Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 7

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Frasi di Massimo Gramellini

Sabato 10 aprile 2021 15:51:22

Trasmissione "Ciao Darwin"


Buongiorno dott. Gramellini, provo ad inviare questo breve messaggio nella speranza che Lei lo possa prendere in considerazione. Cosa si può fare per interrompere quella trasmissione televisiva becera, volgare, omofoba, sessista, razzista, triviale e soprattutto irrispettosa di certe categorie di persone che ", lui" il conduttore, si diverte a deridere evidenziando particolari aspetti fisici o difetti, con volgare ilarità da parte degli spettatori. Sfotte e offende con quella sua ipocrita dialettica e allude continuamente al sesso, insieme al suo sodale. Ovvio che mi riferisco al conduttore, certo P. B. il quale crede di stare sollevato 10 cm da terra rispetto ai comuni mortali. E il messaggio che manda dall'alto della sua protervia è meschino e volgare. Grazie per avere letto queste mie riflessioni. Lei si che è un grande giornalista e un serio personaggio televisivo che trasmette valori e cultura. Antonio

Sabato 10 aprile 2021 12:37:10

Come ci si comporterà con chi rifiuta di farsi vaccinare con AstraZeneca


Buongiorno, vorrei capire come ci si comportera' con chi rifiuta di farsi vaccinare con astrazeneca. Ho sentito che passeranno in coda, ma In coda a chi? A quel punto loro potrebbero scegliere il vaccino che preferiscono. Sarebbe opportuno che arrivassero delle chiare indicazioni in merito, per. non trovarsi poi a dover dire che siamo ancora davanti a persone che approfittano, ma soprattutto se tutti rifiutassimo astrazeneca bloccheremmo la campagna vaccinale.. Occorre chiarezza.. Grazie
Lidia Rizzo

Venerdì 9 aprile 2021 23:28:50

Perché? Storia di un sopruso!


9 aprile 2021
Gentile dr. Gramellini,
mi rivolgo a Lei perché apprezzo molto l’onestà e la sensibilità che ritrovo nei suoi articoli e nel suo talk “Le parole della settimana”, e per questo vorrei portare alla sua attenzione due tra le cattive notizie che riguardano me e i miei coetanei.
Una breve presentazione e poi arriverò ai punti.
Mi chiamo Laura, ho 70 anni, vivo a Domodossola e sono candidata ad essere vaccinata con Astrazeca.
Ed ecco le notizie:
1. A proposito della campagna vaccinale e in particolare della patetica storia che si racconta a puntate su Astrazeca, mi sembra che intorno a questi due argomenti si intreccino in abbondanza ipocrisia, reticenze e ambiguità.
Prima ancora di iniziare la campagna vaccinale molti sono stati i proclami sulla necessità di vaccinare con assoluta priorità anziani e persone vulnerabili e fragili.
Tuttavia noi, ultrasessantacinquenni, ma non ancora ottantenni, generazioni di mezzo, evidentemente non abbastanza significativi e “scarsamente produttivi”, molti dei quali già affetti da un carico pesante di malattie croniche, noi che avremmo dovuto essere i più protetti, siamo stati messi ai margini.
Sì perché invece le porte dei centri vaccinali si sono aperte prima e più velocemente ad altre categorie e conseguentemente ad altre fasce di età, tanto che oggi la percentuale di immunizzati tra i 70-79 anni è la più bassa di tutte (dati aggiornati al 9 aprile, da “Il Sole 24 ore”).
Se invece confrontiamo le categorie: operatori sanitari, ospiti RSA, over 80, forze armate, personale scolastico, personale non sanitario (chi?), ALTRO (chi?), scopriamo che questo ALTRO raggruppa il numero più elevato di immunizzati, pari a 84. 403 (fonte “Il Sole 24 ore” – ho letto il suo pezzo di oggi “Altro e gli altri”).
E oggi se ne è accorto anche il Presidente Draghi!!!
A noi, ostaggi in casa nostra per un anno, perché così ci è stato raccomandato, e per non subire le conseguenze dei comportamenti irresponsabili di altri, a noi, che abbiamo ampiamente superato “il mezzo del cammin di nostra vita”, si continua a sottrarre tempo prezioso.
E inoltre, altra cattiva notizia: a noi tocca, ahimè Astrazeneca, il vaccino più discusso e meno affidabile!
E perché, a proposito di Astrazeneca, visto che sono state “somministrate” così tante “false verità”, dovremmo riceverlo senza timore? Perché, dopo che su Astrazeneca si è detto tutto e il contrario di tutto, noi, soggetti anche pensanti, dovremmo avere fiducia nel suddetto farmaco?
E inoltre perché, per avere la seconda inoculazione, dovremmo attendere 10-12 settimane dalla prima?
Perché non porsi delle domande o perché non essere spaventati o almeno diffidenti nonostante istituzioni, medici, politici e anche giornalisti, continuino a schierarsi a favore del vaccino?
Perché nessuna argomentazione su Astrazeneca (rischi-benefici. a cominciare da quella dell’Ema, ci convince!
Forse perché ci sono delle alternative che nessuno ci vuole proporre, ci sono altri vaccini, probabilmente più sicuri – vaccini dei quali nessuno cita i rischi-benefici - ma fino ad ora destinati in esclusiva a settori più nobili del nostro.
Insomma i privilegi continuano ad imperversare, tanto da rendere lo scenario attuale ancora più squallido, perché il pericolo riguarda tutti!
Tutto ciò proprio oggi che ognuno dovrebbe sentire di appartenere con pari dignità alla propria comunità, oggi che ogni persona ha più bisogno di avere la speranza, di toccare la giustizia, e di immaginare ancora un futuro, per quanto breve possa essere!
Grazie di cuore, dr. Gramellini, se leggerà questo mio messaggio e proverà a darmi qualche risposta!

