Messaggi e commenti per Milena Gabanelli

Messaggi presenti: 330

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Sabato 8 agosto 2020 12:18:30

Ciao Milena, seguo da anni e con molto interesse i tuoi servizi. In particolare sulle assunzioni del personale da parte dell'agenzia delle entrate. In attesa dei concorsi, l'agenzia delle Entrate potrebbe reclutare, con contratto a tempo determinato oppure mediante un contributo a soggetto intercettato, del personale che ha già delle competenze specifiche per intensificare i controlli al fine di ridurre l'evasione fiscale. Non pensi che esista gente esperta nel settore, già in pensione, che sarebbe disposta a mettere a disposizione il proprio know-how per una giusta causa che interessa l'economia del nostro paese?

Lunedì 3 agosto 2020 15:48:57

Buongiorno Dottoressa,
sono una fedele lettrice delle sue inchieste su "dataroom" sempre approfondite e fuori dal coro. Vorrei tanto che Lei dedicasse la Sua attenzione e una delle sue belle inchieste a quanto sta accadendo nella P. A. per quanto concerne il reclutamento dei funzionari e la tanto sbandierata riqualificazione dalla Ministra Fabiana Dadone, che ha parlato di "cambio di passo e nuove competenze " quando è stato bandito il concorso unico per 2133 funzionari dello Stato, per il quale sono state presentate 158. 922 domande e per il quale ciascun sventurato candidato ha dovuto sborsare 10 Euro per la partecipazione con un introito per RIPAM Formez, cui è stata demandata dalla presidenza del Consiglio l'organizzazione del concorso, di 1.. 589. 000 Euro.
Uno sguardo ai programmi di esame dà la misura di quali siano le "nuove " competenze richieste: dei 50 quiz richiesti per la prova preselettiva 25 sono " attitudinali"
Solo 5 riguardano la conoscenza della lingua inglese a livello B 1 (dicasi B1 e non almeno C1) e 20 le materie oggetto del concorso, dalle quali è escluso il diritto comunitario la cui conoscenza è oggi fondamentale per ogni funzionario. Nel bando è escluso che vengano pubblicati quiz per prepararsi alla prova preselettiva, ma forse è anche meglio cosi, se si pensa agli strafalcioni ed errori sostanziali contenuti nei quiz di altri concorsi banditi sempre da Ripam -Formez (si veda il concorso per il Ministero degli Affarii Esteri che si trascina da tre anni).
Ancora più assurda è la prova scritta. Innanzi tutto è unica cioè si svolge in un solo giorno per tutte le materie, introducendo una assurda disparità di trattamento rispetto ad altri concorsi banditi per la stessa qualifica funzionale che si sono svolti con ben tre giorni di prove scritte, a parità di stipendio!!!
Ma quello che lascia senza parole è che non si richiede piu' al funzionario di saper scrivere almeno tre righe in corretta lingua italiana, ma la prova scritta è anche questa a quiz a risposta multipla e ancora 10 quesiti sono "situazionali" (sic!) ricadenti "nell'ambito degli studi sul comportamento organizzativo".
Non ho parole... La prego faccia una delle sue belle inchieste.
Un cordiale saluto.
Manoela Costanzi

Domenica 2 agosto 2020 10:36:30

Buongiorno dottoressa, se interessata vorrei raccontare la storia infinita di tanti italiani, tra i quali i miei familiari, che a causa dei risultati inattendibili dei tamponi sono prigionieri da mesi senza aver commesso crimini. Anche in presenza di più tamponi consecutivi risultati negativi l'ASL non procede a liberare queste persone. Quali interessi a noi sconosciuti ci sono sotto? Perché a livello nazionale non se ne parla?
In attesa di una gradita risposta
Saluti
Patrizio

Sabato 1 agosto 2020 09:47:50

Qualcuno mi sa dire quanti miliardi di euro sono stati versati dall‘Italia nelle casse dell‘UE???

