Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 6

Messaggi presenti: 247

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Mercoledì 16 settembre 2020 10:23:03

Buongiorno Sig. Gramellini.
sono una sua estimatrice e leggo il suo caffè. Non condivido la ' difesa' dell' assessora di Como in merito all famosa coperta. Forse avrà avuto le migliori intenzioni ma a Como le politiche sociali fanno schifo. Non sto qui a elencarle. Basta scorrere le cronache. Quindi non credo che l' assessora vada a igienizzare personalmente le coperte. Cordiali saluti.

Martedì 15 settembre 2020 15:35:35

Gentile Massimo Gramellini, ci sembra di parlare con un amico. Il buongiorno prima e il caffe dopo sono le prime letture mattutine, e molto spesso scrive meglio cosa e come noi commentiamo la sera prima. Ci impressiona e conforta spesso la condivisione di riflessioni e punti di vista
Visto cio', voglio condividere la mia amarezza come madre di una ragazza che ha operato sempre credendo nel valore dello studio, del lavoro e della meritocrazia
. Due lauree a pieni voti (110 e lode in Terapia occupazionale e 110 in laurea magistrale in scienze della formazione, entrambi in facoltà cattolica del Sacro cuore, un master Aba, (utilizzato soprattutto in rapporto on bimbi autistici), anni di servizio esemplare vicino a bambini affetti da diverse disabilita presso La nostra famiglia di Como, borsista in neuropsichiatria infantile a vercelli, e in questo ruolo consulente per docenti di sostegno e famigliari, docente presso la facoltà cattolica del Sacro cuore di moncrivello (vc)..
Se avrà la pazienza di dimostrarsi interessato al tema, le invierò curriculum e materiale.
Io, madre, insegno in un istituto professionale dove gli insegnanti di sostegno sono spesso ex allievi di tale istituto. A mia figlia hanno consigliato di conseguire un diploma professionale (ipsia, alberghiera...) che ben può rispetto al suo diploma liceale e alle lauree seguenti.
Mia figliai non può accedere, coi suoi titoli e esperienze, ad una cattedra di sostegno, come tutte le famiglie dei suoi assistiti auspicherebbero. Dovrebbe essere una tecnica di meccanica, cucina, moda..., ! E io lo verifico ogni anno.
Lei per i suoi figli quale formazione sceglierebbe. ? È tutto assurdo e io, anche da mamma, mi sento mortificata per aver i dotto mia figlia a credere nella cultura, nell'entusiasmo e nella fatica.
La ringrazio per l'attenzione. Mi piacerebbe una parola di conforto o un interessamento per questa condizione irrazionale.
Sandra franciscono

