Messaggi e commenti per Massimo Gramellini - pagina 4

Messaggi presenti: 247

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Sabato 24 ottobre 2020 12:08:49

Buongiorno Massimo buongiorno allo staff
Mi chiamo Gianluca ho 49 anni e faccio l'imprenditore.
Leggo il sentito appello del Presidente della Repubblica relativamente al necessità di evitare diseguaglianze..
bene Mi farebbe piacere un commento di Massimo e in generale della carta stampata In merito ai sacrifici che i dipendenti del pubblico impiego stanno facendo da quando emergenza sanitaria è iniziata.
Ho lavorato un po' di anni in regione piemonte è un po' di anni nel comune di Milano poi ho fatto altre scelte..
Abbiamo 130 collaboratori e famiglie che lavorano con noi con mille sacrifici ed altrettante paure.. ho un fratello che fa l'insegnante di educazione fisica che si vergogna di aver ricevuto il 100% della retribuzione unitamente ai colleghi bidelli e a tutto il comparto pubblico non proprio essenziale.
Indubbiamente i sanitari sono i martiri di questa pandemia ma forse proprio adesso servirebbe una approfondita riflessione in merito ai lavori davvero essenziali e alla eguaglianza di trattamento per tutti i cittadini.
Come e possibile avere collaboratori ai quali abbiamo provato ad anticipare le prime mensilità che devono e dovranno vivere con 400 500 euro al mese mentre uscieri, bidelli amministrativi percepiscono il 100 per cento dela retribuzione?
Credo non sia sostenibile, non sia dignitoso.
Forse il Presidente non può essere così esplicito ma si rischia davvero lo scontro sociale oltre al sars cov2.
Grazie per l'attenzione e mi scuso per la lungaggine.

Gianluca

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Venerdì 23 ottobre 2020 21:56:39

Caro Gramellini,
Sono un assiduo lettore dei suoi brevi articoli della serie "Il Caffe' ", che trovo sempre interessanti e originali e con i quali mi sono spesso in pieno accordo. Vorrei pero' sottoporle un commento/ appunto relativo all'articolo " Senso di colpa" pubblicato il 17 Ottobre 2020.

Secondo me, i vari "famosi", che hanno recentemente pubblicato sui vari social le loro "vicissitudini Covid", non sono mossi dal senso di colpa di essersi contagiati. Molto piu' banalmente, sono affetti da narcisismo patologico, grossolana stupidita' e, in qualche caso, completa mancanza di sensibilita'.

La frase di Valentino Rossi a Federica Pellegrini: "Io, te, Ronaldo, Ibra: il virus colpisce il top! " (riportata dal Corriere e per la quale non ho visto smentita) mostra l'assoluta mancanza di contatto con la realta' di questi ricchi fortunati, evidentemente non al corrente del fatto che, purtroppo, il Covid tende a colpire soprattutto i "non Top". I quali "non Top" spesso muoiono di Covid.

Questi, lo ripeto, NARCISISTI PATOLOGICI non sono solo ignoranti nel senso stretto della parola, perche' "non sanno" quel che succede attorno a loro, ma sono anche privi di quel minimo di empatia per gli altri che faccia capire loro quando e' il momento di stare zitti e basta.

Tutto qui.

La ringrazio.

Cordiali saluti

Luca Ferrari

Venerdì 23 ottobre 2020 13:26:24

Gentilissimo,
Leggo rincuorata ma anche disperata il suo “caffè” di oggi.
Sono un’insegnante che crede nel suo lavoro e nello stato. Che adora i ragazzi e cerca di aiutarli a crescere.
In quest’ultimo periodo sono però senza parole. Mia figlia di 18 anni mi ha detto che teme di avere un crollo psicologico se dovessero davvero fare scuola a distanza ogni giorno come sembra. I suoi compagni ieri piangevano all’idea.
Ma davvero tenere i ragazzi a casa fermerà l’epidemia? Ma davvero non potrebbero semplicemente entrare alle 11? Ma davvero dopo 6 mesi questa è la soluzione creativa e innovativa che i politici sanno proporre?
Davvero possono andare a giocare nelle sale Bingo ma non a scuola? Davvero devono sempre essere i ragazzi a pagare? Davvero non sappiamo trovare altre soluzioni?
L’epidemia è grave a Milano. Me le soluzioni non possono essere sempre e solo le più facili. Pensavano forse che tutti sarebbero andati a scuola in monopattino? Perché non arruolare pullman privati a fare servizio scuolabus ai ragazzi delle superiori.
Manca la volontà perché è più facile dire ai agazzino di stare a casa. Intanto loro perdono giorni preziosi di scuola e di vita.
Sono stanca di uno stato che per la sua incapacità chiede sacrifici della cui pesantezza forse non è conscio ma non dà nulla in cambio. Se chiamo in motorizzazione nessuno risponde a nessun interno. Se chiamo in ATS perché una ragazzina straniera è senza medico nessuno risponde. Sono stanca e ho paura di essere in mano a persone davvero senza buon senso.
Cosa si può fare?
Grazie
Samantha Garibaldi

