Messaggi e commenti per Maurizio Landini

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Frasi di Maurizio Landini

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Biografieonline non ha contatti diretti con Maurizio Landini. Tuttavia pubblicando il messaggio come commento al testo biografico, c'è la possibilità che giunga a destinazione, magari riportato da qualche persona dello staff di Maurizio Landini.

Giovedì 1 dicembre 2022 13:22:26

Concordo con il sig Oliva e aggiungo che è impensabile allungare ancora l’età pensionabile. 41/42 max e per chi ha cominciato a lavorare a 17/18/19 anni che resti immutata la Fornero anticipata ordinaria. E non fare cassa sempre sulle pensioni.

Giovedì 1 dicembre 2022 10:18:40

Nuovi sostentamenti per l'inps


Buongiorno Maurizio
Il mio breve intervento è per chiedere di iniziare a pensare a nuovi sostentamenti per l'inps; se in quarant'anni ancora l'assistenza è quasi per la totalità a carico della contribuzione previdenziale anziché della collettività è normale che ci si trovi sempre vicini al collasso, quindi nuove entrate per le casse inps anziché rendere sempre più difficile persino le uscite per usurante gravoso e precoce,.. le chiedo di rendere conto al presidente INPS che è grave non fidarsi più delle certificazioni dei datori di lavoro e costringere ricerche in "soffitta per raccattare ad esempio le timbrature di quarant'anni fà. Grazie

Sabato 19 novembre 2022 10:26:18

Quota 103: 41 contributi e 62 anni di età ma con cumulo o flessibilità


Ci si incorre ancora ad errori madornali. Si attendeva la quota 41 senza limiti di età, ma è stato inserito un limite minimo di 62 anni, e va bene.
Ma ai 41 anni di contributi aggiungete il cumulo con altre gestioni di lavoro o la flessibilità.

Esempio Tizio che ha 63 anni di età ed ha lavorato per 42 anni: 40 anni di contributi versati all'Inps e 2 anni versati a casse professionali, si badi bene, nel 2023 non potrà andare in pensione. Nella nuova quota 103: 41 anni di contributi e con 62 anni di età che il Governo si accinge ad emanare, non vi è il cumulo di tutti gli anni di lavoro. Ma secondo voi è normale? Ma all fine l'Inps pagherebbe la sola quota di anni contributivi di sua competenza e la Cassa professionale quella sua.

In aggiunta si potrebbe emanare una legge con quota 103 flessibile: 40 di contributi e 63 anni di età:
Chi ha 40 anni di contributi Inps versati ed ha 63 anni= quota 103 non potrebbe andare in pensione se non con la quota flessibile.
Avvisate subito gli esperti di previdenza poichè non ci si rende conto della continuità dello scalone.

Martedì 15 novembre 2022 19:14:28

Figli e figliastri


Gradirei che questo messaggio raggiungesse il Seg Gen M. Landini

Ho appreso con piacere che dal Gennaio 2023 le pensioni (per coloro che sono in pensione) beneficeranno di un solido aumento/rivalutazione, 7. 3%, persino per le pensioni da € 4000.

Sono invece deluso e frustrato dal fatto che - ancora una volta- nessuna misura è stata pensata/implementata per la platea dei disoccupati, che, contrariamente ai pensionati, vedono il loro assegno NASPI decurtato del 3% ogni mese.

Poichè è sempre il sistema INPS ad erogare gli assegni (pensione/Naspi), tecnicamente non sarebbe stato complicato elaborare ed inserire una percentuale per consentire anche ai disoccupati di contrastare l'inflazione/caro vita.

Probabilmente c'è ancora spazio per intervenire, prima di chiudere la manovra di bilancio.

Buon lavoro!