Sabato 12 settembre 2020 00:20:00

E così dopo settimane a chiedersi che posizione avrei occupato in graduatoria, se ci sarebbero state molte insegnanti prima di me, se avrei avuto qualche possibilità, finalmente di insegnare filosofia e storia, dopo aver percorso un cammino ad ostacoli, dove arrivare alla laurea (ormai 13 anni fa) è stato solo il passo più piacevole e chiaro…finalmente oggi, l’attesa è finita. Anzi era già finita una settimana fa, quando alla prima pubblicazione delle ormai famose GPS, ho dovuto constatare che nonostante 19 anni di ruolo nella scuola primaria, non mi era stato riconosciuto alcun anno di servizio. Così, dopo aver pensato che ci fosse stato un errore, che avrei potuto chiarire, che ci sarebbe stato il modo di rimediare all’errore burocratico…ho provato a scrivere allo spettabile Ufficio Scolastico provinciale di Novara, come recitava la pubblicazione della relativa GPS, per segnalare il mero errore materiale. Ma, ahimè, come in ogni tragedia che si rispetti, mentre cercavo di capire come fosse potuto succedere che non mi avessero valutato 19 anni di faticosissimo servizio nella scuola primaria, che pure avevo inserito meticolosamente, progressivamente realizzavo che l’aver eseguito più accessi al momento della presentazione della domanda, aveva determinato la perdita di una parte della domanda, quella, appunto, relativa al servizio prestato. Perciò dopo essermi disperata per un tempo bastevole, ho cercato il modo di comunicare con l’amministrazione, ho sperato di trovare ascolto e ho segnalato che doveva esserci stato un errore di sistema, che la prima domanda che il sistema aveva ricevuto conteneva tutto il mio servizio, chiedendo, che facessero riferimento a quella, che pure il sistema aveva tenuto in memoria e che avevo recuperato proprio dalle ormai famose “ISTANZA ON LINE”, per potermi riconoscere solo ciò che mi spettava. Non un regalo, non un giudizio di favore, non un premio produzione, solo il mio servizio.
E così, come dicevo, ho passato l’ultima settimana tra la speranza di essere ascoltata e la consapevolezza che il sistema non ascolta, e le persone che per il sistema lavorano, difficilmente ascoltano davvero. Difficilmente ti vengono incontro. Così oggi, come dicevo, in seguito alla segnalazione di innumerevoli errori, da parte del sistema di valutazione di diversi punteggi, è stata ripubblicata la graduatoria…e Sorpresa: Provate a dire: il mio punteggio è rimasto inalterato ed evidentemente io ero rimasta inascoltata.
La solita storia. No questa volta mi è sembrato peggio: Eppure, mi sono detta, io lavoro come docente per USP di Novara da vent’anni. Cosa ci vuole a controllare il mio servizio? Eppure sono una loro dipendente… i miei dati li hanno senz’altro, senz’altro si chiarirà l’errore… e invece… niente.
Evidentemente avrebbe denotato troppa intelligenza riconoscere solo l’ovvio.
Evidentemente la burocrazia è sorda dalla nascita.
Evidentemente dopo 13 anni di esami integrativi di laurea, più 24 crediti formativi in ambito antropo- psico- pedagogico, e l’attesa dell’apertura delle “benedette” procedure informatizzate, non era ancora abbastanza…
Così… pronti via, con la consapevolezza che se mi avessero riconosciuto l’ovvio, avrei finalmente potuto insegnare filosofia e storia, perché avrei occupato la quarta posizione tra gli insegnanti che avrebbero potuto scegliere una tale cattedra (quando i posti disponibili risultano cinque!!!) …
pronti via, si torna alle “elementari” sapendo bene, invece, che attualmente occupo solo la settantacinquesima posizione.. che ci vuole?
Sempre considerando che i posti disponibili sui Licei di Novara sono 5… che ci vuole ad ottenere una cattedra?
Oggi proprio non lo so… mi sembrava di aver fatto abbastanza per meritarmene una.. ma evidentemente non è bastato.

Mercoledì 2 settembre 2020 18:15:08

Salve. Sto cercando visibilità mediatica. Ho un figlio 18 enne con problemi psichici residente da meno di un anno in una struttura a Forlimpopoli.
Da febbraio non li fanno più uscire neanche con gli educatori e ovviamente neanche rientrare a casa. Lui ne sta soffrendo tanto.
Ho scritto invano a Bonaccini perché modificasse l'ordinanza e aprisse le porte delle residenze. Come è successo in Piemonte. Nulla da fare.
Mi piacerebbe che lei pubblicasse una mail che ho scritto al responsabile della residenza.
Sto lottando da 6 mesi
E come me tanti genitori di ragazzi rinchiusi in residenze che sono diventate le loro prigioni.
Mi può aiutare.. ?

Venerdì 28 agosto 2020 13:53:51

Carissimo Dott. Gramellini,
condivido pienamente il Suo articolo pubblicato oggi all'interno della rubrica "Il Caffè" del Corriere.
A Caronia si stanno sprecando centinaia di migliaia di euro (sottratte alle Casse dello Stato, che attualmente hanno da assolvere a necessità prioritarie a questa orribile storia siciliana) per assoldare "espertoni" che non troveranno MAI la soluzione al disgustoso giallo.
... Eppure basterebbe semplicemente osservare la MAGLIETTA rossa (con il logo "Hardstyle Creation", etichetta musicale di proprietà del "cassintegrato" affranto padre Daniele Mondello) per risolvere in un istante il rebus...
Chissà se qualcuno osserverà le magliette, caro Massimo...