Laura Luisi

Venerdì 9 aprile 2021 13:33:07

[Ho citato il tuo bell'articolo]

Buongiorno Massimo, ho citato il tuo bell'articolo nel mio pezzo e te lo mando per opportuna conoscenza. Ci eravamo sentiti per telefono circa 25 anni fa in seguito alla lettura di un tuo libro...
Un saluto,

Enzo Di Dino

htt ps: //www. late stata. it/notizie/italia/edi toriale/09-04-2021/il-di ttatore-turco-e-il-sofagate

Venerdì 9 aprile 2021 12:06:35

Parità di giudizio


Buongiorno.
Le scrivo avendo a mente le sue riflessioni, quasi sempre puntuali ed oggettive. Mi piacerebbe avere la sua opinione sul "caso" Scanzi: scomparso o non pervenuto. Ho scritto, facendo riferimento ad un suo scritto, anche alla signora Conchita de Gregorio che mi ha molto cortesemente risposto... Ponevo il problema (date anche le ultime esplicazioni del dottor Draghi) del silenzio calato sulla pessima figura dello Scanzi in occasione del vaccino ricevuto. A far ombra non è certo la scarsissima simpatia che ho verso il soggetto. Orbene la signora De Gregorio mi dice che il suddetto personaggio ha voluto "testare" l'inaffidabilità dei criteri di vaccinazione! ! Nella carta stampata solo la signora Aspesi ha commentato negativamente ed acutamente la vicenda; sul resto della carta stampata ed in televisione (!!!) il nulla. Pongo a lei la stessa domanda: il corporativismo dunque esiste? Perché, come al solito, esistono due metri di giudizio? Grazie Maria Lodovica Marogna

Giovedì 8 aprile 2021 12:35:56

Sofagate: Erdogan, von Der Leyen e Michel


Egregio Gramellini, interessante il suo odierno "Caffè", ma, prenmesso che sarebbe importante capire A CHI/A QUALE ISTITUZIONE aveva fatto l'invito Erdogan, ho idea che Lei questa volta si sia rovesciato addosso il caffè...
Circa la sua frase "A rigor di cerimoniale spetterebbe a von der Leyen, e non in quanto donna, ma per la maggiore rilevanza politica del suo ruolo. ", infatti, mi pare "gerarchicamente" più importante il Consiglio europeo (presieduto da Michel) che definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell'UE, stabilendo l'agenda politica dell'Unione, La Commissione UE (di cui è presidentessa la Von der Leyen) è il braccio esecutivo politicamente cui compete redigere le proposte di nuovi atti legislativi europei, attuando le decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE.