Grazie per la sua attenzione
Distinti saluti

Mercoledì 9 novembre 2022 10:05:29

Buongiorno,
dalle proposte che si vedono si parla di quota 102 con 61 di età e poi dal prossimo anno riforma in Totò.
Ma che fine fanno le persone come me che hanno cominciato a lavorare a 19 e i 61 li fanno nel 2024? Devono lavorare 43 per arrivare a 62?
Ma vi sembra giusto?
Lasciate almeno la Fornero anticipata ordinaria non sconvolgete la vita alle persone…
Grazie
Daniela

Domenica 6 novembre 2022 10:46:01

Riforma pensioni


Buongiorno mi piacerebbe che fosse portata all’attenzione del sig. Landini la mia mail.
Sono una donna di 59 con 40 anni di contributi. A giugno 2024 dovrei andare in pensione con 42 di contributi e 61 di età con la legge Fornero, scardinando la riforma Fornero mi costringete a lavorare un anno in più, visto le proposte che vedo in internet di 62 anni minimi. Perché deve essere penalizzata una persona che ha cominciato a lavorare da giovane? Sinceramente sono stanca e ho cominciato a lavorare a 19 anni e i primi 16 li ho lavorato in un asilo nido che poi ho lasciato per problemi di dolori alla schiena.
Non si può fare una riforma che prenda in mezzo tutto senza fare i distinguo 41 anni e 60 di età sono più che sufficienti.
Per favore almeno non modificate la possibilità di andare in pensione con i 42 anni e 1 mese.
Grazie

Sabato 5 novembre 2022 14:19:55

Riforma pensioni


Spero che questo messaggio arrivi a Landini.
Visto le notizie che si rincorrono su internet circa le varie possibilità di riforma pensioni vorrei fare presente che, se non si riesce a fare 41 anni di contributi per tutti, almeno che si tenga una soglia massima di 60 o 61.
Inoltre spero che con l’abolizione della Fornero non venga tolta la possibilità di usufruire di 42 e 1 mese senza limiti di età altrimenti si andrebbe incontro solo ad alcuni lavoratori penalizzando chi ha cominciato a lavorare presto (19).
Grazie

Sabato 5 novembre 2022 11:36:44

Pensioni 2023: interventi per evitare lo scalone Fornero


Erg Segretario Generale Maurizio Landini,

Ho notato una grande frenesia nel riformare e/o abrogare la Legge Fornero.

Attenzione: mentre trovo più che ragionevole ricercare misure che permettano di uscire dal mondo del lavoro dopo 41 di contributi, è importante prendere atto che esiste una platea di lavoratori (oppure in NASPI) che matureranno i requisiti per l'anticipata Fornero nel corso del 2023.

Pertanto, se il governo decidesse di abrogare la Legge Fornero dal prossimo Gennaio si verificherebbe -per l'ennesima volta- il fenomeno ESODATI. La soluzione sta sempre nel mezzo, ovvero: SI alle misure per evitare lo scalone, NO all'abolizione della Legge Fornero.

Grazie per l'attenzione
distinti saluti

Mercoledì 5 ottobre 2022 20:13:05

Raiders


C'è gente che cerca di sopravvivere onestamente accettando condizioni di lavoro più paragonabili allo schiavismo che ad un rapporto dignitoso di lavoro con i sindacati che si fregano i soldi delle tessere facendo finta di tutelare i lavoratori mentre vanno a braccetto con chi impone questi contratti di schiavismo. Se il sindacalismo fosse una cosa seria e non pilotata politicamente da personaggi in parlamento che si fanno eleggere promettendo mari e monti e poi si fanno gli affaracci loro in modo delinquenziale protetti dall'immunità parlamentare che ovviamente si sono fatti senza pudore. Lo schiavismo nel mondo del lavoro si perpetua sempre più frequentemente fino a quando, lo dice la storia e la logica, piuttosto che morire di fame la gente si ribellerà stravolgendolo questo sistema e prendendosela anche coi sindacati falsi, bugiardi e complici.

Martedì 6 settembre 2022 07:28:56

Richiesta tutela dignità professionale ed umana


Spett. le Segretario CGIL,
spett. le Staff segreteria nazionale CGIL,

Sono Laurini Marco (348. ------- e/o 333. -------) iscritto da sempre al nostro sindacato (al quale vorrei continuare ad essere iscritto) che attualmente ricopre il ruolo di Capo Unità Tecnica dell’officina di manutenzione COTRAL di Latina.

Vorrei innanzitutto essere tutelato riguardo la controversia che si è creata con l’Azienda COTRAL e che mi aiutaste a decifrare per decidere il da farsi:

Questi i fatti in breve:

Il 16 luglio 2021 l’Azienda Cotral mi convocava (insieme ai miei colleghi C. UT.) per propormi la designazione a Responsabile Tecnico RTO ai sensi della legge n° 122 del 5 febbraio dell’Officina di Latina.