Lunedì 10 agosto 2020 09:25:02

Buongiorno Dott. Massimo scusandomi del disturbo mi presento. Mi chiamo Tizzani Piergiorgio e ci siamo conosciuti in Agosto 2012 per un triste evento, il funerale di Giampiero Paviolo e successivamente all’inaugurazione della biblioteca di Angelo e Giampiero Paviolo a cura di Guido Novaria. Mi permetto di condividere con Lei e a nome degli amici d’infanzia di Lu Monferrato il ricordo dell’indimenticabile amico, sempre presente nel cuore. Il 12 di questo mese ricorre l’ottavo anniversario della sua scomparsa.
Il ‘bassista’ come simpaticamente lo ha definito Lei nel suo articolo di allora continua a vivere nei nostri pensieri e momenti di incontro fra noi amici di Lu.
Infine mi permetta un particolare invito, il formaggio non è di suo gradimento, Giampiero forse in qualche occasione le avrà parlato, elogiandola, della ‘soma d’aij’, la specialità di Bigia (la nonna materna di Giampiero). Nient’altro che una fetta di crosta di pane leccata con olio d’oliva e spalmato su di esso un sottile strato di gorgonzola. ‘Un pochino di tutto si gusta meglio’, così ci diceva nonna Bigia, in realtà era per nasconderci la verità (essere oculati nel risparmio e non abbondare).
Un momento irrinunciabile nella merenda delle ore 17 nella nostra cara frazione Martini.
Se ha occasione, nel caso non l’abbia ancora fatto, la provi.
Con l’occasione, nel ringraziarla anticipatamente, buon ferragosto e a nome di tutti cordiali saluti.
Piergiorgio, Cesare, Paolo, Giuseppe, Gianni.

Martedì 28 luglio 2020 13:01:07

Buongiorno Massimo. Ho letto il. tuo libro sul cucciolo, ho 46 anni e un bimbo di 2 anni ad agosto. Con la mamma (infermiera all'Amedeo di Savoia a Torino) non stiamo insieme ma gestiamo in modo egregio il pupo (anche in questo periodo di emergenza sanitaria) perché comunque ci si vuole bene e l'amore c'è anche se non quello passionale. Ti va di sentire una storia assurda e di pubblicarla? È la classica italianata di cui spesso hai scritto sul buongiorno prima e il caffè poi. E la storia di un'azienda che pur essendo a conoscenza della situazione rifiuta la mia domanda di part time per 2 anni a partire dal primo settembre pur dandolo ad altri con meno punteggio. Così a settembre se non riapriranno i nidi avrò di che divertirmi visto che a casa da solo o. legato al palo per strada certo il pupo non lo posso lasciare. Sono un granata e sono disperato, e quando uno è disperato, specie se si parla del figlio, è capace di qualsiasi cosa pur di tutelarlo. Se mi rispondi ti ringrazio, se no ci ho provato... saluti

