Messaggi e commenti per Milena Gabanelli - pagina 7

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Frasi di Milena Gabanelli

Giovedì 12 novembre 2020 11:36:11

Buongiorno Milena la ammiro molto, l’ ho sempre seguita con Report ed oggi la leggo on line sul Corriere della sera.
Ho sempre amato la sua capacità di indagare, andare a fondo, trovare la verità anche se nascosta, mettendoci la faccia anche se era l’unica voce fuori dal coro, contro un sistema di potere e di media falso.
Sono solo una donna curiosa e non mi reputo stupida e anch’io cerco la verità sempre e ho fatto anche un’esame di giornalismo nel mio percorso universitario perché volevo capirci di più, di questo mondo così importante per la formazione sociale e culturale degli uomini.
Mi affido solo a fonti ufficiali e certe, come vuole un sano giornalismo e vorrei sottoporle una mia disamina della questione COVID-19 in Italia.
Io non sono una negazionista, so che il COVID-19 esiste e che è un ceppo nuovo, non previsto tra i 4 ceppi della vaccinazione antinfluenzale 2019-2020, però vorrei sottoporle questi interrogativi e vorrei che lei li prendesse in considerazione.
Le metto anche i link delle fonti ufficiali per verificare quanto scrivo riassumendole.
Sto usando i dati dell’Istituto di superiore di sanità e quelli dell’ISTAT.
1) L’ISTAT che produce e diffonde statistiche tra le quali quelle di mortalità, utilizza delle istruzioni specifiche per classificare i decessi oggi.
Istat scrive che l'OMS ha aggiornato la classificazione ICD-10 fornendo due categorie nuove per il COVID e dice di utilizzare questi codici sia che il COVID sia diagnosticato e confermato da test di laboratorio, ma anche se i test di laboratorio sono dubbi, inconcludenti o non disponibili. Quindi praticamente tutti...
Istat divulga inoltre il vademecum su come compilare la scheda di morte con anche un video esplicativo e scrive che "nella parte I bisogna riportare la sequenza delle condizioni che ha portato direttamente al decesso: nella riga 1 la CAUSA INIZIALE, ossia l'origine della sequenza, nelle righe 2, 3, 4 le condizioni o complicazioni scaturite... " e scrive di riportare solo nella parte II del quesito 4,. .. le condizioni generali del paziente" e le malattie pregresse.
E scrive "E' importante riportare SEMPRE l'informazione, confermata o sospetta, della presenza del COVID-19... anche se non c'è una diagnosi confermata. " e aggiunge "Quando un decesso è dovuto a COVID-19, questa condizione è probabilmente la CAUSA INIZIALE di morte e quindi dovrebbe essere riportata sulla riga I del quesito 4 del certificato di morte. "
Fa anche degli esempi, dove soggetti con patologie pregresse gravi, in corso anche da 10 anni, vadano indicate nella parte 4 e non nella CAUSA INIZIALE.
Ho messo in maiuscolo CAUSA INIZALE dei testi ufficiali perché poi ISTAT dichiara che: "per la produzione del dato statistico, l'ISTAT effettua la codifica delle patologie e individua la causa iniziale di morte, ovvero quella direttamente responsabile del decesso. "
Quindi riassumendo per l’ISTAT tutti i decessi, confermati o meno di COVID-19 saranno catalogati decessi COVID-19?
https: //www. istat. it/it/archivio/240401
https: //www. istat. it/... /Covid_Indicazioni_scheda_morte. pdf
2) L’Istituto superiore di sanità pubblica settimanalmente un INFOGRAFICA dei decessi COVID a partire dal mese di marzo.
Come vede anche l’ultimo bollettino del 4 novembre che le allego parla di 39. 052 decessi con un’età media di 80 anni e mediana di 82 anni.
Ma analizzando i dati possiamo vedere che l’85, 4% è over 70 e addirittura il 95, 4% è over 60.
Questo significa che la mortalità da 0 a 59 anni è del 4, 6% ossia 1796 persone.
Poi scrivono che hanno potuto analizzare le cartelle cliniche di soli 5. 047 decessi dei 39. 052, perché degli altri non hanno cartelle cliniche. Ma secondo lei è possibile che degli altri 34. 000 non conoscano la cartella clinica che è dal 2004 che abbiamo tutti la tessera sanitaria e possono vedere anche se compriamo l’aspirina grazie a quella e non solo le gravi patologie e gli esami fatti? Non le sembra strano? Comunque anche se prendessimo per buono queste 5047 cartelle cliniche, di queste solo il 3, 4% non aveva patologie gravi pregresse ossia 171 persone.
Ogni anno in Italia per qualsiasi influenza muoiono 600-700 persone senza patologie pregresse e nella stagione influenzale come da link che può vedere qui sotto sono stati 8. 677. 000 i contagiati in Italia assistiti dalla Sanità.
E allora mi domando perché quest’anno tutto questo casino che a voler vedere i numeri sono addirittura inferiori.
http: //www. salute. gov. it/portale/temi/ documenti/epidemio logica/Influnet_2018_17. pdf
https: //www. epicentro. iss. it/coronavirus/bollettin o/Report-COVID-2019_4_novembre. pdf

