Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 2

Messaggi presenti: 247

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Lunedì 16 novembre 2020 21:05:28

Insegno a Castegnato in provincia di Brescia nella scuola secondaria di primo grado. Le scuole qui, nelle modalità consentite e con alcune progettualità, stanno resistendo aperte. Sarebbe interessante in alcune occasioni dare la parola anche ai ragazzi che stanno pagando un prezzo altissimo e che sono muti dietro le mascherine. Ma noi parliamo con loro e potremmo testimoniare tanti sforzi che stanno compiendo insieme all'enorme prezzo che stiamo chiedendo alle giovani generazioni senza aver spiegato quasi nulla. Anzi sui media vengono intervistati solo quelli che assumono comportamenti rischiosi e inappropriati. Siamo passati dalla visibilità che per un breve momento avevano avuto nelle mobilitazioni di tipo ambientale al silenzio e alla reclusione. Ci interessa sapere cosa è scuola per loro? Spesso stanno pagando solo un alto prezzo a tutte le nostre carenze e inadempienze. Ricominciare a livello di comunicazione a interessarsi di ciò che pensano e che sognano per il loro futuro segnerebbe un passo avanti. Un cordiale saluto

Lunedì 16 novembre 2020 18:49:29

16. 11. 2020
Da SIMONA infermiera

Leggo: “ Paziente non orientato spazio/tempo …” e tutta una serie di parole per descrivere sinteticamente la sua condizione NDR e la sua compromissione multiorgano. Novantaquattro anni.
-Come stai oggi? -
Lui mi guarda alzando le sopracciglia con fare sornione. Uno sguardo subito complice a ritrovare quella solidarietà costruita a fatica giorno per giorno, sguardo dopo sguardo, gesto dopo gesto, quando ancora non poteva parlare per vie delle corde vocali impastate e del respiro bloccato, con la mente offuscata dai farmaci, piuttosto che dall’età avanzata.
Mi risponde con un sorriso e mi dice: - Oggi molto meglio - … pausa, colpo di tosse.
Si porta la mano alla bocca, gli passo un fazzoletto senza che abbia bisogno di chiederlo, lo afferra con sicurezza, ancor prima di porgerglielo, già pronto a riceverlo.
- Oggi sono riuscito a mandare giù il semolino. Contenta? Avevi ragione mi ha consolato lo stomaco. Sì, mi sentirei di fare due passi, ma forse è meglio di no! -
Mi fa l’occhiolino e mi guarda con i suoi occhi grandi azzurri sapendo la mia debolezza per quel viso accartocciato dall’età e per quel colore che ricorda il “mio” mare.
Continua dicendo: - Lo sai meglio di me! Nelle mie condizioni star meglio non è sempre “ bene”, anzi…! -
E mi domanda: -I tuoi piccoli? A casa tutto bene? -
Rispondo: - Bene, grazie! Oggi il più piccolo ha la sua prima uscita con la maestra, era emozionatissimo… - Sorrido, la sua fronte è ora distesa. Gli si illumina lo sguardo e mi ringranzia per avergli “PRESTATO UN PENSIERO di progenie”.
PRESTATO UN PENSIERO
Mi dice: - Sono stanco. Per favore dai tu la buonanotte a Carlo stasera – Sono le undici del mattino e gli rispondo: - Sì, tranquillo, a Carlo ci penso io -
Gli cambio l’infusione di sedativo. Gli passo una mano sulla fronte, leggera per non disturbarlo. Gli tiro su la coperta fino alle spalle che lui ha sempre freddo. Gli tengo la mano e ricambia la stretta. Giro lo sguardo per controllare i parametri al monitor e incrocio lo sguardo di Carlo, il vicino di letto, ragazzotto trentenne (con poca eleganza e poca intelligenza oserei dire), che con gli occhi lucidi, triplicati in grandezza dallo sforzo di trattenere le lacrime, mi dice che “da grande” gli piacerebbe diventare come lui. Leggo:
“ Pz non orientato tempo/ spazio
PRESTATO UN PENSIERO
Leggo “ Oppositivo alle cure”
PRESTATO UN PENSIERO
Leggo “ NDR”
Un pensiero PRESTATO

Sabato 14 novembre 2020 21:12:15

“ il Covid si cura con l’Amore e il contatto.

