Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 5

Messaggi presenti: 247

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Martedì 13 ottobre 2020 08:54:49

Buongiorno, oggi il suo 'caffè' mi trova solo parzialmente d'accordo. La pratica della delazione è comune nelle democrazie più radicate, come in Germania, in quanto il cittadino si fa garante del bene collettivo e denuncia chi lo mette a repentaglio. Qui ho spesso pensato che sarebbe utile contro la corruzione e l'evasione fiscale. Detto ciò sono contento di vivere in un Paese dove non chiamano i vigili se ho parcheggiato male, ammesso che non impedisca a un altro di prendere la sua auto. Però il consiglio di non assembrarsi nemmeno dentro casa mi pare sensato, per stimolare quel senso dello stato che da noi palesemente manca, la nostra carenza più grave.

Lunedì 12 ottobre 2020 14:32:06

Il premio Nobel Andrea Ghez ha espresso l'augurio di poter essere di ispirazione per tante ragazze, perchè intraprendano anch'esse la strada della scienza. Auspicio difficilmente realizzabile, finchè le donne della scienza restano invisibili, sconosciute, lontane dall'immaginario e dall'orizzonte delle ragazzine. E i media hanno in ciò responsabilità gravissime. Negli stessi giorni in cui la commozione della Bellucci per la figlia sedicenne in copertina invade la stampa, in cui la Rai trasmette lo spottone agiografico della Ferragni, nella sua trasmissione compare alla voce Nobel una foto di quattro donne accompagnata dalle testuali parole " Questa settimana, quattro donne hanno vinto il Nobel" (neanche i loro nomi e il settore di attività). Poi la parola passa all'attrice, invitata a indicare i "suoi" 4 nobel: Arisa, la Parisi, la premier Neozelandese. Finchè i media continueranno così, è inutile chiedersi come mai alle ragazze non passi per la testa di poter dedicarsi alla scienza, di ignorare quale attrattiva possa mai esserci in una attività del genere. Come si farà a sradicare dalle menti la vulgata che le donne della scienza siano sfigate "topi di laboratorio", o "mezzi uomini" come fu detto della Crisofoletti? Eppure in giro ci sono, anche in Italia, donne giovani, spesso bellissime ragazze, che, invece di sognare di fare la modella, si sono date alla ricerca. Giovani donne che fanno convivere nelle loro esistenze gli articoli per Science e l'allattamento dei loro bambini, l'insegnamento universitario e la pratica di sport, la partecipazione a conferenze internazionali e le vacanze avventurose. Nessuno che si interessi di come sia la loro vita, che cosa le abbia spinte a intraprendere la via della scienza, quale interesse e soddisfazioni traggano dal loro lavoro, quali siano le loro aspettative per il futuro. Non sarebbe difficile, per chi volesse seguire un po' di stampa di settore, scoprire che alcune ricevono riconoscimenti e che potrebbero quindi essere raggiunte, intervistate, presentate, invitate a raccontare e a raccontarsi. Così, forse, diventerebbero meno invisibili, meno "aliene", e potrebbe, addirittura, divenire accattivante la loro attività e il loro modello di vita. Pensi che ne ho sentite alcune trovare il proprio lavoro così entusiasmante da affermare che "è bello pensare di essere pagate per fare quello che ti diverte" (le parrà incredibile, ma è testuale). Vogliamo deciderci a dare una spinta, una spinta energica, al superamento di questo assurdo gap?
Cordialità
Daniela Manini

Lunedì 12 ottobre 2020 11:54:00

Buongiorno, sono una lavoratrice fragile, docente di scuola primaria, le ho inoltrato sulla sua mail de La Stampa una lettera aperta, indirizzata ai ministri Speranza e Azzolina, non so se è stata ricevuta, non ho potuto mandarla su facebook, poichè non sono per niente social.. Grazie e buon lavoro

Venerdì 9 ottobre 2020 09:51:24

Buongiorno,

sarebbe molto gradito un commento (un caffé?) sul fatto che se un allievo è positivo Covid si applica quarantena all'intera classe e l'insegnante viene collocata d'ufficio in malattia e non attiva la didattica a distanza, per cui, se la si vuole (?) vengono utilizzati dei supplenti.
Grazie

Martedì 6 ottobre 2020 10:10:13

Buongiorno Dottor Gramellini.
Sono un Suo lettore quotidiano, mi piace il Suo stile, ma sopratutto il Suo modo “garbato”, ma schietto di porre sempre l’attenzione su temi per i quali l’opinione pubblica è divisa, prendendo posizione con ragionevolezza e dopo (almeno così sembra) avveduta riflessione.
Il Suo odierno caffè richiama l’attenzione sulle contraddizioni nei comportamenti degli Italiani rispetto all’emergenza sanitaria e alle misure nuovamente restrittive che il Governo sta adottando. Per chi, come me, ha perso un fratello nel pieno della vita a causa del contagio, la consapevolezza dei rischi che stiamo correndo è molto radicata, mentre è profondo il dispiacere nel cogliere che tanti autorevoli esponenti dei media e della medicina continuino a negare il pericolo incombente di una recrudescenza già in atto di questo malefico virus.
Grazie di cuore per il Suo impegno civile sempre misurato e coerente.
Fabio B.