Non so se ha letto tutto ma spero di sì.
La ringrazio per l’attenzione.
Rossella Zobbio”

Giovedì 12 novembre 2020 09:32:39

Dal 1 luglio sono proprietario di una casa in c. e. A4 e ad oggi non sono ancora riuscito, malgrado sollecitazioni settimanali, a collegare il mio fotovoltaico alla linea elettrica. Spreco di energia green e soldi (le mie bollette) BUROCRAZIA. Una vergogna. Grazie
Saluti Magrin

Mercoledì 11 novembre 2020 20:51:06

Ecco l’ora nella quale esco dal mio ambulatorio vicino Perugia. Dalle 8, 30 sono uscito alle 13 per rientrarci alle 15 fino ad ora. E nella pausa non sono andato a divertirmi, ma, vestito con protezioni comprate da me, a visitare chi ne ha bisogno (non i febbrili o sospetti che gestisco telefonicamente e in caso di bisogno contatto le USCA per farli valutare, sempre con mio stretto interessamento nei loro riguardi). E stasera a casa mi guardò il portale per controllare e contattare i miei pazienti Covid che gestisco a domicilio (a stamattina erano 25). Se non c’è sintomatologia allarmante non li ricovero certamente ma me li tengo stretti io (e con piacere) aiutato dai Medici dell’Usca... e loro ne sono felici e tranquillizzati perché con tutti i miei pazienti da sempre ho un rapporto meraviglioso. In questo momento più volte ho pensato di andarmene in pensione, forse lo potrei ho 67 anni, ma se continuò a stare qui, abbandonato da Dio e dagli uomini, non lo faccio per quattro soldacci, ma per l’affetto, l’amore, il coinvolgimento a tutto tondo che ho con i miei assistiti DA SEMPRE. La inviterei a venire con una troupe da noi così vi rendereste conto di quanto è come stiamo lavorando pur sommersi da inutile burocrazia che non dovrebbe competerci. Se vuole, visto che quello che ho scritto è la milionesima parte di quello che facciamo giornalmente, la invito a venirci a trovare. Grazie il mio cellulare è 347-------. Pensi che ne ho 2 uno privato e uno per i pazienti... e questo fa ridere a me e a loro perché i due numeri sono sempre attivi e raggiungibili pure di notte... e io continuo a girare con 2 telefoni in mano come un babbeo e pagare 2 utenze! Ma io sono un babbeo felice perché amo e sono amato. Ah! Le do pure l’altro numero 348-------. Provi a chiamarmi anche nelle ore notturne così si renderà conto da sola che tutto quello che le ho scritto (poco ma a voce potrei fare di meglio) corrisponde al vero. Con tanta stima ad una donna che ho sempre apprezzato e ammirato Ugo Orlandi Medico di base specializzato in Cardiologia ma fuggito dall’ambiente Ospedaliero in tempi non sospetti per ‘darmi’ interamente alla Medicina del territorio (ormai fatta a pezzi dai nostri lungimiranti governanti) e ai suoi fruitori... che non sanno più dove sbattere la testa e che hanno come unico riferimento noi.