Salve Dott. re Gramellini, io sono Giovanna.
Giovanna Fantini, figlia di Da Dalt Clara, ricoverata nel reparto di medicina interna/Covid del ospedale Bufalini di Cesena da diversi giorni oramai. Prima era a geriatria. Prima ancora a neurologia per un ictus. Ho perso il tempo.
Ho perso il tempo e un po’ di pezzi del mio corpo perché è’ un mese che non vedo mia madre. Mia madre è’ non vedente. Io e lei eravamo abituate a sentirci attraverso il tocco della nostra pelle ogni santo giorno. Era il nostro saluto. Il nostro modo di capire come stava il nostro cuore.
Mia madre ha avuto un ictus.
È’ stata subito ricoverata in neurologia.
Ma, si era ripresa lo sa? Poi però il Covid preso esattamente nel reparto di strike unit di neurologia. Proprio lì !
Non ci hanno più permesso di vederla.
O meglio, il direttore sanitario Di neurologia (Dott. Longoni) ci aveva assicurato (spostandola in geriatria) di creare una zona consona per poterci incontrare.
Non è’ mai successo.
Ma sono successe varie crisi respiratorie.
Dovute a varie cause, così dicono.
Di fatto, stamane siamo state avvisate del notevole peggioramento.
Mia madre potrebbe non farcela.
Ci consentono una chiamata al giorno.
Con difficoltà.
Perché, ci ripetono, quando io e mia sorella Alessandra chiamiamo: ” s)
otevole peggioramento.
Mia madre potrebbe non farcela.
Ci consentono una chiamata al giorno.
Con difficoltà.
Perché, ci ripetono, quando io e mia sorella Alessandra chiamiamo: ”siamo in due ed i pz sono tanti e sono malati”.
Mia madre (come qualunque essere umano) è’ sola. In una stanza.
Non vede.
Parla a fatica, perché ha voglia di tornarsene a casa.
Non ha modo di essere autonoma e chiamarci, ma ne ha un’infinita voglia.
Quando ci sente (al cellulare) piange.
Secondo lei, le parlo come fosse un amico, un confidente, che in questo momento non ho perché certi dolori sono così grandi che non si riescono a raccontare, un padre e un fratello, se fosse sua madre, lei che farebbe?
Poterla incontrare cinque minuti prima di non poterla vedere più. Lo trova così patetico ? Incosciente ?
E dirle che la amo infinitamente.
Lei non lo direbbe a chi ama per l’ultima volta ?
Cinque Minuti.
Con gli scafandri si va in mezzo alle radiazioni nucleari. È mai possibile che nel 2020 non sia possibile proteggersi ed evitare che uno muoia da solo? ? Ci bardiamo ed entriamo. Se non tutte e due, Io o mia sorella.
Non lasciare sole le persone In questo stato, dare calore & amore è’ una delle cure di guarigione. Davvero. La morte è’ la solitudine.
Non crede anche lei ? “ Ci accompagni” in questo ultimo breve viaggio di rinascita.
Non ci lasci sole.
Grazie in ogni caso.
Grazie dell’ascolto.
Giovanna.

Giovedì 12 novembre 2020 15:05:50

Buongiorno!
Spero che il suo lavoro prosegua bene e che sia in salute.
Il mio moroso legge tutti i suoi caffè, e da quando stiamo insieme (otto mesi intervallati da due quarantene, viviamo in provincia di Cuneo) mi coinvolge nella lettura. Come molti, mi complimento per la sua incredibile capacità di esprimere concetti elaborati e raffinati con poche parole, è splendido leggere i suoi articoli.

Pochi giorni fa ho mandato una mail alla RAI e alla Mediaset, non so se verrà mai letta, ma vorrei condividere il mio pensiero con lei.

In questo periodo vedo spesso alla televisione numerose pubblicità di Amazon... purtroppo nessuna di queste riesce a convincermi, anzi, le trovo così tristi e scoraggianti.
Parallelamente, sta girando una catena che esordisce con: "Contro lo spot di Amazon che incoraggia ad anticipare gli acquisti di Natale gira questo messaggio, compra italiano! "

Penso di parlare a nome di molti, la maggior parte dei quali ora ha la voce soffocata dall'emergenza, o semplicemente non ha mai "urlato" (per volere o per impossibilità), come sta invece facendo Amazon, quando dico che credo bisognerebbe incentivare un altro tipo di commercio, quello basato sui piccoli negozi e sui negozianti. L'umanità va avanti lasciando alle spalle parti di sé, ma mi chiedo se i negozi siano davvero destinati a scomparire e se sia corretto velocizzare il processo: spesso rappresentano la bellezza (dell'incontro, del confronto, dello scontro, del movimento), Amazon la comodità. Ammetto che una società che tende verso la comodità mi sembra davvero poco invitante.

Sono un'insegnante di 26 anni, i miei genitori sono dipendenti, solo i miei nonni erano negozianti, ma l'argomento mi sta profondamente a cuore perché quando passeggio mi piace vedere i negozi aperti e sentire il profumo delle focacce, la gente che chiacchiera... e perché i miei amici commercianti si lamentano di questi giganti che li divorano.