Venerdì 31 luglio 2020 19:11:26

Buonasera dott.. ssa Gabanelli,
ho trovato il suo articolo sulle università telematiche superficiale. Cita una serie di dati, ma non la sostanza. Tra l'altro non mi sembra equilibrato, perchè non vi è "contraddittorio". Io studio alla Unimarconi e le posso assicurare che non ho mai, ad eccezione di questo periodo, sostenuto esami on line, ma scritti alla presenza di una commissione e orali in sede a Roma. In tutti i programmi relativi alle materie del piano, è obbligatorio e fondamentale lo studio del/dei testo/i. Gli esami vertono sui testi e sulle lezioni del professore. Io ho studiato in università tradizionali, spesso non si frequentano se non per sostenere l'esame. L'università statale dove ero iscritto faceva esami anche in video-conferenza (mi riferisco ad anni fa...) e alcuni docenti pubblicavano (ovviamente con accesso ai soli studenti) i video delle lezioni e le dispense per agevolare lo studio della materia, ma allora quale differenza riscontra???
Ho letto i rapporti ANVUR. Vi sono indicazioni sulle modifiche da apportare ed elementi positivi (tra i quali, per la Marconi, quoziente studenti/docenti basso per numero di professori incardinati... e altri elementi): Le assicuro che gli elementi di miglioramento sono, a mio avviso, facilmente superabili e non mi meraviglierei se l'ateneo li avesse già affrontati e risolti. Lei parla di carente preparazione, ma in base a cosa? ? Lei crede che tutte le università siano dello stesso livello solo perchè statali??? Anche tra le telematiche vi saranno diversi livelli. Mi scusi, ma perchè non dare la possibilità a individui che si alzano alle 5, 30 (eh si...) e tornano alle 19, 30 dal lavoro, di poter realizzare un sogno? Perchè più facile? ? Ma lei crede veramente che siccome eroga lezioni on line, l'università telematica faccia tutto on line, esami, laurea... ma dove ha letto o visto tutto ciò. Ma ha approfondito le notizie, magari recandosi in una di queste università?
Veda signora, io credo che la scuola sia buona, indipendentemente dal fatto che sia privata o pubblica, telematica o tradizionale, se ha un buon corpo docente e buone strutture. Nelle statali, spesso, sei un numero e non sei seguito. Lei cita le altre nazioni, pensi che in Spagna, se non ricordo male, vi è una telematica pubblica. Altre nazioni non demonizzano la didattica on line, perchè quì si? Poi, mi ripeto, è l'erogazione della lezione che è on line, non il resto!!!
Pensi che quando ho deciso di tornare a studiare, ho chiesto il riconoscimento degli esami ad atenei statali e telematici, la Marconi e una (prestigiosa) statale avevano riconosciuto gli esami adottando uno stesso piano, quindi non vi è la distanza crede...
Buona serata

Venerdì 31 luglio 2020 03:19:36

Gent. ma Dott. ssa Gabanelli, seguo da tempo e con interesse il Suo lavoro, fonte di conoscenza e riflessione su temi e problematiche attuali.
Le scrivo per commentare il dataroom sulle Università Telematiche.
L’ho letto e riletto più volte e non riesco a non provare la sensazione di superficialità, mascherata dai molti dati raccolti, che trasmette il servizio.
Premetto che non sono una sostenitrice dell’istruzione privata, del sapere e della conoscenza ottenuti percorrendo facili vie o scorciatoie.
Conosco un po’ l’argomento perché mi sono trovata ad aiutare mio figlio, ormai uomo e lavoratore, nella scelta dell’università.
L’opzione telematica rappresenta l’unica via per chi vuole mantenere il lavoro e la professionalità guadagnate con fatica, poiché nelle università “in presenza”, non sempre, ma spesso, è proprio il materializzarsi dello studente che premia il corso di studi e non il merito.
La scelta che Le dicevo, caduta senza dubbi su Uninettuno, è avvenuta tra una rosa di università telematiche e le garantisco che l’offerta didattica e l’organizzazione sono molto diverse tra loro.
Quindi bisognerebbe perlomeno presentare una realtà variegata delle stesse.
Il servizio contiene delle inesattezze. Mi spiego meglio.
La prima riguarda l’offerta formativa: le università telematiche non offrono lo steso numero e la stessa varietà di corsi di laurea delle università “in presenza”.
Nel tempo hanno aggiunto delle opzioni, ma sono ancora lontane dall’offerta delle università “in presenza”. Basta confrontare i vari siti.
La seconda riguarda i corsi di laurea: in Uninettuno il piano formativo, i programmi ed i crediti non sono assenti.
La terza riguarda l’equivoco sul termine telematica: le lezioni e le esercitazioni, proprio perché rivolte ad un’utenza che può disporre del tempo dedicato all’apprendimento in modo non omogeneo, vengono caricate e rese disponibili in modo telematico con il vantaggio di essere ascoltate quando si vuole e più volte.
Le lezioni e le esercitazioni ci sono, sono impegnative e richiedono studio.
In Uninettuno nessun professore o tutor produce riassunti per gli studenti.
La quarta riguarda lo svolgimento degli esami: in Uninettuno nessun esame si è svolto on line o a crocette. Sempre e solo in presenza, presso la sede di un’altra università con gli insegnanti della materia d’esame che hanno mantenuto i contatti con gli studenti per tutto il tempo del corso.
La quinta riguarda i docenti: non metto in dubbio i numeri né tanto meno quanto dice la legge, anzi, mi limito a far notare che nelle università “in presenza” i docenti di ruolo spesso affidano i loro corsi a neo laureati, sicuramente più disponibili e aggiornati di loro, ma altrettanto sicuramente non di ruolo.
Ripeto: differenziare e valutare le varie università in modo più argomentato, sarebbe stato più veritiero e trasparente, poiché, se è vero che il servizio assegna ad ogni realtà un dato specifico, la conclusione le accomuna tutte.
La premessa alla domanda retorica finale e la domanda stessa dicono che c’è un problema, ma non aiutano a capire che si può scegliere per il meglio di un’unica opportunità che concili lavoro e studio. Inoltre un simile messaggio allontana da questa esperienza chi desidera studiare seriamente ed avvicina chi vuole ottenere un titolo da ostentare senza averne il merito.
Voler approfondire le proprie conoscenze e la propria cultura per una soddisfazione personale o per fini lavorativi, non dipende dal mezzo che si usa, ma dalla propria onestà morale ed intellettuale, sia che ci si trovi a seguire dei corsi “in presenza” o virtualmente.
Cordiali saluti.
Marialuisa Costa