Sabato 3 ottobre 2020 21:46:23

Caro dottor Gramellini,
sono una sua ammiratrice di 83 anni e dato che seguo le sue trasmissioni da tempo e vorrei continuare a farlo, le chiederei cortesemente di poter scandire meglio le parole e rallentare la velocità del suo parlato così da favorire la comprensione a tutti ed in particolare a chi ha qualche difficoltà uditiva..
Un caro saluto
Anna Paolucci

Venerdì 2 ottobre 2020 13:24:26

Cara scuola
Bentornato ragazzo del futuro, ti do il benvenuto nella tua "nuova classe".
Scusa se vicino a te non ci sarà né Bottini né Garrone.
Scusa se il tuo banco, dopo esser stato tagliato barcolla un pochino e quello vicino a te ha le rotelle
Scusa se non potrai più rubare la merendina da sotto banco al tuo vicino, e no potrai più scopiazzare dalla compagna con gli occhialoni
Mi dispiace se dovrai respirare a fatica con la mascherina e la tua insegnante non potrà notare le tue continue espressioni o smorfie e i mille colori che li sotto cambierai, ma si limiterà doverti mettere una nota disciplinare: " l'alunno continua a togliersi la mascherina, nonostante i continui richiami"
Scusami ancora se ogni tanto dovrai seguirmi da casa dal tuo piccolo schermo con la voce a tratti e metallica
Bentornato ragazzo mio, ti auguro un nuovo e buon anno scolastico.
La tua adorata scuola del ventunesimo secolo.
A. P.

Venerdì 25 settembre 2020 11:03:43

Le chiedo di pubblicare e se ritiene commentare la lettera aperta che la mia cliente Ilaria Sassone ha inviato al Presidente Mattarella e alla Presidente Commissione femminicidio Valeria Valente
non so a quale indirizzo inviargliela
Giovanna Fava

Domenica 20 settembre 2020 18:01:27

Esimio Gramellini, come già detto in altra occasione La seguo giornalmente sul Corriere della Sera. Devo dirLe con estrema franchezza che, non ho molto apprezzato l' articolo in cui, condannava la Preside a causa dell'invito alle alunne di evitare le minigonne, per i motivi che seguono. Premetto che non mi ritengo un puritano, e per me farei volentieri a meno di quelle brache lunghe ora di moda sulla spiaggia, meglio il nudismo poi che quei costumini femminili che non coprono proprio nulla. Però al mare ciascuno fa come vuole. A scuola invece, si è in un altro contesto e credo sia anche compito della Dirigente Scolastica e dei docenti, insegnare i comportamenti e l'abbigliamento consoni all'ambiente frequentato. In parlamento per gli uomini si esige la giacca e nessuno se ne è mai lamentato, in chiesa si condannano abiti succinti. Si sa come sono i giovani, non ci fanno caso. Una volta una mia alunna aveva arrotolato i pantaloni della tuta da ginnastica fino all'attaccatura dei peli del pube, la invitai a tirarli su e lei mi rispose: "Me lo ha detto anche il professore di matematica", al che le feci notare che forse la mia richiesta era giusta dal momento che anche un altro collega le aveva già fatto la stessa osservazione. Per la cronaca i pantaloni rimasero arrotolati! Per me gli alunni erano alunni, senza distinzione fra maschi e femmine, però credo che ogni luogo debba avere il suo abbigliamento. A volte anche la forma può diventare sostanza. Grazie per aver avuto la pazienza di leggermi. -------

Sabato 19 settembre 2020 14:35:56

Buongiorno, vorrei confrontarmi con il suo editoriale: bendata i professori. Credo che il tema vada affrontato diversamente, la domanda potrebbe essere: come va. biare il DNA di uomini e donne? Se insieme a mia moglie incrociamo un bel ragazzo/uomo io mi soffermero su alcuni aspetti e lei su altri, lo stesso dicasi se incrociassimo una bella ragazza/donna lei guarderebbe il vestito, i gioielli, Le s aspe mentre io... le stesse cose che voterebbe lei. Quindi dobbiamo vergognarci di come siamo... forse dovremmo vergognarci di come elaboriamo queste particolarità... questo è il vero problema ma ho l'impressione che questo non si colga dall'articolo. Con stima Marco Onofri

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