Giovedì 8 aprile 2021 11:13:58

Sul presunto sofàgate


State e stai facendo un polverone per questa storia della sedia apparentemente negata dal presidente turco, quando lo stesso Charles Michel parla di un incidente provocato da una rigorosa attuazione da parte turca delle norme protocollari... sgarbo??? Forse, ma il resto con tanto di interpretazioni di una presunta misoginia, è fuffa, vergognati, si tratta di protocollo punto

Mercoledì 7 aprile 2021 15:20:13

Mi ha aperto una finestra sul passato: articolo del Corriere della Sera del 07/04/2021


Col San Martino 07/04/2021

La fine della solidarietà
Forse è destino, o legge del Karma, come si usa dire adesso. Adesso che sembra che se le cose vengono denominate con termini più distanti dalla tua cultura, assumono una maggior ufficialità.
Adesso che non sei più un individuo sociale nel senso di appartenente a una comunità, ma un puntino nell’universo dei numeri umani. Adesso che se dici sociale, viene in mente subito un modo di comunicare che non è quello della parola.
Ecco, adesso mi sento come la ragazzina di tanti anni fa che si vergognava di essere la figlia di suo padre perché lui era un piccolo, ma veramente piccolo e onesto imprenditore. Perché erano gli anni della contestazione e delle agitazioni sindacali in cui c’erano due fronti. E io appartenevo alla classe dei padroni.
Ora mi devo vergognare di appartenere ad un'altra sottospecie dell’imprenditoria. Mi devo vergognare del mio mestiere. Si, perché sono una ristoratrice.
Sono diventata una ristoratrice e mi sono appassionata al mio lavoro per quanto impegnativo e poco riconosciuto. Fino a qualche anno fa la nostra immagine era quella di chi fa i soldi facili, evade e comunque fa la bella vita in allegria. Certo, non ci si può presentare alle persone con un aspetto triste e dimesso, anche se hai davvero i tuoi problemi, ma per me questo lavoro è sempre stato un esercizio di vita. Reagire alle difficoltà con positività e con un sorriso è stato un modo di esorcizzare i problemi e affrontare le giornate con un energia che altrimenti non avrei trovato.
Ora questo non basta più. Serve solidarietà, quella che invoca Massimo Gramellini. Oggi leggendo il suo articolo sul Corriere della Sera, ho capito che sono ripiombata nella categoria degli “sfigati”, e “oppositori al sistema”. Quello dei perdenti a priori. Si, perché non abbiamo credibilità, siamo fagocitati da alcune forze politiche, strumentalizzati per far apparire stupide e ottuse le nostre richieste di attenzione. E’ difficile in questo momento storico mettersi nei panni di chiunque altro al di fuori di noi stessi, schiacciati da eventi sempre più incalzanti. Ma si tende ad archiviare una parte di realtà economica con un titolo di partite iva esasperate che contestano, purtroppo spesso con modalità non edificanti e sbagliate. Non siamo più persone ma il codice identificativo di un settore oggi improduttivo e inutile.
Beatrice De Mori

