamo tantissime (lo scriviamo al femminile, perché siamo per la maggior parte donne)
In questi tristi mesi non abbiamo sentito una sola parola spesa per noi, anche quando l’argomento era il turismo!
Parrebbe facile dirci “organizzate in Italia”, ma non lo è per niente. Il turismo ha specifiche professionalità, occorre dedicare anni per acquistare la fiducia delle persone: la credibilità si basa sull’esperienza diretta e sulle competenze professionali in specifici settori.
Noi siamo quelli per i quali, se tutto andrà bene, il ritorno alla normalità è prevista nel 2022/2023.
Hanno detto “ non lasceremo indietro nessuno”: ma, nel frattempo, noi come faremo a vivere, cioè sopravvivere? I nostri risparmi se ne sono andati in questi 12 anni di crisi. Siamo Partite Iva, siamo free-lance, siamo impiegate a tempo determinato o a progetto..
Come pagheremo l’affitto di casa, le bollette, il VIVERE per questi 2 anni? ? Andremo a far parte dei “nuovi poveri”?
Siamo in contatto con centinaia di colleghe che, negli innumerevoli dibattiti televisivi dedicati alla crisi economica dovuta al COVID-19, sperano di sentire una parola su di noi: nulla!
Grazie per darci voce
Cordiali saluti
Pucci & Manuela
.. insieme a centinaia di altre colleghe con le quali stiamo provvedendo alla cancellazione di centinaia di viaggi, che con tanto impegno e fatica avevamo già programmato e confermato per il 2020! Tutto questo lo stiamo facendo con un magone che ci strozza.

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