Mercoledì 11 novembre 2020 16:21:35

Gentilissima dottoressa Gabanelli,
seguo sempre con molto interesse i suoi servizi, compreso l'ultimo sui Medici di base e i tamponi per il Covid. Nel complesso in equilibrio tra un velato attacco e una velata difesa della mia categoria.
Ad un certo punto mi sono imbattuta in una cifra relativa ai nostri stipendi: per circa 1200 pazienti 104. 000 euro lordi all'anno.
Ho un massimale di 1000 pazienti, per scelta (è già un numero elevato per poter far bene il nostro mestiere). Quindi il mio stipendio annuo sarebbe 86. 000 euro all'anno, in proporzione. Perplessa, sono andata a ricontrollare il mio CUD dello scorso anno: 60. 290 euro lordi. Circa un terzo in meno. Allora sono andata a vedere il CUD dell'anno precedente: 64. 400 euro (c'erano arretrati degli anni precedenti).
Forse ATS Milano Città sta pagandoci meno del dovuto? Sinceramente non credo.
La prego, sia gentile, verifichi i dati che le hanno dato e pubblichi una correzione.
Altrimenti sarò io a dover operare una "correzione " sui dati dei suoi servizi e sarebbe per me molto doloroso.
Monica Marabini, medico di base a Milano Città da 25 anni
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dott. ssa Monica Paola Luisa Marabini
Medico Chirurgo
Specialista in Cardiologia - Specialista in Farmacologia Clinica
Convenzione con ATS Città di Milano: 23916
st.: ------- 8 - 20146 Milano

Mercoledì 11 novembre 2020 15:26:47

Gent. ma Sig. ra Gabanelli.
Seguo sempre con molto interesse i suo report su Data Room. Come milioni di Italiani sono un assiduo (non ludopatico) giocatore di gratta e vinci sempre con il sogno di poter vincere qualche cifra interessante. Sto osservando che nell'ultimo anno anche le piccole vincite sono diventate una rarità. Sempre più credo che sia l'ennesima truffa ai danni del popolo.
Magari una bella inchiesta in questo oscuro mondo ?
Grazie Mario

Mercoledì 11 novembre 2020 11:26:34

Gent. le dott. ssa Gabanelli, sono un medico di base rimasto molto deluso dalle sue considerazioni in merito al nostro operato nella trasmissione nel TG7 di lunedì.
Quando parla di medici che non rispondono al telefono, non fanno visita domiciliari ormai diventati solo dei burocrati, si rivolge invece ad una categoria che sta sostenendo insieme ai colleghi ospedalieri il sistema sanitario nonostante la politica non abbia programmato questa seconda ondata e le asl siano rimaste immobili riuscendo solo a scaricare compiti sui medici di base.
Proprio nella giornata di lunedì io ho risposto a 68 telefonate, 66 e-mail, ho effettuato 12 visite su prenotazione in ambulatorio e 5 visita domiciliari.
Accendo il cellulare alle 8 del mattino e lo spengo alle 20 e le assicuro che squilla in continuazione; le asl ci hanno scaricato tutte le vaccinazioni che normalmente facevano nei presidi dei vari paesi io dovrò farne più di 400 di cui almeno 300 li sto ancora aspettando, mi sono organizzato grazie al sindaco del paese e li eseguirò presso una villa con parco di proprietà del comune e con l'aiuto di una infermiera in una intera giornata di sabato; non contenti stanno tentando di scaricarci anche l'onere dei tamponi rapidi stile dittatura o li fate o vi sanzioniamo, ma come non potevano le asl stesse nei vari presidi organizzare dei punti tampone con infermiere anche in libera professione? non sapevano che sarebbe arrivata la seconda ondata? non ci voleva un genio della sanità per organizzare almeno i tracciamenti e l'esecuione dei tamponi con più punti prelievo, No ora tocca a noi medici organizzarci in strutture da reperire (impossibile negli ambulatori magari posti in condomini) con tutti i rischi del caso a 12 euro lordi (poco più di 5 netti) !!!
Le ricordo inoltre che quando parla di 100. 000 euro l'anno di guadagno si riferisce al lordo tutto fatturato e Le lascio immaginare cosa rimane (meno della metà), le ricordo che, poiché liberi professionisti non abbiamo tredicesima, non avremo liquidazione alla pensione, non abbiamo ferie pagate, ma dobbiamo noi pagare sostituti o alternarci con altri medici e conseguente raddoppio degli assistiti, Le ricordo che le spese degli ambulatori (mutui, affitti, materiali sanitari, software e hardware, spese smaltimento rifiuti sanitari, contratti di gestione programmi medici e altro sono a carico dei medici).
Mi lamento? No voglio solo rispetto! !