Mercoledì 7 aprile 2021 10:45:16

Caffè Non tutti contro tutti


Buongiorno dr. Gramellini,
La seguo quotidianamente con piacere sul "Caffe" per le Sue considerazioni e il Suo punto di vista che trovo sempre stimolanti. Oggi 7 aprile, ho letto le Sue parole sulla fine della solidarietà e dell'empatia. Condivido quello che Lei ha scritto, ma aggiungerei qualche mia considerazione. Ascoltare ed empatizzare è indispensabile sempre, in ogni circostanza, in qualsiasi relazione, e poco utili sono le considerazioni riduttive. A mio parere però, quello che i "commentatori feroci" affermano, è una parte di quella realtà di cui nessuno si è mai preso cura, come fosse cieco, ma in realtà non lo era. Lei giustamente parla di spaccatura. Voglio dire che, come in un grafico a torta, vi sono più elementi costitutivi, inclusi solidarietà ed empatia. Al di là delle persone di cui comprendo le difficoltà, la politica, mia opinione, non si prende cura di sanare le distorsioni che quelle parole evidenziano, Va tutto bene finchè nessuno protesta o si verifica un evento straordinario.. Intanto ognuno porta avanti il suo orticello, tengo famiglia. Nessun intervento sull'evasione fiscale (a parte i vari condoni), nè su quelli (pochi) che lavorano in nero, nè su quelli che il lavoro non lo trovano (tanti), nè sui quei garantiti che fanno meno di quanto loro richiesto (pochi), nè su una legge operativa sull'eutanasia, nè sui furbetti che si vaccinano prima degli 80 enni, Non potevamo prevenire?. Solo dopo aver perso le elezioni ci si ricorda che esistono le persone? Potrei continuare, ma preferisco vedere ancora il bicchiere mezzo pieno. Non so se le mie parole sono di destra o di sinistra, ma ritengo che la politica in Italia, a mio avviso, è sempre un "domani".. Altrimenti a capo del governo oggi non ci sarebbe il dr. Draghi. Come Lei giustamente scrive implicitamente, solidarietà ed empatia servono oggi. Per tutti però, proprio per evitare le spaccature di cui Lei scrive. La ringrazio, continuerò a seguirla con piacere sul "Caffè".

Mercoledì 7 aprile 2021 08:48:55

Del caffé e della Solidarietà


Approvo al 1000(100 il Suo caffé di oggi. Voglio solo aggiungere una mia rifleasione sulla parola salidarietà, che usa anche Lei.
. Abbiamo fatto della solidarietà una virtù morale, la cui pratica ovviamnete è lasciata alla buona volontà e alla spontaneità delle persone. Eppure parliamo anche di solidarietà nazionale, e in questo caso non parliamo di una superiore virtù morale, ma di una componente etica della realtà della nazione, quella che costituisce il senso concreto della sua unità.
E' alla solidarietà in questo senso etico-politico che richiamo e che invito a richiamare chi ha responsabilià nazionali, nel momento in cui siamo messi davanti all'evidenza della vistosa e iniqua disparità che la situazione presente ha creato tra i due gruppi fondamentali di cittadini: i garantiti da contratti pubblici e i non garantiti, perchè dipendedenti dal loro lavoro individuale.
Se ha senso questo senso civico, etico-politico, della solidarietà nazionale, ritengo un dovere che la scarsità delle risorse disponibili per sotenere questa parte svantaggiata della cittadinanza venga integrata col ricorso a un prelievo, proporzionale e progressivo, sul reddito dei garantiti.
Sarebbe un passo forte nella direzione di una reale crescita del paese, nella direzione di una effettiva e reale coesione nazionale. Condividere una condizione di necessità, affrontare la grave disuguaglanza creata da una condizione oggettiva, assimilabile a quella della guerra, introducendo un'azione di condivisione, è dare realtà effettiva all'appartenenza a un'unità politica.
Non c'è in questo il passaggio a un piano morale, dal momento che questa componente etica della prassi politica di una nazione si esercita nell'ordinaria politica fiscale; si tratta di un adeguamrnto della politica fiscale ordinaria alla condizione straordinaria, con un consapevole richiamo ai valori costituzionali, che per una volta potrebbe superare l'usata versione retorica e celebrativa.
Incoraggiato dal Suo caffé di stamattina e dalla simpatia che provo per quasi tutte le Sue prese di posizione, idirizzo a Lei questa mia riflessione, perché riterrei un privilegio ricevere una Sua critica a questa mia idea forse assurda. Perché mi piacerebbe che quamche voce autorevole e ascoltata potesse rivolgere l'invito al politico di governo, al responsabile di partito, al rappresentante sindacale di non temere di compromettere la loro autorità, potere e consenso, affrontando questa implicazione politica del senso etico della comunità nazionale.

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