Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 3

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Leggi anche:
Frasi di Massimo Gramellini

Giovedì 29 aprile 2021 21:23:48

[Dietro la luna]

Buonasera,
Sono Giosuè, un bambino di 5 elementare di Brescia. La mia mamma mi ha letto oggi il suo articolo, ma volevo dirle che tutti e tre gli astronauti dell’’Apollo 11, se non sbaglio, sono andati in orbita lunare, sia il LM che il CSM, vedendo quindi la faccia nascosta della luna. La ringrazio per l’attenzione e complimenti per i suoi articoli. Mi scriva pure se mi sbaglio. Cordiali saluti. Giosuè

Giovedì 29 aprile 2021 14:21:29

[Cos'è il senso dello Stato]

Oggi lo Stato ha dato onore (nn ancora giustizia) a colore che hanno difeso le leggi e la democrazia sino a perdere la propria vita. Nn é stata una guerra civile ; anche se una piccolissima parte della popolazione ha imbracciato le armi, annullando ogni confronto civile e verbale.. Mi chiedo quanto valore si dia e si abbia, oggi, del " senso dello Stato " nn solo per il semplice cittadino (che tanto semplice nn é ; possedendo il diritto-dovere-potere del voto) che sceglie da che tipo di Stato essere rappresentato, ma da coloro che lo rappresentano attraverso le Istituzioni con e senza divisa.. Mi verrebbe da dire zero. La Storia insegna ma bisognerebbe voler imparare.
Paola Panico

Mercoledì 28 aprile 2021 11:56:44

[Puntata 24 Aprile Rai 3 le parole della settimana]
Il modo e il tempo con cui è stato trattato il tema dell'aborto "sereno", a mio avviso è stato imperfetto. Ho incontrato donne che hanno abortito, e non sono serene, forse perchè sapevano di stoncare una vita, quella del proprio figlio, che se fosse nato chissà chi sarebbe diventato: forse un genio un beneffatore dell'umanità, chissà. Ho ringraziato mia madre per avermi fatto nascere ed essere diventata quella che sono. La maternità è forse la stagione più misteriosa, preziosa e indispensabile alla società, non facciamo un servizio al futuro della società promuovendo l'aborto sereno, farmaceutico o come sia, le donne in difficoltà dovremmo aiutarle. Dobbiamo educare i giovani a custodire la vita sempre anche se indesiderata. Diceva Madre Teresa: di Calcutta: dateli a me i figli che non desiderate.
Anna

Mercoledì 28 aprile 2021 08:52:41

Negli ultimi mesi è invalso nel (linguaggio) politichese l’abitudine di chiamare “anime", le persone politiche.
Certo, non nel senso teologico o cristiano, poiché sia nei personaggi che signoreggiano l’attuale politica sia nella razzumaglia linguistica che caratterizza i talk-show di costoro, di teologico o cristiano non vi è manco un'" animuncola”.
Eppure vi è da riflettere.
Udire dalla bocca di uno qualsiasi di queste stelle politiche che sberluccicano nel firmamento televisivo quell’alludere ai loro colleghi consacrandoli “anime”, è blasfemo. Lo è per quelli che credono nell’anima, lo è per quelli che non credono, poiché, superato il grottesco, titilla (loro) il riso.
E allora percuotono il nostro udito 《 le anime del PD…》 e 《 le anime che si scontrano all’interno dei pentastellati…》o le altre buon'《anime di Forza Italia 》e quelle della Lega.
Non intendo malparlare dei politici e dei loro commentatori (lo fanno già altri, di sicuro più competenti in materia).
No, quel che mi preme è esprimere tutto il mio doloroso disappunto appetto a una parola che, comechessia, in tutte le lingue e dialetti del mondo, in tutte le culture antiche e moderne, civili e selvagge, ha significato una plurimillenaria storia di luci e tenebre, di chiaroscuri d’ogni genere, ebbene detta parola è scaduta oggi a INTERCALARE!
Forse la nascita del suo uso in politica è oscuramente truffaldina (chi è stato il primo?).
È un intercalare, come tanti, pazienza, si dirà. Ohibò, mi dico.
La bruttura sta nella semantica ormai ossidata dell’intercalare che, così, ha perso ogni peso, ogni valore, ogni significato che non ci verranno restituiti nemmeno nel Giorno del Giudizio.

Delfino Pellegrino

Mercoledì 28 aprile 2021 06:48:10

[Parole aborto]

Ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, sia chiaro. Però dissento da come è stato presentato il tema dell'aborto alla pari di bere un bicchier d'acqua; mi sembra da un lato molto superficiale, dall'altro poco rispettoso per molte donne che invece hanno abortito con dolore e non perché gli è stato inculcato un senso di colpa ma perché hanno una idea diversa della maternità che non si può liquidare così semplicemente come fatto a Parole.