Venerdì 23 ottobre 2020 09:11:11

Se saremo costretti ad un nuovo lockdown la colpa sarà del governo e delle varie amministrazioni più o meno locali che certamente non hanno fatto tutto il possibile per arginare il problema, ma secondo me la colpa è anche in gran parte nostra! Di noi italiani che queste amministrazioni e questo governo abbiamo votato a norma di legge. Lo so che il governo viene formato dal Parlamento e non viene votato dai cittadini, oserei dire per fortuna, ma il mio discorso è un altro. Sono un autista di mezzi pesanti e frequento bar ristoranti fabbriche magazzini e porti di mare soprattutto al nord Italia. Ogni giorno bisticcio due o tre volte e forse una decina lascio perdere le discussioni con irresponsabili senza mascherina, o più spesso con la mascherina sotto al mento, sul gomito e molto spesso col naso scoperto. La tipica furbizia italiota! Tengo la mascherina due millimetri sotto le labbra così al primo controllo ZAC la tiro su senza che mi vedano! Ed il Covid se la ride alle nostre spalle... per non parlare del fatto che molti mi stanno forse ad un metro e 5 centimetri quando non a 98 anche in spazi e luoghi che consentirebbero distanze ben maggiori... chiedo se sono innamorati e spiego di non essere interessato ad approfondire la loro conoscenza a distanza troppo ravvicinata. Non si tratta nemmeno di rispettare le norme di sicurezza anti Covid, secondo me, ma proprio di rispettare le esistenze altrui, di prendere in considerazione le semplici esistenze altrui, per restarne a distanza anche minima e non pretendere di ignorare la presenza degli altri. Siamo un paese densamente popolato, avere nei confronti degli altri anche solo le minime attenzioni dettate dalla buona educazione, costa impegno e fatica, e troppi italiani si dimostrano incapaci di questa fatica. Certo io frequento ambienti da carrettieri, popolati di maschi più o meno zotici e buzzurri, ma la sensibilità verso gli altri e la buona educazione sono un patrimonio a disposizione gratuita di tutti, se si ha il privilegio di poterne e volerne disporre. Quindi caro Gramellini non sono troppo d'accordo col suo Caffè di oggi. Se saremo costretti ad un nuovo lockdown, e secondo me lo saremo, la colpa è anche e soprattutto nostra, che ci rifiutiamo con ostinazione di applicare le più semplici regole di sicurezza di questo periodo. Non chiederti cosa il Governo può fare per te... chiediti cosa tu puoi fare per te stesso al punto, per assurdo, da non aver nemmeno bisogno di un Governo. Saluti con grande apprezzamento per il suo Caffè, a parte oggi, e per Le parole della settimana. Lidiano Cassani. Ravenna

Venerdì 23 ottobre 2020 09:02:10

Gent. Dott. Gramellini, chiedo cortesemente che vengano spese parole da chi ha visibilità, senso critico e viene ascoltato per richiamare i giovani e non al senso di responsabilità., l'unica cosa utile al momento).. Le strade sono piene di ragazzi che finita la scuola, senza indossare DPI si frequentano, non rispettando le distanze, si passano le sigarette alle fermate degli autobus,.. Ho visto ragazzi, davanti ai vigili urbani, questionare senza mascherina, perchè rinvitati a metterla. Questi comportamenti ci costringono a chiudere le scuole!. Forse sarebbe utile chiarire che fare i tamponi, invocati da moltissimi, utili certo, non ci esime dal comportamento responsabile individuale. Da Giugno le strade sono state piene di gente senza DPI che non rispettavano distanziamento..
Questa ondata di SARS COV 2 ce la siamo voluta.. Non sono piu' sufficienti mezzi, spazi, uomini (per altro Medici ormai pochissimi e ancora meno con adeguate competenze, cosa non trascurabile dal momento che per incompetenza ed ignoranza, si possono fare comunque morti).
Anna De Micheli (medico)