Lunedì 20 luglio 2020 23:01:13

Salve,
Siamo due sorelle di nome Elisa e Margherita Bruno, di 15 e 13 anni e abitiamo a Torino ma prima a Volvera. Quando nel 2016 i nostri genitori si sono separati abbiamo iniziato ad andare sia da nostra madre sia da nostro padre. Poi però nostro padre ha iniziato ad avere degli atteggiamenti violenti con noi come aveva sempre avuto con mamma. Quando nostro padre ha provocato un trauma cranico a me, Margherita, mia madre lo ha denunciato ma non siamo mai state ascoltate, se non da un ispettore di polizia che è venuto a scuola. Dal quel momento abbiamo deciso che non saremo più andate da lui. Così a inizio 2018 l'assistente sociale Friziero e la Contardi ci hanno obbligato a fare dei progetti con gli educatori e durante questo progetto nostro padre ha aggredito mamma davanti a noi che è finita in ospedale ma il progetto è andato avanti come se nulla fosse. Questi progetti si sono dimostrati inutili, fino a quando nel 2018 abbiamo iniziato la CTU. In quel periodo eravamo ricattate dalla CTU, dottoressa Schiva, che ci diceva che se non fossimo andate da nostro padre saremmo finite in comunità, a quel punto per paura abbiamo accettato di vedere nostro padre nei weekend tutto l’anno, fino alle vacanze. All’arrivo delle vacanze siamo state nuovamente ricattate dalla Schiva. Se non avessimo accettato di andare in vacanza con nostro padre saremmo finite in comunità. Nuovamente abbiamo ceduto a questo ricatto. Con l’aiuto di nostra madre siamo riuscite ad accettare di sopportare la vacanza.
La vacanza è andata malissimo e io, Margherita, ne sono uscita addirittura con lividi. Sono stati 15 giorni d’inferno, di urla e maltrattamenti. In questi 15 giorni abbiamo contattato sia la CTU Schiva sia la CTP di papà Marforio, mandando messaggi in cui imploravamo aiuto. Come al solito nessuna risposta, siamo state abbandonate. Al ritorno della vacanza noi volevamo parlare con la dottoressa Schiva ma lei si è rifiutata di ascoltarci. Mamma, al ritorno delle vacanze, quando ha visto i lividi che avevo io, Margherita, ha fatto un’altra denuncia. A novembre 2019 la dottoressa Schiva ha voluto che mamma facesse passare da casa papà, quando lui si è sentito dire che noi non avremmo avuto nessuna intenzione di vederlo nostro padre ha aggredito mamma. Io, Elisa, ho chiamato aiuto per salvare mamma. Mamma dinuovo in ospedale. A Gennaio abbiamo scoperto dall’assistente sociale Currò che, per decisione presa dalla CTU Schiva, saremo andate da nostra zia come “luogo neutro”, in affidamento, per sei mesi. Questo doveva servire per l’ennesima volta a riavvicinarci a nostro padre. Il progetto non è riuscito, a causa del fatto che nostra zia non solo non era un luogo neutro ma addirittura si arrabbiava con noi quando non volevamo andare da nostro padre, costringendoci a parlare con lui di argomenti che per noi sono molto difficili, per esempio la sua violenza, che anche l’assistente sociale aveva detto di evitare. Adesso lei ha detto che non ci vuole più tenere e così tra pochi giorni finiremo in comunità, separate e tolte alla nostra famiglia senza motivo.
Vogliamo inoltre fare presente che noi abbiamo dei nonni che ci possono tenere, che hanno una grande casa in montagna lontano dalla pandemia. E invece siamo rinchiuse in una comunità dalla quale tra l’altro per via del COVID19 non possiamo nemmeno uscire per vedere i nostri genitori. Allora scusate a cosa serve mandarci in comunità per farci riavvicinare a nostro padre se non possiamo nemmeno vederlo?
Ma invece di imporci un padre violento e bugiardo a tutti i costi non è meglio lasciarci alla parte di famiglia sana cha abbiamo, curarlo e poi un domani vedere: se è cambiato e cosa si può fare?
Dove è il nostro diritto di bambini di avere una vita normale con nostra madre e i nostri parenti?
Dove è la nostra protezione?
Dove è la protezione di nostra madre?
Dopo 4 anni d’inferno siamo arrivate a pensare che era meglio che mamma non trovava il coraggio di denunciare papà per proteggerci, almeno saremmo rimaste insieme e non separate come sta accadendo.
Abbiamo cercato su internet molte persone alle quali mandare questa mail, per mandarvi un grido di aiuto!
Adesso potete ignorarci e mettere nel cestino queste parole, oppure potete aiutarci e lottare contro questa ingiustizia che stiamo vivendo. Subiamo questa ingiustizia proprio perché molte persone: assistenti sociali, educatori, CTU, CTP e giudici hanno fatto male il loro lavoro o sene sono fregati o come la Schiva non sono intervenuti per ascoltarci veramente e proteggerci, quando era solo il loro dovere!!!
Tra 2 giorni saremo in comunità e forse li senza pc e telefoni e non più potremo chiedere aiuto.
Vi preghiamo con tutto il cuore di non abbandonarci anche voi, vi prego aiutateci.

Elisa Bruno, 15 anni, cell: 392-------; mail: -------
Margherita Bruno, 13 anni e mezzo, cell: 392-------; mail: -------
Nostra mamma, Francesca Gallarate, cell: 348-------; mail: -------

Domenica 19 luglio 2020 21:32:23

Apprezzo molto le sue brevi note sul Corriere della sera ma quello che non capisco e che gradirei sapere è cosa le ha fatto l'ex ministro Toninelli per quei suoi commenti che spesso trovo non spiritosi ma solo fastidiosi e insignificanti. Grazie

Giovedì 9 luglio 2020 07:00:33

Leggo e apprendo, con tristezza, il suo "Caffè" di oggi, 9 luglio, che anche Lei si abbandona, finalmente, ai commenti di "pancia" nell'accodarsi alla massa dei denigratori del pubblico servizio tacciandoli tutti, indistintamente, di fannullonismo; Le dico questo da marito di una impiegata di un importante ente pubblico che vedeva, nell'alzarsi alle 5 e 30 del mattino la propria moglie, a casa in smartwork, collegarsi al sito di lavoro per essere tra i primi a disposizione dell'utenza e per sbrigare le pratiche senza problemi di connessione, dato l'affollamento allo stesso sito.
Ecco, Le propongo questo termine: "fannullonismo", dal momento che Lei è, notoriamente, attento alle PAROLE. Con affetto e, spero momentanea, tristezza,
Lorenzo Bini

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