Giovedì 30 luglio 2020 12:16:30

Dott. ssa M. Gabanelli le scirvo in merito al servizio delle università telematiche. Premetto che sono un grande estimatore del suo lavoro di inchiestae sorvolando sulle criticità delle università statali sulle quali si potrebbe stendere per certi versi un elenco altrettando impietoso se non in alcuni casi peggiore vorrei puntualizzare alcune inesattezze del suo servizio. Prima di tutto non tutte le università telematiche sono le stesse, io ad esempio nella mia facoltà (telematica) non ho mai fatto un esame online e mai fatto in modalità a crocette. L'esame è stato sempre svolto in forma scritta con domande a risposta aperta ed eventuali esercizi o in forma orale in presenza con il professore e l'assistente e posso garantire che i rimandati ci sono sempre in ambedue i casi. Secondo, vorrei anche puntualizzare che il termine telematica non vuol dire che la didattica degli insegnamenti e i relativi esami vengono svolti esclusivamente online, nella mia facoltà ad esempio non è mai stato così. Il termine telematica è riferito solo all'opzione offerta che le lezioni possano essere seguite da remoto dallo studente ma è appunto un'opzione non un obbligo. Le lezioni si possono seguire in maniera tradizionale se si vuole e comunque gli esami vengono sempre fatti in presenza (almeno nella mia università). Un'altra inesattezza è che con le telematiche ci si possa laureare in qualsiasi corso di laurea. Non è assolutamente vero, basta infatti sommare le diverse offerte formative di tutte le università cosidette telematiche di italia per rendersi conto che queste non sono minimamente paragonabili per quantità al resto delle università italiane che per inciso di anno in anno stanno telematizzando pure loro i vari corsi di insegnamento. Infine, ma non per oridine di importanza, vorrei sottolineare che fare un paragone tra università che si sono affermate nella scena nazionale ed internazionale per via della loro plurisecolare e blasonata storia alle spalle con delle università che sono sorte in confronto alle prime giusto ieri (parliamo di 16 anni di vita) è un confronto quanto minimo audace. Cordialmente.

Giovedì 30 luglio 2020 10:17:41

Gent. ma Dott. ssa Milena Gabanelli, buongiorno.
In primis, le comunico che la stimo e l'ho sempre stimata per il lavoro che compie,
per i suoi articoli e servizi. Una voce fuori dal coro che ha sempre dato importanza
e evidenziato le problematiche odierne. Purtroppo, con profondo rammarico
le scrivo in merito al servizio sulle Uni Telematiche. Non sono qui a contestarle dati, somme versate
e metodi di insegnamento ma per evidenziare l'altra faccia della medaglia.
Lei crede che nelle Uni Statali ci sia il Paradiso? Perchè non realizza un servizio su ciò che spesso accade:
-Cattedre su materie create ad hoc e che passano di generazione in generazione;
-Docenti che obbligano l'acquisto di libri solo perchè hanno tradotto mezza pagina;
-Esami resi impossibili per la mancanza di organizzazione dei docenti;
-Laboratori creati per gli studenti ma ad uso esclusivo del docente e del suo clan;
-Servizi di segreteria inefficienti;
... se si continua con la lista si potrebbe scrivere un'opera come il Decamerone.
Se scava, potrà verificare il perchè del successo delle "telematiche".
Inoltre:
- Perchè molte facoltà hanno visto drasticamente cadere il loro numero di iscritti?
- Perchè molti ricercatori sono passati dalle Uni Statali alle "Telematiche"?
- Quanti ricercatori sono condannati a vita ad essere tali?
- Perchè nelle Uni Statali il rapporto docenti/studenti è 5/400 (5 docenti... tutti i giorni presenti e sempre disponibili?. .. Sono pochi i docenti che meritano di essere definiti tali) e nelle "Telematiche" 1/400?
Non è da lei fare un servizio simile. Spero che mi risponda nel merito
con la speranza di un confronto costruttivo.
Grazie!
Michele Castellitti