Andiamo in una direzione triste, pigra, vuota ed impersonale, e penso che tanti nemmeno se ne rendano conto. Ma come ha detto qualche giorno fa un amico, "la pigrizia fisica e quella mentale sono il fertile terreno per diventare schiavi, di qualunque padrone".

La richiesta che ho rivolto alle due aziende è quella di incentivare pubblicità che vanno nella direzione opposta, in quella dei negozietti, della cordialità e del dialogo, perché Amazon (e non solo) rischia di sminuire anche questo.

Lei di che parere è?

Grazie molte per il suo tempo e la sua attenzione,
Giulia Aime

Lunedì 9 novembre 2020 12:25:51

Buongiorno,
sono una straniera di 74 anni di un paese nordico, da qualche anno vivo parzialmente in Italia, studio la vostra bellissima lingua e provo a capire la mentalità italiana. Mi diletto molto leggendo i suoi “Caffè”, di cui imparo tanto!
Una cosa che non riesco mai a capire è la logica italiana. L’ultimo esempio: Avevo un biglietto aereo per tornare nel mio paese ieri da Malpensa, ma il problema era come arrivarci da Monza. Essendo rispettosa alle regole sono andata con il mio compagno italiano a chiedere alla polizia locale un permesso per lui a portarmi in macchina (senza nessun contatto con altri). Risposta: Niente permesso in anticipo, decide l’agente che controlla. (E se lui dirà di no?) Siamo andati anche dai carabinieri, risposta: “Lei non può andare con i mezzi? Lui rischia la multa. ” (Dovevo usare almeno tre mezzi diversi.) Il tassista mi avrebbe portata, ma a un prezzo salato. La domanda rimane: Se lo scopo delle regole è evitare contatti e in conseguenza i contagi, quale sarebbe il mezzo più sicuro?
La fine: Non avendo l’urgenza ho cambiato il volo per dicembre, spero dopo il lockdown, ma adesso c’è il rischio, anche se piccolo (spero!) che dovrò rivolgermi ai servizi sanitari italiani, già sovraccarichi! Almeno rimanendo in Italia posso continuare a leggere i suoi scritti sul Corriere! Grazie e buona giornata!

Domenica 8 novembre 2020 14:14:29

Buongiorno.
Vedo Roberto Vecchioni presente ad ogni puntata. Sono appassionato di anagrammi di nomi e cognomi (in termine tecnico "onomanzie").
Le posso chiedere di consegnare a Vecchioni l'anagramma del suo nome (ovviamente, citando il mio nome) ?
ROBERTO VECCHIONI = TROVO CHE C'INEBRIÒ
Grazie!

Domenica 8 novembre 2020 11:59:00

Gentilissimo Massimo Gramellini,
Prima di tutto la ringrazio per gli articoli che quotidianamente scrive sul Corriere, perché sono la traduzione in parole di tutti i pensieri confusi e contorti che sicuramente molti di noi hanno in questo periodo, io per prima.
Ieri sera, come tutti i sabati, io e mio marito abbiamo visto la sua trasmissione e, le dico la verità, avrei voluto rispondere io almeno ad un paio di domande che avete rivolto alla preside del liceo Carducci, mi veniva proprio da alzare la mano dal divano. Quindi mi permetto di rispondere ora, non da preside, pedagogista, medico o membro del CTS, ma da madre di due adolescenti (uno al secondo anno del liceo classico, l'altra in seconda media), cittadina milanese da sempre.
Far iniziare le lezioni al pomeriggio, significherebbe far uscire i ragazzi dalle 17 in avanti, e qualsiasi cittadino milanese sa benissimo che quello è l'orario peggiore per prendere i mezzi. Nel mio delirio di onnipotenza ho anche provato a vedere sul campo cosa significherebbe farli entrare alle 10 e uscire alle 16, ma a metà mattina i bus della mia zona (San Siro) sono pieni di anziani con sacchetti della spesa e carrellini di vario tipo, mentre alle otto di mattina per lo meno la fascia più debole è ancora casa. Inoltre con un orario del genere i ragazzi non so come potrebbero studiare, o fare le loro attività post scuola, ma quelle ormai ce le possiamo scordare.
Quindi l'unica soluzione elementare è aumentare i mezzi pubblici, ma questo lo sappiamo solo io, lei e tutti i cittadini, chi ci governa no.
Perché la Dad non è la soluzione? Perché i ragazzi hanno bisogno di vedere i loro coetanei, come stanno facendo in tutta Europa paesi che hanno da mesi numeri peggiori dei nostri. Anche questa è una risposta facile, che sappiamo io, lei, tutti i cittadini, ma non chi ci governa e forse neanche la preside del Carducci, dato che il suo problema era semplicemente il fatto che gli insegnanti non sono ancora esperti in materia.
La conclusione è che noi famiglie è da mesi che rispettiamo le regole e che lavoriamo per far rientrare i nostri figli a scuola in sicurezza, abbiamo acquistato loro felpe, scarpe, diari, zaini, ed eravamo pronti ed entusiasti, i ragazzi in primis, ma chi doveva metterci in condizione di riprendere la nostra vita normale, questa estate non ha fatto nulla se non comparire in televisione e scrivere libri. Quindi ora per affrontare l'inverno acquisteremo pigiami e ciabatte.
Grazie dell'attenzione, un saluto
Maren Finetto