Martedì 27 aprile 2021 21:21:24

[Puntata 24 Aprile Rai 3 le parole della settimana]

Di seguito copio e incollo la mail inviata all'ufficio stampa della rai durante la trasmissione:
Buona sera seguo il programma da sempre e ogni volta io e mio marito ci commuoviamo perché Gramellini é unico, bravissimo, ma stasera, e scrivo di getto, non posso che esprimere il mio pensiero, ognuno é libero di fare ciò che vuole ma esiste sempre il rispetto per l'altro per un dolore per un sentimento per una rinuncia. Abortire é una scelta il non potere diventare madre no, quindi chi pratica un aborto farmacologico ha il mio rispetto ma non la mia condivisione sono una mamma adottiva e se la madre biologica di mio figlio avesse abortito io non sarei madre... non sarei la donna più felice del mondo. Si può abortire ma la sensibilità ed il rispetto per le condizioni altrui é un'tra questione si può essere "SERENA" MA NON INSENSIBILE. cordialmente da Serena che é il mio nome buona serata.

Martedì 27 aprile 2021 18:26:15

[Città italiane in TV]

Sono una torinese nata nel 1941. Adoro la mia città, che è anche la Sua. Mi aspettavo che, questa volta fra le città italiane su cui Augias ha costruito il programma ormai ahimè terminato, un posto ci fosse anche per Torino, non fosse altro perchè da noi è partito il Risorgimento e tante altre cose, che poi sono finite come rischiava il salone del Libro. Non credo di essere di parte, nel senso che amo viaggiare e ho visto, nel mio piccolo, molti posti che ho amato in Italia e all'estero e sono entusiasta delle nostre bellezze. Ma non crede che anche la nostra città sarebbe interessante da presentare a tanti che non la conoscono e non sanno quanto può valere un giro a Torino? Ieri su facebook qualcuno di Torino ringraziava gli amaricani per averci liberati; evidentemente non tutti sanno che ci siamo liberati da soli, con i nostri Partigiani e che Torino è città medaglia d'oro della Resistenza. Ringrazio per l'ascolto e porgo cordiali saluti Livia Demaria

Martedì 27 aprile 2021 09:55:12

Sabato sera 24 aprile.
Dott. Gramellini, il Suo peana sull'aborto senza sofferenze e sensi di colpa mi ha rattristato e colpito per ll fatto in sé e per la pochezza delle argomentazioni portate a sostegno. Ogni diritto è solo presunto se va contro il diritto uguale e contrario di un altro soggetto. Ogni diritto è condizionato da limiti che non lo rendono assoluto, ma deve attuarsi a certe condizioni. Se desidero far valere un mio diritto, devo verificare se corrisponde alle norme esistenti civili, etiche o altro. Anche la legittima difesa è un diritto, ma può essere fatta valere soltanto a certe condizioni e non ci libera necessariamente da sofferenze o sensi di colpa. Salvo affermare che chi stiamo aspettando, e che sarà un bambino da accudire e da amare dopo pochi mesi, possa essere trattato come un grumo qualsiasi o un fastidioso furuncolo. Lei, che è uomo di cultura, ricorderà sicuramente Socrate e Agnes Heller. Affermavano che una persona può definirsi per bene quando, nell'alternativa tra compiere o subire un'ingiustizia (vera o presunta), sceglie la seconda ipotesi. E aspettare un bambino non è un'ingiustizia. Ma qui si aprirebbe un altro capitolo.
Buon lavoro e buona giornata.
Angelo Rudoni.

Martedì 27 aprile 2021 09:42:13

Scuola e trasporti: lettera all'amministrazione comunale di Nichelino (TO)


Buongiorno Massimo,
sarei lieta se leggesse la lettera che ho inviato all'amministrazione comunale della mia città:

Nichelino, 20 aprile 2021

Caro Sindaco e Spett. le Amministrazione,
vorrei proporre un punto di vista diverso dal solito circa il problema dei trasporti e la conseguente chiusura, totale o parziale, delle scuole superiori (di secondo grado).
Premesso che la prassi applicata finora, con i suoi effetti devastanti sugli adolescenti, discende da un ragionamento assai poco logico ma universalmente convergente verso la deduzione: “il problema è nei trasporti, quindi chiudiamo la scuola”, proporrei semplicemente di cambiare la proposizione conseguente: “il problema è nei trasporti, quindi chiudiamo i trasporti”.
Certo a leggerla così appare assurda o addirittura comica, infatti non è immaginabile chiudere i trasporti in senso generale, ma si può invece pensare di farlo per tutti quegli studenti in buona salute che abitano a poca distanza da scuola.
Perché deve essere così passivo il loro ruolo in questa sciagura mondiale?
Perché non si può chiedere di conquistare il diritto alla scuola andando a piedi o in bicicletta?
Le nostre scuole superiori sono ben distribuite sul territorio e, se si andasse a indagare quali sono le distanze delle abitazioni degli studenti dagli edifici scolastici, si scoprirebbe che almeno il cinquanta per cento abita entro tre chilometri da scuola, l’equivalente di quindici minuti in bicicletta e quaranta a piedi, senza sudare e rispettando i segnali stradali.
Ora la scuola ha riaperto per metà e nelle prossime settimane forse le lezioni in presenza cresceranno un po’, con grandi acrobazie dei dirigenti e personale preposto a ricostruire gli orari in modo da scaglionare gli ingressi, di nuovo per alleggerire i trasporti. Poi chissà cosa ne verrà fuori e quanto durerà. Certo con la metà di giugno la questione verrà accantonata, per ripresentarsi il prossimo ottobre, come è già successo anche se l’estate scorsa appariva impossibile.
L’anno passato sono state acquistate moltissime biciclette grazie al meccanismo dei bonus ma, a guardarsi intorno, pare proprio che siano tutte chiuse nei garage e nelle cantine.
Si è parlato spesso di cogliere in questo difficile periodo le opportunità, molto più del fare di necessità virtù, qualcosa come mettere il seme per trasformazioni irreversibili.
Chissà, forse qualcuno oltre me qualche volta ha immaginato Nichelino come una piccola Ferrara, Padova o chissà... Non c’è bisogno di arrivare in Olanda, abbiamo nel nostro splendido Paese realtà con un territorio pianeggiante, in tutto simile a quello in cui viviamo qui.
Che cosa manca, dunque? Non le piste ciclabili, ma una vera e propria trasformazione nel costume comune. Occorre pensare: “Bicicletta è bello, non importa se mi spettino o mi cola il trucco”. In inverno fa freddo? In quindici minuti non c’è tempo abbastanza per sentirlo, la sensazione è ancora più forte se si sta fermi ad aspettare il bus.
Le strade cittadine sono pericolose? Penseranno il Sindaco e l’Assessore alla viabilità ad individuare percorsi urbani “privilegiati” lungo i quali in certi orari le biciclette abbiano precedenza assoluta. E le auto? Si metteranno in coda o sceglieranno altre vie.
Nichelino non è San Marino, non può scegliere da sola l’apertura delle scuole! Infatti il Sindaco di Nichelino parlerà con quello di Orbassano, Venaria, Rivoli, Collegno… e insieme discuteranno con il Presidente della Regione e i semi della trasformazione si spargeranno per tutto il Piemonte…
I ragazzi si lasceranno convincere? No, saranno loro a convincere noi. Il tema dell’ambiente è un loro cavallo di battaglia, questa è l’occasione per andare oltre le manifestazioni di piazza.
Sto delirando? No, sto sognando, così come ciascuno di noi ha sognato il suo futuro prima di poterlo realizzare…

Un saluto carico di fiducia, Monica Gutina

Martedì 27 aprile 2021 08:45:39

Ospiti delle RSA: pietà, misericordia e compassione


Mia mamma, 97 anni, risiede dal 2019 in una RSA di un piccolo comune della provincia di Brescia. Come tutti sappiamo è dall’8 marzo 2020 che queste strutture sono blindate e che gli “ospiti “ non hanno contatti umani.
Il 13 aprile, a me e ai miei fratelli, è stato concesso di incontrarla, singolarmente, per un totale di 20 minuti.
L’incontro avviene all’ingresso di una chiesa: 2metri x 2 di spazio chiuso da una lastra in plexiglas provvista di due manicotti in cellophane spesso. Ho circa 7 minuti, provo la febbre, igienizzo le mani, infilo i guanti e un altro manicotto.
Infilo finalmente il braccio ma non riesco a prenderle la mano perché la sedia a rotelle sulla quale siede la tiene lontana dalla barriera in plexiglas. L’operatrice che l’accompagna cerca di sistemarla leggermente di profilo e così riusciamo a toccarci. Riesco a sentire il calore della sua mano e la sua presa così forte e desiderosa di contatto. Le sue dita mi stringono, mi accarezzano e cercano qualcosa di più ma non ci arrivano. Io ho il pianto negli occhi e nel cuore, un groppo mi chiude la gola; lei un sorriso triste e incredulo ma continua a perlustrare con le sue dita ogni centimetro possibile della mia mano come se dovesse fare scorta di qualcosa di vitale. 7 minuti, il tempo è scaduto. La saluto, mi guarda smarrita; le dico che ora potrà toccare anche i miei fratelli. Il groppo in gola è sempre lì e quando se ne va subentra la rabbia e l’indignazione per ciò che sta accadendo a tutti gli anziani ospiti di queste strutture.
Mi chiedo come è possibile che la loro solitudine, il loro isolamento vengano considerati prevalenti e obbligatori per salvaguardare la loro vita.
E nessuno si pone il problema della qualità di vita che sono costretti a vivere.
Non è altrettanto grave lasciarli dunque all’angoscia dell’abbandono? Non si dovrebbe esercitare, attraverso l’etica delle responsabilità, la pietà, la misericordia e la compassione?
Non scegliere non è immorale?

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