Cordiali saluti.

dott. - Giuseppe Binda

Mercoledì 11 novembre 2020 10:33:57

Gentile signora Milena Gabanelli,
Sono un medico di famiglia e ho visto il video su Facebook sui medici di famiglia. Mi sento obbligato di fare delle precisazioni su alcune affermazioni che ritengo inesatte o fuorvianti. Cominciamo dalle ore di lavoro. Il Mmg sta 3 ore a studio ma poi deve fare tutto il resto del lavoro: visite domiciliari, accesso alle Rsa, Contatti telefonici coi pazienti, Pratiche di particolare impegno professionale, Accessi alle asl per materiali e pratiche burocratiche, Aggiornamento ecc, E quindi alla fine per tutti questi lavori si considera che il medico lavori tutto il giorno e le 3 ore riguardano solo la presenza in studio per le normali visite. Stipendio: il medico prende uno stipendio lordo, non come i dipendenti, e le spese e le tasse se ne portano via il 50% e questo non mi sembra un dettaglio di poco conto. Il pz viene pagato 3 euro al mese che con le spese diventano 1, 5 euro. Vi sembra molto? Io direi una miseria che non ha pari nei paesi occidentali. Veniamo al covid. Il medico non può liberamente visitare i pz covid perché deve stare attento a non ammalarsi perché questo sarebbe un grave problema per i pz non covid visto che non sono quasi più seguiti da ospedali e asl, oberati dal covid. E i dispositivi di protezione arrivati sono minimi. Se il medico si ammala, è molto difficile farsi sostituire e i sostituti col carico attuale hanno davvero problemi gravi a gestire lo studio. Inoltre, e questo è il problema più grave, a distanza di 10 mesi dall'inizii della pandemia, ancora non abbiamo ricevuto, né dalle società scientifiche né dalle autorità sanitarie, un benché minimo protocollo terapeutico per i pz covid domiciliari, per cui i medici più intraprendenti cercano di carpire dagli ospedali notizie sulle terapie possibili da fare da fare a domicilio, mentre i più pavidi danno paracetamolo e basta, aspettando l'evoluzione naturale della malattia. Questo è certamente il punto più dolente della storia su cui la prego di fare luce e di spingere affinché le autorità si attivino a darci un protocollo almeno di massima per curare i pazienti a casa, invece di chiederci di fare i tamponi che è una attività che possono fare molte altre categorie e che nello studio è quasi sempre pericoloso per il medico e per tutti i pz non covid. Cordiamente Dr Padiglioni

Martedì 10 novembre 2020 19:52:42

Gentile dr.. ssa Gabanelli,
mi permetto di porle alcune domande. Come mai in regione lombardia l'esecuzione di un tampone per covid può essere effettuato privatamente solo presso le Ospedali della sanità privata e non può essere effettuato privatamente presso le strutture pubbliche?
Specifico meglio: qual'è il costo di un tampone covid presso una struttura pubblica (se effettuato a carico del SSN) e perchè presso le strutture private il costo all'utente è diverse volte quello presso la struttura pubblica?.
Variante della domanda che tuttavia porta alla stessa risposta: Come mai quest'anno i medici di base e le i centri vaccinali dell'ats fanno fatica ad effettuare la vaccinazione antiinfluenzale, le farmacie sono sprovviste di vaccini (che l'anno scorso costavano 13-15€) mentre le strutture private si sono organizzate per effettuare vaccinazioni antiinfluenzali alla modica cifra di 80€?
Può essere che l'assessore alla Sanità Gallera e il Governatore Fontana, preoccupati di agire tempestivamente per preparare le strutture pubbliche a far fronte alla possibile recidiva della pandemia non si siano resi conto delle implicazioni di certe disposizioni o è meglio peccare pensando andreottianamente che ne fossero perfettamente consapevoli?
Curioso di leggere le sue risposte le porgo i miei più cordiali saluti