Domenica 8 novembre 2020 01:40:43

Egr. Dott. Gramellini,
ha bussato, un'ora fa, alla mia porta un amico, studente di diritto amministrativo e sorpreso da alcune delle Sue affermazioni - o, forse meglio, ha precisato, dalla personale interpretazione delle stesse - che ha letto nel "Caffè" di ieri ("Completamente a metà").
GlieLe riassumo, con molta approssimazione ed in modo confuso, così come mi tornano alla mente:
1) è incredibile che 2 TAR (BARI e Lecce, in questo caso) decidano in modo diverso sulla stessa questione;
2) l'organo d'appello, nel sistema della giustizia amministrativa italiana, è il "leggendario" TAR del Lazio;
3) in Puglia ci sono 3 TAR (Bari, Lecce e Foggia) ;
4) il TAR del Lazio è leggendario, proprio in quanto organo di appello dell'intero sistema giurisdizionale amministrativo italiano.
Era sinceramente preoccupato, in quanto, fino a qualche istante prima sicuro - dopo mesi di studio della materia e a pochi giorni dal famigerato esame - di poterlo finalmente tentare con discrete probabilità di successo, si era all'improvviso ritrovato da Lei contraddetto in molte delle proprie convinzioni fondamentali. E così, per i tre quarti d'ora residui della visita mi ha tormentato con una vera e propria lezione universitaria. In breve, secondo lui - e adesso, in verità, anche secondo me:
1) è assolutamente prevedibile e normale - dal punto di vista prettamente tecnico - che giudici diversi decidano in modo opposto sulla stessa questione, oltre che per la colossale e quasi imperscrutabile (davvero "ab imis ad astra", a detta della stessa Corte Costituzionale, in occasione della storica pronuncia sull'art. 5 del codice penale (quello dell' "ignorantia legis non excusat") - mole di leggi vigenti in Italia, in quanto essi sono vincolati, secondo la Costituzione, alla legge, e non anche all'opportunità, neppure a quella - senza dubbio degna di considerazione - dell'uniformità dei giudizi.
Esistono, d'altra parte, meccanismi correttivi, interni al sistema e tesi a riportarlo ad una certa unitarietà: ad es., le decisioni a Sezioni Unite del Consiglio di Stato,
2) l'organo di appello della giustizia amministrativa italiana è il Consiglio di Stato (e, per la sola Sicilia, il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana) ;
3) in genere, ogni Regione ha un solo TAR, nel capoluogo di Regione; la Puglia, eccezionalmente, ne ha 2 (il secondo -Lecce - sezione distaccata del primo, Bari) ; nessuna ne ha 3.
A Foggia c'è, invece, il Tribunale ordinario;
4) "Roma caput mundi".
A Roma - sede del TAR Lazio - c'è davvero il mondo: sedi di Ministeri ed Enti statali, Regione ed Enti regionali, Città metropolitana, Provincia ed Enti provinciali, Rai, Cinecittà, varie Università statali, CNR, Musei e biblioteche pubblici ecc.
Molte di queste Istituzioni emettono provvedimenti con efficacia a livello nazionale - diversamente dalla quasi totalità di quelle aventi sede nelle altre Regioni -, per importi di spesa spesso miliardari e su materie coinvolgenti interessi rilevantissimi se non strategici.
Per questo, come Lei ha ben scritto, il TAR Lazio è diventato "leggendario", nel comune sentire: le questioni, infatti, che esso quotidianamente tratta salgono - spesso e giustamente - alla ribalta delle cronache: basti soltanto pensare ai ricorsi - per la verità, soprattutto minacciati - contro gli altrettanto famosi DPCM.
Distinti saluti

Bari, 8/11/2020
Enrico Passarella

Giovedì 5 novembre 2020 16:01:52

Il caffè di oggi 5 novembre è troppo forte!!!
Grazie Massimo

Giovedì 5 novembre 2020 14:13:53

Mi spiega il nesso fra veterinario e Toninelli, nella bustina di oggi? Se si tratta di un’offesa non mi è chiaro per chi e perché. Se è una battuta un po’ senza senso, da lei non me lo aspetto, e comunque il tenore sarebbe più da contesto social che non da grande giornale italiano. Ho fiducia in una sua spiegazione.
Grazie e saluti, la leggo e ascolto con interesse.

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