Giovedì 22 ottobre 2020 22:44:06

Egregio dottor Gramellini, leggo il corriere della sera e quindi anche il suo trafiletto. Sono sempre più sorpreso perchè vedo che quando non h qualcuno da beccare trova come riserva l'ex ministro delle infrastrutture Toninelli. Curiosità personale: le ha fatto forse qualche sgarbo? o perchè ha acquistato una vettura diesel usata? poveraccio! Vorrebbe per favore aiutarmi a capire Grazie

Giovedì 22 ottobre 2020 09:11:30

Le parole che scrivo provengono da una triste considerazione che mi sono ritrovata a fare, in un triste momento, dopo aver seguito varie vicende di cronaca.
Allora la storia è questa, tra le notizie dei nuovi contagi, tra le mille ricerche fatta sulle continue ordinanze e le domande al dottor Google per cercare di tamponare ansie e preoccupazioni mi sono ritrovata a dedicare otto minuti della mia giornata alle stories di Cristina Fogazzi, meglio conosciuta come l’Estetista Cinica. Purtroppo quello che ho dovuto sentire non mi è piaciuto, perché a non piacermi è come sempre un modus operandi che regna sovrano nel nostro meraviglioso stivale.
L’Estetista Cinica rappresenta, secondo il mio umilissimo parere, una delle nuove imprenditrici più interessanti dello scenario italiano. E non lo dico perché sono un’accanita del mondo beauty ma perché studiando comunicazione e dedicando nove mesi alla mia tesi sperimentale in branding, corporate identity e lobbying, il suo progetto rappresenta la materializzazione di ciò che si studia se decidi di iscriverti a “scienze delle merendine” e poi specializzarti in comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità.
Ha creato un brand, ha fidelizzato i suoi clienti con prodotti studiati su misura per loro, ha dato continuità e valore all’immagine imperfetta e rosa che mostra sul web e tra corner e flagshipstore ha dato vita a un’impresa che ha fatto, e spero farà ancora, un boom di incassi in pieno lockdown. È quasi scontato dire che ha moltissimi follower e che quindi è molto seguita, soprattutto dal mondo giovanile.
Cristina Fogazzi non meritava di essere presentata perché è già abbastanza nota ma l’ho fatto perché così, forse, capirete meglio ciò che segue.
Durante la trasmissione radiofonica “Il Ruggito del coniglio” Rai Radio 2 si è parlato di lei, in modo poco carino, in relazione al fatto che i musei Vaticani l’hanno invitata a fare una visita notturna e che ultimamente le influencer sono prese in considerazione per divulgare cultura. Tengo a specificare “in modo poco carino” perché si è calcata la mano etichettandola come semplice estetista alla quale non dovrebbe toccare di “sponsorizzare” l’arte e le meraviglie del nostro paese. Il vero problema di tutta questa storia è che l’Italia non spiccherà mai davvero il volo perché etichetta troppo, e forse anche male, lasciandosi avvolgere ancora da una forma mentis che promuove un pensiero retrogrado e classista, dove puoi essere preso in considerazione dalla “società alta” solo se hai una laurea in giurisprudenza o sei un magistrato, poi se sei bravo o meno a fare il tuo lavoro poco conta, perché in Italia contano i titoli e non l’impegno, conta lo stato sociale a cui appartieni e non la cultura che ti sei fatto con sacrificio. Il vero problema è che se fai la shampista non dovrebbe essere dato per scontato che sei priva di cultura, né tanto meno se fai l’estetista. Perché qui a furia di etichettare, persone e talvolta anche i sentimenti, ci stiamo dirigendo verso una strada che fa dell’Italia un paese vecchio, bigotto e poco progressista. Un paese che non ha ben capito l’importanza delle nuove forme di comunicazione e continua ad oltraggiarle senza scegliere di cooperare. E non mi dite che tanto non serve a niente studiare queste cose perché divento una vera belva, servano sicuramente molti medici, servono gli ingegneri così come i farmacisti, ma servono anche persone che comunicano con le altre persone e che lo facciano in modo corretto, sano e innovativo perché stiamo diventando una massa di ignoranti.
Sono pochissimi i miei coetanei che la mattina hanno l’abitudine di comprare un quotidiano, io lo faccio ma non faccio testo, sono nata vecchia o forse giusta. Sono pochissimi i giovani che si interessano all’arte, perché a furia di dire che non troveranno mai un lavoro se si dedicheranno alla scultura o alla cultura in generale, stiamo diventando una massa di deficienti che non apprezzano l’essenza su cui si fonda il nostro meraviglioso paese. La verità è che continuando a creare nicchie elitarie, dove è dato maneggiare arte e bellezza, sapere e potere, il popolo giovanile cade giorno dopo giorno in un baratro di non-cultura, di ignoranza e disinformazione. E allora se stiamo messi così male, e io vi giuro che stiamo messi davvero così, che problema c’è a divulgare l’arte tramite le influencer, che male c’è se Chiara Ferragni e Fedez vengono chiamati da Giuseppe Conte per sensibilizzare i giovani all’uso della mascherina, che male c’è se l’imprenditrice digitale più nota al mondo, che per nostra fortuna è nata in Lombardia, posta un selfie davanti alla Venere di Botticelli?
Sinceramente credo nulla, credo che se questo possa aiutare milioni di ragazzini ad affacciarsi a nuove visuali scoperte tramite uno schermo ma che vanno oltre lo schermo, allora che ben venga. Credo che se la finissimo di etichettare tutto e tutti come oggetti forse l’Italia sarebbe più umana, e gli italiani più informati e meno classisti.