Martedì 10 novembre 2020 19:26:15

Gentile Sig. ra Gabanelli. In riferimento alle sue recenti considerazioni sui medici di medicina generale, la invito serenamente a trascorrere una settimana nel mio studio medico in Sardegna. Sono certa che si renderebbe conto della inesattezza di molte sue affermazioni, profondamente lesive di una categoria che tanto si sta prodigando, anche rischiando la propria vita, in questi difficili giorni. Visite a domicilio, telefonate che non restano mai prive di risposta immediata o tramite chiamata successiva, urgenze. A tutto io cerco di rispondere con generosità, e con guadagni ben lontani da quelli di cui Lei ha parlato. Non siamo solo dei burocrati. Siamo molto di più, lavorando anche 13 ore al giorno come nel mio caso. Non mi riconosco, naturalmente, nella sua sconfortante descrizione. La sua grande esperienza dovrebbe servirle ad evitare come la peste le generalizzazioni, stando da queste lontana migliaia di chilometri.
Cordialmente.
Dr. ssa Irene Pes MMG Arzachena (SS) SARDEGNA

Martedì 10 novembre 2020 17:57:29

Gentile dott. ssa Gabanelli ho sempre apprezzato il suo modo di approcciare gli argomenti trattati, andando al cuore dei problemi e verificando le sue fonti. Ho appena finito di ascoltare il suo dataroom ed intervento su La7 relativo al ruolo dei Medici di Famiglia in questa pandemia. Premesso che in ogni categoria professionale c’è chi lavora con coscienza e chi meno ma credo che in questo periodo la maggior parte dei miei colleghi stia dando il massimo. Io ho la convenzione dal 2011 e sono quasti massimalista ma i miei guadagni sono ben lontani da quei 104000 € l’anno da Lei citati, anche se non mi sono mai lamentata dei miei compensi e delle mie spese da sostenere mensilmente, c’è sicuramente chi guadagna meno di me. Non ho mai lavorato solo 3 ore al giorno, rispondo al telefono il sabato, la domenica ed i festivi da sempre e cerco di richiamare tutti i pazienti a cui non ho potuto rispondere. Dal mese di marzo 2020 il nostro modo di lavorare è radicalmente cambiato e dal mese di settembre siamo in un vortice da cui non si riesce ad uscire. I miei telefoni squillano in continuazione, le richieste tramite e-mail si moltiplicano, l’agenda per gli appuntamenti va organizzata rispettando i tempi e i modi per visitare i pazienti in sicurezza. Dal 5 novembre, con ordinanza regionale della Regione Lazio tocca a noi individuare, segnalare, tracciare i contatti, aprire e chiudere le quarantene dei casi covid. Questa è solo la parte burocratica di cui farei volentieri a meno per dedicarmi alla clinica dei pazienti ma, visto che il SISP è al collasso, non posso fare altrimenti. La parte clinica inizia con il contatto quotidiano dei miei 50 pazienti covid (anche in video chiamata) di cui valuto temperatura, saturazione e sintomi modulando la terapia al bisogno, terapia che fra sei mesi (alla chiusura dei bilanci) mi verrà sicuramente contestata dai miei dirigenti perché secondo le indicazioni degli specialisti non avrei dovuto somministrare a domicilio. Ad oggi ho dovuto ospedalizzare 1 solo di questi pazienti, sarò stata brava o fortunata? Sinceramente non lo so perché sul territorio, faccio parte della ASL Roma 5, le USCAR non sono mai partite. Proprio le USCAR con medici specialisti e un infermiere sarebbero state fondamentali per poter gestire degnamente un paziente a domicilio, potendo almeno eseguire qualche esame diagnostico ed ematochimico. Non mi dilungo oltre descrivendo il resto dell’attività ordinaria dello studio, comprese 430 vaccinazioni a cui ho dedicato i miei “ sabato” in questo mese. Sono tra quelli che si sono resi disponibili ad eseguire i tamponi in sicurezza fuori dal proprio studio, in locali adatti, separati dalle zone cosiddette “ pulite “, con smaltimento corretto dei materiali infetti altrimenti creeremo solo nuovi focolai. La invito volentieri a trascorrere una giornata tipo, attualmente ha inizio alle 7: 30 e fine alle 23: 30 (forse), ammiro i miei colleghi ospedalieri che stanno scoppiando anche fisicamente ma temo per la nostra tenuta mentale.

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