Mercoledì 29 luglio 2020 21:44:59

Buonasera,
le scrivo per dirle il mio rammarico per il suo articolo 8n merito alle Università telematiche. Credo sia stato davvero generico ! Ho 60 anni e sono iscritta alla Uninettuno e a nome di tanti miei colleghi le sottolineo come da noi non si sono mai fatti esami a quiz.
Lei ha sottolineato come la, Uninettuno applichi una riduzione della retta per i familiari dei dipendenti delle forze armate e ha dimenticato di menzionare che la retta è gratuita per le persone diversamente abili. Non è corretto!
Non è da lei fare un articolo così. Spero che mi risponda nel merito
e mi auguro possa esserci un confronto costruttivo.
Grazie
CarmenMinniti

Mercoledì 29 luglio 2020 11:45:41

COMUNICATO STAMPA DIRETTIVO DOCENTI PRECARI REGIONE TOSCANA 27/7/2020
Siamo un gruppo di docenti precari della scuola secondaria della Regione Toscana e scriviamo questo comunicato in risposta alle dichiarazioni della Ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, alle quali non abbiamo avuto possibilità di contraddittorio. Il nostro gruppo ha scritto un documento che presenta modalità di reclutamento del personale docente concrete e rapide nel rispetto della Costituzione.
“Assumere i docenti precari è un nostro obiettivo, ma nel rispetto delle norme previste dalla Costituzione". Lucia Azzolina.
In risposta a tali dichiarazioni, ricordiamo alla Ministra che esistono direttive europee e norme Costituzionali che regolano le immissioni in ruolo nella pubblica amministrazione.
La DIRETTIVA N 3 DEL 24/4/2018 (LINEE GUIDA SULLE PROCEDURE CONCOSORSUALI NELLA PA), infatti, recita quanto segue:
Tenuto conto delle metodologie di reclutamento previste dalla normativa vigente e in particolare dal D. P. R. n. 487 del 1994, il bando di concorso definisce innanzitutto, in relazione alla professionalità da reclutare, quale tipologia di concorso pubblico risulta più adatta tra:
a) concorso pubblico per esami;
b) concorso pubblico per titoli;
c) concorso pubblico per titoli ed esami;
d) corso-concorso;
e) selezione mediante lo svolgimento di prove volte all'accertamento della professionalità richiesta.

La Ministra conosce bene questo decreto tant’è che ne ha usufruito per entrare legittimamente in ruolo attraverso un CONCORSO PER TITOLI dopo aver conseguito la specializzazione tramite SSIS, ma attualmente la volontà politica è quella di svolgere concorsi per titoli ed esami, ben sapendo che questa non rappresenta l’unica modalità di reclutamento e sicuramente non è la risposta più rapida alle attuali esigenze del contesto scuola. Non accettiamo però che la Costituzione venga citata in maniera parziale e tendenziosa. In tempo di Covid-19 e cattedre vacanti di quasi 100. 000 unità, secondo noi il Ministero potrebbe valutare anche le altre procedure di reclutamento, le stesse di cui ha usufruito la Ministra, per garantire velocità di reclutamento, continuità didattica, ritorno in classe in sicurezza, organici al completo o quasi per agevolare l’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 che al momento si prospetta pieno di interrogativi.
Ricordiamo inoltre che le modalità di reclutamento proposte all’interno del D. P. R. sopramenzionato e da noi proposte nel nostro documento sono già state utilizzate anche nell’anno scolastico 2011/2012, quando il PAS attivato ha permesso a molti docenti precari con tre anni di servizio di partecipare ad un percorso abilitante senza selezione in ingresso e quindi di accedere a graduatorie di seconda fascia dalle quali i colleghi hanno avuto successivamente accesso al ruolo tramite concorso NON selettivo 2018. O ancora, la ben nota Fase C del governo Renzi (2015) che ha permesso a circa 48. 000 docenti, precedentemente specializzatisi attraverso la SISS, di entrare in ruolo senza alcun tipo di concorso. L’obiezione potrebbe nascere sul punto della specializzazione ma non è forse lo stesso percorso fatto dai docenti che si sono specializzati sul sostegno durante il IV ciclo TFA che, al contrario dei colleghi più “fortunati” della fase C devono affrontare un nuovo concorso dopo averne già superato uno per accedere al percorso di specializzazione? O forse esistono docenti di serie A e di serie B?
Concludendo ricordiamo inoltre la Direttiva CE 70/1999 che denuncia l’ABUSO DI CONTRATTI A TERMINE DOPO 36 MESI DI SERVIZIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE e la recentissima sentenza del Consiglio di Stato (n. 4167 Giugno 2020) che riconosce il ruolo abilitante dopo 3 anni di servizio.
DIRETTIVO DOCENTI PRECARI REGIONE TOSCANA

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