In quella sede noi C. U. T., in considerazione dell’ENORME RESPONSABILITA’ CIVILE, PENALE ED AMMINISTRATIVA del ruolo di Responsabile Tecnico, iscritti con i propri nominativi ufficialmente alle rispettive Camere di Commercio (CCIAA) avanzammo un opportuno e doveroso riconoscimento di una indennità mensile pari a 500 euro netti, nonché di una adeguata copertura assicurativa, e a risultati raggiunti, si richiedeva un avanzamento di grado superiore (230) al termine del rapporto di lavoro con l ‘azienda (quiescenza) che ufficializzammo ai vertici Aziendali con lettera scritta e firmata da tutti C. U. T. (in allegato).

In data 17 maggio 2022 le RSU sindacali (compresi quelli della FILT CGIL!!!) ed i vertici aziendali firmavano a nostra totale insaputa un accordo riguardante l’individuazione del Responsabile Tecnico presso le officine di manutenzione COTRAL comprensiva di un’indennità annuale pari a 3. 873,00 euro lordi, assorbendo anche l’indennità di reperibilità di 1. 440,00 euro lordi che già percepiamo e non rientrante nella retribuzione utile ai fini pensionistici ed al T. F. R.

In data 26 maggio 2022 i C. U. T. firmavano ed inviavano sia ai vertici aziendale che alle segreterie Sindacali un documento di disconoscimento dell’accordo arbitrario nel quale oltre a ribadire il riconoscimento di un’indennità mensile ed una copertura assicurativa adeguata alla responsabilità dell’incarico di Responsabile Tecnico stigmatizzavano il comportamento gravemente scorretto negligente ed illegittimo sia delle parti sindacali che delle figure apicali dell’Azienda, riservandosi l’impugnazione nelle sedi più opportune.

In data 27 luglio 2022 l’azienda mi inviava per mail la lettera di designazione di responsabile Tecnico (inviata strumentalmente per esercitare pressioni solo al sottoscritto) con la richiesta di accettazione dell’incarico che mi veniva sollecitata prima il 31 agosto 2022e poi 05/09/2022 nella quale (cito testualmente) mi minacciano che "la mancata risposta nei termini indicati sarà considerato come diniego alla designazione e pertanto incompatibile con il mio ruolo svolto nell'ambito dell'unità locale di Latina" esercitando una indebita ed ignobile pressione nei miei confronti che mi sta provocando forti ansie e preoccupazioni professionali ed umane (ho un figlio gravemente disabile di 33 anni, paraplegico dalla nascita con una situazione familiare molto precaria e fragile).

Inoltre la sigla sindacale FAISA-CISAL, in data 05 /09/2022, ha diramato un comunicato (in allegato) nel quale disconosce l'accordo del 17/05/2022 richiedendone la revisione.

Pertanto, oltre alla tutela richiesta, vi prego gentilmente di chiarirmi, se possibile, alcuni punti:

- Come cambiano (e se cambiano) precisamente le mie responsabilità civili e penali con la nomina a Responsabile Tecnico iscritto alla camera di Commercio di Latina/Frosinone a fronte delle mie attuali responsabilità della mansioni da C. U. T. regolate da R. D. 148 con la declaratoria seguente: "lavoratore che in possesso di adeguate competenze tecniche e gestionali, con margini di discrezionalità e di iniziativa con relative responsabilità sui risultati, gestiscono unità operative di tipo tecnico, fornendo anche un contributo operative diretto"

- Ci sono margini di trattativa con l’Azienda per rivedere l’accordo contratto arbitrariamente con i sindacati? Come possiamo agire legalmente per rivedere tale accordo?

- Come posso far valere i miei diritti e, allo stesso tempo, tutelarmi nel riconoscimento del mio ruolo professionale (che vorrei continuare a svolgere con la massima passione ed abnegazione come sempre ho fatto) in considerazione che nel caso di una mia rinuncia sarò considerato incompatibile con il mio ruolo e verrà individuato, in subordine, un Capo Operatore disponibile a ricoprire il ruolo di Responsabile Tecnico con un inevitabile conflitto di professionalità a discapito del mio ruolo di C. U. T.

Con la speranza di essere stato sufficientemente esaustivo e rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento e/o delucidazione Vi ringrazio anticipatamente per l'aiuto che vorrete offrire al sottoscritto ed ai miei colleghi C. U. T..

Laurini Marco (348. ------- e/o 333. -------)

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