Con affetto
Lucedigioia

Mercoledì 21 ottobre 2020 18:42:11

Caro Massimo, questa è una lettera personale, anzi molto personale. Vengo subito al dunque: ho per te e per la tua trasmissione una parola che, credo, sia conosciuta da pochissime persone, “desarpa”, non la desarpa sponsorizzata e diciamo “turistica” che viene fatta il 29 settembre in direzione di Aosta da valli famose, vedi Breuil e Cogne, ma quella tradizionale e autentica che i pastori dei pascoli più sperduti della Vallée, fanno nel mese di ottobre, tra mille difficoltà. Il racconto della mia desarpa si unisce ad una storia di donne molto coraggiose, mamma e tre figlie che dal 2011 si sono trovate sole ad affrontare la vita in montagna con vacche, capre, pecore e una mula. Ho conosciuto queste donne, eccezionali, in ogni senso... non ti dico altro. Spero di aver suscitato il tuo interesse e sono disposto a parlarne con te in modo più approfondito. Per capirne qualcosa di più cerca notizie su Paul Cretaz e chiediti, come fece il sottoscritto, che fine hanno fatto le sue quattro donne. Aspetto di vederne almeno una a parlare da te di DESARPA. Un abbraccio virtuale. Beppe Lanino.

Giovedì 15 ottobre 2020 15:50:17

Tutto questo gran parlare di app INFAMI e di Germania Est mi ha riportato alla mente una mia visita a Berlino Est, di cui in passato ho già parlato.
Avevo vent'anni. Mi proposero un viaggio gratuito con altri giovincelli e giovincelle come me prima nell'opulenta Germania Ovest e poi nella miserrima capitale della Germania di Pankow.
Era un viaggio 'politico' che doveva dimostrarci la superiorità dell'Ovest, la ricchezza e il benessere che solo il capitalismo liberale poteva offrire.
Due mondi a confronto, come il fuoco greco contro una bomba all'uranio impoverito, come il pane nero contro l'aragosta. Compiangevo gli occhi dei berlinesi dell'Est che ci guardavano come si guarda la Bugatti di Ronaldo, un misto di ammirazione e di invidia. Ma ero giovane e sognavo, credevo, ero sicuro che avrei conquistato il mondo. E la ragazza più bella, quella biondina con gli occhi tristi che mi sorrideva. Mi manca Berlino Est, forse mi mancano solo i miei vent'anni. Che giorni erano quelli? I giorni hanno il solo sapore che l'anima vi stampa. Sento ora il sapore che voglio. E' aroma di trifoglio secco, sul prato dell'infanzia.

Giovedì 15 ottobre 2020 14:02:28

Caro Gramellini, i Suoi Caffè quotidiani sono molto spesso fonte di buonumore e simpatia, sia per il contenuto, che per la piacevole ironia che li permea. Ultimamente, però, trovo che l'ironia si stia trasformando in sarcasmo e che il contenuto sia ispirato più dall'"uomo qualunque" che Lei ben conosce, che dalla leggerezza dei suoi contenuti. La prego. Non cada anche Lei in questa trappola dove molti Suoi colleghi si stanno infilando e che, non solo non serve all'informazione, ma addirittura la deforma fino a renderla grottesca arrivando così al chiacchiericcio da bar che Lei tante volte ha criticato.

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